Kasa Shots – The Leftovers Ep. 4: opening sequence

The Leftovers Ep. 4B.J. and the A.C.”, questo l’incredibile titolo originale dell’episodio, dove B.J. sta per Baby Jesus, Gesù Bambino e A.C. per Anticristo, il falso Messia, il potente alleato di Satana che, secondo i sacri testi cristiani, arriverà prima della fine del Regno Terreno degli uomini e cercherà di farsi adorare come falso figlio di Dio.
Mica roba da poco e così in Italia lo abbiamo giustamente tradotto con il titolo “Visioni”, che non è proprio la stessa cosa.

B.J. and the A.C. 01bQuesto quarto episodio della prima stagione di “The Leftovers” (tradotto alla lettera “gli avanzi”, coloro che sono rimasti ed adattato in Italia con il nome di “Svaniti nel nulla”), fiction tratta dal romanzo di Tom Perrotta ed adattata con molta libertà e grande coraggio dal geniale Damon Lindelof, è probabilmente il mio preferito e questo per tutta una serie di motivi, non solo narrativi, ma anche visivi e filmici.

B.J. and the A.C. 02bParlare in modo approfondito di questa produzione HBO richiederebbe uno spazio più consono e più ampio di quello di questi Kasa Shots, perché l’incredibile fascino di questa fiction, criptica e priva di spiegazioni, è come l’aroma nascosto in profondità di una spezia rara ed antica, che scaturisce solo se fatta tostare lentamente fino ad alte temperature e così il piacere emotivo ed intellettuale di questa fruizione arriverà solo allo spettatore che rifiuterà la visione passiva (a cui siamo abituati nelle altre fiction) e si adatterà pazientemente a perdersi anch’egli nello stesso smarrimento in cui vivono costantemente tutti i personaggi del serial.

B.J. and the A.C. 03bQuindi, eviteremo di azzardare goffe spiegazioni, nel tentativo sciocco di rendere didascalica una serie Tv che non solo non lo è affatto, ma che anzi basa proprio la sua forza estrema sulla negazione stessa dell’essere esplicativa e dottrinale.
Abbandoniamoci piuttosto all’esperienza visiva di una narrazione esplosa in tanti eventi multipli, molti casuali ed alcuni forse solo apparentemente tali e che ogni volta ci danno l’illusione di capire qualcosa del grande disegno e delle forze occulte che orchestrerebbero tutto, ma non è forse questa la più grande ironia di chi ha fede? Il rischio, ossia, che l’artefice massimo del nostro destino sia una nostra invenzione e che sia il caos e solo il caos ad aver generato tutto?
Un pensiero atroce e ributtante per un credente, che si ritroverebbe all’ultimo come l’intelligenza artificiale nel corpo di bambino del film di Spielberg “A.I.”, immobile, a pregare un simulacro senza alcun potere o vita, immerso nel mare.

Margaret Qualley as JillSpietatamente metaforici tutti i personaggi principali, a partire da Kevin (interpretato dall’attore Justin Theroux), lo sceriffo della cittadina di Mapleton e padre di famiglia, adultero ed abbandonato dalla moglie (una fenomenale Amy Brenneman), che si è esiliata nell’eremo fisico e mentale, fatto di mutismo assoluto, vestiti bianchissimi e sigarette costantemente accese, dei “Guilty Remnants”, i “Sopravvissuti Colpevoli”, la setta di coloro che celebrano la scomparsa di alcuni dei loro familiari negandosi qualsiasi ricordo o legame affettivo con il passato; ogni personaggio della serie ha una sua storia ed un suo significato, ma ci limitiamo, per ragioni di tempo ed opportunità, a menzionare, dopo lo sceriffo, solo sua figlia Jill, ruolo interpretato da una bravissima Margaret Qualley, che ci regala il personaggio di un’adolescente odiosa ed apatica, sempre in lotta con il padre, quasi a volergli attribuire la colpa di tutto quello che sta accadendo al mondo eppure anche uno dei motivi più forti per cui questa serie Tv andrebbe guardata.

