Severus Snape has died

Severus-SnapeChe anno di merda.
E’ cominciato da nemmeno due settimane è già porta con sé la scomparsa di due grandissimi interpreti: dopo la dipartita di David Bowie (di cui ancora, ritengo, in moltissimi non hanno smesso di elaborarne il lutto), ora è purtroppo la volta di Alan Rickman, attore britannico di ascendenza teatrale, reso praticamente immortale agli occhi del grande pubblico con la titanica rappresentazione del professor Severus Snape (“Piton” in Italia) nei film dedicati ad Harry Potter, di cui qualcuno potrà anche non aver apprezzato il franchise nel suo complesso, per mille motivi comprensibilissimi, ma di fronte al cui comparto attoriale (con eccezione forse di Daniel Radcliffe e Rupert Grint, questi nei panni di Ron Weasley) non ci si può non levare tanto di cappello.

Severus-Snape-2Per me Rickman è sempre stato un volto pieno di significanza e di ironia sotto traccia, una maschera piena di sfaccettature espressive non ridondanti o gigione, ma trattenute, complesse, che hanno dato ogni volta del valore aggiunto alle pellicole, anche di carattere action, in cui il nostro attore si è cimentato.

Hans-GruberDopo quella del Professore di Pozioni di Hogwarts, simbolo stesso della casa dei Slytherin (“Serpeverde” nella versione italica), figura apparentemente ambigua ma in realtà eroica e dilaniata da potenti conflitti interiori (a cui Rickman rese onore, segnando ogni sguardo ed ogni smorfia del suo eroe), il personaggio che più ho nel cuore, del nostro interprete londinese, è senza dubbio quello del criminale Hans Gruber del primissimo “Die Hard” e lo affermo con buona pace di chi certamente storcerà il naso, apprezzando parti molto più nobili e teatrali di questa da me citata, ma al cuore non si comanda, si sa!

Hans-Gruber-fallingLa sua caduta dal palazzo, ripresa in modo efficace da quel regista fracassone ed intelligentissimo (maestro del mainstream meta-testuale) quale è John McTiernan, è un’immagine scolpita nel mio immaginario, così come la morte di Severus, tra le braccia del maghetto, dopo atroci spasimi di dolori e nell’istante infinitesimale in cui regala, con le lacrime del suo occhio, ricordi preziosi e rivelatori.

DogmaOvviamente immagini di fiction, mentre la dipartita di Rickman è reale, così come la sua età di sessantanovenne, così tracigamente simile a quella di Bowie.

Judge-TurpinSpero vivamente di non dover scrivere altri post come gli ultimi due che ho fatto recentemente: dei coccodrilli, delle giaculatorie, delle preghiere a commemorazione, che inevitabilmente, non appena pubblicate , divengono pelose e come tali, antipatiche.

Ecco anche perché la mia abituale logorrea ha lasciato il posto qui ad una brevità di testo, per me decisamente inconsueta.

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89 pensieri su “Severus Snape has died

    • Sono passati mesi e ancora ripenso alla morte di Alan Rickman! Premetto che ho avuto modo di vederlo sul grande schermo per la prima volta quando ho visto al cinema Harry Potter e la Pietra Filosofale, all’età di 9 anni. Io sono stata e sono tuttora un grandissima fan di Harry Potter, tanto da aver rappresentato la mia infanzia. Motivo per cui, una volta venuta a conoscenza della morte di Rickman ho sinceramente pensato che un pezzo di quell’infanzia se ne fosse andata via per sempre! Ad ogni modo ho visto il nostro Snape anche in altri film, come Love Actually e Profumo, e si è sempre riconfermato per l’attore bravo e sensibile quale era. Anche nei ruoli più antipatici era comunque in grado di far emergere un lato dolce e tenero e bastava guardare i suoi occhi per capirlo. Hai scritto un bell’articolo da dedicargli. Non una commemorazione come mi sarei aspettata, ma parole molto dolci nei suoi confronti in cui traspare la tua sincera ammirazione!

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      • Che bellissimo commento!
        Hai perfettamente ragione quando dici che quella che provo nei confronti dell’attore che così tanto bene ha impersonato il professor Piton sia da parte mia ammirazione sincera e se non temessi di essere frainteso, aggiungerei che quello che provo e in realtà affetto, un sentimento che si è trasformato in vera commozione, quando poi alla fine, quella silente figura eroica si è spenta in modo sublime.
        Malgrado non sia una lettura blasonata, spesso anche aspramente criticata e vilipesa da molti miei ex colleghi di università, da amici blogger e da nientisti ed hater dell’ultima ora, sappi che ho personalmente amato moltissimo tutta la saga di Harry Potter, sia in libri, sia in film.
        Fu una passione travolgente, che all’epoca mi spinse persino a fare la fila di notte, fuori della libreria Feltrinelli International di Bologna, in occasione dell’uscita di ogni nuovo capitolo in lingua originale, senza riuscire ad aspettare l’uscita di ogni edizione italiana, tanta era la voglia di continuare il piacere della lettura.
        Ti sono infine molto grato per le belle parole che hai speso per il mio piccolo post.
        Grazie ancora!

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    • Se vai a scavare, amico Lapinsù, ne troverai una bella serie di parti memorabili… ma certo che quella del primo Die Hard, non si scorda, per altro riagganciata con il terzo film (si, io spesso “salto” il secondo… assurdamente tratto da un romanzo, a differenza degli altri e diretto da un carneade senza colore…).
      Dall’assenza di commenti in merito da parte tua, devo dedurre che i film del maghetto non albergano nella Lapinsù Home… correct?

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      • Mia moglie ha una sorella molto più giovane di lei (fanno 15 anni di differenza tondi tondi).
        Fino ad ora (e credo ancora per qualche anno) la cosa non mi tange più di tanto, ma essendo loro praticamente identiche ho il timore di cosa potranno partorire i miei pensieri quando la mia Romy si avvierà verso si 50 mentre la sua sorella praticamente identica avrà di poco scavallato i 3o…
        Ma vabbè, questo è un problema mio, un problema che non auguro a nessuno e che ho tempo per metabolizzare ed allenarmi a gestire.
        Comunque, questa cognata “sui generis” non per l’indole o il carattere (è una ragazza adorabile) quanto per la sfacciatamente giovane età, costinse un paio di lustri fa me e mia moglie a vedere il primo film della saga Harry Potter.
        Lo trovai adorabile.
        Poi mi sovvenne un commento che il mio vate Stephen King fece nella sua semi-autobiografia On Writing, nella quale – a corti discorsi etichettava la saga della Rowling come la quintessenza della fantasia tradotta in letteratura.
        Fu così che quel grammo di anima artistica che ogni tanto mi piace sollazzare, si impose e mi obbligò a rifuggere tutti i successivi film della saga: DEVI LEGGERE I ROMANZI, tuonò. Ed io, ancor oggi, non so disattendere quel dettame.
        Per altro, fresco di acquisto di Kindle Paperwhite (acquisto che per altro caldeggio a qualunque essere vivente alfabetizzato), quel vetusto monito potebbe finalmente prender forma. Ti farò sapere.
        ______________
        Tempo fa (ormai un anno) scrissi a proposito di Noi siamo infinito che alcuni film mi hanno aspettato, hanno atteso il momento giusto per farsi vedere da me quando avessi potuto apprezzarli pienamente e compiutamente. Voglio credere e sperare che la stessa cosa valga per i libri e che finalmente, quando leggerò i romanzi della saga di Harry Potter anche questo mio personalissimo cerchio possa chiudersi, con buona pace della mia adorata consorta ormai invecchiata e della bellezza ancora fulgente della sua più giovane sorellina.
        ‘notte amico

