Avengers: Endgame – L’appassionante fanservice della Season Finale

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Alla fine dei conti, la cosa più significativa di questo epocale blockbuster Marvel/Disney è proprio il suo titolo ed ovviamente il grande spettacolo apparecchiato nel secondo tempo di questo attesissimo, immenso fan service, realizzato in omaggio a tutti coloro che si sono negli anni appassionati alla lunga cavalcata fatta dall’Universo Cinematografico Marvel della gestione del dopo Joss Whedon, amandola senza riserve o anche facendo più adulti distinguo critici: in quest’ottica Avengers: Endgame non può essere considerato deludente, giacché è tale solo se lo si vuole vedere per qualcosa che non è e che non aveva alcuna intenzione di essere.

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Senza farne mistero ed anzi presentandosi proprio così in tutte le sedi e nel modo più onesto possibile, questo film non ha altro significato narrativo se non quello di essere il capitolo finale di una saga, un film ossia che ha la stessa identica valenza di una maestosa e problematica Season Finale di una fiction televisiva di audience planetaria: Endgame, infatti, non è nel modo più categorico fruibile come film a sé stante (e nemmeno ha mai preteso di esserlo, in alcun momento della sua concezione e produzione), come invece era stato possibile per altre pellicole, ma lo si può apprezzare soltanto come momento conclusivo della storia orizzontale principale che ha attraversato la cosiddetta Fase 3 del MCU, collegando tutti i singoli film.

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Per questa sua anima da atto finale, il film dei fratelli Russo ha inevitabilmente saccheggiato, in ogni modo possibile e senza alcun riserbo, interi segmenti narrativi dalle storie verticali di ciascuno dei film precedenti dedicati ai singoli personaggi, non solo recenti, ma anche passati e persino dalle fiction televisive collegate a questo universo narrativo: anzi, con la precisa volontà di essere un punto di arrivo epocale e con anche la consapevolezza dell’enorme senso di attesa da parte del pubblico, sul modo con cui gli autori avrebbero dipanato la matassa da loro stessi ingarbugliata fino ai massimi estremi (aver mostrato l’eliminazione di metà dell’universo conosciuto e contemporaneamente aver annunciato nuovi film stand-alone con alcuni dei supereroi morti era una chiara indicazione bastante per gli spettatori), lo stesso soggetto del film è stato concepito come un grande Amarcòrd supereroistico o se vogliamo come un recap in progress.

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Dal punto di vista stilistico, le tre ore del film, sceneggiato da Christopher Markus e Stephen McFeely (già scrittori di Winter Soldier e di Infinity War) e messo in scena dai registi Anthony e Joe Russo, si svolgono attraverso la successione, molto netta ed evidente, di tre distinte fasi emotive e sintattiche: la tristezza ed il dolore dell’elaborazione collettiva del lutto (con evocativi campi lunghi rurali ed urbani, sequenze post-apocalittiche di acuta desolazione, assenza di pomposa retorica nazionalistica ed un vago senso di arrendevolezza, fotografati in modo intimo e sentito), la sorridente ed assai compiaciuta nostalgia di un passato rivissuto nei suoi momenti di climax (con sequenze action e spionistiche giocate su un più scarno registro televisivo, ma con tutto l’impatto del grande schermo, nelle quali il riconoscimento di volti noti e meno noti diventa poetica dell’easter-egg) ed infine l’epica supererositica più pura del combattimento a campo aperto (quella che ahimé fu circense e caciarona, nell’infantile sequenza di gruppo dell’aeroporto in Civil War e che fu più costruita ed in stile Star Wars The Empire Strikes Back nella battaglia di Wakanda in Infinity War), qui finalmente vero momento topico del film, apice emozionante verso cui tutte le storie tendevano e che ricorda a tratti sia la magniloquenza fantastica delle armate impavide e leggendarie del Lord of The Rings di Peter Jackson, sia la furia citazionista del fantascientifico Ready Player One di Spielberg.

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Fin qui, dunque, nulla di male, considerate le premesse e le promesse: mentre mi accomodavo sulla poltrona della multisala, guardando il cinema riempirsi, mi sentivo perfettamente a mio agio in quella folla di consumatori del sogno narrativo cinematografico supereroistico e come essi, anch’io ero perfettamente consapevole di essere un consumatore di quel pasto OGM che non ha mai millantato alcuna velleità di originalità o profondità narrativa, poichè nessuno sano di mente potrà mai dirmi, in tutta sincerità, che dal capitolo conclusivo di una saga come questa si aspettava qualcosa di meno tronfio e meno epico, con una sceneggiatura più articolata e complessa e come tale difficilmente intelleggibile per l’immensa platea a cui il film si rivolgeva.