B.J. and the A.C. 04bIn “The Leftovers” ciò che è davvero evidente, comunicato e persistente è una lucida poetica del dolore dei protagonisti, sia vissuto personalmente, sia inflitto agli altri, seguendo quell’atroce regola di equità cosmica per la quale se anche chi ci è vicino soffre come noi allora la nostra sofferenza è in qualche modo lenita e quindi dal fallimento degli altri potrebbe provenire un po’ di sollievo per noi stessi: questa è la chiave per interpretare la maggioranza dei comportamenti agiti in questo show.
Ne consegue un’ovvia frantumazione e decomposizone dei valori tradizionali, in primis la famiglia ed a seguire la fede, sia nella religione, sia nelle regole della civile convivenza.
Un decadimento portato da un morbo morale (non fisico) privo di logica, un batterio fatto di puro istinto che tutto infetta e tutto accomuna.

B.J. and the A.C. 05bNel quarto episodio, tra le tante storie minori disseminate nel flusso della trama principale (di cui appositamente non sto dicendo nulla sin dall’inizio del post), c’è anche quella della sparizione del bambolotto, raffigurante Gesù bambino, sottratto dalla mangiatoia posta nel presepe cittadino di Mapleton: sembra persino troppo ovvio dirlo, ma quella bambola è un simbolo, che verrà nascosto, deriso, sporcato, umiliato, sostituito, ritrovato ed infine abbandonato come spazzatura.
Non ci sarà alcun mistero, ma sarà tutto molto lineare, quasi spoglio nel suo cinismo e proprio per questa anima di plastica, con tanto di codice a barre, per questi sentimenti taggati e perfettamente circoscrivibili, per tutte queste ragioni, l’incipit dell’episodio, che è anche il prologo alla sparizione di BJ, è una perla di televisione inequivocabilmente straordinaria.

Con un debito di riconoscenza evidente al film “Bubble” di Steven Soderbergh (quella strana pellicola che nel 2005, tra un “Ocean’s Twelve” ed un “Ocean’s Thirteen“, si è diretto, girato e montato tutto da solo, praticamente senza sceneggiatura e con degli attori non professionisti), i due registi dell’episodio, Lesli Linka Glatter e Carl Franklin, sotto le note della calzante “I am not the one” dei The Black Keys, creano una sequenza quasi documentaristica sulla costruzione del bambolotto, accompagnandoci fino al suo acquisto in un negozio, alla sua successiva “vestizione” in Gesù bambino ed infine alla visione statica, in stile webcam di sicurezza, del presepe, dei passanti e della sparizione.

Se poi doveste davvero domandarvi che senso può avere seguire una serie come “The Leftovers”, con tutto questo dolore e questo senso di incompiutezza logica, allora come risposta vi basti guardare, in silenzio, il segmento narrativo seguente, sempre estratto dal medesimo quarto episodio, dove in questo caso lo sguardo del narratore si focalizza sulle vicende di Tom, il figlio dello sceriffo Kevin, in fuga insieme alla sua compagna e protetta Christine.
Non c’è bisogno sul serio che io aggiunga altro.
Buona visione.


In questo post abbiamo presentato due estratti dalla fiction:

Kasa-Shots-Logo-Web-ColoreThe Leftovers TV SERIES Episodio 1×04“, USA, 2014
Titolo “B.J. and the A.C. (Visioni)
Episodio diretto da Lesli Linka Glatter e Carl Franklin
Kasa-Shots-Logo-Web-Coloresceneggiato da Damon Lindelof e Elizabeth Peterson
Opening sequence
Overturned cargo container scene


Logo-WikiPediaPer chi volesse meglio conoscere Damon Lindelof ed il suo lavoro sia per la Tv, sia per il cinema, vi rimando a questo link di WikiPedia, con segnati anche gli specifici episodi di “Lost” a cui ha lavorato


coverLe musiche di Max Richter giocano un ruolo essenziale in questa fiction, trascinando lo spettatore dentro lo spirito della fiction. Qui il link per il download della soundtrack completa della prima stagione da Mega .

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42 pensieri su “Kasa Shots – The Leftovers Ep. 4: opening sequence

  1. Ecco questa proprio mi manca…e le fiction mi piacciono tanto…e’ il tempo che manca….non basta una vita per guardare tutto…bisogna selezionare. E siccome hai selezionato mi fido e scurioso 🙂