        PS: chiedo venia per eventuali errori di battitura ma, causa visita inaspettata di intimissimo amico, ho bevuto un paio di cicchetti di troppo 😀

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        • E siamo a posto anche per oggi, con l’oramai abituale intermittenza nelle notifiche dei commenti… perciò rispondo ora a quanto da te commentato circa 17 ore fa…

          1. Il siparietto con la cognata di 15 anni più giovane di tua moglie e simicissima fisicamente sembra il plot di una di quelle commedie francesi degli equivoci, dove le ansie degli adulti in stile “American Beauty” si alternano alle situazioni imbarazzanti e come tali comiche.
          Spero bene per te… perché nel cvaso non saresti ovviamente quello che riderà…

          2. Il successo della saga del maghetto è devastante: quando uscivano i libri della Rowlings, ricordo ancora la fila di persone fuori della libreria Feltrinelli International in Via Zamboni a Bologna, dove veniva a mezzanotte venduto ogni volta il volume in lingua originale, con gente che arrivava persino a farselo tradurre per l’ansia di sapere come proseguiva la storia….
          Aldilà delle tante critiche negative o delle lodi sperticate, la Rowlings ha sempre avuto due enormi meriti: primo, l’aver creato una saga in cui i personaggi crescono e mutano (sia fisicamente che emotivamente) negli anni, attraverso l’evoluzione di una storia in cui sin da subito si percepisce un progetto ed un idea che si sviluppa in modo evolutivo, fino alla conclusione coerente e potente; secondo, la capacità indubbia di saper creare una moltitudine di personaggi secondari che affollano la scena, dando pienezza e profondità ai racconti, anche laddove (specie nei primissimi libri) l’inesperienza come scrittrice rendeva il plot troppo fragile.
          Da appassionato di letteratura, posso dirti che troppi lettori fugaci hanno scambiato i libri della Rowlings per opere banali: sono letteratura per ragazzi, scritta con un target ben preciso, ma mai offensive per l’arguzia del lettore anche adulto, con eccezione forse del terzo libro, dove il plot ha delle cadute logiche fortunatamente subito dimenticate.

          I film che seguirono i romanzi, pur necessariamente presentando alcune differenze con la trama dei libri, hanno avuto un trattamento di sceneggiatura che ha tenuto conto in modo quasi maniacale dei testi della scrittrice britannica: le differenze tra un film e l’altro seguono infatti due binari paralleli, con la evidente virata adulta delle storie e dei dialoghi, dovuta alla maggiore età non tanto degli attori quanto dei personaggi stessi (ogni anno più vecchi sia nei libri, sia nei film, sia nella vita reale degli attori) e con la differenza stilistica dei registi (il taglio più infantile e favolistico di Chris Columbus dei primi due film era tale non casualmente, così come le scelte dark di Cuaron per il terzo film e la costante maggiore serietà di David Yates per le ultime quattro pellicole), ma non dobbiamo dimenticare che lo sceneggiatore (con eccezione della presenza di Michael “Contact” Goldenberg per il 5° film) di tutti i film è sempre il medesimo (Steve Kloves), così come i produttori.

          Se non fosse passato troppo tempo dalla fine della saga, ci scriverei sopra un bel post di analisi, ma forse sarebbe davvero inutile, mah!

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                • Chiama Wwayne che qui ci si diverte…

                  Ti avviso che non è finita, anzi, è solo l’inizio…

                  Lui è Vince Vaughn

                  Vince-Vaughn

                  La moglie vera è Rachel McAdams

                  Rachel-McAdams

                  La sorella di 15 anni della moglie è Elle Fanning

                  Elle-Fanning

                  Il padre della moglie è Danny Trejo

                  Danny-Trejo

                  L’amico d’infanzia di lui è Chris Pratt

                  Chris-Pratt

                  La moglie dell’amico di Lui, nonchè fattucchiera e medium è Zoe Saldana

                  Zoe-Saldana

                  La mamma di Lei è Meryl Streep

                  Meryl-Streep

                  Con un cast così ne possiamo vedere delle belle… mettiamoci anche un cinese misterioso… ovviamente il grande  Chou-Yun-fat

                  Chou-Yun-fat

                  …Un sicario della mafia russa… Daniel Craig…

                  Daniel-Craig

                  Ed è pronta un’altra trama ancora…

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                  • Che cast della madonna!!!! Non oso pensare quanti salti mortali dovrà fare il produttore per mettere in riga tutte queste star e, soprattutto, tutti i loro agenti che batteranno cassa per un cachet a 6 zeri.

                    Dato che il film si basa sulla mia vita, mi permetto di dire la mia!!!

                    VINCE VAUGHN: semplicemente perfetto. E’ sempre difficile trovare il proprio alter ego, ma lui è veramente perfetto. Istrionico, ironico, sarcastico. Gli invidio solo l’altezza eheheheheh

                    RACHEL MCADAMS: ero certo che avresti scelto la mia Rachel Weisz e con la McAdams mi hai veramente spiazzato. Comunque devo dire che la scelta è ottima: è bella (MOLTO BELLA) ma la sua è una bellezza umana, semplice e che trova la sua eccezionalità nell’essere comune.

                    ELLE FANNING: fosse stata scritturata la Weisz, la sua sorellina 21enne perfetta sarebbe stata Shailene Woodley. Ma visto che abbiamo virato in zona bionde, la Fanning ci sta, anche se il suo viso è un po’ più spigoloso di quello della McAdams. Direi che ci siamo anche con lei.

                    DANNY TREJO: che mi toccasse un suocero pericolo ne ero certo. Ma COSI’ pericoloso mi pare troppo… Pensavo di finire in zona DeNiro de Ti presento i miei e invece son finito in zona Rambo… povero me…

                    CHRISS PRATT: ormai è come il prezzemolo, sta dappertutto. Ma per fare l’amico gigione mi sarei accontentato di Adam Sandler 😀

                    ZOE SALDANA: con quel sorriso e quelle chiappe, chi sono io per poter recriminare sul suo casting?????

                    MERYL STREEP: la migliore, lieto che ci sia lei. Solo per regolarmi, però: mi aspetta una suocera tipo Miranda Priestley o tipo Julia Child?????

                    CINESE MISTERIOSO: bella trovata!!! Ma cosa gli facciamo fare? Il cartomante? il bruce-lee? O il topo d’appartamento?

                    DANIEL CRAIG: va bene lui, ma già c’ho Machete come suocero… il sicario della mafia russa me lo risparmierei più che volentieri….