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Da me non avrete mai, invece, se non tra svariate settimane e persino mesi, alcun accenno anche minimo alla trama, al destino dei vari personaggi, primari e secondari e soprattutto alle soluzioni narrrative adottate dagli autori per risolvere i problemi e le crisi planetarie che hanno afflitto gli eroi ed il mondo rappresentato in questo universo cinematografico: odio infatti gli spoiler ed odio ancor di più chi di essi si nutre, dando sfoggio di una inutile e dannosa finta autorevolezza, che altro non è se non l’essere stati presenzialisti ed aver primeggiato nella fruizione di null’altro che un gigantesco ed articolato divertissement.

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So bene che non voler parlare né della trama, né del soggetto su cui è stata costruita la sceneggiatura e non poter quindi esaminarne assieme i punti di forza e le inevitabili debolezze, è senza dubbio un grosso limite per la recensione di un film, che vive proprio della sua storia e che per la stragrande maggioranza del suo tempo è storytelling allo stato puro, con tutti i vantaggi e gli svantaggi che questo comporta (prestando il fianco alle critiche di quanti hanno trovato criticità e buchi logici, in realtà in buona parte spiegabili come lavoro preparatorio per i prossimi film MCU, nonché per le miniserie televisive in partenza su Disney+), ma questo limite mi ha anche permesso di rivolgermi in trasparenza a chiunque non abbia ancora visto questo film e che magari in futuro vorrà vederlo, con la serenità che in questo blog chiunque potrà trovare sempre uno spazio spoiler-free, dove ciò di cui si discute è ogni volta solo lo specifico filmico e quello che ci si scambia non è il livore delle tifoserie, ma la passione e l’amore per la settima arte, tutta, senza esclusioni.


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18 pensieri su “Avengers: Endgame – L’appassionante fanservice della Season Finale

  1. Del Marvel Cinematic Universe ho visto:

    – Fase 1: The Avengers;
    – Fase 2: Iron Man 3;
    – Fase 3: Spider – Man: Homecoming e Black Panther.

    Ne consegue che ho una visione molto limitata di questo progetto. Ad ogni modo, per quel che ho potuto vedere, questi film hanno finito per diventare tutti uguali: un supereroe incontra un cattivo apparentemente invincibile, ma alla fine scopre il suo punto debole e lo sconfigge. E’ un canovaccio che esisteva già prima dell’MCU: noi lettori di fumetti sappiamo bene che in fondo le storie di supereroi si reggono su questi presupposti fin dalla loro creazione. Tuttavia, nei fumetti spesso c’è qualcosa che rende la storia un po’ più ricca e meno banale di così: ad esempio le parti “senza costume”, in cui lo scrittore si focalizza sulla vita privata del supereroe e quindi lo rende interessante al di là del fatto che prenda a pugni questo o quel cattivo. Ad esempio, Daredevil ha una vita privata così intensa che uno scrittore potrebbe farlo stare senza costume anche per un anno e tirar fuori comunque delle storie molto coinvolgenti (e infatti se ci pensi nel mitico arco narrativo Born Again Matt Murdock è quasi sempre “in borghese”).
    Nell’MCU invece questo qualcosa che rendeva la storia diversa da tutte le altre non ce l’ho trovato quasi mai: di conseguenza, ho lasciato perdere senza rimpianti quasi tutti i cinecomic della Marvel (e pure quelli della DC) che sono usciti negli ultimi anni. Oltre alle 4 eccezioni sopra menzionate, gli unici cinecomic che sono andato a vedere sono quelli che uscivano fuori dai canoni del genere: è il caso di Suicide Squad, Venom e i 2 Deadpool.
    Tirando le somme, negli ultimi anni ho visto 4 cinecomic “classici” e 4 “politicamente scorretti”. Mi sono piaciuti tutti e 8, ma il mio preferito probabilmente è Suicide Squad, perché in pratica è un film d’azione con dei supercattivi al posto dell’Arnold di turno (e infatti David Ayer si era fatto le ossa proprio dirigendo un film di Schwarzenegger): dato che l’action movie è in assoluto uno dei generi che amo di più, era inevitabile che Suicide Squad mi facesse venire gli occhi a cuoricino dal primo all’ultimo minuto.
    So che probabilmente scatenerò la tua ira funesta a dirtelo, ma mi è piaciuto anche il da te odiatissimo Black Panther. L’ho trovato un’originale reinterpretazione dell’episodio di Caino e Abele: in quel caso era il fratello cattivo a uccidere quello buono, qua invece lo schema viene ribaltato. Meno originale, ma comunque significativa la riflessione che il film suggerisce sulla corretta gestione del potere: il cattivo del film regna in modo tirannico e dispotico, e quindi finisce per perdere tutto; Black Panther invece è un sovrano saggio e moderato, e quindi i suoi sudditi non gli voltano le spalle neanche nel momento di maggiore difficoltà. Sembra un messaggio banale, ma evidentemente non è così ovvio per tutti, dato che in tutto il mondo abbiamo dei politici che gestiscono il loro potere con lo stesso odio e la stessa spietatezza di Killmonger (da Trump a Salvini).
    Nonostante i meriti che ho elencato, anch’io reputo esagerato il successo di critica e di pubblico riscosso da Black Panther. Ritengo che su di esso abbiano influito dei fattori esterni al film: per quanto riguarda gli incassi abnormi, sono dovuti al fatto che per la prima volta la comunità afroamericana ha avuto un supereroe di colore in cui identificarsi, e quindi è andata a vederlo in massa (trainando poi anche il resto degli spettatori); per quanto riguarda le numerose candidature all’Oscar, le imputo al fatto che l’Academy negli ultimi anni ha ricoperto d’oro tutti i film che fossero etichettabili come anti – Trump, e in questo senso un cinecomic con un protagonista nero si prestava perfettamente allo scopo.
    Le mie considerazioni ti trovano d’accordo?

