The Gathering Season Finale: prove tecniche di Fine del Mondo, Parte 3

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Nelle puntate precedenti, avevamo lasciato i nostri eroi sul bordo dell’Apocalisse: Butcher, Shiki, Wwayne, Zack e Lapinsu, dopo una rocambolesca corsa in auto, avevano fatto irruzione nel bunker di Ezekiel, scendendo fino al cuore del suo dungeon infernale costruito artificialmente; Gianni li aveva aiutati nella loro impresa, assumendo, come ectoplasma, il controllo del corpo di Gal Gadot; infine Liza, dopo aver evocato una Fenice, si era con essa teletrasportata nel medesimo luogo dove si trovavano gli altri eroi; solo PizzaDog era rimasto fuori dalla mischia, ma tenendo tutti in contatto fra loro, grazie alla rete di comunicazioni inter-prodigio.

Vi avviso che quanto verrà narrato da ora in poi potrebbe creare qualche difficoltà di comprensione a chi pretendesse di sciogliere tutti gli enigmi con il solo ausilio della logica, perché entreremo nell’essenza stessa del rapporto tra un personaggio ed il suo essere reale…

Senza altro indugio, eccovi dunque il nuovo capitolo.


Titolo-Capitoli
Capitolo-17

«Oh, ragazzi! È Blackgrrrl!!» Disse Zack con un tono di voce incredulo persino per sé stesso, indicando la figura femminile fiammeggiante che era apparsa di colpo assieme a Liza, planando all’imboccatura di quella che sembrava una gigantesca caverna scavata nella roccia.
«Cioè, so che è Blackgrrrl, ma anche no… E’ una specie di… Una spaventosa “qualcosa” non-Blackgrrrl che la possiede…»
Lapinsu guardò interrogativo il suo amico, di cui conosceva bene lo straordinario potere di svelare ogni menzogna, anche visiva o concettuale, ma questa volta non riusciva assolutamente a seguire il filo logico delle sue parole.
Come dargli torto, per altro, visto che anche lui, come tutti gli altri, già stremati per la fatica e continuamente sul punto di crollare definitivamente, stava osservando da giorni solo cose assolutamente inspiegabili ed impossibili, non ultima l’apparizione di una figura femminile avvolta dalle fiamme, stranamente somigliante ad una loro collega blogger morta a Manchester.
Liza fece un cenno di saluto con la testa, in direzione dei suoi compagni d’armi, mentre continuava a restare immobile, come un soldato che aspetta impassibile l’arrivo degli ordini. La verità è che la nostra samurai guaritrice in quel momento si sentiva come il comandante dell’Enola Gay, il bombardiere Boeing B-29 che all’alba del 6 Agosto 1945 trasportò dagli USA al Giappone l’ordigno nucleare che scatenò sulla città di Hiroshima il primo vero olocausto nucleare della storia.
I suoi pensieri corsero veloci alle parole con cui Papa Legba, durante il rito di evocazione, l’aveva messa sull’avviso: «L’Entita’ cosmica che mi avete fatto chiamare è una creatura ambivalente… a volte benevola, altre malevola… saranno solo le circostanze a farla agire!»
Blackgrrrl, la Fenice, Morte o Resurrezione, Distruzione o Salvezza o semplicemente la Fine di Tutto?
Il tempo per riflettere era tuttavia finito, non solo per Liza, ma per tutti loro, perché il pavimento al centro della grotta si spalancò all’improvviso, per partorire un immenso demone cornuto: accompagnato da una calda e puzzolente marea melmosa, quell’essere cominciò lentamente ad issarsi fuori dal buco purulento che si era aperto sul terreno.
Butcher, ormai in coma, giaceva immobile, abbandonato tra le braccia di Shiki, che si era messa a terra in ginocchio, con le lacrime che rigavano lo strato di fuliggine rapidamente depositatosi sul suo viso, mentre Wwayne e Lapinsu se ne stavano dritti in piedi, impietriti dalla paurosa visione, ma anche con la fierezza di chi in qualche modo vuole fare da scudo con il proprio corpo.
Gianni, che nel frattempo era riuscito a tornare per riunirsi al gruppo sotto forma di ectoplasma, con l’idea folle e suicida di voler condividere fino in fondo il destino dei suoi cinque amici, volteggiava freneticamente sopra di loro ed in mezzo al fumo bollente, intervallato da squarci di luce fiammeggiante, osservando la scena da ogni lato, ma incapace di andare alle spalle di quel titano, come fermato da una specie di barriera invisibile.
Appena poco distante dal miserando gruppetto, Zack scrutava la gigantesca bestia appena sorta dagli inferi: sul suo viso non c’era tuttavia alcun segno di paura e sono certo, anzi, che quando quel titano infernale si eresse infine in tutta la possenza di un palazzo di quattro piani, incastrato dentro quella pur altissima grotta rosso fuoco, il nostro blogger deve aver avuto la fugace visione di un animatronic spielberghiano, perfettamente costruito da esperti meccanici e decorato dai migliori pittori di effetti speciali in circolazione.
Pur trovandosi di fronte ad una probabile morte imminente, quell’immagine fasulla fece sorridere Zack in modo beffardo, come tanti anni prima era accaduto al geniale attore comico Andy Kaufman, quando, prima del suo trapasso, sdraiato sulla barella, in attesa di essere manipolato dal santone a cui si era rivolto come ultima speranza di salvezza per il suo cancro terminale ai polmoni, si accorse da lontano che quel guaritore era in realtà un ciarlatano, un imbroglione che vendeva speranza attraverso trucchi di prestigio, ma invece di disperarsi, rise della sua bravura e dell’inganno che egli conduceva ogni giorno sotto gli occhi di tutti.