                    PS: mi devi fare ancora 2 nomi:

                    REGISTA

                    SCENEGGIATORE

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                  • Scusate se mi intrometto… Non so nemmeno se sto sotto al commento giusto, comunque…
                    Piccolo appunto per la trama: ci deve essere anche quel non so che di moccoloso che piace tanto a Lapinsu. Ed il sicario russo lo farei amico del suocero, minaccia a cui ricorre in casi estremi.
                    Pratt mi sembra un pochino troppo giovane per la parte del migliore amico del protagonista dato che esso è interpretato da Vaughn, e se invece fosse un collega/provolone della moglie che si ritrova con il campo quasi libero? Sarebbe perfetto per il finale in cui lui si accorge di amare davvero la moglie per tutto quello che è e non solo per l’aspetto fisico.
                    E poi ci infilerei anche un ragazzo/pretendente per la sorellina, tanto per movimentare un po’ di più la situazione già abbastanza incasinata 😉
                    La sceneggiatura l’avrei fatta fare a Nora Ephron, ma purtroppo non c’è più. 😦
                    Mchan
                    Ps: scusate di nuovo l’intrusione, ma la mia fantasia galoppante non poteva non rispondere ad un invito così succulento 😛

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                    • Ottimi spunti Mchan!!!
                      Hai ragione sia sull’aspetto moccoloso (se il film parla di me giustamente non può mancare) sia sul giovanotto per la cognatina.

                      A questo punto aspettiamo che il padrone di casa decida il da farsi 😀

                      PS: comunque devo fare ammenda: son riuscito a sputtanare un post serissimo e tristissimo. Ormai sono irrecuperabile 😦

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                    • Caspiterina!!!
                      Qua sei andato AVANTISSIMO.

                      Onestamente il plot in stile europeo-serioso fa molto più figo… ne potrebbe venire fuori un bel film… ma noi non vogliamo un film BELLO noi vogliamo un film CHE PIACE!!!!!
                      Quindi, come già ti dissi, io parteggio per il favoleggio disneyoso.
                      Dai dai dai, son curioso di sapere come va a finire!!!!

                      PS: il film che tu citi con la Curtis e la Lohan e un remake (o giù di lì) di un analogo film degli anni 70 dove il ruolo che fu della Lohan poggiava sulle spalle ben più solide di una giovannissima Jodie Foster (non so però se precedente o successivo a Taxi Driver).
                      Ora potrei googlarne il titolo, ma voglio vedere prima se te lo ricordi tu A MEMORIA (so che sei troppo onesto per barare heehhehehe)

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                    • PPS: l’unico modo per cui potrei votare per il plot 1 è che la storia viri dalle acque melmose del polpettone sulla crisi di mezza età verso le acque agitate del thriller spettacolare. E se dico Thriller dico Fincher, quindi la regia spetterebbe a lui per una sorta di IUS PRIMAE NOCTIS su tutto ciò che è thriller di qualità 😀

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                    • Faccio una risposta unica dei tuoi ultimi due commenti: non ho googlato quel film di cui parli e ti dico subito che non lo conosco!!! Arrgh!! Mi manca addirittura un film con la Foster (fosse una mancanza con la Lohan, beh, chissene…)…
                      Non sapevo che quella commedia (vista in fretta su Sky) fosse un remake, mea culpa, mea ignorantia!

                      Andiamo al plot, ora e ci concentriamo su Mchan che ha sparigliato i giochi con un plot perfetto (sintonizzati sulla catena di commenti), partendo dal tuo soggetto (l’idea iniziale della botta in testa è tua) e poi ha messo la quarta…

                      Lasciamo stare tutto (come fanno i produttori di Hollywood), mandiamo a casa gli sceneggiatori da thriller (avevo scomodato niente meno che David Mamet) e quelli inquietanti da film drammatico-suspence (avevo pensato ad Aaron Sorkin), così come i registi alla Tornatore (la mia scelta) e alla Fincher (la tua scelta, meravigliosa per altro, per il taglio alla “Gone girl” che il film avrebbe potuto prendere).

                      Ora si lavora su una nuova storia…
                      Abbiamo il soggetto sviluppato, ma dobbiamo rifinirlo un po’… ne parlo con mchan e poi dobbiamo fare modifiche al cast…

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                    • Ottimo intervento Mchan ed anche graditissimo!
                      Ricapitoliamo un attimo…

                      Lapinsù/Vaughn (già qui ci sarebbe una differenza di età mostruosa, ma siamo ad Hollywood, dove i 53enni volano attaccati all’esterno degli aerei, quindi, quasi tutto è possibile…) ha una bella moglie ed una cognata molto più giovane, che con gli anni diverrà sempre di più una sorta di copia più giovane della moglie stessa…

                      Due possibili plot si sviluppano ora:

                      1° Intimista, pruriginoso, drammatico (mood Patricia Highsmith):
                      in cui il marito (lo chiameremo Vincent) si rifiuta di ammettere l’invecchiamento delle proprie carni e finisce per innamorarsi della cognata molto più giovane di lui, fingendo in questo modo di rivivere la passione che da ragazzo provava per sua moglie; la ragazza sembra assecondarlo e la vera moglie sembra non accorgersi di nulla, ma durante una vacanza clandestina (in un posto in stile isola della Grecia che fa tanto intellettuale radical-chic) la ragazza deruba Vincent e si rivela per essere stata sin dall’inizio complice della moglie, che aveva rivelato alla sorella tutti trucchi per somigliare a lei da giovane; ne seguono cuori infranti, forse un suicidio, una sparatoria (non muore nessuna delle due donne, forse il ragazzo della giovane, ma si vedrà), un addio, un traghetto che si allontana, bicchieri sul tavolino, tende che si agitano al vento davanti ad una finestra aperta, blà, blà (regia Tornatore, sceneggiatura di qualità di David Mamet o veramente cretina di Joe Eszterhas)

                      2° Commedia-fantastica, disneyana, moccolona:

                      Il marito (Vincent) in qualche modo è andato avanti nel tempo (oppure ha smesso di invecchiare? Ma questo sarebbe meno favolistico e più inquietante, in stile Philp Dick… quindi lo scarterei) e si ritrova la cognata cresciita all’età che aveva la vera moglie quando ha fatto il salto in avanti…
                      La moglie invecchiata lo riconosce? Lo scambia per qualcuno altro? Semplicemente non s’incontrano mai per la strada o vivono in case diverse? Nel piano temporale originale, Vincent è scomparso o morto oppure ci sono due Vincent?
                      Tanti quesiti ed ecco in aiuto la magia, magari quella dei biscotti cinesi della fortuna, come nella commedia “Freaky Friday (Quel pazzo Venerdì)” in cui Jamie Lee Curtis interpreta la mamma di Lindsay Lohan e si scambiano i corpi oppure quella dei sogni lucidi nel molto più gradevole film con la Jenniger Garner e Mark Ruffalo la ragazzina Jenna Rink, insoddisfatta della sua condizione di adolescente si trasporta magicamente nell’età adulta.

                      Il cast può arricchirsi finchè si vuole, ma dobbiamo dare al plot un’ossatura, perché per ora è un po’ incasinato… ci aiuti?

