Best Directors

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Di tutti i fattori determinanti in modo aprioristico il mio desiderio di andare a vedere un film, quella del nome del regista è in assoluto quello più importante, assieme al suo opposto, ossia al desiderio di scoperta che mi permette periodicamente di rinnovare ed ampliare questa raccolta.
Infatti, se per me alcuni registi sono oramai una certezza e probabilmente di loro vedrei anche un film vuoto (sforzandomi di capire perchè lo hanno fatto e dando quindi sempre il beneficio del dubbio prima della condanna), è altresì vero che non solo nel tempo anche i più bravi autori cambiano e talvolta in peggio, ma tantissimi nuovi talenti si affacciano all’orizzonte.

Molto più che per la Best Actresses e la Best Actors, questo compendio di Best Directors è fatto per accumulo e molto meno per sostituzione, giacchè raramente, oggi, mi capita di scoprire registi a cui vada interamente iil merito di un film che ho adorato e sempre più di sovente, invece, mi capita di restare deluso da opere dirette da una personalità del cinema che avevo pensato non avrebbe potuto mai sbagliare un film!
Il cinema, specie quello statunitense, è in primis un’industria ed un’opera filmica è soggetta a così tante pressioni e ingerenze nella direzione dei lavori, da parte dei produttori, dei finanziatori, degli scrittori del soggetto originale, dei gruppi di pensiero, degli opinion leaders, dei media e persino dei politici, che spesso il risultato è solo il miglior compromesso possibile e trovare un nucleo di personalità emergente è sempre più difficile, specie se lo si ricerca negli aspetti meno superficiali.

Ancora una volta, diciamo bande alle ciance e partiamo con il nostro elenco!

Best DIRECTORS

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Alfred Hitchcock

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Christopher Nolan

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David Lynch

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Federico Fellini

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Francis Ford Coppola

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François Truffaut

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Fritz Lang

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Kathryn Bigelow

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Michael Cimino

Michael Cimino

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Nicholas W. Refn

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Orson Welles

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Quentin Tarantino

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Sofia Coppola

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Stanley Kubrick

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Steven Spielberg

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Takashi Miike

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Wachowski Sisters

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Zack-Snyder

Zack Snyder

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16 pensieri su “Best Directors

  1. Condividiamo solo 8 registi nelle nostre top 20 registi, sembrerebbero pochi però son quasi la metà.
    Su quelli assenti nella mia nulla da eccepire anche perchè di alcuni di essi confesso di non aver mai visto niente.
    Solo un appunto: la Coppola figlia per favore no….

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        • Qui penso che intervenga solo la differenza di età e le circostanze della vita.
          Quando io ero giovanissimo, due film fecero la storia del cinema di guerra americano dallo sporco Viet: “Apocalypse Now” di Coppola e “The Deer Hunter (Il cacciatore)” di Cimino, con un Robert De Niro da urlo, forse in una delle sue interpretazioni più alte, drammatiche. amare e liriche e tu, che sei un fine estimatore, devi assolutamente recuperare.
          Sempre di Cimino, penso che apprezzeresti anche la sua opera prima, quando era ancora alle prime armi e che sconvolse tutti con il suo “Thunderbolt and Lightfoot (Una calibro 20 per lo specialista)”, film del 1974, in cui duettano in modo magistrale un imperdibile Clint Eastwood ed un giovane Jeff Bridges.
          Per Truffaut, invece, fu colpa (merito) degli studi: dovevo inserire un esame complementare della facoltà di Magistero quando facevo Lettere a Bologna ed aggiunsi cinematografia del prof. Canziani, che quell’anno teneva un corso sul regista francese: vidi tutti i suoi film ed accadde con una rilassatezza e con quei tempi che si hanno in gioventù che mi permisero di capire cosa stavo vedendo e di assaporarne bene lo spessore, così il dovere divenne piacere e poi di più, un godimento. L’anno successivo fu la volta di Fritz Lang e di tutto l’espressionismo tedesco.
          Certi film vanno visti come una medicina, per curare depressione o noia, altri invece sono come i quadri nei musei: li guardi con la predisposizione d’animo giusta, rilassato, come un buon liquore (il brandy da te citato), dandogli il tempo di scaldarti il palato e di far rifrangere tutto il gusto in bocca ed in gola.
          La realtà è che sono stato solo fortunato.
          Auguri a te e a famiglia per la giornata di oggi!

