2010 – 2019: A Decade of Horror – ReBlog dal sito “ilgiornodeglizombi”

A-Decade-of-Horror

Chi mi conosce sa bene che in genere non rebloggo quasi mai articoli di altri colleghi sul mio sito (a memoria, ricordo solo il caso di un pezzo scritto originariamente da The Butcher due anni fa sul blog My Mad Dreams, con oggetto il film Shin Godzilla di Hideaki Anno) e questo non solo perché sono evidentemente presuntuoso ed individualista, ma anche perché considero il mio blog non già un semplice diario (dove postare con frequenza ed assiduità nuovi articoli con cadenza regolare, settimanale o addirittura giornaliera), ma come una sorta di rubrica editorialistica, che curo spesso in modo maniacale: le foto che metto a corredo dei miei testi sono sempre da me resizzate ed adattate ed anche i filmati, laddove la specifica scena che desidero condividere non sia disponibile su una piattaforma di sharing video, allora la monto direttamente io estrapondola dal filmato originale.

Anche per via di questa simile filosofia preparatoria, oltre che per l’altissima qualità del progetto nel suo complesso, ho deciso di inziare questo 2020 con il reblog di un articolo altrui davvero sensazionale: 2010 – 2019: A Decade Of Horror, prefazione ed introduzione di un video spettacolare, ideato e montato da una delle migliori blogger in circolazione qui su Word Press ed in generale nel web, nonché tra i miei guru più amati ed autorevoli nello specifico settore del genere horror ovvero Lucia Patrizi dell’imprescindibile sito IlGiornoDegliZombie.

Nel filmato seguente, postato da Lucia sulla piattaforma Vimeo, potrete immergervi nei fotogrammi di ben 91 diverse pellicole horror, da lei montate con grandissima sapienza, ma soprattutto con una passione talmente ricca e carica di cultura ed emozione, da essere meritevole di venire ricordata e conservata con cura.

Buona Visione!

Non sono riuscita a farlo per Natale, mi è mancato il tempo a Capodanno e, dopo tante peripezie, riesco a pubblicare questo regalino per voi il giorno dell’Epifania. Non potevo lasciar passare inosservata la fine di un decennio che ritengo essere stato straordinario per il nostro genere preferito, un periodo storico che, credo, sarà ricordato […]

Articolo originale su 2010 – 2019: A Decade of Horror — ilgiornodeglizombi


Ecco la lista, in ordine di apparizione, come fornira dalla stessa Lucia in uno dei commenti al suo stesso post…

01) Sinister (2012)
02) Get Out (2017)
03) The Witch (2016)
04) The Divide (2011)
05) The Pact (2011)
06) The Lighthouse (2019)
07) The Conjuring 2 (2016)
08) What Keeps You Alive (2018)
09) Wolf Creek 2 (2014)
10) The Woman (2011)
11) You’re Next (2013)
12) Train to Busan (2016)
13) Us (2019)
14) The Conjuring (2013)
15) The Innkeepers (2012)
16) The Perfection (2019)
17) Doctor Sleep (2019)
18) The Bad Batch (2016)
19) Personal Shopper (2017)
20) Starry Eyes (2014)
21) Oculus (2014)
22) Split (2016)
23) The Devil’s Candy (2017)
24) We Are Still Here (2015)
25) Turbo Kid (2015)
26) It: Chapter 1 (2017)
27) Mother! (2017)
28) Raw (2017)
29) Terrifier (2017)
30) The Endless (2018)
31) The End? (2018)
32) Stoker (2013)
33) Spring (2014)
34) The Babadook (2014)
35) The Furies (2019)
36) I Saw the Devil (2010)
37) Excision (2012)
38) The Final Girls (2015)
39) Ready or Not (2019)
40) The Cabin in the Woods (2012)
41) Crawl (2019)
42) Halloween (2018)
43) Deathgasm (2015)
44) Ghostland (2018)
45) Il Gioco di Gerald (2017)
46) It Follows (2015)
47) Kill List (2011)
48) Brimstone (2017)
49) John Dies at the End (2012)
50) 10 Cloverfield Lane (2016)
51) The Invitation (2016)
52) Bone Tomahawk (2015)
53) Bliss (2019)
54) Annientamento (2018)
55) Green Room (2016)
56) Hereditary (2018)
57) Hush (2016)
58) Bound to Vengeance (2015)
59) The Loved Ones (2010)
60) Thelma (2017)
61) Suspiria (2019)
62) Midsommar (2019)
63) Il Cigno Nero (2010)
64) Anna and the Apocalypse
65) Maniac (2012)
66) The Last Shift (2014)
67) Evil Dead (2013)
68) American Mary (2012)
69) All Cheerleaders Die (2014)
70) Assassination Nation (2019)
71) Absentia (2011)
72) Better Watch Out (2017)
73) Crimson Peak (2015)
74) Honeymoon (2014)
75) The Monster (2016)
76) Revenge (2018)
77) Don’t Breathe (2016)
78) A Quiet Place (2018)
79) The Nest (2019)
80) Frozen (2010)
81) A Girl Walks Home Alone at Night (2014)
82) Only Lovers Left Alive (2012)
83) In Fabric (2019)
84) Byzantium (2013)
85) Antiviral (2012)
86) The Wind (2018)
87) A Cure for Wellness (2017)
88) Brightburn (2019)
89) Under the Shadow (2016)
90) The Nightingale (2019)


