Kasa Shots – Old Boy: corridor fight scene, long take

Old BoyIl “Grand Prix Spécial du Jury” è il più importante tra i premi che la giuria del Festival di Cannes può assegnare ad un film in concorso, dopo ovviamente la “Palme d’Or”.
Nel 2004 la giuria, allora presieduta da Quentin Tarantino, assegnò questo ambitissimo riconoscimento al film coreano “Oldeuboi (Old Boy)” diretto da Park Chan-wook e tratto, come soggetto, dallo splendido manga omonimo, di cui lo stesso regista ha curato l’adattamento insieme ad altri collaboratori.

Lady VengeanceQuesta importante pellicola è considerata il secondo capitolo della cosiddetta “Vengeance Trilogy (Trilogia della Vendetta)”, serie appunto di tre film del nostro regista di Seul, iniziata con la pellicola “Boksuneun naui geot (Mr. Vendetta)” del 2002 e conclusasi con “Chinjeolhan geumjassi (Lady Vendetta)” del 2005: le storie ed i personaggi di queste opere non hanno in realtà alcun punto in comune a livello di script, ma sono visceralmente accomunate dal tema fondamentale della vendetta, intesa come ricerca catartica di quella verità che ognuno deve trovare all’interno della propria relazione con il resto dell’umanità, per dichiararne ragioni e torti.

Old Boy 02Per il nostro Park (questo è il cognome, tutto il resto è il nome), tutti noi, infatti, viviamo sempre, nessuno escluso, drammi profondi legati al rapporto con gli altri, fatti di tristezza, di sofferenza, di violenza psicologica, fisica (nei casi più estremi) o classista (nel vivere i disagi del nostro status nella società), ma non tutti scelgono la purificazione del regolamento dei conti ed anzi i più preferiscono restare attaccati e fedeli ai pochi momenti di felicità e non consumare appunto quella necessità di vendetta che sarebbe altresì insita nelle cose.
Sono ovviamente considerazioni in cui si riconoscono tanti elementi tipici della cultura di un popolo violentemente diviso e costantemente al cospetto di dolori per noi inimmaginabili e per loro invece intessuti nella carne e nei muscoli della quotidianità ed anche in qualche modo fatalisticamente accettati.

Kim Ki-dukA livello artistico e visivo, ne deriva una poetica della violenza presente in tutto il cinema coreano (basti pensare a Kim Ki-duk), in modo apparentemente disturbante per noi occidentali e che nello specifico è stata modulata nei film di Park Chan-wook in modo più politicamente aggressivo, identificando nei sistemi sociali che ci condizionano gli artefici di una vera strategia della violenza, quasi fossimo tutti addestrati per uccidere o essere uccisi, filosofia che ovviamente ha creato non pochi problemi in patria al nostro regista, ma che gli ha contemporaneamente aperto le porte in Occidente ai riconoscimenti del pubblico e della critica, individuando idee in qualche modo familiari a quelle espresse a suo tempo dal geniale Stanley Kubrick con la violenza sociale ed istituzionale di “Clockwork Orange (Arancia Meccanica)”.

Inglourious BasterdsL’influenza del suo stile è palesemente presente nei cineasti che gli hanno platealmente dichiarato omaggio nei propri film, come Tarantino, che, non solo ha offerto la sua interpretazione del concetto stesso di Vendetta con la sua sinfonia in due atti di “Kill Bill” (sublimandola poi nella vendetta storica di un intero popolo oppresso, con l’utopia liricizzata dell’uccisione di Hitler da parte di un manipolo di soldati ebrei nel suo capolavoro “Inglourious bastards – Bastardi senza gloria”), ma ha anche citato in modo palese scene di “Old Boy” ogni volta che poteva, non ultima la sequenza piena di tensione e violenza inespressa di “Django Unchained”, in cui il personaggio di Calvin Candie (Leonardo DiCaprio) minaccia di fracassare la testa di Broomhillda (Kerry Washington) con un martello da calderaio (testa tonda e penna sferica).