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                    • Ma cosa abbiamo creato??? O.O 😛
                      Io propenderei per il secondo, sai il genere moccoloso è molto Lapinsiano, però mi piaceva l’idea iniziale della botta in testa. Quindi: Vincent batte la testa e si risveglia in ospedale con accanto la cognata perché era con lei a cercare un regalo per la moglie, a causa della botta in testa ha dimenticato gli ultimi 15anni e pensa che lei sia la moglie o meglio la fidanzata dato che non erano ancora sposati all’epoca. Per il bene della psiche e della guarigione del paziente il dottore consiglia di assecondarlo, convinto che la questione di risolva in una manciata di giorni. Fortunatamente i due non convivevano così la questione diventa più fattibile e lui torna a vivere con i genitori (e qui bisognerebbe scritturare anche i genitori di lui a questo punto). Però Vince sembra non guarire, non riconosce la moglie e quasi ammazza di botte, o meglio viene ammazzato di botte, dal fidanzato/pretendente della cognata. Quest’ultima si presta alla pantomima, per amore della sorella maggiore, però alla fine sembra anche piacerle dato che lui la tratta come una principessa essendo innamorato cotto, cosa che invece i ragazzi della sua età non fanno. Però ad un certo punto, dopo svariate situazioni comiche con genitori delle sorelle e amici di una vita che sono invecchiati tutti di un colpo (secondo il suo punto di vista), lui si accorge che la cognata non è caratterialmente e chimicamente (perché l’amore è anche una questione di chimica tra due persone) come se la ricordava (e te lo credo, non è la sua Lei). Così finisce che si va a confidare con la moglie, che in realtà crede la zia di Lei, ed alla fine scopre, o meglio riscopre, di amarla.
                      Ok, è un po’ arzigogolato e magari anche non proprio originalissimo, però come vi sembra?
                      Oh, magari alla fine ne esce qualcosa di più sensato delle ultime uscite cinematografiche italiane, sicuro più dei cinepanettoni 😛
                      Mchan

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                    • Allora, Mchan. ne ho già parlato con Lapinsù: la storia che hai messo in piedi è perfetta!! Se fossi il produttore, la comprerei subito e manderei a casa gli altri script!
                      Dobbiamo adesso risolvere un paio di questioni…

                      1. Il punto di forza del nuovo plot (il tuo) è ciò che accade al risveglio di Vincent…Lui ha dimenticato gli ultimi 15 anni e con la testa è ritornato indietro, ma il suo corpo è quello dell’età cronologica, come giustifichiamo il suo normale invecchiamento? La Malattia? Vediamo…

                      2. Comiciamo a dare i nomi ai personaggi ed arricchiamo il cast… il ragazzo della cognata giovane è un personaggio da te introdotto geniale…

                      3. Avevo pensato ad una virata fantastica ma a questo punto stiamo sulla commedia pura ed abbandoniamo il cinese ed il sicario della mafia russa, direi…

                      Aspettiamo anche l’ispiratore di tutto ciò: Lapinsù…

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                    • Sì, ma infatti. Che fine ha fatto Lapinsù???????
                      Qui noi stiamo lavorando per lui… 😛
                      Non è che la moglie ha letto tutto ciò e l’ha giustamente ca****to??? (scusa il francesismo, ma quando ce vo’ ce vo’, se dice dalle mie parti)
                      Hai ragione: c’è questo piccolo problemino del fatto che Vince sia invecchiato mentre crede di avere 15 anni in meno, ma al momento non mi sovviene nulla, sorry.
                      I nomi credo che sia compito ed onore di Lapinsù. 🙂
                      Forse il sicario russo potrebbe tornarci utile per qualche sketch comico, o meglio qualche tizio similrusso da far passare con un classico qui pro quo in un sicario pericoloso.
                      Aggiungerei che ci manca la location. Rimaniamo in Italia o, dati gli attori americani/anglosassoni, ci spostiamo negli USA?
                      Mchan
                      Ps: e poi ci manca anche un titolo, anche provvisorio. La questione si fa sempre più intricata. E, tanto per la cronaca, io mi sto divertendo da morire. Mi scusasse Alan Rickman, oggetto principale del post e grande attore (anche se io credo di averlo visto solamente in Ragione&Sentimento e Love actually), ma io mi sto sbellicando dalle risate con ‘sta storia del film sul sogno proibito di Lapinsù.

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                    • Lapinsù in genere è molto mattiniero… arriverà domani mattina a commentare, mentre noi ancora dormiamo….

                      Giusto lasciare a Lapinsù la scelta dei nomi, almeno del cast principale…

                      La location è inevitabilmente statunitense, perché anche il cast lo è, altrimenti si ricschia uno di quei “mappazzoni” in cui attori americani girano per una Roma o una Milano da cartolina… Po vediamo se east o west coast, ma starei in una città, dove è più facile esseri immersi nella folla senza che davvero qualcuno ti conosca…

                      Rickman sarebbe fiero di quello che stiamo facendo, comunque, perché se cerchi i suoi interventi negli show televisivi americani (come quelli linkati da Elisa nel suo post) ti rendi conto che era un goliarda…

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                    • Cara amica ieri sera sono stato sequestrato dalla figlia per il gioco del pipistrello , la pappa, il pigiama, etc etc
                      Ubi maior minor cessat, mi spiace. Ora però mi metto subito in pari, promesso!

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                    • Ps: grazie per i complimenti, nella foga dello scrivere mi sono scordata, che maleducata! 😉
                      Comunque i complimenti vanno tutti a te che riesci a ricordarti anche nomi e cognomi di registi e sceneggiatori, io a volte ho bisogno dell’aiutino perfino con la trama… 😛
                      Mchan

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  1. Un grande se ne va.

    Tramite parole ma soprattutto immagini hai rappresentato le interpretazioni che più mi rimarranno impresse anche se magari non sono le più amate o le più “illustri”: come villanzone nel primo DIE HARD, come uno dei più atipici angeli del cinema in DOGMA, come perverso giudice in SWEENY TODD e confesso anche come Piton in HARRY POTTER, uno dei pochi personaggi che abbia apprezzato dell’intera saga.

    Veramente un pessimo modo per iniziare l’anno…

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    • Direi che è il momento di darci un taglio…
      Vorrei dire delle cose cattive su alcune categorie di persone per le quali non consumerei un micron di epidermide sulla tastiera, ma non faccio politica nel mio blog…

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  2. Di certo non si può dire che sia iniziato bene questo 2016 nel mondo dello spettacolo. Due articoli, questo e quello dedicato a David Bowie, non banali e commemorativi, un modo per rendere omaggio a due artisti che, in un modo o nell’altro, sono entrati nell’immaginario collettivo. Spero davvero di non dover leggere altri articoli del genere in questo periodo.

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  3. Uno dei miei primi ricordi, il più vivido, quello con cui l’ho conosciuto…Il mio ricordo indelebile di Rickman non sarà il migliore ma è quello che mi sta più a cuore…
    Lo ricorderò per sempre come “Lo sceriffo di Nottingham”.

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  4. Non si può. Come diceva JD in una delle puntate più tristi e belle di Scrubs, “purtroppo a volte il destino sceglie un giorno in cui rincarare la dose”.
    Ed è fottutamente dura.
    Rickman era unico, uno dei migliori ma anche uno dei meno celebrati.
    Che brutta giornata.

