The Man Who Fell to Earth

La notizia della morte di David Bowie, il Duca Bianco, mi ha colto questa mattina presto, appena svegliato e pronto ad iniziare una nuova giornata lavorativa, con la mente ancora assopita, che si stava già predisponendo ad accogliere le routine giornaliere, il lavarsi, il vestirsi, il fare colazione e l’aprirsi, come ogni sorgere del sole, alla famiglia, al lavoro, alla vita.

Non ho la cultura musicale di molti miei colleghi blogger, che di certo sapranno parlare delle incredibili qualità artistiche del David Bowie autore ed interprete di brani musicali che hanno fatto la storia del pop e del rock, ma ciò che mi ha spinto a chiedere oggi ai miei colleghi di lavoro la possibilità di arrivare tardi ai miei impegni, in modo da permettermi di scrivere e condividere con voi queste poche righe, è l’amore che provavo e provo ancora per un artista a tutto tondo, un intrattenitore raffinato ed innovativo che dal palcoscenico musicale ha saputo in tantissime occasioni spostarsi su quello dei set cinematografici.

The-HungerPer via della mia formazione e della mia cultura, più limitata agli ambiti visivi, ho nella mia memoria un posto speciale riservato al Bowie attore, al suo essere stato una maschera dai mille volti, come il “Many-Faced God” che viene celebrato nel tempio a Bravoos, in quella “House of Black and White” della saga di “Game of Thrones”.

The-PrestigeSenza trascurare i mille videoclip prodotti dalle sue canzoni (tutti immancabilmente eclettici e potentemente visionari), l’interpretazione di David bowie dell’alieno caduto sulla terra, nel meraviglioso e disturbante film del 1976 di Nicolas Roeg “The Man Who Fell to Earth”, aprì a suo tempo un cerchio luminoso che ai miei occhi si chiudeva in modo perfettamente armonico con la sua rappresentazione, nel 2006, dell’oscuro genio ingegneristico di Nikola Tesla, nel grandioso film di Christopher Nolan “The Prestige”.

Merry-Christmas-Mr.-LawrenceQuando ripenso velocemente alla sua carriera di interprete, oltre alle due pellicole già citate sopra, mi vengono con prepotenza alla mente e negli occhi le scene di film come “The Hunger“, indimenticata opera prima del defunto Tony Scott del lontano 1983, in cui il nostro artista aveva la difficile parte di un vampiro immortale, romantico ed affamato o la dolorosa figura dell’ufficiale austrialano Jack Celliers nell’iconico “Merry Christmas Mr. Lawrence” del maestro giapponese Nagisa Oshima ed ancora  il suo contributo fondamentale alla controversa ed appassionata operazione multimediale di “Absolute beginners” del britannico Julian Temple del  1986.

Absolute-BeginnersTantissimo ci sarebbe da dire e tantissimo verrà certo detto, nelle sedi e negli spazi opportuni, con interventi brillanti ed altri purtroppo, come sempre, più patetici e copiaincollati o tradotti dall’inglese e financo con l’omaggio di molti fan dell’ultima ora attraverso cambi di avatar o banner creati per l’occasione.

Perciò ora taccio e mi ritiro alla mia routine, felice di essere riuscito, anche solo per un istante, di aver omaggiato un titano indimenticabile della mia amatissima settima arte.

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38 pensieri su “The Man Who Fell to Earth

  1. Conosco quasi per nulla la carriera artistica di David Bowie.
    Delle sue interpretazioni che tu citi, ho memoria soltanto del brillantissimo cameo in The Prestige. Dal punto di vista musicale, la mia ignoranza è forse maggiore dato che quello di cantante è stato il suo mestiere primario. Di Bowie conosco praticamente solo Heroes, canzone magnifica, forse anche troppo bella, tanto da essere usata come colonna sonora di qualunque cosa, risultando buona sia per un teen drama come Noi siamo infinito che per un programma sportivo come Sfide su rai3.

