Dalla Supermarionetta a Stanislavskij: Actresses and Actors

Victor-Victoria-with-Robert-Preston-and-Julie-Andrews

La lunga assenza di nuovi post sul mio blog, protrattasi per tutta l’estate e molto oltre, può forse aver indotto qualcuno di voi a pensare che la mia presenza qui, sulla piattaforma di Word Press, si fosse rarefatta o che i miei interessi per il Cinema, la TV ed infine per il mio stesso blog si stessero esaurendo, sostituiti magari da altri obiettivi, ma è invece vero tutto il contrario.

Martin-Scorsese-a-Bologna

Mai, come in quest’ultimo periodo, infatti, la settima arte è stata per me fonte continua di studio, riflessione, divertimento e persino lavoro, attraverso la riscoperta di antiche passioni, nate nel periodo universitario e rimaste sepolte per anni sotto la polvere della vita quotidiana ed oggi riaccesesi con nuove collaborazioni nella vita reale, in festival e manifestazioni, ma anche in incontri pubblici con alcuni studenti e ricercatori.

Il-Cinema-Ritrovato

Questo mi ha anche spinto ad una potente ma nascosta revisione del mio stesso sito, non già di natura estetica, ma concettuale, iniziando un lento processo di ristrutturazione dei contenuti offerti, nell’idea di offrire ancora più informazioni e spunti, già a partire dai menù.

Per questo oggi, dopo la pagina Directors presentatavi la volta scorsa, invito tutti coloro che fossero interessati a visitare un’altra nuova pagina madre del mio blog, la Actresses & Actors, dedicata chiaramente al vasto mondo degli interpreti cinematografici, a quelle donne e quegli uomini non solo divi e protagonisti assoluti, ma anche eccellenti interpreti (seppur spesso invisibili) usati per lo più come ruoli di spalla e supporto, tutti assieme accomunati dall’essere presenti con i loro ruoli, piccoli e grandi, sui set di ogni film.

Viola-Davis

Cliccando sulla scorciatoia sopra riportata in link, (ma anche passando semplicemente dalla voce Cinema, sempre disponibile nella barra del menù in alto sul mio sito), potrete da oggi accedere quindi a questa nuova sezione del sito, alla quale si collegano anche tutte le altre sottopagine che si occupano specificatamente ognuna di un singolo artista.

Brie-Larson-Room

Se da sempre il motivo principale che spinge me a vedere un film è senza dubbio alcuno il nome del regista, è altresì vero che per la maggioranza degli spettatori il fattore scatenante della decisione finale, oltre chiaramente al battage pubblicitario ed altri aspetti più contingenti legati al soggetto, è invece molto spesso la presenza di un particolare divo o di una certa diva nel cast: allo stesso modo, quando si parla con i propri amici e familiari delle scene più belle di un’opera cinematografica, oltre ad alcune sequenze realizzate con importanti e significativi movimenti di macchina o ricostruzioni d’ambiente sontuose, si finisce in genere per citare ogni volta le cosiddette “scene madri” ovvero quelle riprese girate in primissimo piano sul volto della diva o del divo durante un dialogo od un accorato monologo, che ci danno sempre la misura della devota e sentita immedesimazione in un personaggio, ma che al contempo nel cinema nordamericano sembrano molto spesso costruite ad uso e consumo dell’Academy ovvero fatte per essere premiate.

Saoirse-Ronan-in-Lady-Bird

Esiste un evidente valore e significato aggiunto nel lavoro di recitazione, portato dallo stesso spettatore: quando infatti si analizza o si ricorda un film, è impossibile negare l’esistenza di un meccanismo identificativo ed empatico che si instaura tra spettatore ed interprete e su cui si è sempre basato lo stesso fenomeno del divismo, inteso in tutte le sue accezioni ovvero non solo come adorazione fideistica, cieca ad ogni difetto umano, ma anche come elezione intellettuale di un attore o di un’attrice a bandiera di un pensiero o di un movimento politico, culturale o semplicemente di modo di vivere.