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    • Nel film di Truffaut “ La chambre verte (La camera verde)” del 1978, il personaggio di Julien Davenne, rivolgendosi a Cecilia, la fanciulla che gli sta facendo riscoprire il senso dell’amore, le dice “Lei è giovane, ma vedrà che a un certo punto della vita si conoscono più morti che vivi…”.
      Quanto dolore e quanta verità…
      Che dici Chez, il destino si prenderà una pausa per qualche mese?… Comincio a stancarmi di parlare bene di gente scomparsa, c***o!
      Fortuna che mi sono riletto la bellissima storia di Gianni con protagonista Bob l’Orso… ho sorriso e mi sono divertito in modo intelligente… bisogna che gli dica quanto è bravo, ma poi si monta la testa, che dici?
      Un abbraccio, Chez!

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        • Ah no no, la testa è già perduta, la incollo ogni volta. Per quanto scrivo la testa non me la monto affatto… Io mi vedo ancora asseieme ad un branco di piloti da strapazzo tipo Fast&Furious, oppure in sella a qualche moto in qualche campionato a caso, combattere all’ultima staccata. Mi fosse riuscito di fare quello nella vita allora sì, mi sarei montato la testa! 😀

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  5. io me lo ricordo quando nel film Robin Hood (appunto) di Kevin Reynolds, nel cercare di accoppiarsi con Lady Marian su insistenza della “strega”, continuava a ripetere: “con tutto questo casino non ce la facciooooo !!! ” 🙂
    Certo, poi ci sono tutte le altre splendide parti che ha interpretato, e hai fatto bene a ricordarlo… grandissimo attore, soprattutto per l’ironia che riusciva a trasmettere, anche nelle parti drammatiche.
    Però ti devo dare un’altra delusione: è morto anche Franco Citti, l’accattone di Pasolini, che nel bene e nel male rappresenta l’altra parte della medaglia, quella della gente comune. Attore per caso, forse, s’inserisce nella realtà come uno di tutti noi, come quello della porta accanto. Anche se il fratello Sergio e Carmelo Bene lo hanno reso grande come attore…
    Tutta un’altra storia, ma la conclusione è davvero amara: …azzo com’è iniziato male quest’anno !!!!!!!

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  6. Mi hai sconvolto… non lo sapevo… come non ti avevo ancora rivelato che io considero Pasolini un genio… per cui puoi bene immaginare… questa volta recito in silenzio… fammelo doppio il bicchiere, questa volta barman!

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  7. “Purtroppo” per me rimarrà sempre Piton, ho visto HP alle medie e mi ha accompagnato per tutto questo tempo… 8 film, uno all’anno,non sono pochi. In estate si andava al cinema per forza a vederlo, era un rituale a cui non ho mai mancato. Sentire che se n’era andato è stato un colpo al cuore.

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    • Sono infinitamente più vecchio di te, ma il ricordo che hai riferito, di questi film la cui visione estiva rappresentava quasi un rituale per te, mi ha scaldato il cuore e mi ha fatto di nuovo venire in mente il piacere con cui anch’io stesso mi sono gustato, in quegli anni, sia la lettura, sia la visione dei film della saga.
      Malgrado mi rendessi conto dei limiti artistici ed estetici che potevano avere dei libri scritti da una romanziera alle prime armi (quale era la Rowlings del suo primo libro), ne rimasi da subito catturato ed intrappolato, come Alice dietro lo specchio e navigai per quei sette anni in cui uscirono, uno dopo l’altro, tutti i libri ed a ruota aspettavo con ansia i film, dove vedevo con quanta cura venivano rese in immagini i personaggi creati su carta.
      Tantissimi i personaggi di contorno ed i comprimari, tutti interpretati da una scelta di attori britannici di grande levatura e malgrado la passione che provo ancora adesso (guardando ad esempio la fiction inglese di “Downton Abbey”) per la grandiosa Maggie Smith (indimenticabile professoressa Minerva McGranitt), concordo con te che il personaggio che svettava sopra tutti, Harry Potter compreso, era Severus (Snape o Piton, poco importa): ogni scena con Severus presente sullo schermo è magica, dal suo arrivo di corsa in aula la prima volta, con il suo continuo tartassare Potter, con la sua severità, la sua ambigua simpatia per i membri della casata che rappresentava e poi, via via che i romanzi ed i film diventano più “adulti”, con il suo passato tenebroso e triste, con il suo amore per la mamma di Harry, la sua redenzione dai peccati di gioventù ed amicizia con il signore oscuro e poi il piano segreto ed il complotto clandestino con Albus ed infine il suo martirio eroico.
      Un titano.
      Severus resterà nel mio cuore con il suo sguardo di ghiaccio, quando guarda un Potter giovanissimo, incapace di rispondere alle sue prime domande di pozioni (mentre Hermione, ovviamente, quasi si slogava un braccio a furia di alzarlo per segnalare che sapeva le risposte) e gli dice “certo, la fama non è tutto…”.
      Epico.

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      • Severus e Bellatrix sono due personaggi che ho imparato ad apprezzare sullo schermo, forse nei libri sentivo troppo l’odio che Harry provava nei confronti di quel prof. In ogni caso i film sono meravigliosi e il cast perfetto, spero sempre che facciano un lavoro simile per l’altra mia saga preferita (che, ironia della sorte, dovrebbe girare Kenneth Branagh). Tra l’altro, non ho resistito e ho preso anche l’edizione nuova, quella illustrata e quindi, spero a breve, mi rileggerò almeno il primo. L’evoluzione e il carattere di Piton sono meravigliosi, come adoro l’amore\odio nei confronti del figlio di colei che amava, ma così simile al suo rivale… per me un colpo di scena bellissimo è stato quando arrivavi a capire che il rapporto tra Severus e James non era assolutamente come quello tra Draco e Harry. Quella donna ha creato un universo immenso e, anche se con qualche errore (letti su internet, io non me ne sarei mai accorta altrimenti) molto precisi: quello che trovi nel primo libro, viene poi spiegato nell’ultimo, riuscendo a farti venir voglia di rileggerli per notare questi particolari che erano sfuggiti.

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  8. Provo a mettere un po’ d’ordine alle tante idee brillanti messe sul fuoco.