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    • Le tue considerazioni mi trovano così tanto d’accordo che se il tuo fosse un manifesto culturale avresti la mia firma vergata sotto al testo!!

      Non solo concordo con te sulle motivazioni squisitamente “esterne”, ai valori artistico-cinematografici, dell’esagerato successo di pubblico e critica di un film come Black Panther (il cui astio nei suoi confronti da parte mia è più per una mia antipatia verso questa sopravvalutazione di carattere etico-politico, che non per veri limiti filmici), ma mi inchino letteralmente di fronte alla lettura ed all’esegesi che hai fatto con le figure dei due wakandiani contendenti ed aver visto il loro duello, come una riproposizione del biblicelo scontro tra Caino ed Abele, è un vero colpo di genio, che non esiterei un secondo ad inserire in un qualsiasi post dovessi mai scrivere, ora come in futuro, sul film portabandiera del black-pride supereroistico!

      Sei davvero una continua sorpresa, amico mio ed un onore averti come follower!

      Approfitto per rinnovarti le scuse che ti ho già porto via mail e che spero tu abbia ricevuto.

      Alla prossima!

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      • Ho ricevuto la tua mail, e ti dirò che da allora ho visto altri 2 film che meritano la tua attenzione.
        Il primo è quello a cui ti avevo già accennato nella mia ultima mail, American Ultra: Lapinsù ci aveva visto giusto a consigliarlo in un suo vecchio post (https://lapinsu.wordpress.com/2017/01/10/i-film-piu-belli-del-2016/), perché è davvero una figata assurda.
        Il secondo invece è un film di tutt’altro tenore, molto più sobrio e composto: The Good Shepherd – L’ombra del potere. E’ un po’ lento e verboso, ma non annoia mai, e negli ultimi minuti scarica addosso allo spettatore 3 colpi di scena uno più incredibile dell’altro. Non vale un centesimo del precedente film diretto da De Niro (Bronx), ma sono comunque molto contento di averlo visto. Grazie mille per i complimenti e per la risposta! 🙂

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  2. Non devo leggere
    Non devo leggere
    Non devo leggere
    Non devo leggere
    Non posso no no.
    Non l’ho ancora visto.
    E quando lo vedro’ assieme ad Infinity War perche’ e’tutto un film,come ho fatto per I Doni della Morte.
    Mi perdoni Kasa?

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    • Ovviamente, lo avrei fatto anche se mi avessi offeso, figurati ora che vuoi solo tutelarti! Ti avviso però che io spoiler non ne faccio, mai ed anzi odio fortemente chi li fa, ma oggi hai il mondo intero contro!!! Ripararsi dalle news anche accidentali su entrambi i film è praticamente impossibile!!!

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      • Infatti sono attenta e guardinga…
        Silenziosa come un ninja..
        E sto’faticando non poco a non leggerti…e lo so’ che non sei da spoiler ..ma so come scrivi e mi porteresti a curiosare…
        Lo sai che sono curiosa come una scimmia!!!