Michelle-Yeoh

Tuttavia, va detto che questo è il ruolo degli interpreti del cinema moderno, ma non è sempre stato così: come scoprirete infatti visitando e leggendo la pagina Actresses & Actors loro dedicata, agli albori della settima arte, prima della Fabbrica delle Stelle e prima ancora dell’invenzione del Primo Piano, le attrici e gli attori erano solo supermarionette…

Buona viaggio e buona lettura!


Eccovi di seguito le scorciatoie:

Shortcut per pagina Actresses and Actors

Shortcut per pagina Best 25 ACTRESSES

Shortcut per pagina Best 25 ACTORS


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13 pensieri su “Dalla Supermarionetta a Stanislavskij: Actresses and Actors

  1. Come già ho dato dello stronzo a Zack, non posso che ripetermi con te.
    Resti in silenzio per mesi e poi pubblichi non solo un post, ma addirittura 2 classifiche cazzutissime e riviste a ridosso del ponte di ognissanti, quando sono impossibilitato a connettermi in maniera decente e con strumentazione adeguata.
    Vergogna, non si fa.
    Ed io che mi reputavo tuo amico….

    A parte gli scherzi, caro Kasa, già solo la notifica di un nuovo post firmato da te mi mette l’allegria del giorno prima della festa, perchè so che ci sarà da divertirsi e arricchirsi. E puntualmente è stato così anche questa volta.
    Ho già diffusamente commentato le tue classifiche, quindi rimando a lì eventuali discussione.
    Qui mi limito a ringraziarti per il prezioso contributo che ogni volta decidi di regalare. Quando ti leggo, sempre più spesso, mi sento come quando in seconda media l’insegnante di matematica ci spiegò il teorema di Pitagora: una volta appresi i principi fondamentali del teorema esso diventa banale ed è inevitabile dire a se stessi “perchè non ci ho pensato prima?”. In realtà c’è una differenza enorme tra il comprendere le cose e scoprire i meccanismi che le animano e tu hai il dono di saper illustrarle entrambe.
    QUindi ancora grazie!!!!

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    • Premetto che sto ancora ridendo dell’epiteto con cui hai colpito prima Zack (ne leggevo oggi pomeriggio, in risposta al mio commento, la sua citazione al tuo intervento) e poi me! Stupendo!! Da applausi a scena aperta!!

      Comunque si, era davvero un secolo che non pubblicavo più nulla, anche se in modo sotterraneo stavo lavorando al sito e ad altre “cose” che di fatto trovano eco nel sito stesso, ma questo l’ho già scritto…

      Nel rispetto delle tue disposizioni (la qual frase fa tanto “lettura da testamento” e probabilmente è influenzata dalla scorpacciata di film e telefilm tratti da libri della Christie che Sky mi ha scodellato in queste ultime settimane!), rimando ai tuoi due commenti sulle mie Best 25 Actresses e Best 25 Actors tutte le nostre disquizioni, ma per me era importnate, da subito, dirti grazie, comunque, perché passa il tempo, scorre l’acqua sotto i ponti (sia quelli che crollano, sia quelli festivi) ma tu sei sempre lo stesso amico generoso e fratello ermenàuta che si comgratula con me.

      Un abbraccio.