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    • Porca boia se hai ragione, Lupo!
      Ogni tanto leggo di film che mi consigliano e che vorrei vedere ma il lavoro, la famiglia, gli altri film e fiction già in programma… tutto richiede tempo!
      In più mettici che io di base non sono un selezionatore: non riesco a vedere davvero solo ciò che meriterebbe… ho comprato dei blu-ray solo perché avevano una copertina bella (non lo dire a nessuno) ed ho buttato via a volte soldi e tempo e magari ci sono film bellissimi che mi mancano!!
      Sky poi è una maledizione! Registro una fiction da vedermi in HD con calma, poi ti arriva su On Demand il regalino della versione in 4K “solo per te” di un film sulle farfalle monarca e me lo guardo tutto!
      Ma si potrà essere così squinternati?
      Ora mi sto ad esempio riguardando in Dvd tutti primi film di Kitano sulla Yakuza… bellissimi!! Audio giapponese e sottotitoli in italiano… Così noir che più non si può!
      Ma poi sono capace di guardarmi in diretta l’ultima puntata di “Once Upon A Time” del duo di dementi transfuga di “Lost”…

      Quindi almeno tu, seleziona, seleziona che se no non possiamo vedere e leggere i tuoi specialoni!

      “The Leftovers” è fondamentale.
      Non è piacevole, anzi in certi momenti è persino odiosa, lenta, nebulosa ed anche incomprensibile, ma poi in pochi secondi ti fa toccare il cielo… per tutte le puntate della prima stagione (la seconda sta per uscire negli States) ho avuto non so quante volte la tentazione di interromperla, davvero!
      Mi chiedevo cosa stessi guardando e perché… mi sono persino alzato lavare i piatti una volta, buttando distrattamente lo sguardo alla Tv mentre la puntata andava, con un senso di trascuratezza che non confiderei a nessun altro, poi mi bloccavo, mettevo in pausa, tornavo indietro e mi sedevo con le mani ancora sporche di sapone a riguardare per bene la scena e quando la puntata finiva, ci tornavo su con la mente per tutto la settimana…
      Ecco, non è una visione semplice, questo no: richiede sforzo e sacrificio, ma è come entrare in un club esclusivo fatto solo di sentimenti dolorosi e controversi.

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      • Io non lavo i piatti… E questo fa di te un uomo migliore di quanto non sia io 😀 pero’ come te sono succube delle copertine sfavillanti…. E come te ho preso cantonate incredibili…ma come te, a volte mi imbatto in perle (che lo sono solo per me, sia chiaro, e per pochi altri coraggiosi, tra cui temo di doverti includere) che altrimenti ci saremmo persi….fagocitate dal compulsivo-shop-filmico…. Indi ben vengano le cose nuove… Hai pre selezionato, mi fido e usufruiro’ 😉

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  2. Scusami molto se nn sarò, come dire?, assidua ma in parte il lavoro e sopratutto la bella stagione che mi permette il tablet per seguire ma non la calma necessaria per intervenire. Cmq. anche io non conoscevo questa serie e magari a settembre vorrò farmene un’idea.

    sheraconunchinomentrefuorituonaanticristoppureno

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  3. In questo periodo si stanno accumulando film e soprattutto serie da recuperare, come The Lefrovers. Anche se da quanto ho capito si tratta di una serie tv da seguire con attenzione e quasi faticosa da guardare, come hai scritto a lupo in un commento qui sopra (anche le scene da te sapientemente scelte sono in grado di trascinarti con forza nell’atmosfera della fiction)… con calma la vedrò, nel frattempo ho finito la prima stagione di Sense8. Dopo quasi un mese di assenza per vari motivi, FORSE, potrebbe spuntare un post sul mio blog a riguardo.

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    • Sono arci-curioso di leggere cosa scriverai su Sense8!!!
      Ho voluto fare questo shottino su “The Leftovers” per due motivi: primo, perché l’opening che ho linkato è davvero pazzesco… non si vedono spesso cose simili in Tv, sul serio e secondo perché gli autori se ne stanno per uscire con una seconda stagione che verosimilmente sarà diversissima dalla prima… il ferro è ancora caldo!!
      Grazie per il tuo commento ovviamente Dave!

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      • Ho una mezza idea sul “come” scrivere la recensione di Sense8. Diciamo che mi piacerebbe seguire gli autori della serie nella loro geniale follia, ma non credo di riuscire a scrivere come vorrei.. quindi probabilmente sarà un post “classico”, dopotutto i contenuti sono più importanti!