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  3. “Per questa sua anima da atto finale, il film dei fratelli Russo ha inevitabilmente saccheggiato, in ogni modo possibile e senza alcun riserbo, interi segmenti narrativi dalle storie verticali di ciascuno dei film precedenti dedicati ai singoli personaggi, non solo recenti, ma anche passati e persino dalle fiction televisive collegate a questo universo narrativo”

    Non era facile riassumere in 3 righe e mezzo l’intero Endgame ma, Kasabake, sei riuscito nell’impresa (non che sia una sorpresa). Hai catturato l’essenza di questa carrellata di ricordi, di questo revival di 11 anni di MCU, in una sorta di celebrazione (e auto-celebrazione) che pone fine ad un ciclo che, al netto degli innegabili difetti, ha comunque rappresentato qualcosa di storico.
    Personalmente, Infinity War rimane l’apice di tutti i prodotti “Avengers” di casa Marvel (ancora oggi mi stupisco di come sia un film riuscito, contro ogni mia previsione) ma prendendo Endgame come i grandi fuochi d’artificio al termine della festa, non si può che restare tutto sommato soddisfatti.

    L’unica cosa che mi fa sorridere è pensare alle mie aspettative sui due capitoli minori degli ultimi mesi, Ant Man 2 e Cap. Marvel, che avrebbero dovuto dare chissà quali spunti per questo Endgame. Alla fine della fiera, bastava guardarsi le scene post credit di entrambe le pellicole.

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    • Sono quasi imbarazzato per il grandissimo complimento che mi hai appena rivolto nel tuo commento, specie perché detto da un attento osservatore del MCU quale tu sei stato!

      Eh, si, non appena si saranno calmate le acque sarà un piacere parlare delle soluzioni narrative, delle scorciatoie usate per risolvere i problemi e soprattutto dei tanti non-detti…

      Piccola nota: ma quanto è potente la Disney per aver ottenuto persino l’onore dell’easter egg di Thanos nella ricerca su Google (per chi stesse leggendo queste mie parole e non capisse a cosa mi sto riferendo, informo che digitando la parola “Thanos” nella barra di ricerca di Google e poi cliccando sul guanto dell’infinito che compare come icona, viene automaticamente simulata la distruzione di metà dei risultati della ricerca).

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  4. Ammetto di non essere molto in hype per il film. So che sarà un evento importante (che piaccia oppure no) e che in tantissimi lo andranno a vedere e ne parleranno, ma io proprio non riesco ad essere emozionato. Poi probabilmente andrò al cinema e mi piacerà pure, ma non riesco a elettrizzarmi come stanno facendo in tanti. Forse è un po’ colpa di tutti gli altri cinecomic usciti prima che mi hanno profondamente deluso. Non perché fossero brutti o che ma perché erano prodotti confezionati, fatti bene a prima vista, ma a cui mancava quasi un’anima o ogni volta che finivo di vederne uno non mi sentivo per niente appagato. Poi ci sono stati film come i Guardiani della Galassia, Winter Soldier e Avengers che invece mi hanno divertito e emozionato tantissimo ma solo questi (e anche Iron Man e Iron Man 3).
    Adoro invece il modo con cui hai parlato della pellicola, come una persona che ama il cinema a 360° gradi senza farsi prendere da pregiudizi e che ancora è capace di sorprendersi e guardare il cinema con gli occhi di un bambino. E’ stato un articolo molto bello e spero vivamente che questo Endgame alla fine riesca a farmi sorridere e a emozionarmi (giusto anche per togliermi le delusioni delle pellicole passate).

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    • Hai imparato con il tempo a conoscermi così bene, Butcher, che ad ogni tuo commento vai a solleticare ciò che per me è davvero essenziale ovvero quell’amore per la settima arte che tu stesso hai mostrato in mille occasioni di avere, sia quando parli del cinema espressionista tedesco, sia quando scrivi sul nuovo rinascimento del cinema italiano, sia che tu faccia post sui mostri sacri dell’horror (in qualche modo, genere che per entrambi noi due sembra essere una sorta di filtro con cui vedere le manifestazioni artistiche visive ed analizzare il sociale, dal vampiro gotico di Murnau, agli zombie consumisti di Romero, all’ansia di trascendenza dei personaggi di Laugier, fino all’iperrealismo razziale e familiare di Peele), sia che presenti vecchi e nuovi fumetti o anime…

      È vero, io non sono un fan con i paraocchi del cinema supererosistico, sotto genere totalizzante e geneticamente modificato che ha cercato di fagocitare ogni produzione fantasy ed action nordamericana, ma guardo anche quei film, cercando sempre di godermi lo specifico filmico, rifuggendo l’eccessiva serietà di chi pontifica sulla loro mitologia (spesso dimenticando che nulla di tutto quello esiste davvero) e soprattutto schifando quella specie di rincorsa ad essere i primi a raccontare agli altri cosa hanno visto o scoperto.