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  2. Non hai idea del piacere che ho provato nell’accorgermi che hai pubblicato un nuovo post. E anche del rossore che ha colorato le mie guance quando mi sono accorto di averlo scoperto con 2 giorni di ritardo: perdonami amico mio, ma questa settimana sono stato molto impegnato con il mio prossimo post. Ho passato gli ultimi giorni a limarlo, a perfezionarlo, a soppesare ogni parola, perché ho intuito che potrebbe diventare uno dei più apprezzati che abbia mai scritto, e non voglio commettere nessun passo falso che possa tarpargli le ali. Adesso è quasi pronto: potrei pubblicarlo domani, o addirittura stasera. E se non avrà il riscontro che auspico, pazienza: non sarebbe la prima volta che penso di avere per le mani un post da urlo e invece il mio pubblico lo snobba clamorosamente. Per fortuna mi è capitata tante volte anche la situazione opposta, ovvero scrivere un post pensando che fosse inferiore al mio standard, e scoprire con mia grande sorpresa che invece ai miei lettori è piaciuto proprio tanto.
    Venendo al tuo post, è impossibile non notare la tronfia soddisfazione con cui Viola Davis innalza al cielo la sua statuetta, degno coronamento di una carriera che ha spiccato il volo solo dopo tanta gavetta nel sottobosco televisivo americano. E anche dopo la cocente delusione agli Oscar 2012, quando la statuetta le venne soffiata da un’interpretazione (quella di Meryl Streep in The Iron Lady) che era palesemente costruita a tavolino per vincere quel premio. In qualsiasi altro anno Viola Davis avrebbe vinto a mani basse, ma in quell’occasione andò a sbattere contro un’attrice e un personaggio semplicemente impossibili da battere. Non è da tutti rialzarsi dopo una batosta del genere: lei invece ha avuto la forza di riprovarci, e di aspettare per 5 lunghissimi anni che capitasse un’altra occasione.
    Tra l’altro Viola Davis ha recitato divinamente anche nei suoi film più bistrattati, come Suicide Squad. Ad esempio, la scena in cui dal nulla prende una pistola dalla fondina di un poliziotto e inizia a sparare con la massima freddezza è un capolavoro di recitazione: soltanto a pochissimi attori ho visto interpretare un personaggio così estremo in modo così convincente.
    Sotto la foto di Viola Davis hai opportunamente inserito quella di Saoirse Ronan, come a dire: prima la stella del presente, poi quella del futuro. Tra l’altro le due attrici, pur essendo così diverse, hanno in comune un tratto che possiedono solo le grandi attrici: la capacità di interpretare con la stessa efficacia una vasta gamma di personaggi, da quelli più simpatici a quelli più odiosi. Ad esempio, è impossibile trattenere la voglia di dare due schiaffi a Saoirse Ronan per buona parte del suo Lady Bird (film che tra l’altro mi è piaciuto), ma poi se guardi Grand Budapest Hotel ti viene voglia al contrario di abbracciarla per quanto è tenera, e di strizzarle le guanciotte come fa Mario Brega a Claudio Verdone nel suo indimenticabile film d’esordio.
    A proposito di Verdone, ho visto il suo Benedetta follia, e ti dirò che sono rimasto soddisfatto a metà. Mi fa piacere che sia tornato a fare un film decente, specialmente se consideriamo che i precedenti erano così inguardabili da indurmi a mollarli dopo 5 minuti; tuttavia, va detto anche che c’è una sola scena davvero divertente (quella ambientata nel bagno di un ristorante), e quindi le grida di giubilo che inneggiavano al ritorno del miglior Verdone erano assolutamente esagerate. Adesso Verdone crederà di essere “guarito” dalla crisi che lo attanagliava da oltre vent’anni, quando invece ha solo cominciato a uscirne, e c’è ancora tanta strada da fare prima che possa tornare ai livelli iniziali. Ma almeno non è più in crisi totale, e questa è già un’ottima notizia.

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    • Ricevere un commento come il tuo, in quest’ultimo giorno del ponte festivo (da me trascorso rigorosamente in famiglia, nel massimo relax), è stata una vera gioia!

      Non solo, infatti le tue parole generose mi hanno fatto estremamente piacere, ma lo è stato anche ascoltarti parlare, con la solita schiettezza senza veli (ma anche senza volgarità), di bellezza femminile!