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  4. E va bene…un’altra serie tv da recuperare. Come se non fossero già abbastanza! Ma dopo un post del genere è impossibile restare indifferenti. In realtà, me lo vidi il pilot di The Leftovers quando uscì l’anno scorso su Sky, ma per qualche motivo non andai oltre. Appena trovo un po’ di tempo, però, mi ci butto a capofitto.
    Qui il tempo libero scarseggia di brutto. Non riesco neanche a stare al passo con Hannibal… Ho visto ancora solo le prime due puntate della terza stagione, che tra l’altro mi sono piaciute tantissimo, e non riesco ad andare avanti!

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      • Al massimo rispondo con un po’ di ritardo, ma da qui non mi muovo mica! I post del Maestro non hanno simili su WP, sia per quanto riguarda la forma che il contenuto, e io ne ho bisogno!!! Sono un appuntamento fisso che attendo con ansia ogni settimana. I tuoi post meritano.

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        • Scusa se invece io non sto rispondendo come si deve ai tuoi commenti Zack, ma mi trovo in un posto dove la connessione web è semplicemente ridicola… ma sappi che sei una delle mie letture preferite, sia quando scrivi i tuoi post sia quando fai i tuoi commenti e non parlo solo di quelli che fai ai post che scrivo io, ma anche ai commenti che fai sui post degli altri blogger…

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  5. L’unico cantante di cui conosco bene tutte le canzoni è il Boss. Sento anche altra musica, va da sè, ma per nessun altro cantante ho la conoscenza profonda che ho della musica del boss. Bada bene, parlo di CONOSCENZA non di GRADIMENTO, chè sono due cose molto diverse.
    Ad esempio, io non ho nemmeno un mp3 dei Beatles. Conosco alcune loro canzoni – le più famose chi non le conosce? – ma non ho una conoscenza del loro lavoro neppure superficiale. E lo stesso discorso vale per tanti altri gruppi\cantanti che sarebbero meritevoli della mia attenzione, ma che non mi filo lo stesso.

    Ma non sono uno snob, la mia è solo una cernita. Se per qualche strano motivo il brano di un artista mi suscita un’emozione che in quel momento mi disturba, io quell’artista lo depenno. Chissà, se magari avesse incontrato la musica del Boss in un altro momento della mia vita, forse non mi piacerebbe nemmeno lui :-D.

    Lo stesso discorso vale per le serie tv e i film.

    Lo scorso anno su SKY davano di continuo il trailer di questa serie e, ogni volta che lo guardavo, mi saliva l’ansia.
    Non so spiegarti il perchè, era così e basta. Conseguente fu la decisione di ignorare questa serie.

    Poi arriva questo tuo post, solo a leggere il titolo mi viene la sudarella sulle mani ma, penso, sarà il caldo di questi giorni.
    Lo leggo con piacere – perchè ti si legge sempre con piacere – poi guardo i due video e puntuale ritorna quel senso disagio, di ansia, come se ci fosse qualcosa messo male sopra di me pronto a cadermi addosso. Di qui l’inevitabile conclusione: questa serie non fa per me.

    PS: ciò non vuol dire che non la vedrò mai: i percorsi della vita sono imperscrutabili. Per anni ho schivato Breaking Bad più o meno per le stesse ragioni, poi ho ceduto, l’ho vista e oggi la metto tranquillamente sul podio delle mie serie preferite 😀

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    • Cavoli Lapinsù, hai scritto un commento che è bello quanto un post e parlo sia di forma che di contenuto… ansia, disagio, correlazioni affascinanti…
      Sappi che lo scopo dei miei “Kasa Shots” non è mai spingere alla visione dell’intero film o fiction da cui traggo i filmati delle sequenza illustrate, quanto piuttosto di condividere la bellezza (nel senso di ben fatto) e l’emozione che quella visione specifica crea (o potrebbe creare) e per questo, la tua lettura assidua e costante e soprattutto i tuoi complimenti sono la migliore ricompensa al mio lavoro.
      Grazie di cuore.

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      • Lo so che non sono consigli, o che comunque non hanno di base questa natura, tuttavia i tuoi kasashot per me sono anche finestre che si aprono su mondi magari a me ignoti e che quindi – in quanto da te apprezzati – sono meritevoli di attenzione.
        Talvolta scopro, talvolta no. E questo in fondo il bello: confrontarsi e trovare delle aree comuni. Altre resteranno semplicemente “altre”, ed è giusto così.

