The Accused (1988)

The-Accused

The Accused”, memorabile pellicola, assolutamente mainstream e lineare, equamente applaudita da pubblico e critica, diretta dal valente artigiano Jonathan Kaplan e scritta dal giornalista del New York Post e del New York Times Tom Topor.

In questa pellicola, Hollywood non solo parlò allora dello stupro, destinando per la prima volta al progetto un sostanzioso budget e procurando al film adeguata pubblicità, ma lo fece con una incisività etica impressionante, giacché ciò che in quella storia venne messo sotto accusa fu proprio il concetto sessista (purtroppo tutt’ora in voga nelle teste bacate di moltissime persone, non solo uomini) che in qualche modo la violenza sessuale abbia una certa percentuale di tacita consensualità da parte della vittima, quando quest’ultima manifesti la propria sessualità in modo disinibito, vestendo in modo provocante o manifestando voglia di divertirsi anche flirtando con il proprio compagno o compagna del momento.

Sarah Tobias, la vittima dello stupro raccontato nel film di Kaplan, è descritta come una ragazza sbandata (maestosamente interpretata da Jodie Foster), dedita alle droghe e che da sbronza si mette a ballare in modo provocante di fronte ad un avventore di un bar, per fare incazzare il suo uomo, con il quale ha appena litigato, ma poi tutto degenera e la ragazza finisce vittima di uno stupro di gruppo: la scena è raccontata in modo esplicito, carica di sensualità e con una messa in scena che strizza appositamente l’occhio al voyeurismo di base degli spettatori maschi, aprendo la strada al secondo atto di accusa che il personaggio del procuratore distrettuale Kathryn Murphy (portato sullo schermo dall’attrice Kelly McGillis, che fu tra l’altro una vittima di stupro nella sua vita reale) porta nel suo processo ovvero considerare i testimoni dell’atto di violenza come dei complici del crimine stesso e persino degli istigatori, avendo non solo peccato di mancato soccorso, ma anche riso e scherzato mentre accadeva il misfatto e pure incitato gli stupratori.

Facendo un parallelo con la società fuori della fiction, con questo film, per la primissima volta nel mondo della settima arte, venne messo sotto accusa l’atteggiamento complice del mondo maschile, spesso indulgente verso gli aggressori sessuali e confusamente accusatorio nei confronti delle stesse vittime di violenza, considerate tali, ma anche in qualche modo corresponsabili dell’accaduto, secondo l’equazione assolutoria usata da sempre da chi commette crimini d’impulso ossia “la vittima se l’è cercata” con il suo comportamento non conforme.


The Accused“, ITA, FRA, 1960
Regia: Jonathan Kaplan
Soggetto e Sceneggiatura: Tom Topor


 

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