Impossibile anche fingere che tutte le sequenze di combattimento della seconda puntata della prima meravigliosa stagione del “Daredevil” della Netflix non abbiano un debito con il film di Park Chan-wook e con la specifica sequenza oggetto del nostro post, poiché tutto, dall’inconfondibile stile di Park, ai suoi colori brillanti in contrasto alla cupezza dell’animo dei protagonisti, alle sue luci e persino (con un tocco di civetteria che ha il senso dell’omaggio affettuoso) l’intonaco bicolore del muro del corridoio, tutto urla a squarciagola il nome del nostro Chan-wook.
Senza spendere mille altre parole, godiamoci intanto, come campione esemplificativo, l’incredibile e pregevolissimo long-take del combattimento nel corridoio tratto dalla serie Netflix.

Siamo infine arrivati alla sequenza a cui è dedicato questo Kasa Shot, al meraviglioso e poetico long-take con scorrimento laterale, con un combattimento dipinto come un balletto teatrale ed i personaggi che si muovono lungo una sorte di tunnel visivo, sotto le note struggenti degli archi e dei fiati della musica scritta da Cho Young-wook (fedele autore delle colonne sonore dei film del nostro), procedendo ed arretrando dentro lo spazio filmico dell’inquadratura, che implacabile avanza verso destra, come la freccia del nostro destino che procede ineluttabile dal passato al futuro, ma non semplicisticamente verso una sorte già scritta dal fato ma piuttosto verso una soluzione definitiva, voluta dall’uomo con quella caparbietà che nel cinema asiatico è spesso rappresentata come più potente della morte stessa, arrivando persino a piegare la fisica e le sue leggi (quanti film cinesi, coreani e giapponesi hanno usato ed usano l’iperbole nelle scene di combattimento?).

SnowpiercerChiunque abbia avuto modo di vedere il pregevole “Snowpiercer”, colossal coreano del 2013 del connazionale Bong Joon-ho, ricorderà senz’altro, come uno dei momenti più avvincenti ed assieme drammaticamente alieni, la lunga sequenza del combattimento al buio nella carrozza ferroviaria ed il procedere semi-divino dei nostri eroi in mezzo ad una violenza incommensurabile.
Ora questo è però il dungeon di Oh Dae-su, il protagonista di “Old boy”, questo il suo calvario ed il suo cammino d’espiazione, il lascito infine che il nostro Park, studioso di filosofia ed amante di letteratura classica, fa alla nostra cinematografia: sono passati 11 anni da quel lontano 2004 in cui questo film scandalizzò Cannes e fece innamorare una platea di cineasti ed oggi continua ad affabulare.


In questo post abbiamo presentato estratti dai film:

Kasa-Shots-Logo-Web-ColoreDjango Unchained“, USA, 2012
diretto da Quentin Tarantino
sceneggiato da Quentin tarantino

Kasa-Shots-Logo-Web-ColoreMarvel’s Daredevil TV SERIES Episodio 1×02“, USA, 2015
Episodio diretto da Phil Abraham
sceneggiato da Drew Goddard

Kasa-Shots-Logo-Web-6-righe-ColoreOldeuboi (Old Boy)“, South Korea, 2003
diretto da Park Chan-wook
sceneggiato da Park Chan-wook, Hwang Jo-yoon e Im Joon-hyeong
dal manga “Ōrudo Bōi Rūzu Senki (Old Boy)
scritto e disegnato da Garon Tsuchiya e Nobuaki Minegishi
pubblicato in Italia da J-POP

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23 pensieri su “Kasa Shots – Old Boy: corridor fight scene, long take

  1. Molto interessante il post e l’analisi dedicata al cinema di Park, alla questione sociale ed istituzionale che trasuda da film come Old Boy, estremizzata nella scena da te scelta. Forse, almeno per me, più interessante ed efficace il tuo post di film di questo genere (come Snowpiercer, che, contro tutto e tutti, non apprezzai.. in realtà è da un po’ che vorrei scrivere qualcosa su quel film..). Come sempre, ottimo articolo Kasa!

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    • Grazie Dave, sono complimenti stupendi quelli che mi fai, perché di fatto esalti la critica e la condivisione di un pensiero anche aldilà del gradimento o meno di un’opera e questo rende un buon giornalista meno adolescente (per cui tutto è solo o bellissimo o bruttissimo) e più adulto. Thanxxx!

