Pantheon

Senza scomodare la chiesa romana che tutti conoscono, ma rimanendo sul significato più antico, greco e latino, di “tempio di tutti gli dei”, il mio pantheon personale è un non-luogo della mente, dove ho sistemato le mie divinità esclusive: attori, attrici, registi, ma anche sceneggiatori e personalità varie del mondo del cinema e della televisione, sia del presente che del passato, tutti assieme in una sorta di istante perpetuo, accumunati non per la loro bravura o prestanza fisica o importanza storica, ma esclusivamente per il loro impatto nel mio specifico immaginario.

Hitchcock

Per questo motivo, pur riconoscendone l’enorme ed imprescindibile valore culturale nell’evoluzione dell’arte cinematografica, non troverete mai nel mio pantheon registi come David Wark Griffith o Georges Méliès, perchè delle loro opere ho sempre e solo visto null’altro che piccoli spezzoni, all’interno di film o documentari sull’argomento.

Touch of Evil

Altresì saranno esclusi quei mostri sacri del cinema, dei quali ho magari visto più di un film completo, ma che non solo non appartengono al mio tempo, ma soprattutto con i quali non riesco a stabilire quell’empatia che invece mantengo con i loro discepoli, con gli artisti che nel tempo si sono ossia di certo ispirati a quei maestri, ma la cui lezione hanno fatto propria, creando uno stile personale, pur mantenendo sempre vivo l’amore per la settima arte.

2001-A-Space-Odissey
So bene, infatti, che registi come François Truffaut o Orson Welles o Stanley Kubrick non esisterebbero senza i precursori che hanno creato questa forma di arte e comunicazione, così come i moderni movimenti di macchina non avrebbero senso se i registi del passato non avessero inventato quegli stili e quei modi di fare cinema, come ad esempio quel metodo per accompagnare dentro la scena lo spettatore, iniziando un piano-sequenza da un punto del set non rilevante per la storia e seguendo un elemento architettonico (una cornice o una fila di case o anche solo un’ombra o una lama di luce) o addirittura (come nel caso di come Max Ophüls) un personaggio secondario come un cameriere che, inquadrato dalla macchina da presa, viene seguito mentre attraversa tutta la sala fino a portare lo spettatore dal vero protagonista della scena e quindi staccando su di lui.

Inception

Ugualmente il mio pantheon in questo blog non sarà un compendio di storia del cinema (ci sono già i saggi per questo), nè una trattazione critica, ma la semplice vetrina delle mie passioni, dei miei idoli,  delle mie dee.

Fritz-Lang

Non importa, quindi, che alcuni registi che io citerò non siano più in attività (perché scomparsi da tempo o semplicemente in pensione), poiché se la loro opera ha contribuito in modo potente alla mia crescita emotiva e culturale, li troverete a fianco di altri colleghi in piena attività.

Will-Smith-and-Charlize-Theron

Discorso solo in parte simile, quello che ho fatto per le mie attrici ed attori preferiti: la “conditio sine qua non” per essere in queste pagine è il mio piacere esclusivo di vederli in scena, una sensazione tutta mia di godimento passionale ed intellettuale assieme, così che, ad esempio, il piacere di assistere ad una interpretazione magistrale di una fenomenale interprete si equipari alla leggiadria con cui mi abbandono all’estasi di prepotenti femminilità o di dolcezze affettuose.

Meryl Streep

Insomma, nella loro specifica categoria, voglio celebrare anche il piacere voyeuristico di vedere la propria diva riempire la scena con il proprio profumo di donna.
Con un po’ di accorto camouflage, queste regole mi permettono di mescolare un pò le carte, escludendo comunque belle ragazze assolutamente incapaci di recitare, ma rendendo più difficile in alcuni casi distinguere se una presenza sia dettata più da meriti fisici che non da veri meriti artistici.

Mano a mano che questo blog allargherà la sua sfera di interesse e con essa il mio ventaglio di post su argomenti sempre più variegati ed articolati, anche questo pantheon virtuale si amplierà, ospitando nuove categorie, oltre quelle con cui siamo partiti all’inizio.

Best ACTORS Best ACTRESSES Best DIRECTORS

Un pensiero su “Pantheon

  1. Pingback: Michael Peña: un eroe fuori dell’ombra – kasabake

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