    Alla luce di tutto ciò, se devo essere sincero, la scomparsa dell’artista David Bowie mi lascia del tutto indifferente e ha su di me lo stesso effetto che provo quando passo davanti alle affissioni funebri e mi capita di leggere il nome di una persona che conoscevo solo di vista, senza aver mai avuto l’opportunità di scambiarci due parole.

    Però, se devo essere completamente sincero, leggere che David Bowie è morto a soli 69 anni consumato dal cancro, mi fa attorcigliare un po’ lo stomaco e, soprattutto, zavorra i miei pensieri trascinandoli giù giù giù, sempre più a fondo, costringendomi a ricordare e in un certo modo rivivere la sofferenza e il vuoto che mi hanno riempito ogni qualvolta il Big C si è portato via una persona che amavo. E con il dolore, puntuale, arriva pure la paura che possa succedere ancora, magari a me o, diononvoglia, alle persone che più amo.

    Questi lutti collettivi hanno il potere di ricordarci la nostra caducità, di ammonirci di quanto sia effimera la nostra ricerca di lasciare un segno in questo mondo, di persuaderci che non sarà QUELLO che facciamo a lasciare un ricordo di noi bensì COME lo facciamo. Perchè quando saremo diventati polvere l’unica cosa che resterà di noi non sarà la memoria delle opere che abbiam fatto: tutto ciò che è sostanza materiale deperisce e svanisce. Solo ciò che è etereo sopravvive, solo quel pizzico d’amore che saremo stati in grado di seminare su questa buffa palla di terra e acqua chiamata Terra.

    Buon inizio di settimana, kasa 🙂

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    • Sai Blackgrrrl che quasi mi vergognavo di scrivere il post che ho fatto?
      Mi sembrava quasi impudico, pensando alle parole che ci siamo scambiati quando hai postato il suo ultimo video e le parole che ci siamo detti sulla possibilità che tu facessi un articolo con le partecpazioni del Duca Bianco al cinema… mi sembrava quasi di non aver il diritto di parlarne, boh, una sensazione orribile… penso tu possa capirmi… volevo scrivere ed assieme mi trattenevo… Ora torno al lavoro, metto la testa sotto la sabbia e penso a qualcosa di squallido e piatto…

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      • ma perché mai? ma non dire scemenze, non ho mica l’esclusiva 😀 per favore!!!
        Adesso come adesso non so nemmeno se avrei la forza di farlo quell’articolo, sinceramente… comunque la cosa bella di David è scoprire quanta gente abbia effettivamente toccato nella sua vita. Mi fa troppa impressione anche solo pensarci al fatto che non c’è più, lo ascolto talmente spesso… 😦

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        • Lo sai che lo conoscevo più come attore che non come musicista? Pazzesco, vero?
          Ciò che intendo è che pur essendo ovviamente perfettamente consapevole dell’enormità della sua figura sulla scena musicale, nella mia specifica educazione culturale ed immaginaria, il Bowie al cinema ha contato per me molto di più, ma ovviamente non è un giudizio di merito, come avrai capito, ma solo una confessione da amico ad amica.

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          • Non devi giustificarti, c’è chi ci arriva in diverso modo agli artisti. 🙂
            Io ho un grande rimpianto, anche se non è colpa mia, essendo nata a metà anni 80 mi sono persa una bella porzione della sua produzione anche se ho tentato di recuperare poi, ma la questione anagrafica è un limite, ahimè… in ogni caso posso dire di essere arrivata di pari passo sia alla sua carriera musicale che cinematografica e sono contenta di essermi accorta per tempo.
            Ecco mi sarebbe piaciuto nascere prima per averlo potuto vedere dal vivo almeno una volta, invece non potrò più farlo..

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  2. Lo apprendo da te ora perché nel mio vorticare mattutino posso rilassarmi un momento intorno a quest’ora .
    Adesso devo riprendermi perché è stato come un colpo che mi avevate respiro allo stomaco .
    David Bowie un artista con tre A maiuscole a tutto tondo che ha sperimentato nella canzone e nel cinema forme di comunicazione sempre diversa dire di rottura!