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        • E’ il tuo “mood” giornalistico che mi stuzzica verso un tipo di analisi delle tue stesse parole… ognuno di noi esprime se stesso non solo quando scrive per sè, ma anche quando commenta e risponde agli altri… chi nota più una cosa, chi un’altra e penso che venga spontaneo, sia a livelli alti che a livelli bassi ed i tuoi sono alti.
          Non è detto che io sia sempre d’accordo con alcuni tuoi giudizi, come tu dei miei, ovvio, ma ci rispettiamo, perché non siamo fintamente popolari o fintamente elitari o preconcettualmente amanti solo del commerciale o di contro solo dello stile festivaliero, ma siamo aperti e curiuosi.

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          • Certe volte sembra che per andare d’accordo basti semplicemente essere parte di uno stesso gruppo, o meglio che basti avere gusti ed idee uguali, parlo di cinema come di ogni altra cosa. Ma non è così, le persone si giudicando da come si approcciano alle idee altrui anche e soprattutto se contrastanti e non si dovrebbe mai etichettare qualcosa (un’idea, un’opinione, un concetto) come “brutto” o “sbagliato” solo perché diverso e lontano dal nostro modo di vedere le cose. Anzi, si ha sempre qualcosa da imparare dagli altri, anche quando le opinioni restano divergenti, anche quando non le condividiamo al 100%, perché è dal dialogo e dal confronto che ci definiamo come persone e generiamo il nostro modo di pensare. Forse sono andato leggermente off topic.. ma non importa.
            P. S. mi inorgoglisce sempre leggere nei tuoi commenti il termine “giornalista” riferito a me

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  2. Chapeau.
    Chiudiamo WP per un quarticino e ripassiamo ben bene questo post, perchè è doveroso.
    Non tocca le vette di beltà e freschezza toccate dal primo tuo post che commentai (quello su Holmes) ma le sfiora in diverse occasioni.
    Già solo aver spinto me a leggere un post sul cinema coreano dovrebbe spiegarti la dimensione della cosa…

    Nello specifico, ahimè, non conosco il film originale: ho visto solo il remake di Spike Lee che poco ha convinto me e gli altri 7 mlrd di abitanti questo pianeta. Oramai, conoscendo la storia, dubito che riuscirei a guardare con occhio giustamente attento l’originale coreano.
    Cmq lo terrò a mente: magari un giorno avrò così tanto tempo libero da dedicare le mie attenzioni anche a questo film!!!!

    PS: la scena con la Kruger in Inglourious Basterds è da 10+

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    • Ahahahah, dici così perché non hai letto cosa ti ho scritto come commento al tuo posto sulle discariche cinematografiche…!
      Scherzi a parte, non hai idea di quanto sia contento del tuo gradimento: mi hai ricordato il post su Holmes (tra l’altro sto seguendo tutti gli aggiornamenti che fai sul tuo profilo Facebook…) ed in più mi rendi onore in un modo così appassionato ed elegante che mi commuovo!
      Comunque tutta la Trilogia della Vendetta è davvero iconica ed “Old Boy” di certo è il più violento dei tre, ma la sequenza del corridoio è pazzesca… se la senti poi con l’audio di un Blu-ray (oppure al cinema, ovvio, ma è vecchio) e non con lo schifio di YouTube, resti sconvolto dalla potenza della musica mixata con i rumori della lotta…!
      Sai che ho letto su WP delle cose terribili riguardo “Inglourious Basterds”… gente che lo criticava per la poca verosimiglianza storica, ma ci pensi? Come se potessero davvero immaginare che Tarantino quando l’ha scritto ha pensato davvero che le cose fossero andate in quel modo… pazzesco…
      Ma non ho avuto il coraggio di commentare, perché eravamo in uno spazio commenti ospiti di un blogger amico e non potevo fare il rompicoglioni di turno, per cui ho taciuto, ingoiando il rospo e soffrendo in silenzio…
      Grazie, come sempre, amico Pennesi!!