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  6. Si, ho volutamente evitato. Sai, commentare quel tuo input, già di per sé bello e generoso, avrebbe suonato alle mie orecchie come terribilmente vanitoso, così ho sorvolato, quasi svicolato. Metttici po che di base sono timido: tastiera monitor e distanza aiutano a dissimulare, ma non possono mica alterare la realtà! Comunque ti ringrazio. Se mai un giorno finirò una storia (improbabile) e qualche pazzo la pubblicherà (tendenzialmente impossibile) ti citero’ nei ringraziamenti!

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    • D’accordo.
      Rispetterò il tuo riserbo sull’argomento, così come le tue motivazioni.
      Continuerò a lodare, ogni volta che lo riterrò opportuno, il tuo modo di scrivere, la tua costruzione del periodo e la delicata retorica con cui costruisci effetti comici o drammatici, ma smetterò di fare riferimenti a possobili pubblicazioni di romanzi, novelle, poesie e quant’altro.
      Sappi, tuttavia, che in questi anni (ne ho cinquantuno) ho letto molto, sia di accademico per gli studi, sia per il diletto ed i miei complimenti sono sinceri così come lo è il mio disaccordo quando lo esprimo con te, più che con altri, con cui spesso lascio perdere di criticare perché dare dell’asino ad un asino è tautologico ed inutile (com’è che diceva Arthur Bloch? “Non discutere mai con un idiota: ti trascina al suo livello e ti batte con l’esperienza”).
      In bocca al lupo se mai vorrai cimentarti in un romanzo ed io non citerò più l’argomento!!

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      • Ai tempi dell’università arrotondavo lavorando in un bar. Un pomeriggio capitò un vecchio che si esprimeva con quel fare grezzo e volgare che solo i vecchi marchigiani sanno avere. Dopo aver discettato per oltre mezz’ora sulle virtù sessuali e defacatorie di mezza città, mi chiese dove fosse il bagno. Non potei resistere.
        “In fondo a destra c’è una porta con la scritta “per signori”, non ci faccia caso, lei può entrare lo stesso”.

        Ecco, tu sei un signore, anzi mi correggo: un Signore, con la S maiuscola che rende meglio l’idea. Corrispondi al paradigma di gentleman che avevo in mente quando presi in giro quel vecchiaccio senza che lui nemmeno se ne rendesse conto.

        PS: hai però commesso un errore fatale rivelandomi la tue età :-D. Immaginavo avesi qualche anno più di me, ma non avrei mai immaginato ne avessi ben 3 lustri in più (anche perchè la freschezza e la vivacità dei tuoi scritti non li fanno per niente assomigliare agli scritti un 50enne. Tuttavia ti avviso fin d’ora che la mia fanciullesca ironia difficilmente saprà trattenersi quando ci sarà margine per una battutina sulla tua “vecchiaia” ehehehehhe

        PPS: hai ascoltato un po’ di canzoni del Boss? E se si, che idea ti sei fatto?

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        • Il racconto del vecchio è meraviglioso, una sorta di pillola narrativa autobiografica e di più non aggiungo perché ho fatto una promessa… ma tu sai!

          Di seguito in arrivo un polpettone del tipo “Lo hai voluto tu!”

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        • Quando è arrivato il tuo commento mi trovavo all’interno di un centro commerciale molto grande in provincia di Bologna.
          Mia moglie si era presa del tempo per andare dal parrucchiere, con gli ottimi prezzi offerti dal centro, mentre io nel frattempo gironzolavo tra la libreria all’interno della galleria ed alcuni negozi di cui conosco i gestori.
          Quello che doveva essere in teoria un semplice commento di botta e risposta ad un post su una fiction era diventato una finestra su alcuni momenti della tua e della mia vita…

          In questi trent’anni circa, dal periodo universitario ad oggi, ho fatto davvero tantissimi lavori, abituato come ero fin da ragazzo a dovermi arrangiare, vista la condizione mia e di mio fratello, che siamo diventati orfani da adolescenti di entrambi i genitori.
          Con un nonno materno direttore didattico delle scuole elementari e con i miei studi da liceale, nel mio paesello nelle Marche ero praticamente un dio, ogni volta che si parlava di cultura in tutte le sue manifestazioni, da quella letteraria a quella cinematografica e persino pittorica.
          Poi, la vita mi impose la miseria, una diaspora e gli studi fuori città, a Bologna precisamente, dove cominciai forzatamente a vivere una seconda vita, completamente privo di quel paracadute familiare che assiste sempre i giovani in provincia, ma che al contempo è anche una zavorra per gli stimoli culturali.