    Sit Tibi terra Levis .

    Shera

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    • Marco Valerio Marziale… sei un mito Sherazade… anche senza fiato, una grandissima dignità, una smorfia nascosta dietro gli occhiali ed una fitta di dolore ricacciata giù nel tubo digerente.

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      • Ci ri-penso ..una parte importante della mia vita il suo essere sempre fino in fondo al di fuori delle convenzioni e critico intellettualmente. Ironico in Miriam si sveglia a mezzanotte con l algida Deneuve !
        Muoiono a grappoli i miei riferimenti più illuminanti!
        Sheranomorewords

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  3. Mi prendo anche io una breve pausa dallo studio per tornare a salutarti qui sul blog dove manco da tanto tempo, anche se non ho mai smesso di leggerti in incognito (devo ancora metabolizzare le prime incredibili due parti, lette svariate volte, del tuo escursus sull’eroe e l’onore al cinema).
    E sono ovviamente qui per ricordare un mito come David Bowie a cui mi avvicinai già in tenera età grazie a mia madre, che con lui è sempre stata abbastanza in fissa e mi costringeva spesso ad ascoltarlo. Svegliarmi con la notizia della sua morte è stata una bella batosta che inevitabilmente ha fatto partire male una giornata che altrimenti avrei passato a festeggiare per la vittoria di Stallone ai Golden Globes. Sdrammatizziamo.
    Un abbraccio, Kasa.

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  4. Preziosi ricordi i tuoi. Non avendo neanche io una grande cultura musicale, ricorderò per sempre Bowie per le sue numerose “scappatine” cinematografiche, dal vampiro di THE HUNGER [sei saggio a usare il titolo originale] al Nicola Tesla di THE PRESTIGE per non parlare del suo simpatico cameo in ZOOLANDER, anche se per me rimarrà per sempre il re dei goblin nel film LABYRINTH.

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    • Quella è una parte mitica… davvero indimenticabile… era un camaleonte, con una predilezione per il lato oscuro, ma con nel cuore una sorta di pentimento… Uhm… mi ricorda qualcosa…

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  5. Mi è piaciuto il tuo omaggio a Bowie. Sono una persona che non segue molto la musica, ma David Bowie era un’artista che non poteva non essere riconosciuto come tale. Ho ascoltato solo alcune delle sue canzoni anche durante dei film ed ho sempre affermato che la sua musica era qualcosa di originale che aveva un sound che non ritroviamo negli artisti odierni.

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  6. Non importa se un artista è conosciuto più sul lato musicale che su quello artistico o cinematografico: l’emozione rimane proprio quando se ne vanno uomini che hanno fatto la storia della cultura, che possa piacere o no. Potremmo usare i soliti luoghi comuni nel dire che l’uomo delle stelle è caduto definitivamente sulla Terra, ma in certi momenti non esiste caduta, esiste solamente la consacrazione di un simbolo…
    Tu che sei un esperto di “movie”, io mi ricordo una serie di telefilm tipo “Ai confini della realtà” che iniziavano proprio con un cameo di Bowie in mezzo a mille televisioni (in stile Hitchcock per intenderci) che introducevano l’episodio. Ti ricordi per caso il titolo della serie ?
    Un salutone !

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    • Buongiorno carissimo!
      Effettivamente, come dicevo nel mio pezzo, la mia cultura è specificatamente legata alle arti visive, dove amo sprofondare e farmi sommergere da tantissimi stimoli, provenienti dal cinema, dalla tv e dai documentari; per questo motivo, come hai notato, il mio omaggio allo scomparso David è tutto incentrato sulla sua figura come attore, su quella presenza scenica incredibile che aveva, posto davanti alla macchina da presa.

