The Tall Man (2012)

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Dopo quattro anni esatti, medesimo intervallo di tempo che passò anche tra il primo ed il secondo film, Laugier scrive e dirige il suo terzo ed ultimo lungometraggio e lo fa ancora una volta stupendo e spiazzando tutti, estimatori e detrattori, appassionati di horror e censori che lo avevano messo all’indice, con un’altra produzione franco-canadese ed un altro film che sbaraglia i generi, grazie ad un plot affascinante ed originalissimo, con in più il preciso obiettivo nella sceneggiatura di stupire e trarre in inganno lo spettatore praticamente ad ogni passaggio, fino alla chiarissima ed inequivocabile rivelazione finale: “The Tall man” (It. “I bambini di Cold Rock”).

A differenza dell’opera somma del maestro, infatti, questa terza fatica cinematografica non lascia nessun filo narrativo aperto, se non l’ovvia prosecuzione degli eventi, su cui comunque non ci sono dubbi o possibilità interpretative che possano portare a deduzioni diverse da quelle chiaramente enunciate nei dialoghi conclusivi: questa la caratteristica e la novità del terzo angolo acuto del poligono narrativo di Laugier, odiato da chi aveva amato Martyrs e la sua agghiacciante ferocia visiva, odiato anche da chi si aspettava un film di genere horror o comunque thriller tradizionale ed infine odiato dai fan della bellissima Jessica Biel, che Laugier si preoccupa di far recitare completamente struccata e riempiendola di lividi, tagli e tumefazioni tali da deformarle il volto altrimenti perfetto

Ancora una volta scritta e diretta in modo assolutamente autorale dal nostro direttore di scena francese, questa pellicola finge di proporsi come opera tradizionale, quasi dedicata ad un pubblico adolescenziale ed invece per l’ennesima volta finisce per essere disturbante quanto può esserlo il gusto del salato in bocca a chi si aspettava dal suo boccone un tripudio di zuccheri: “The Tall Man” è palesemente un’operazione meta-filmica, non una riflessione (dio ce ne scampi!) ma un divertissement intelligente e colto sul genere action e thriller, con la costruzione di un plot che saccheggia i maestri e gli artigiani della suspense tradizionale, con la creazione di segmenti narrativi nei quali lo spettatore pensa di indovinare in modo quasi automatico cosa sta per accadere, finendo fuori strada, senza mai tuttavia essere stato davvero ingannato, come si può scoprire alla fine della storia, ripercorrendo mentalmente a ritroso il corso degli eventi, illuminando le zone d’ombra con la fiaccola dell’agnizione finale.


The Tall Man“, USA, 2012
Regia: Pascal Laugier
Soggetto e Sceneggiatura: Pascal Laugier


 

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