    Parto dal PLOT:
    Vince convive con la sua amata ma non sono sposati. Ha un’attività commerciale con il suo migliore amico (avevo pensato ad una pasticceria) e sta meditando di chiedere la mano della sua bella.
    La (non ancora)moglie nel frattempo è fuori città per lavoro e non tornerà prima di qualche giorno (scegliete voi quale sia il lavoro, purchè non sia avvocato 😀 ) e il buon Vince approfitta dell’assenza per coinvolgere la futura cognata nella ricerca dell’anello perfetto.
    Proprio mentre sono in gioielleria lui batte la testa ed è convinto di essere tornato a 10 anni prima.
    Qui si incastra benissimo il pezzo suggerito da Mchan: perdita di memoria momentanea, i dottori consigliano di non traumatizzare, la cognata asseconda la cosa.
    BISOGNA PERO’ TROVARE UNA VALIDA SCUSA PER CUI NESSUNO A PARTE DELLA COGNATA E’ MESSO A PARTE DEL PROBLEMA DI VINCE
    Lui torna a vivere da solo (la casa dove convive è quella dove abitava anche prima).
    Tra le possibili gag:
    – misunderstang a gogò nel negozio dove lavora (magari 10 anni fa non era il proprietario ma solo un dipendente)
    – imbarazzante cena con i parenti di lei dove lui va con la cognata pensando di essere con la non-ancora moglie
    – sottotrama criminal-mafiosa-divertente: nel suo negozio Vince prende per sbaglio la valigetta di un avventore che altri non è che il killer della mafia russa
    – la cognata che è lusingata dal romanticismo di Vince (quelli della sua età non sono così) e si trova anche lì lì per cedere
    – spasimante della cognata che si accapiglia con Vince
    – il non-ancora-suocero ultra incazzato: potrebbe essere un ex-ufficiale dell’esercito, giusto per dare ancora più pepe alle gag

    Poi megacasino finale (sullo stile della scena di “Ti presento i miei” dove Ben Stiller viene cacciato definitivamente di casa da DeNiro.
    Torna la non-ancora moglie e magari becca Vince in situazione equivoca con la sorella e si incazza di brutto.
    Vince ribatte la testa, dimentica tutto quello accaduto in quei giorni, riesci a far pace con la moglie e fa la sua proposta.
    Nel frattempo la cognata si è riappacificata con lo spasimante.
    E vissero tutti felici e contenti

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    • Per il titolo passo la palla a Kasabake che io sono un po’ una frana. Suggerirei il titolo di una canzone del Boss, sempre in onore di Lapinsù 😉
      Se Vince ha un’attività in proprio come la pasticceria il mafioso russo ci sta benissimo: potrebbe minacciarli/chiedere il pizzo (tutto mondo è paese) e creare dei misundertanding con Vince che non sa chi sia e si pensa un semplice dipendente non il coproprietario.
      Il migliore amico e socio potrebbe “approfittarsi” della situazione e “schiavizzare” Vince, magari per vendetta di chissà quali passati scherzi subiti.
      La situazione di Vince la sanno tutti, per forza. Forse si potrebbero omettere i genitori delle sorelle per creare un altro po’ di malintesi quando vedono lui corteggiare la piccola.
      Quindi tu vuoi la futura moglie fuori città? Si potrebbe fare mandandola a qualche conferenza o seminario di lavoro in un altro fuso orario, altrimenti potrebbe chiamare e volerci parlare per telefono o via skype.

      Cast: Liam ok per pretendente sorellina/cognata
      Ok anche la Woodley, più somigliante alla McAdams e meno infantile nei tratti della Fanning.
      Manca il dottore, ci vuole un tipo stralunato, non so…

      Manca anche la location. Lapinsù scegli tu una città americana che ti ispira.
      Mchan

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      • LOCATION = Mi piacerebbe l’idea di Miami, ma forse una grande città del nord-est sarebbe perfetta: Boston oppure al cllasica NY

        MISUNDERSTANDING = ribadisco che le gag e i fraintendimenti funzionano di più se nessuno sà della disfunzione nella testa di Vince. Al più può sapere solo la cognata che decide per qualche motivo di tenere la cosa (magari è segretamente innamorata di Vince, ma così si rischia di scivolare nel torbido.

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        • Però se non lo sanno si può creare il problema del: ma allora perché non glielo dicono non appena si accorgono che c’è qualcosa che non va? Tipo l’amico/socio potrebbe benissimo uscirsene la prima volta che Vince dice di non essere ancora il proprietario dell’attività. La cognata lo deve sapere per forza, se lei era con lui al momento della botta in testa ed al risveglio in ospedale è a lei che il dottore ha dovuto dare notizie sul paziente. Kasabake, tu che ne pensi???
          La location di Miami può andare, anche per la questione mafia russa (C.S.I. Miami docet)
          Carino anche il fatto di vedere Liam e Vince competere anche sul fatto “fisico” dato che gli abiti estivi lo mettono più in risalto 😛 (naturalmente l’idea di un possibile torso nudo di Liam non c’entra affatto con questa mia opzione… No, no… Posso anche già immaginare la scena di Liam che si toglie la T-shirt mostrando gli addominali perfetti alla cognatina che cerca di non cadere in tentazione perché il povero Vince è malato e non reggerebbe il colpo… Ma questo è solamente per pura questione professionale, certo…)
          Al momento non mi viene in mente null’altro (oltre agli addominali di Liam…), vado a purificarmi in attesa di vostre news 😉
          Mchan

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          • Secondo me il bello dei fraintendimenti sta proprio qui: Vince crede di essere nel 2005 mentre tutti gli altri stanno nel 2015 e non capiscono (non possono capire) il problema di Vince.
            Certo che si avrebbero un sacco di dialoghi sul filo del rasoio e ci vorrebbero degli sceneggiatori coi controcosi 😀

            Spero ti sia ripresa dal pensiero degli addominali di Liam. Ti ricordo che c’è sempre la variante Jay Baruchel – dipendente della pasticceria come possibile spasimante vincente della cognata 😛

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            • Appunto, era questo il problema. Kasabake tira fuori dal cilindro uno sceneggiatore davvero bravo 😉
              Ero riuscita ad uscire dal tunnel, ma ora me li hai fatti ritornare alla mente, mannaggia a te!!!! 😛
              Puoi mettere tutte le varianti che vuoi, ma non togliermi la possibilità di vedere gli addominali di Liam, anche se in verità preferirei il fratello maggiore, specialmente quando interpreta Thor, ma mi posso accontentare 😛
              Mchan

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              • Siamo arrivati al nocciolo della questione, che è poi quello che a noi tre ci fa giudicare una commedia che guardiamo una vaccata incredibile o un gradevole divertissement, ossia la credibilità.

                Senza fossilizzarci su quanto abbiamo pensato nei dettagli, andiamo all’osso:

                1. Il Vuoto di Memoria: Vincent, a causa di una botta in testa, si risveglia in ospedale con un vuoto di memoria di XX* anni (la cifra esatta è legata a quanta differenza cronologica vogliamo esista tra la vera moglie e la sorella più giovane, che chiameremo per ora per comodità AMY e ELLE.

                In tale condizione, VINCENT crede di vivere ancora nel XXXX (anche l’anno è legato a XX*) e scambia ELLE per AMY, perché vede in ELLE la AMY di XX* anni prima.

                2. L’Ospedale: qui la luogo l’equivoco, dove ELLE accetta di stare al gioco, avendo parlato con uno stralunato dottore (che chiameremo, sempre e solo per comodità ed in attesa di decisioni di Lapinsù, KURT), che consiglia di non creare shock nel paziente, dicendogli di colpo la verità.
                Come attore per KURT pensavo appunto al grande Kurt Fuller, indimenticato coroner Woody di “Psych” e terribile arcangelo in “Supernatural“…

                kurt-fuller-02

                3. Il complotto: tutti i parenti ed i colleghi di lavoro e gli amici di VINCENT che vanno a fargli visita vengono prima filtrati ed istruiti da ELLE e da KURT e sono costrettia stare al gioco.