          Oltre ad una breve carriera all’interno delle cooperative sociali che gestiscono i minori affidati al tribunale (prima come educatore e poi come coordinatore), il mio lavoro di certo preponderante come numero di anni è stato quello all’interno di una libreria, che ho finito anche per gestire come amministratore per un breve periodo di tempo.
          Editai persino due riviste, dedicate all’animazione giapponese, al cinema e alle serie televisive.
          Poi, la finanziaria milanese che era dietro questi progetti fu coinvolta in un fallimento molto complesso e di nuovo, ancora una volta, tutto il mondo che conoscevo fu travolto e sconvolto.
          In questi casi, devi rimettere tutto in discussione, compreso te stesso oppure rischi di soccombere definitivamente.

          Essendo i problemi economici e giudiziari derivanti dal fallimento non legati ad una mia responsabilità diretta ed avendo per questo mantenuto la stima sia dei clienti, sia dei fornitori, ho avuto comunque modo di rimanere vicino a questo settore, frequentando le persone che a Bologna e dintorni partecipano alle varie attività festivaliere, legate al mondo del fumetto e del cinema.

          Oltre a questo, devo ringraziare un’innata mia curiosità, quasi viscerale, che mi ha permesso, nei momenti più dolorosi della vita, provare in modo molto zen l’elemento buffo e divertente anche dentro una tragedia.

          Sono contento di aver condiviso questo excursus con te, con il quale sto instaurando una relazione che lentamente assume i colori dell’amicizia; questo ovviamente non impedisce di continuare in quello che stiamo facendo, ossia a scrivere, commentare, ridere, scherzare e riflettere e tutto questo perché ci piace, ma conoscerci un po’ meglio puo’’ rendere tutto, come dire, più saporito!

          P.S. Gentleman è una cosa a cui aspiro e non sempre mi riesce, quindi sentirti appellarmi così mi fa tanto piacere!

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  7. Sai perché cadiamo, Kasabake? Per imparare a rimetterci in piedi.
    Ma tu, a quanto pare, già lo sai.

    Perdonerai l’irriverente citazione Nolaniana e pipistrelliana, ma che è un po’ di giorni che ci sto lavorando su per un post (che comunque vedrà la luce solo in autunno, spero non troppo inoltrato) e calzava a pennello sulla storia che mi hai raccontato. Che poi è la TUA storia, e quindi ha un significato diverso, più rotondo, e può generare quell’empatia che di solito le storie che si leggono su un blog nemmeno sanno cosa sia.

    EMPATIA; è una parola che mi piace da matti. Prima di studiare il greco a scuola non avevo idea di quanti e quali aspetti implicasse questo termine, quale profondità nascondesse dietro 7 caratteri.
    En + Pathos (perdona la traslitterazione): è una semplice somma ma può generare un mondo dal nulla.

    Perchè il saper cogliere un’emozione altrui è virtù nobile, così come il saper trasmettere la propria emozione agli altri è un’abilità innata ma di cui pochi sono dotati. Sono due attività umane che sporadicamente si concretizzano da sole e ancor più raramente insieme.

    E’ quindi un piacere averle concretizzate insieme a te, Signor Kasabake 🙂

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    • Sentitamente contraccambio, sensei Lapinsù (che sai non avere accezione d’età ma di esperienza in uno specifico settore).
      Un abbraccio.

      P.S. la citazione nolaniana la adoro, sia perché in questo caso è perfetta, sia perché è nolaniana ed io cito spessissimo la trilogia del Dark Knight… hai presente quando Tom Hanks/Joe Fox, chattando con Meg Ryan/Kathleen Kelly in “You’ve Got Mail” della Ephron, le dice che “Il Padrino” è “E’ il punto di riferimento più alto. Il padrino è la somma di ogni saggezza. Il padrino è la risposta ad ogni domanda. Cosa devo mettere in valigia per le vacanze? Lascia la pistola e porta i cannoli.“.
      Ecco per me la trilogia di Nolan è questo.

      P.P.S. Uno dei miei prossimi (non il prossimo) Kasa Shots sarà su una particolare sequenza del terzo film di Batman di Nolan, ma non voglio romperti le uova nel paniere o “bruciarti” magari un argomento che stavi per usare… sai che quando comincio a dissertare su una scena, finisco sempre per fare anche delle panoramiche sull’autore e magari potrebbe sembrare antipatico dopo la tua rivelazione…non ho problemi in caso ad evitare di parlarne… ne ho tante di cose da dire!
      Fammi sapere.