22 pensieri su “2010 – 2019: A Decade of Horror – ReBlog dal sito “ilgiornodeglizombi”

  1. resizzate? Seriously?????
    Dopo asapissimo è l’anglicismo più brutto che abbia mai letto!!!!!

    A parte gli scherzi, ti voglio bene fratello, perchè quando ci fai partecipi di queste chicche, non solo emerge la tua vulcanica passione per la cultura, ma anche la tua natura insitamente peripatetica, in virtù della quale ritieni che un sapere non condiviso sia, semplicemente, un non sapere.
    Grazie ancora e buona befana postuma!!!!

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    • “Resizzare” è neologismo davvero barbaro, concordo, in cui (ahimè) confesso di cadere e ricadere quando dialogo con altri che stanno in quel momento come me usando applicativi di ritocco d’immagine… Per non parlare dell’ancor più brutto “croppare”, ma entrambe queste bestialità lessicali mi sono state inculcate durante la pratica nell’uso delle varie release di Photoshop (capita frequentemente di usare le versioni in lingua inglese, specie se non le si acquista in modo ortodosso… Ehm!)…

      Però “asapissimo”, per la sua forma in superlativo assoluto, è insuperabile come ignominia…

      Tornado parzialmente in tipico, ti so non molto amante dell’horror e questo fatto rende il tuo commento ancora più gentile e generoso…

      P.S. visto il tuo scarso amore per lo specifico genere, mi chiedevo se ti eri già dedicato alla visione delle tre lunghe puntate della digressione grottesca, coltissima e dissacrante del Dracula della BBC scritta dallo sherlockiano duo Moffat e Gatiss… Il web si è un po’ diviso tra chi ha amato questa fiction e chi l’ha disprezzato ed entrambi gli schieramenti con motivazioni davvero singolari…

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      • Non ho (ancora) visto Dracula e ti confesso con un po’ di rossore che a breve avrei chiesto un tuo spassionato parere da cui trarre ispirazione per la visione oppure per l’abbandono del proposito di visione (come sai i tuoi consigli sono sempre molto preziosi, in ogni direzione essi si volgano).

        Tra l’altro ho appena concluso con discreto apprezzamento una serie facente capo a un genere che non amo molto (fantasy), pertanto se mi è piaciuta The Witcher potrebbe perfino piacermi Dracula, anche perchè con un duo di sceneggiatori così è praticamente impossibile imbattersi una produzione brutta, al più solo non gradita.

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        • Il mondo dei fruitori dell’intrattenimento culturale può essere serenamente diviso (oltre che in mille altri modi, molto più trasparenti e democratici) in coloro che hanno visto le quattro stagioni di Sherlock e chi invece, per scelta o impossibilità (quale?), non le ha ancora viste.

          Fermo restando che l’utilità di un giudizio critico sul mondo della serialità televisiva da parte di quest’ultimo gruppo (difficilmente apprezzabile anche in un’ipotesi fantascientifica di selezionare un’aristocrazia di meritevoli per un’ipotetica arca di salvezza da una qualche apocalisse a caso) è assolutamente nulla, si passa d’ufficio all’unica vera distinzione utile a comprendere chi ci sta di fronte durante un colloquio (virtuale o reale): coloro che hanno capito il valore della Quarta Stagione e coloro che invece la reputano brutta o comunque sensibilmente inferiore alle altre tre, imparando a questo punto che se il nostro interlocutore appartiene alla seconda categoria potrà anche essere persona splendida e meritevole sotto tantissimi punti di vista (lavorativo, caritatevole, amicale, culturalmente letterario, etc. ), ma il valore del suo giudizio in campo di fiction televisive è nullo, se non persino fuorviante.