      Proprio ieri sera riguardavo su Sky un documentario di qualche tempo fa realizzato sui primordi dei videoclip ed anche in quella sede si evidenziava come molte delle scelte artistiche, effettuate dagli scenografi e dai registi quando Bowie veniva inquadrato, erano in realtà create da Bowie stesso o da lui comunque suggerite e sempre accolte.

      Non ho tuttavia memoria di una partecipazione anche solo come cameo di David Bowie ad una fiction o show televisivo, ma la scena da te descritta è terribilmente simile a quella messa in piedi da Nicolas Roeg per il suo film di taglio fantascientifico “The man who fell to earth”, dove appunto uno dei momenti più disturbanti è proprio quello in cui Bowie, nei panni dell’alieno, siede davanti a decine di televisori, ognuno accesso su canali differenti, riuscendo ad assimilare tutte le informazioni provenienti da essi contemporaneamente.

      the-man-who-fell-to-earth-still-2

      La scena è divenuta rapidamente iconica ed è stata ripresa più volte nei decenni da vari registi in svariate produzioni, sempre per sottolineare grande potere intellettuale e capacità di controllo.

      Essendo logorroico, mi piace a questo punto riferire le due citazioni recenti più significative: gli schermi accessi su diverse evoluzioni del Matrix nell’ufficio dell’Architect in “The Matrix Reloaded” e gli schermi a led sempre accesi su visioni differenti dello studio di Holmes nella versione della fiction statunitense “Elementary”.

      Anche oggi ho pontificato, sorry!

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      • In quegli inserti che avevo visto io, lui era un po’ più anziano, e probabilmente avevano perso in prestito l’dea derivativa proprio “Dall’uomo che cadde sulla terra”. Tra l’altro erano bellissimi quei telefilm, passati però in sordina. Farò una ricerca in merito…
        Grazie comunque ! 🙂

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    • Perdona la risposta tardiva ma sto avendo grossi problemi con la gestione delle notifiche di WordPress ed ho scoperto, per altro, di non essere l’unico!
      Vedo solo ora, dunque, il tuo graditissimo commento e mi unisco alla tua affermazione, grazie ancora.

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  7. Io lo amavo follemente e non riesco ancora a fare i conti con questa notizia. Mi si riempiono gli occhi di lacrime non appena sento una sua canzone. La sua musica, insieme a quella di un altro mio mito, mi ha cresciuta. Sicuramente appena sarò riuscita ad accettare la cosa, ne scriverò.

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    • Era un innovatore ed oltre tutto ha continuato fino ala fine a mantenere un livello qualitativo altissimo di tutto ciò che faceva, sia come interprete, che come creativo, che come musicista e cantante… Il carico emotivo generato dalla sua perdita in chi lo conosceva come artista è fortissimo in tutto il mondo, anche più di quello che è riportato dai media, nei soliti “coccodrilli”…

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    • Sono corso a leggere il tuo contributo sul tuo blog. Splendido: molto partecipe, toccante e soprattutto simpaticamente empatico nella discrezione reality dell’imbarazzo di fronte alla tracotante ignoranza.
      Consigliatissimo a chiunque passi di qui e noti il link!!

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      • Tu sei carino, ma splendido proprio no 😉
        Semplicemente un fluire di emozioni , buttate lì di getto, non ho ancora digerito l’idea che ci sia gente così fuori dal mondo…. Quel blog è terapeutico per me, un modo per buttare fuori inquietudini ed emozioni 🙂

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        • E’ proprio quel fluire di emozioni di cui parli che mi è piaciuto e lo dico sul serio: ho letto tante cose su Bowie e questo tuo pezzo era così sincero e partecipe che la bellezza ti arrivava dritto al cervello, come una droga sintetica… così come mi è piaciuto moltissimo e non ne ho fatto mistero il pezzo di Blackgrrrl, diverso dal tuo per molti aspetti, ma ugualmente così vivo!
          Prenditi i meriti, sono tutti tuoi, senza esagerazione…

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