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      • Non ho mai capito perchè IG sia stato così sottovalutato nella filmografia di Tarantino. Ti confesso che io lo metterei tranquillamente sul podio dei suoi 3 migliori.

        PS: sto scoprendo con una certa inquietudine che non è ancora fissata una data di uscita italiana di Mr. Holmes. Nè imdb nè wiki dicono niente. Non vorrei che i nostri solerti distributori avessero la bella idea di non passarlo.
        Potrei incatenarmi a cinecittà. Giuro.

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  3. Grande Lupo!! Ero certo che “Old Boy” fosse tra i tuoi must…
    Mi sono autocensurato un intero post dei miei Kasa Shots dedicato alla sequenza del bagno di “Martyrs” ed un altro alla morte di Christabella in “Silent Hill”, perché troppo forti per il pubblico medio, ma ho intenzione di rifarmi con i coreani, i cinesi ed i giapponesi… cavoli, c’è troppa roba bella..
    Intanto faccio passare un po’ di tempo e probabilmente voglio postare un pezzo su una sequenza che ho sempre adorato dal “Titanic” di Cameron, così mi farò prendere un po’ per i fondelli dai più snob e poi toccherà anche al John Woo di quando stava ancora in Cina…

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  4. Io per il cinema dell est personalmente impazzisco… Anche se il mio genere e’ un po piu deviato…presente nishimura ?!?!??? Su martyrs e il bellissimo silent hill (parli del primo vero? Xche il secondo io proprio nn l ho diverito) dovresti assolutamente postare. Hai le carte giuste 🙂 ciao kasa!!

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  5. Ti capisco, Lupo, davvero…
    Affinché la mia non suoni ora come un’inutile ruffianata, se vai a leggerti tra i commenti al post di Lapinsù le mie due liste di Top Film in ordine alfabetico (ce n’è una più mainstream ed una più di nicchia), pubblicate giorni fa in momenti non sospetti, alla lettera “T” faceva bella mostra di se la mia scelta di “Tokyo Gore Police“, quella si una pellicola davvero iconica…
    Martyrs” è un film bellissimo, serissimo e stupidamente da molti confuso come Torture Porn o Gore-porno (anche se da solo il personaggio di Mademoiselle avrebbe dovuto zittire tutti, ma tant’è…), ma siccome nei Kasa Shots mi piace parlare proprio di una sequenza in particolare, se parlassi del capolavoro di Laugier non potrei trattenermi…
    Su “Silent Hill” direi che esiste solo il primo, quello appunto dove c’è la bellissima scena della morte di Christabella, mentre Dark Alessa balla sotto il sangue che le cola addosso dal corpo di Christabella straziato dal filo spinato… Revelation non esiste… l’ho visto ovviamente, ma non vale la metà ed è stato un peccato, perché il franchise valeva, visto che già con il primo film ci eravamo fermati sia alla storia, sia ai mostri dei primi due videogames…
    Comunque, che vuoi farci: è un mondo duro…

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  6. Vedi che non ne sbagli una!???? Su tokyo gore police ho fatto una recensione che vuole essere una dichiarazione d amore… E allora se mi permetti e ti piace il genere ti caldeggio anche: robogeisha, machine girl, helldriver, vampire girls vs frankestein girl, meatball machine, gun woman, greatful dead e naturally battle royale
    Poi vogliamo parlare di takashi miike e del suo ichi the killer o di crows 0 o di western django? E non lesiniamo la corea con the host e snowpiercer di cui hai gia’ giustissimamente tessuto le lodi anche tu (anche io recensiiiiiiiii a suo tempo e mi piacque un tot) che son sicuro che tu sei anche tra i pochi che come me hanno apprezzato sucker punch (devianza o.t. Ma mi e’ venuto in mente). Su silent si ti condivido…non si puo parlare di seguito…il secondo e’ inguardabile… Per martyrs non voglio aggiungere nulla, secondo me e’ un prodotto epocale… Che se ci ripenso mi manda ancora in pelle d oca. Disturbante come pochi