                Ne seguono gag verbali e di mimica facciale a ripetizione, perché ovviamente non tutti capiscono al volo (gente che si presenta all’improvviso senza aver parlato con ELLE e KURT, parenti rincoglioniti che non hanno capito il meccanismo, creditori/strozzini che vogliono i soldi delle giocate ai cavalli da VINCENT, debitori felici di scoprire che VINCENT non si ricorda di loro e dei soldi che gli dovrebbero, etc.).

                4. La riabilitazione: in un centro di cura (cambiamo set per non stare troppo in ospedale) VINCENT inizia un percorso riabilitativo (la botta, oltre alla memoria, gli ha fatto perdere parzialmente alcune facoltà motorie), costellato di strani incidenti in cui un sicario della mafia cerca di ucciderlo senza successo (lo stile dovrebbe essere quello alla Blake Edwards della serie della Pantera Rosa) o alla Mortdecai (Gwyneth Paltrow era un’altra attrice bionda papabile nel ruolo di AMY).

                AMY-alternativa

                5. L’intrigo amoroso: come detto da Mchan, in ELLE comincia a crescere una certa simpatia (non proprio amore) per VINCENT per via della modalità romantica con cui lui vive il loro rapporto e questo scatena le gelosie del fidanzato vero di ELLE, costretto suo malgrado a stare al gioco e manifestando in più occasioni istinti aggressivi verso VINCENT (per altro per lui inspiegabili); VINCENT, nel frattempo, pur dando per scontato il suo amore per ELLE (che pensa essere la sua AMY) comincia a provare, come ha scritto Mchan, interesse crescente per AMY, con cui si accorge di condividere gusti ed emozioni… sarà anche la zia della sua fidanzata (egli crede) ma potrebbe anche innamorarsene e questo crea una serie di equivoci raffinatissimi non pecorecci.

                6. Conclusione: KURT decide che ora di dimettere VINCENT dal centro di riabilitazione e qui abbiamo uno strano atteggiamento da parte di tutti e tre i protagonisti del triangolo, poiché se da un lato ciascuno vede questo momento come la fine delle tribolazioni e delle difficoltà (l’inganno/complotto si reggeva solo grazie a continue bugie e difficoltosi sotterfugi da parte di tutti coloro che sapevano la verità), dall’altro nessuno sembra voler davvero interrompere questa specie di sogno ad occhi aperti: ELLE ha scoperto un modo di essere corteggiata da un uomo per lei assolutamente nuovo (come diceva Mchan, il suo ragazzo l’amava in modo diverso), VINCENT riviveva il fascino e la genuinità del primo grande amore ed assieme l’infatuazione per una donna più grande e matura, AMY si accorgeva di quanto davvero avesse in comune con il suo VINCENT e di quanto fosse bello che un uomo si innamorasse di lei una seconda volta e via discorrendo.

                Con la dimissione di VINCENT il complotto crolla: il mondo è cambiato e tutto ciò che VINCENT incontra fuori dal centro urla la sua realtà, dai programmi televisivi, allo sport, al governo e persino alla sua casa.

                In una scena madre a casa di AMY e VINCENT, con una cena di parenti e ed amici che continuano ad arrivare per dare il bentornato a casa a VINCENT (compreso qualche rincoglionito che non ha ancora capito che il complotto è finito e continua a fingere), i giochi vengono sciolti e gli amori rinsaldati.

                Resta in tutti la sensazione di una splendida seconda occasione ricevuta con cui AMY e VINCENT hanno rinsaldato un rapporto di coppia troppo sbiadito per via delle preoccupazioni quotidiane e della routine, mentre ELLE ed il suo ragazzo hanno scoperto un nuovo modo di corteggiarsi (forse un po’ old-style ma così gradevole).

                7. Finale alternativo: Alcuni particolari (come un biglietto o la ricevuta di una giocata per una partita avvenuta nella realtà ma impossibile temporalmente per VINCENT) fanno però capire ad AMY che forse VINCENT ha sempre saputo tutto ed ha usato la situazione della finta amnesia per “sistemare” le cose nella sua famiglia allargata; decide di non dire nulla, nemmeno a VINCENT e dopo un momento di riflessione (in cui lo spettatore con le immagini di finto flashback vede spiegati alcuni dettagli dell’inganno nell’inganno, operato in segreto da VINCENT e KURT, suo amico di college), sta al gioco e torna nella sala da pranzo, carrellata della camera da presa che in piano sequenza esce dalla stanza, va nel tinello ed esce di casa, fino ad inquadrare un personaggio secondario che si sta ancora interrogando su quanto è davvero capitato a quella strana famiglia dove tutti sembrano essere le mogli ed i mariti di tutti.

                Se si dovesse sposare la scelta del finale alternativo, inserirei all’inizio del film un piccolo prologo, apparentemente inspiegabile a prima vista (in stile “Guardiani della Galassia“) in cui VINCENT bambino fa da paciere in una lite tra compagni e compagne di classe, facendo scoprire a tutti cosa avrebbe da perdere se insistessero sulle loro orgogliose convinzioni.

                Come sceneggiatore, sceglierei senza ombra di dubbio David Koepp, perché, aldilà di alcune inevitabili cadute (ma solo come regista) è uno scrittore geniale: googlatevi i suoi credits e godetevi la sua pazzesca versatilità…

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                    • Sì, magari lo terrei un po’ di meno in ospedale/clinica di riabilitazione perché sarebbe un po’ più faticoso farlo interagire con le altre persone. Penso anche al ragazzo di Elle che così non avrebbe modo di incontrare.
                      Perfetto il ruolo del russo/broker di scommesse 🙂
                      Abbiamo anche il finale alternativo perfetto dopo i primi titoli di coda, quando tutti pensano che il film sia finito ed invece ecco lì che si fermano poco prima della porta d’uscita per guardare l’ultima scena (adoro! Anche perché io lo so sempre in anticipo, leggendo in rete, e quindi me ne sto bella comoda in poltrona 😛 )
                      Attendiamo ciò che manca da Lapinsù.
                      Io potrei anche spulciarmi i titoli delle canzoni del Boss, ma non lo conosco quindi mi baserei solamente sul semplice titolo e tralascerei magari il testo che ha un significato più importante.
                      Mchan
                      Ps: l’ultimo concetto l’ho scritto di schifo, ma spero che abbiate capito il succo 😉

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  9. Per quanto riguarda il CAST:

    Vince Vaughn è il protagonista, ormai è assodato.
    La non-ancora moglie è Rachel McAdams: ormai Kasabake mi ha convinto
    Per il ruolo della cognata invece sceglierei Shailene Woodley perchè più somigliante alla McAdams
    MIGLIOR AMCIO = Kevin James (l’ho visto recitare insieme a Vaughn nè Il Dilemma (di Ron Howord) e insieme hanno un’ottimo alchimia
    MOGLIE DEL MIGLIOR AMICO = ok Zoe Saldana
    PADRE = non so perchè ma mi ispira TOMMY LEE JONES
    SPASIMANTE DELLA COGNATA = Liam Hemsworth
    MADRE = ok per Meryl Streep
    KILLER RUSSO = confermatissimo Daneil Craig
    DIPENDENTE DEL NEGOZIO = Jay Baruchel (innamorato cotto anche lui della Cognata e magari la potrebbe anche spuntare su Hemsworth)

    Per il titolo, ragazzi, però fate voi!!!!