      Infine, ma ne abbiamo già parlato io e te altre volte, amo la sala cinematografica, sia quella oceanica dei grandi multisala attrezzati con impianti video ed audio stellari, sia quelle da salotto dei cineclub.

      Grazie di esserci sempre per me e buon weekend!

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  5. Condivido buona parte del tuo pensiero, ma non posso che aspettare fra mesi (o al massimo anni 😀 ) la tua recensione CON spoiler.

    L’ho visto ieri sera, costringendo i miei figli a chiedermi di accompagnarli al cinema, dopo averli epicamente coinvolti nella visione di InfinityWar il giorno prima ed in un mega riassuntone sulle vite dei protagonisti e dei 22 film precedenti nelle ore immediatamente precedenti al film.

    Credo mi abbiano odiato fino a metà film, in cui riallacciavo i fili della trama per loro. Poi la seconda parte ha messo tutto a posto e ne sono usciti entusiasti, come del resto me stesso.

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    • Chiunque abbia letto, seguito, amato, odiato o anche solo storto il naso in tutti questi anni di narrazione dell’universo supereroistico cinematografico Marvel, parallelo a quello fumettistico, non può non vedere questo Endgame, così come non può non parlarne… Ma è vero che più di ogni altro film qui la trama è davvero tutto ed anche solo dire bella o brutta, avvincente o noiosa, è già uno spoiler! D’altronde, se ne fa un così gran parlare praticamente ovunque (la potenza della Disney in questo senso non ha rivali) che a breve tutti sapranno tutto, anche chi si chiudesse in un bunker…

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  6. Visto ieri.
    Soddisfatto, ma non troppo.
    Pensa che solitamente, appena termino la visione di un film o di un episodio di serie tv, corro a valutarla sul mio profilo IMDB. Ebbene, sono passate ormai 15 ore dacchè ho terinato la visione, nel frattempo ho visto le puntate 8×2 di GoT e 4×2 della supercugina valutate entrambe, eppure ancora non mi sono deciso che voto dare a questo film.
    Ti dirò di più, non so nemmeno dirti se mi è piaciuto oppure no, il che è assurdo, ma fino a un certo punto.
    La cosa che mi più mi fa corrucciare è che, per almeno il 90% se non di più, tutto quello che è accaduto e come è stato messo in scena di Endgame poteva essere facilmente previsto restando seduti in poltrona.
    E basa bene, la mia non è la presunzione di chi (cit.) potrebbe dedurre l’esistenza degli oceani partendo da una singola goccia d’acqua, bensì la constatazione di fatto che i 21 film precedenti non potevano che partorire questo film fatto in questo modo.
    Questo suo essere sfacciatamente telefonato, fa di Endgame un film strano e assurdo, perchè riesce a essere bello e banale allo stesso tempo, ma anche brutto nonostante sia accattivamente.
    In pratica è un ossimoro fatto film.
    Qui mi fermo perchè non mi è chiaro un aspetto e non vorrei sporcare il tuo post scivolando su una buccia di banana. Dunque, fatta salva la tua premessa di voler redigere una recensione assolutamente spoiler-free, il divieto vale anche nella sezione commenti?

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    • Per ora si, mio esimio… A brevissimo questa moratoria finirà anche sul blog di PizzaDog e di Amulius dove non vediamo di parlare di come la Marvel stia facendo stridere da settimane le dita sugli specchi su cui si sta arrampicando… Un esempio clamoroso è il secondo trailer di Spiderman, quello in cui Tom Holland all’inizio avvisa che è vedibile solo da chi ha visto Endgame… Praticamente all’inizio di Endgame Banner e Stark dichiarano che non faranno ciò che alla fine invece faranno e che il vero modo di fare una certa cosa non è come quello rapprrsentato in altri film che citano e poi invece alla fine accade proprio quello… specchi da scalare, specchi su cui arrampicarsi e nuovi film scritti come patch a bug di codice e marketing per nuovi film e serie TV…

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