      Ti dirò di più, mentre compilavo la mia chart, assolutamente personale e frutto di scelte prive di qualsiasi influenza esterna di amici o blogger conoscenti, ti ho pensato moltissimo, proprio quando sono arrivato ai nomi di Teresa Palmer e Viola Davis: entrambe sono state infatti spesso snobbate dalla critica e dal pubblico mainstream per i loro personaggi e liquidate, la prima perché giudicata troppo bella per essere anche brava e la seconda perché spesso coinvolta in film considerati troppo di cassetta o commerciali (erroneamente, perché è più facile essere considerate brave attrici in scene melodrammatiche strappalacrime, che non in difficili sequenze action o di supporto alla drammaturgia del film e del ritmo).

      Perciò, grazie, grazie ed ancora grazie, ma ora ti lascio che devo correre a commentare il post nuovo di zecca di un romnaticissimo mio amico blogger toscano e genovese d’adozione…

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  3. leggo sempre con attenzione i tuoi bellissimi post (chiamarli “post” è riduttivo), con i vari link, perché si apre come sempre uno squarcio su un mondo immaginifico dai confini i enormi, spalancando delle porte le quali conducono in una serie di universi continui, pur rimando sullo stesso tema. Evidentemente la settima arte vive della sua completezza ed eterogeneità in maniera totale, facendola diventare, probabilmente, quella più aggressiva, poetica, estetica e sempre in continua rivoluzione, come se gli anni 2000 si fossero impressi nella sua incommensurabile espressività. Un applauso dunque ai suoi protagonisti (gli attori) i quali danno la vita per regalarci tutte le emozioni possibili……

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    • Lo so che sembra stupido dirlo ogni volta, ma adoro la tua prosa!
      Non lo dico (e lo sai bene) perché sei sempre molto generoso di complimenti nei miei confronti (cosa che che m’inorgoglisce), ma perché mi piace davvero quella tua costante sicurezza (giammai sprezzante sicumera, ma sempre docile spiegazione) sul fatto che aldilà di ogni distinzione/barriera la bellezza slaverà il mondo, come dice Todorov nel suo saggio ispirato dalla sentenza messa in bocca da Dostoevskij al suo principe Myškin.

      Il bello, inteso come arte ovviamene e come tale anche la recitazione, da me celebrata qui con la massima modestia, perché si, a volte di fronte a tanta abilità si ha quasi un soffio al cuore!

      Grazie moltissimo di essermi venuto a trovare, grazie amico barman!

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      • figurati ti leggo sempre con piacere, anche perché a livello cinematografico viaggio sempre in un universo parallelo alternativo, nel senso che sintetizzo il tutto emozionalmente e/o istintivamente, così come le poche recensioni che faccio, perché mi rendo conto dei miei limiti, soprattutto storiografici, proprio per questo io da queste parti, oltre a erudirmi, ci vengo con entusiasmo.

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  4. Purtroppo, come hanno già detto gli altri assidui lettori, WordPress affoga i post dei bloggers meno prolifici in termini di quantità delle pubblicazioni. Gli alert del tuo sito mi sono sfuggiti, e comunque io in questo periodo resto in stand-by e in ricarica come un robottino aspirapolvere.
    C’è da dire che vedere non uno ma ben due tuoi post e relativi collegamenti, mi mette euforia, e mi fa sfregare le mani.
    Bene bene, passo alla lettura.

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    • L’euforia è bella, come anche le cose che scrivi… Pensa che dopo cena mi sto divertendo a creare trame romanzesche attorno al vasto tema delle eredità lasciate alla curia bolognese… Alcune vicende reali sono già da sole possibili soggetti di telefilm di genere crime, ma cosa accade se creiamo attorno ad esse, a posteriori, un disegno che le leghi… Per altro Bologna di notte è la città dell’ispettore Coliandro, ma anche di tante storie di Lucarelli e della realtà della banda di poliziotti della Uno Bianca e dei Figli di Satana… Ah, Giani, ad avere giornate di 48 ore…

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