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    • Aldilà dei complimenti sempre belli che mi rivolgi e di cui ti ringrazio, è comunque sempre un grande piacere leggere sia il tuo blog, sia i tuoi commenti!
      Sei una delle poche voci libere in un mondo schiacciata dalla piattezza dei gusti e la tua prosa sciolta e divertente fa ugualmente intravedere tra le righe una conoscenza ed una passione profonda per molto cinema asiatica, da cui avremmo tutti da imparare, dico sul serio…
      Come ti ho scritto in altre occasioni, io sono per lo più “onnivoro” in quanto a gusti cinematografici e televisivi ed ho un mio concetto tutto particolare di cinema “alto” e “basso”, non sempre coincidente con il cinema festivaliero e quello commerciale: insomma, mi stanno sulle palle sia quelli che disprezzano il cinema mainstream perché definito troppo “semplice”, ma allo stesso tempo mi disturbano coloro che si rifiutano, per uguale snobismo, di guardarsi ed apprezzare film d’autore o di cinematografie diverse dalle nostre… sono schieramenti in cui non mi riconosco e mai mi riconoscerò…
      Come dicono i Wacho Bros. All Boundaries Are Conventions…

      Poi ci sono ovviamente cose che conosco da più tempo e che essendomi familiari comprendo meglio: avendo passato anni a vedermi anime in laser disc, in un periodo in cui non esistevano ancora altri supporti degni di nota e per vedere qualcosa di Hayao Miyazaki al cinema bisognava vivere all’estero ed avendo vissuto quasi come una rivoluzione la nascita di editori come la Dynamic Italia prima e poi la Dynit, la Shin Vision, figurati che emozione fu per me quando editori come la raro video cominciarono a pubblicare i film sulla Yakuza di Kitano (fa sempre bella mostra dis e in libreria il doppio DVD di “Boiling Point / Violent Cop”) e si cominciarono a vedere autori coreani… i primi horror asiatici finalmente tradotti, la saga di The Rng e poi l’edizione de-luxe della Shin Vision di “Battle Royale”, che momenti…

      Ora vado a recuperarmi una parte dei titoli che mi hai citato (se posso li compro in plastica, anche usati sulla baia… ci sono occasionissime…), altri, grazie al cielo, sono già a casina (doppio DVD della Dynit per “Ichi” di Miike, con il suo bel numerone rosso su sfondo nero in copertina, che levati!).
      Ora recupero anche le tue recensioni più vecchie e restiamo sempre sintonizzati!!

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  7. L’analisi del cinema di Park e del cinema coreano in generale, per quanto possa sembrare apparentemente breve e sintetica, è di una profondità e di una precisione commovente. Scoprire che conosci così bene anche il cinema orientale mi spiazza e mi riempie allo stesso tempo il cuore di gioia. E’ un cinema ancora troppo poco conosciuto dal pubblico occidentale e merita l’attenzione giusta e soprattutto post intelligenti e consapevoli come questo che è appena diventato il mio preferito del tuo blog. Letteralmente perfetto.
    Grazie Kasa e ovviamente complimentoni!

