Strappare Lungo i Bordi, un miracolo pop [Re-Blog]

Amo da sempre i prodotti di intrattenimento culturale popolare e per questo, ad esempio, non mi lascio in genere scappare l’occasione di guardare show televisivi come Sanremo, X-Factor, l’Eurovision Song Contest, Masterchef ed anche tanti altri programmi decisamente minori in termini di audience o spese produttive, ma più innovativi per format o concept, come Una pezza di Lundini, Lol o Dinner Club: non li guardò sempre per intero, ma quel tanto che penso mi serva a capire e non necessariamente per giudicare o ancor meno per pontificare, giacché alla fin dei conti comprendere una struttura narrativa di massa ed i suoi riflessi sociali è già bastante per poter vivere in modo consapevole il proprio tempo, senza bisogno di dover esternare per forza al mondo i nostri giudizi su qualsiasi cosa ci circondi…

Continua le lettura di questo post originariamente da me pubblicato sul blog Come Cerchi Nell’Acqua


11 pensieri su “Strappare Lungo i Bordi, un miracolo pop [Re-Blog]

  1. Un’analisi bellissima e una profonda critica su uno dei prodotti italiani più interessanti di quest’anno e in generale degli ultimi anni. Trovo difficile criticare un’opera così profonda e drammatica che attraverso la sua comicità parla di argomento che riguardano tutti noi e che sono molto profondi. In parte mi ricorda le vere commedie italiane dei tempi andati, quelle che facevano ridere ma che ti lasciavano con l’amaro in bocca per ciò che portavano su schermo. Inoltre mi fa sempre piacere vedere un prodotto fatto con animazione 2D che continuo a reputare incredibile e ancora capace di evolversi e rappresentare al meglio sentimenti umani.

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    • Tu, amico mio, molto più di tantissimi altri blogger ti sei sempre battuto sulle tue pagine per rivendicare il diritto del Cinema di Animazione ad essere considerato un prodotto di serie A e sono tanti i tuoi commenti anche in giro per il web in cui lamenti la scarsissima considerazione che spesso anche la critica tradizionale attribuisce all’animazione, il più delle volte semplicemente oscurata quando non è un prodotto per bambini (come sè quella fosse l’unica destinazione d’uso), poiché ciò che non rientra nei canoni tradizionali con cui questi gatekeeper sono cresciuti è solo una curiosità, un freak culturale, un fenomeno da baraccone di cui ridere e con cui giocare…
      Terribile provincialismo…
      Ma come dicevo fortunatamente ci sono persone come te ed ovviamene come Shiki (rimando tutti al suo lavoro fatto su Serial Experiment Lain, davvero monumentale ed educativo).
      Grazie sempre amico mio!

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      • L’animazione è una forma d’arte meravigliosa e affascinante che però la gente tende sempre a legare ai bambini quando invece ci sono una quantità enorme di opere animate adulte. In Italia ad esempio c’è Alessandro Rak che da questo punto di vista ha portato opere molto personali e mature (non mi dimenticherò mai di L’arte della felicità). Purtroppo se si pensa all’animazione il primo pensiero va sempre alla Disney, ma posso capirlo per quanto riguarda il pubblico che molte volte non conosce il cinema in maniera approfondita, ma non lo accetto da parte della critica che dovrebbe avere una certa conoscenza. Per me è sempre un piacere discutere con te nei tuoi stupendi post. Ti auguro una buona giornata!

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        • Grazie tantissimo anche a te!
          Ah, dimenticavo, parlando sempre di animazione, io penso che la serie Arcane, uscita su Netflix e dedicata all’universo di Lol, sia stupenda!!! Il miracolo, anche in questo caso, si è compiuto perché la Riot Games ha dato carta bianca allo studio di animazione parigino di Fortiche e ne è uscito un gioiello!

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            • Ciao The butcher, molto belli questi tuoi interventi in calce ad un post eccellente. Mi permetto solo di aggiungere che oltre alla Francia anche (e in percentuale anche più, come distribuzione) vi è il Belgio (non solo quello francofono ma anche quello neerlandofono) dove vivo. Auguro una buona domenica a te e a Kasabake. E aggiungo un mio pensiero su questa serie: il linguaggio usato è a dir poco spaziale.

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              • Grazie moltissimo per il tuo commento ed ovviamente anche per gli auguri domenicali.
                Siccome non è un proforma ma un mio vero interesse, volevo se possibile chiederti due brevi delucidazioni:
                1. A quali produzioni in particolare ti riferisci quando parli di animazione belga o comunque francofona al di fuori della Francia? Te lo chiedo in assoluta sincerità, perché per mia ignoranza conosco perlopiù ciò che in Francia viene prodotto specificatamente pensando all’esportazione ovvero in collaborazione con i paesi anglosassoni per cercare di raggiungere un pubblico che non sia quello nazionale mentre non conosco assolutamente, se non sporadici casi che sono arrivati nei festival, produzioni francofone di altra nazionalità e siccome adoro imparare nuove cose, se potessi darmi alcune indicazioni te ne sarei davvero grato!
                2. Quando a proposito della serie di Reich, ti riferisci al linguaggio, parli di come è stata declinata la narrazione della storia sottoforma di cinema o proprio della lingua parlata? In ogni caso per me la serie è stupenda e quindi su questo concordiamo perfettamente!
                Scusami ma ho una curiosità innata e perdona la mia insistenza!

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