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  2. La Coppola è una regista che divide, tantissimo.
    Io personalmente adoro il suo stile: ho visto più volte i suoi film, in particolare “Somewhere” che considero il suo capolavoro. Ogni volta che lo dico, ricevo in pari quantità applausi ed uova marce, ma penso che si debba sempre esprimere con chiarezza i propri gusti. Lo so che mi inimicherò una parte di chi mi segue e che forse smetterà persino di seguirmi, ma ho anche preparato due post molto documentati ed analitici, in cui prendo ad esaminare proprio le due pellicole più controverse della Coppola: “Somewhere” appunto e “Marie Antoinette”.
    Pensa che quando Tarantino, in veste di presidente della giuria, fece pressioni per consegnarle il Leone d’oro quale miglior film alla 67° Mostra del Cinema di Venezia, la giuria quasi si spaccò.
    Sarei comunque felice se tu mi farai la cortesia di leggerli lo stesso quando li pubbblicherò a breve!

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    • Della Coppola ho adorato il Giardino Delle Vergini Suicide, opera visionaria e pungente, sarcastica e drammatica.
      Lost in Translation invece mi è rimasto più sullo stomaco,anzi proprio tanto se devo essere sincero…
      Confesso invece che mi mancano sia Maria Antoniette (tendo a evitare i biopic) che Somewhere (ne ho letto talmente male da tenermene scientemente alla larga). Ero tentato da Bling Ring ma poi ho mollato pure quello.
      Comunque visto che ti leggo sempre con piacere, i tuoi prossimi post potrebbero essere un modo per colmare certe lacune 😉

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      • Come sempre sei un signore, nel senso più elegante della parola: hai un regista che ti è inviso per tutta una serie di buoni motivi, compresa l’esperienza deludente di una pellicola, per altro di successo (quindi non sei vittima di mode o altro, ma mantieni sempre la tua autonomia di giudizio intatta), eppure, eppure, accetti di buon grado di leggere qualcosa che scriverò sulla questione.
        Se non essere colti questo, cos’altro?

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  3. secondo me manca uno dei più grandi Terrence Malick! La sottile linea rossa è uno di quei film che oltre alla splendida capacità scenica è uno sguardo dentro, una ricerca interiore fatta di domande e di poche conferme o The Tree of Life, magnifica pellicola sull'”arte” della vita o anche To the Wonder, film in cui la filosofia e l’approccio quasi metafisico diviene reale rappresentazione dell’amore, di quell’amore tanto cercato e che solo alcuni trovano. Un regista che per me rimane un mito!

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        • Ehi, ci mancherebbe! Sapevo benissimo che non era una critica, ma davvero quello che mi piace ogni volta che faccio una classifica ovvero un’aggiunta!
          Io interpreto sempre così lo spazio commenti, come lo spazio dove un lettore fa le sue aggiunte, mette i suoi contributi al post, lo completa…
          Pensa, che quando faccio una classifica di qualsiasi tipo, invito sempre chi legge a fornire la sua versione e non è raro che arrivi ad inserire la sua opinione nel post stesso…
          Adoro immaginare le classifiche come un work in progress… la cosa buffa (ma non strana, vista l’empatia di cui parlavi) è che il nome di Malick era nella mia Top 20 originale, agli albori del mio blog… poi, mi è capitato di incrinare il mio rapporto affettuoso con Terence dopo la visione del suo “Knight of Cups” che penso di non aver saputo apprezzare in pieno…
          È la vita: ci riserva sempre sorprese ed aggiungo anche… per fortuna!

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  4. Ciao Kasa scusa le mie assenze, come al solito la mia lentezza, lo so, devo dire più ferma che mai, comunque rispecchia la mia abitudine al “disordine” che segue i suoi stessi ritmi come una volontà che nasce fuori da me, e non proprio per mancanza di cose da dire ma perché temo che la distanza tra ciò che penso e ciò che leggo può portare ad un commento piuttosto dissociato oppure incomprensibile. Detto questo condivido e tra quelli indimenticabili, certi film come l’Odissea nello spazio di Kubrick e The elephant man di Lynch. Gradisco molto i film in b&n con molto dialogo come quelli di Godard. A me con i film mi capita come con i libri e la musica, mi ossessiono con guardare tutta la filmografia, bibliografia o discografia preferibilmente in ordine cronologico, purtroppo è difficile quando un artista è troppo prolìfero ed i suoi lavori introvabili.

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