          Moffat e Gatiss, oltre ad essere la cosa più bella che poteva accadere al mondo televisivo inglese, considerando il già altissimo valore delle produzioni britanniche, sono dunque una cartina tornasole per capire se ha senso continuare a spendere il proprio tempo parlando di televisione con chi abbiamo di fronte a noi: tutto quello che questi due signori hanno scritto va infatti visto e letto con grande rispetto, anche quando si ha l’impressione che sia sgradevole o stonato, perché i loro lavori non sono mai ovvi, né lineari o banalmente modaioli, ma sono sempre consapevoli del passato filmico e televisivo della materia che vanno a trattare.

          Questo Dracula è un prodotto estremo, che può disgustare chi si dovesse, per un proprio limite di gusto, arrestarsi al fastidio comprensibile di certe scene, alla ricercata bruttezza di effetti speciali ripresi dai film anarchici e naif della Hammer o dalla apparente povertà di mezzi delle produzioni di Corman, ma l’intelligenza dello spessore di tutto il progetto non è in discussione: Mofatt e Gatiss non si sono limitati squallidamente ad “aggiornare” il mito di Dracula (come tanti altri autori televisivi e cinematografici hanno fatto prima di loro, con risultati altalenanti ma spesso scadenti), ma hanno costruito un plot in cui, sia a livello visivo, sia narrativo, hanno per tutte e tre le puntate giocato con i telespettatori e con i loro ricordi, partendo dalla ricostruzione fintamente pedissequa dei migliori prodotti realizzati nella storia sul personaggio di Dracula (dal Nosferatu espressionista di Murnau a quello totemico di Herzog, passando per le due citate case di produzione, per la Universal ed infine superando con l’impianto visivo del capolavoro assoluto del film di Coppola), per innestarvi sopra il loro inconfondibile stile narrativo ed uno storytelling che palesemente richiama alla mente le dinamiche dello Sherlock televisivo.

          In alcuni critici ho letto sconforto, in molti freddezza e solo in pochi grande apprezzamento: io sono tra questi ultimi ma comprendo la difficoltà di uno spettatore, non avvezzo ad i classici horror, a rientrare in questa categoria.

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          • Il tuo incipit delizioso conferma quanto sostengo da anni: che nel campo della serialità televisiva pochi autori abbiano sapputo raggiungere le vette di eccellenza di Moffat e Gatiss. Il resto è fuffa.
            Qualche tempo fa mi è capitato di rivedere su Netflix “A study in pink” e nonostante fossi alla quarta (forse quinta) visione dello stesso, immutato era non solo il piacere ma anche la sorpresa dettata dalla notazione di particolari sfuggiti nelle prime visioni che arricchiscono sempre più l’episodio ad ogni nuova visione.
            Saper creare qualcosa di così magico e reiterarlo nel tempo (perchè la bellezza di questa serie è assoluta e procede trasversalmente in tutti e 13 gli episodi realizzati) è sintomo di stregoneria o, ed è questo il caso, di un talento narrativo fuori dal comune.
            E’ per questo e per il tuo accorato incipit, dunque, che vedrò Dracula nonostante a)sia poco avvezzo agli horror; b)conosca pochissimo la mitologia del Conte; c)non abbia visto nessuna delle opere da te citate, perfino il Dracula di Coppola.

            E poi la citazione che mi hai indicato per messaggio è talmente deliziosa che, da sola, implica la visione di questa miniserie!!!!!

            Come al solito, GRAZIE!!!!

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            • Mi fa piacere che tu reputi le mie parole bastanti, malgrado i tanti avvisi con cui ho disseminato questo consiglio: l’aspetto sanguinolento e truculento è fortissimo, proprio per via delle citazioni che ti ho fatto e malgrado ne abbia compreso lo spessore narrativo, proprio per quell’eccesso mia moglie ad esempio mi ha odiato profondamente per averla costretta a vedere le tre puntate…
              So bene che ad ogni plot twist il suo giudizio negativo ha traballato, ma il suo sguardo finale di disapprovazione è stato lapidario!
              Sic.

