Roma (2018)

Dopo aver visto questa meravigliosa pellicola per la prima volta su Netflix ed essere tornato a vederla una seconda volta al Cinema, gustandomi sul grande schermo la perfetta fotografia in bianco e nero, mi sono trovato a doverne parlare su Facebook, non solo in un mio post scritto di getto, ma anche come commento sotto ad alcune critiche davvero eccellenti qui su WordPress e purtroppo anche su altre, pubblicate su testate generaliste, invece davvero sbalorditive per la loro pochezza culturale: per non ripetermi e per confermare che la mia primissima impressione, di fascino e stupefazione, è rimasta intatta, ho deciso in questo post, di usare le stesse parole che usai allora per parlare del capolavoro di Alfonso Cuarón.

Periodicamente compaiono sugli schermi dei cinema film appartenenti ad un genere particolare, che potremmo definire quello della memoria personale mescolata ad eventi storici ovvero storie di formazione e di passaggio, dall’infanzia all’adolescenza ed infine all’età adulta, raccontate da artisti che sullo sfondo hanno posto eventi storici importanti del loro tempo: il risultato finale, la bellezza complessiva di questi film dipende però solo dalla sincerità e dalla bravura dell’artista che li realizza.

Quello di questi film è infatti un genere estremamente difficile, a rischio ripetizione e soprattutto con il pericolo della noia dietro l’angolo, ma alcuni dei più grandi registi della storia hanno realizzato i loro capolavori proprio in questo ambito e sicuramente quello dell’ultimo film di Cuarón è uno di questi casi: Roma non è solo un film stupendo, un vincitore degnissimo dell’ultimo festival di Venezia e probabilmente anche il miglior candidato per l’Oscar al miglior film straniero di quest’anno, ma è in assoluto il più bel film di questo straordinario regista messicano e l’apice della sua carriera artistica fino ad ora.

Senza bisogno di conoscere nulla della trama, ambientata a Città del Messico negli anni 70 (nei luoghi dove Cuarón è realmente nato e vissuto), basterà a chiunque perdere due minuti del suo tempo per accorgersi anche solo dal trailer dell’eleganza della messa in scena, della sontuosità di ogni sequenza, della meticolosità con cui sono stati costruiti i vari piani prospettici di ogni singola inquadratura, ma anche dell’amore e della passione con cui ogni personaggio è stato fotografato, inseguito, ritratto, rendendo così la pellicola uno “spremiagrumi” da cui il regista ha estratto ogni sentimento possibile ai suoi characters.

Insomma vedere Roma è un’esperienza straziante, meravigliosa e dolorosamente magnifica.


Roma“, USA, MEX, USA, 2018
Regia: Alfonso Cuarón
Soggetto e Sceneggiatura: Alfonso Cuarón


 

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