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    • Le tue parole mi hanno colpito così profondamente nel cuore che mi hai lasciato quasi senza parole… che per uno logorroico come me, non è cosa da poco!
      Faccio persino fatica a rispondere e sono ultra-felice che il post ti sia piaciuto!
      Stavo “chattando” con Bad Wolf poco fa, nei commenti sopra, proprio sulla questione del cinema orientale… un mondo assolutamente alieno per molti ed in genere o adorato da pochi adepti o schifato dalla maggioranza e questo proprio per il suo essere diverso (diversa ontologia, diversa classificazione di priorità morali e sociali, diversa sessualità e da tutto questo scaturisce una diversa sintassi filmica, etc. etc:.).
      Non sono nemmeno lontanamente un conoscitore esperto di cinema asiatico come altri, Lupo compreso, ma ho avuto la fortuna di avvicinarmi alla cinematografia orientale sin da ragazzo, con i classici come Akira “Tenno” Kurosawa e poi di nuovo, grazie alla passione per gli anime (hanno costituito una fetta importantissima della mia vita insieme ai comics), ho esteso la mia passione a tutta la new wave giapponese portata dai Kitano e dai Miike e poi tutto il noir giapponese sulla Yakuza.
      Insomma, come molte delle cose che conosco, anche quella per il cinema orientale non è vera cultura seria, ma passione ed amore…
      Io penso che chiunque, messo di fronte ad opere come “Brother”, “Sonatine”, “Gohatto”, “Ichi The Killer”, “Battle Royal”, “Ferro 3“, “Time“, “Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera” non può non accorgersi della meraviglia che sono… ogni volta che riguardo il poster originale di “Lady Vengeance” ho i brividi da quanto è bella l’immagine in cui è ritratta la bellissima Lee Young-ae, di cui m’innamoro ancora adesso ogni volta che la vedo piangere!… Ho l’emozione facile!!
      Come dicevo a Lupo, odio le “barricate” di chi finge di difendere l’arte elitaria a tutti i costi o il populista che pretenderebbe la cancellazione dei festival e certe volte mi chiedo che film guardano davvero e perché tanta spocchia… Ribadisco anche con te il mantra “wachowskico”: “All Boundaries Are Conventions” e chi non lo comprende è sfortunato…

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      • Verissimo i wakos sono sempre avanti… E i confini sono effettivamente solo quelli che ci costruiamo noi…indi ben vengano le cose diverse…anche perche’ altrimenti sai che palle?? Che qui gia’ si sopravvive a forza di reboot, remake, re-cosa ma che cavolo!!! Grande kasa

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        • Lupo! Oggi ho scovato un negozietto a Bologna dove vendono una sacco di gadget legati al mondo nipponcio ed asiatico (e fin qui, niente di nuovo, ce n’è ovunque…), ma con mia grande sorpresa avevano a prezzo ottimo una serie di DVD davvero pregevoli…

          Ho fatto un paio di foto per te (ho uno smartphone di pulcinella, io, quindi niente picture in stile iPhone…)…

          Dvd Far East di costa

          Dvd Far East Cover

          Comunque io ho fatto spesa!

          Eccoti il listone dei titoli che hanno messo in promo a € 4,99 cadauno…

          Maki Collection – Sutegoro
          Maki Collection – Shin Karate
          Maki Collection – The Bad One 1
          Maki Collection – The Bad One 2
          Maki Collection – The Bad One 5
          Maki Collection – Crimson Lotus
          Maki Collection – Negotiator Ryuki
          Maki Collection – Yanagawa Family 2
          Maki Collection – Run 2 U
          Maki Collection – The Labyrinth
          Maki Collection – The Million Dollar Woman
          Maki Collection – Bodyguard Kiba 2
          Maki Collection – Bodyguard Kiba 5
          Brother
          The Spiral
          The Guys from Paradise
          Hero
          La Foresta dei Pugnali Volanti
          Kim Ki-Duk Collezione (4 Dvd) questo costa di più… non ricordo perché l’ho già a casa…

          Io mi sono sparato

          Maki Collection – Sutegoro
          Maki Collection – Shin Karate
          Maki Collection – The Bad One 1
          Maki Collection – The Bad One 2
          Maki Collection – Crimson Lotus
          Maki Collection – Negotiator Ryuki
          Maki Collection – Run 2 U
          Maki Collection – The Labyrinth
          Maki Collection – The Million Dollar Woman
          The Spiral
          The Guys from Paradise

          11 pezzi e mi ha arrotondato il tutto a €50 neuri… non male, vero?

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  8. Ecco… questo è l’indirizzo web del negozio, dove ci sono tra l’altro tutte le indicazioni su come raggiungerlo o farsi spedire…

    http://www.altridove.it/index.php

    Ho controllato però che on line hanno inserito solo pochissime cose di quelle che hanno fisicamente in negozio… conviene chiedere, soprattutto per il discorso dell’offerta… il cellulare che è riportato sul sito è lo stesso del titolare!
    Io prima di qualche settimana non tornerò, ma gli ho lasciato la mia mail, per farmi dire se arrivava qualcosa anche in originale con sottotitoli in inglese…
    E’ un buco, ma zeppo di cose…

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