              P.S. almeno il film di Coppola però dovresti vederlo prima…

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  2. Quando un film riesce ad andare oltre il proprio target, attirando anche degli spettatori che di norma schifano il genere a cui appartiene, a quel punto puoi star certo che è un prodotto ben fatto, al di là del fatto che ti piaccia o meno. Negli ultimi 10 anni, a mio giudizio soltanto 2 film horror sono riusciti a raggiungere quest’obiettivo: It follows e Scappa – Get Out. Di conseguenza è stata una scelta molto opportuna quella di aprire il video proprio con una delle scene più significative di Scappa – Get Out, ed ero sicuro al 100% che presto o tardi sarebbe spuntato anche It follows (come infatti è successo).
    Particolare la scelta di inserire Crawl – Intrappolati. In merito a questo film ti faccio un piccolo ma gustoso spoiler: il film si basa su un padre e una figlia costretti a rimanere in un luogo chiuso con 2 coccodrilli (canovaccio spudoratamente copiato da Shark 3D). Ebbene, poco prima della fine il padre e la figlia si ritrovano uno dei 2 coccodrilli che passa in mezzo a loro, e lui le dice: “Stai ferma, così lui ti scambia per un oggetto e non ti morde”. MA COME??? Sapevi fin dall’inizio un trucchetto per scampare alle fauci del coccodrillo, e lo riveli a tua figlia solo verso la fine del film? Le precedenti 10 volte in cui lei era stata attaccata dalla bestia questo consiglio non ti era venuto in mente? Cialtroneria portami via proprio…
    Altrettanto particolare la scelta di inserire anche Split, perché a mio giudizio è soprattutto un thriller. Tra l’altro trovo che il disturbo da personalità multipla sia molto “cinematografico”, quindi mi stupisce che nessuno ci avesse mai fatto un film prima di Shyamalan (o almeno nessuno che abbia avuto successo, altrimenti suppongo che ne avrei sentito parlare).
    Un altro film che a mio giudizio non appartiene propriamente a questo genere è senza dubbio Annientamento: è vero, se vogliamo possiamo inserirlo nel sottogenere del body horror, ma è soprattutto un meraviglioso film di fantascienza.
    Nota off topic: l’anno scorso inserii nella mia watchlist di imdb un film di mafia, La fratellanza. L’avevo inserito senza molte speranze di riuscire effettivamente a vederlo: trattandosi di un film dimenticato e vecchio come il cucco, ero quasi certo che non l’avrei mai trovato da nessuna parte. Puoi immaginarti la mia goduria quando ho scoperto che invece è uscito di recente in dvd, ancora una volta grazie a quei santi della A&R (che hanno rimesso in circolo tanti altri film introvabili da decenni). Ovviamente l’ho comprato e guardato al volo, e posso assicurarti che è una vera cannonata: guardalo anche tu, non te ne pentirai.
    P.S.: Un terzo horror recente che è riuscito ad andare oltre il proprio target è ovviamente IT. A differenza degli altri 2 film tuttavia ritengo che non sia merito del film in sé, perché il marchio Stephen King vende anche quando il film è fatto male. E infatti Hollywood saccheggia i suoi romanzi da decenni. Stranamente non ha ancora trasposto il suo romanzo migliore in assoluto, Buick 8: in realtà è da tempo in lavorazione un film su questo libro, ma finché non vedo non ci credo.

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    • Grazie del gustosissimo commento, amico! Ho riso alla tua osservazione sulla faciloneria dello sceneggiatore del film sui coccodrilli, che ammetto di non aver visto…

      Purtroppo le cattive scritture compaiono anche in film di alto budget, anzi, è più facile trovare realismo e verosimiglianza in un film indie o in un action di serie B, che in tanti blockbuster movie, dove i dollari vengono usati per effetti speciali che spesso coprono agli occhi dello spettatore storture di trama…

      Comunque la Lucia ha fatto un lavoro enorme, non credi?

      P.S. ho corretto il tuo commento come da indicazione e cancellato quello dell’errata corrige.

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    • Merito di WordPress, che mi ha permesso di conoscere un fantastico amico scrittore ed alcuni blogger straordinari… In campo horror, oltre al giovanissimo Butcher, ho due guru da cui assorbo cultura: uno è quello straordinario esegeta che segui anche tu e l’altro è l’imprescindibile Lucia del sito Ilgiornodeglizombie… Una delle più belle scoperte del passato 2019…

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