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      • Dai la cera, togli la cera, amico mio!!! E’ sempre tutto un discorso di olio di gomito, alla fine. Altro che sensei ahahahahahahahah

        PS: non ricordavo quel passagio di C’è posta per te: è delizioso!!!

        PPS: tranquillo, io non parlerò di Nolan ma solo di quella specifica battuta. Più altre battute, ma non di Nolan. Ti ringrazio comunque per il pensiero gentile.

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  8. Questa si che è una serie che merita, anche io ne ho parlato da me… Per chi come me (o noi) fa delle emozioni un elemento portante, se ne ciba, e dove a volte il contorno, la calma o il mistero non spiegato passa in secondo piano perchè l’estasi che riesce a regalarci una solo sequenza è il punto massimo che possiamo raggiungere, il culmine che empaticamente cerchiamo….
    Non possiamo di certo mancare all’appuntamento con la seconda stagione!

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  9. Mi viene la pelle d’oca, kasa, bellissima quella puntata, mi hai fatto venire voglia di riguardarmi la prima stagione adesso che anche la seconda è finita *sigh* 😦
    Per chiunque volesse approcciarsi a questa serie, avverto anch’io che è molto, molto complessa e richiede notevole attenzione e, soprattutto, uno stato d’animo adatto.
    Anche un’anima poco sensibile si ritroverebbe a piangere davanti al continuo dolore che viene messo alla luce puntata dopo puntata.
    È difficile da recensire questa serie, difficile classificarla, difficile parlare di quel che racconta: parla di amore? Di Dio? Religione? Perdita?
    Certamente, ma anche di speranza e del continuo lottare dell’uomo davanti alle avversità della vita. E chiunque, prima o dopo, si è trovato a dover affrontare queste sensazioni, motivo per cui “The Leftovers” arriva dritto al cuore e alla mente di chi la guarda.
    Ma da sola l’esperienza comune non basta ad apprezzare e capire questa serie, bisogna immergersi dentro di essa e lasciarsi andare, senza usare troppo gli ingranaggi intellettuali.
    Sì, avete letto bene: se volete comprendere non dovete pensare.
    Dovete sentire.
    Assaporare.
    Osservare.
    I significati nascosti (se ci sono) verranno fuori solo dopo che avrete fatto questo passo, le spiegazioni (se le troverete) saranno visibili quando vi sarete lasciati andare, ma non aspettatevi un trattato di scienza: ad accompagnarvi ci sarà sempre la sensazione di non sapere dove state andando, dove l’autore vi voglia portare, ed è forse questa la sua carta vincente.
    È una serie di pancia e di testa, di cuore e cervello.
    E di occhi: guardatela!

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    • E’ già iniziato.
      Il tuo futuro post su Leftovers è già iniziato: una serie con due stagioni così diverse, così allarmanti, inquietanti e forse anche così abbandonate a se stesse, perché non si sa se verrà rinnovata per una terza stagione.
      Una prova strepitosa di Lindelof che però non ha trovato riscontro nel pubblico (ma questo accade anche per una serie drammatica meravigliosa come “The Good Wife” e certamente più semplice come lettura…

      Se dovessi scrivere io una recensione completa, anche nel caso della seconda stagione, rimarrei sul vago dal punto di vista narrativo, perché come dicevo nel post e come tu hai confermato nel tuo commento (“[…] se volete comprendere non dovete pensare […]), entrambe le stagioni si guardano abbandonandosi al mind-fucking emozionale e non alla gabbia delle consecutio di un procedural.

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        • Come ti dicevo la volta scorsa, ho comiciato a vederla su Sky e la finirò a questo punto in questo modo solo per comodità (tra l’altro, delirio dei deliri) quando la vedo commuto sempre l’audio in originale… quindi in realtà la mia è davvero solo pigrizia di non scaricare nulla di più di ciò che già non faccio…
          Fino alla 9 l’ho trovata una serie meravigliosa eppure diversissima dalla prima e spero in un finale spiazzante ma anche un po’ conclusivo, soprattutto perché si vocifera in modo insistente che non ci sarà una terza season…

          P.S. I Want Your Post About It… Now!

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