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  10. L’ultimo commento di Kasa mette tutti i puntini sulle i, non si discute. Il soggetto finale (a parte qualche dettaglio) è preciso e lineare, pronto per essere affidato a uno scrittore (Koepp è bravissimo, ma forse per una commedia sentimentale mi affiderei a qualcuno di più navigato nel settore – per l’appunto – commedia sentimentale).

    Tuttavia – perchè no poteva mancare un tuttavia – mi permetto di fare una osservazione, o più precisamente una domanda
    (mi ci sono impuntato su sta cosa…. perdonatemi).

    L’effetto comico migliore si ha se tutti sanno del problema mnemonico di Vince (plot di Kasa) oppure se nessuno sa, quindi Vince pensa di avere XX anni di meno mentre tutti gli altri no?

    Comunicare su due registri diversi garantisce sempre comicità: io dico una cosa, tu la interpreti diversamente da come la intendo io, rispondi di conseguenza, ma io interpreto ancora più diversamente la tua risposta perchè non immagino la tua interpretazione perchè io intendevo un’altra cosa e così via…
    Il problema di questo registro comico è l’essere tesissimo e difficile da scrivere per un film intero.

    In sostanza si tratta di decidere che taglio dare alla nostra commedia: SENTIMENTALE oppure DEGLI EQUIVOCI (penso a Ti presento i miei, ma anche a pellicole gradevoli seppur meno blasonate come Oscar, un fidanzato per due figlie).

    Oppure, molto ecumenicament,e si potrebbe pensare di fondere i due registri: opera arditisisma per altro, per la quale però ho forse il nome giusto per venirne a capo.
    Richard Curtis, scrittore e registra ottimo, che con Questione di tempo si è già districato benissimo su questi temi.

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    • Sai che anch’io avevo pensato a lui, Richard Curtis, ma Kasa mi ha anticipato con Koepp ed ho taciuto di fronte alla sua ben più ampia conoscenza in merito.
      Per il resto: sto ancora pensando agli addominali di Liam. Mi va bene qualunque cosa basta che ci sia quella scena vi prego!!! 😛
      Mchan

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    • A mio avviso, sposando a questo punto la penna di Curtis, in stile “Notting Hill”, ma con una virata più americana (basta parlare con l’autore su questo punto), la scelta migliore è quella della commedia che parte in stile “pastiche”, piena di equivoci e con situazioni al limite tipo un film di Jim Carey (penso a “Liar liar – Bugiardo bugiardo”), con una spruzzata action a metà (ecco perchè avevo pensato a Koepp…), per poi concludersi in sentimentale in stile Jennifer Garney e Ruffalo, ma senza il pianto finale di “Silver Linings Playbook” tanto per capirci…

      VINCENT è l’unico convinto che il mondo sia tornato 10 anni indietro, perché è la sua mente ad essere tornata indietro avendo cancellato l’ultima decade, tutti gli altri no; poi il resto del mondo si divide tra chi non sa nulla di nulla, chi sa e decide di stare al gioco (amici, parenti e colleghi che lo vanno a trovare) e chi infine organizza il tutto… poi c’è la quarta categoria nascosta fino alla fine che è quella dei due complottisti massimi, KURT e lo stesso VINCENT…

      L’effetto comico è quello suggerito da te Lapinsù: VINCENT parla ed agisce con le sue convinzioni e gli altri agiscono di conseguenza se sanno o meno la verità (un infermiere perplesso sull’ignoranza di VINCENT dei fatti degli ultimi anni, un fidanzato geloso ed aggressivo senza che VINCENT capisca perché lo sia, una moglie che fatica a fare la “zia” ed a cui ogni tanto scappa qualche frase intima tipica del menage a due e tutto non fa che accrescere l’ambiguità dei messaggi, specie quando alla fine ci si accorge che lo stupore di VINCENT era simulato e blà, blà, blà).

      Il trucco del plot è nell’aver rinchiuso VINCENT in un enclave (prima l’ospedale, poi il centro di riabilitazione, che divengono il set di una sorta di Hotel Plaza (come nel terribile sequel di “Home Alone”) o di micromondo (con nuovi pazienti che vanno e vengono, infermieri, dottori, attrezzature, etc.): dentro c’è la finzione, fuori la verità.
      Molto (ma molto) alla lontana è la versione parodistica di “The Truman Show” (film che io lo proietterei su uno schermo in ospedale, come easter egg per gli spettaori più attenti, come la proiezione degli episodi di Downton Abbey sui monitor della guardia del corpo di Iron Man nel terzo film)…

      Questa barriera viene infranta e ricucita dallo sceneggiatore per creare gli effetti comici.
      Io penso che funzioni.

      La regia non deve brillare troppo, ma essere al servizio dello script, quindi ci vuole o un bravo artigiano (non un maestro assoluto, che magari enfatizzi troppo mettendoci del suo) o qualcuno allenato a tenere i tempi comici… magari un francese della scuderia di Besson o i due Phil Lord e Chris Miller oppure Edgar Wright (già abituato alal commistione dei generi con “Shaun of the Dead” e “Scott Pilgrim”…

      E’ bello questo gioco!

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      • Perfetto, per me ci siamo
        Resta da scegliere:
        1) Regista: Curtis potrebbe pure dirigere, oppure l’Hogan de IL matrimonio del mio miglior amico. Cmq tu sei più ferrato sul campo
        2( Titolo: siamo in alto mare. Idee?
        3) Cast: i punto fermi sono Vaughn e la McAdams. Ottima l’idea di Fuller. E il resto? Dei nomi che avevo fatto io cosa pensate?
        4) Nomi: non ho la più pallida idea… Si accettano suggerimenti!

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  11. Per il regista aspettiamo che si pronunci Kasa.
    per intanto butto là una proposta di titolo, cogliendo il suggerimento di Mchan (il titolo di una canzone del Boss:
    CRUSH ON YOU
    Questa è la canzone: https://www.youtube.com/watch?v=vL0aDdgUjtc
    Questo è il testo: https://pinkcadillacmusic.files.wordpress.com/2013/02/crush-on-you.pdf che è anche abbastanza ridereccio e il riferimento al CRUSH del titolo avrebbe la duplice valenza di INCIDENTE\BOTTA + COTTA nel senso di innamoramento (sarebbe però difficile replicare questa ambivalenza in italiano…)

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  12. Ecco, lui è uno di quegli attori che vorrei conoscere davvero, al di là del pur fantastico ruolo di Piton.
    Che, per inciso, è quello che me l’ha fatto adorare (Piton stesso, intendo): nella saga mi è sempre piaciuto per la sua posizione controversa, ma non aveva… un volto preciso.
    Da un lato la trasposizione cinematografica vincola la nostra immaginazione in un modo che a volte trovo invadente.
    Dall’altro, però, avevamo a disposizione solo le illustrazioni belle ma infantili di Serena Riglietti – con la nuova edizione le hanno cambiate, ma ormai la saga ha fatto il suo corso.
    Se ci metti poi che sono stata fra i tanti che, autonomamente, si sono chiesti “Ma quanto cazzo si somigliano Piton e Trent Reznor?”, considerando che adoro entrambi, puoi capire che cosa anch’io ho perso 😦

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