Mettete delle statue di cera dentro ad un forno incandescente ed esse non si limiteranno a sciogliersi, ma dopo essersi incurvate su loro stesse, cominceranno a prendere fuoco, come macabre candele dalle sembianze umane: questo stava per succedere ai nostri valorosi blogger e per assistere in prima persona allo spettacolo, che così accuratamente aveva creato e portato alla meravigliosa conclusione, Ezekiel fece la sua comparsa, protetto da un campo di energia elettromagnetica.
Vestito con abiti di sobria eleganza, come un innocuo signore di mezza età, esibì la sua dentatura perfetta, ridendo sfacciatamente di quelle vite che stava per strappare via.
Alle spalle del nostro potentissimo stratega del male, si affacciò anche il suo fido compagno di avventura, nonché suo mentore, Kasabake.
Il blogger bolognese si protese di lato, mostrandosi chiaramente a tutti. Osservò attentamente la scena che si presentava ai suoi occhi, dal demone cornuto ai suoi blogger eroi, fino alla strana entità fiammeggiante e lo fece con lo sguardo compiaciuto di un regista teatrale che, dopo mesi e mesi di prove, vede finalmente materializzarsi ciò che fino a quel momento aveva solo immaginato.
Apparentemente molto soddisfatto, cercò infine lo sguardo del suo fidato amico Lapinsu e non appena fu assolutamente certo di essere ricambiato, gli urlò con tutto il fiato che aveva in gola: «Adesso, amico mio! Ferma il tempo, ora!!»
Ezekiel si girò stupito di scatto ed in tutta la sua arrogante tracotanza lo apostrofò umiliandolo: «Bastardo idiota, cosa pensi di aver fatto? Non sai che su di me non hanno alcun effetto i poteri dei tuoi inutili blogger?»
«Non è per te che ho chiesto a Lapinsu di fermare il tempo, Ezekiel» rispose il suo traditore. «L’ho fatto per me e per loro»
Liza, cogliendo l’attimo, si allontanò subito dalla Fenice con cui si era appena teletrasportata in quell’antro, lanciandosi in direzione dei cinque eroi già presenti, mentre la Fenice prese ad illuminarsi sempre di più, cambiando colore, in un frenetico arcobaleno.
Poi il tempo cominciò a fermarsi.
Di fronte agli occhi stupiti del malvagio Ezekiel, l’essenza materica di Kasabake iniziò a sgretolarsi, come uno di quei sogni rivelatori che si fanno poco prima di svegliarsi e che alle prime luci del giorno diventano un ricordo sempre più confuso, trasformando l’intuizione in logica e come tale scomparendo.
Osservando infine i corpi degli Earth’s Mightiest Bloggers che venivano inesorabilmente assorbiti in quello che si presentava come un turbine sferico di energia, come statue di polvere nel bocchettone di un aspirapolvere, Ezekiel intuì cosa stesse per accadere e per la prima volta da decenni, un’espressione di dolore e delusione si fece largo sul suo volto.

Contemporaneamente, a migliaia di chilometri da lì, un pusher stava attraversando la sala da ballo di una discoteca brasiliana, immerso nel flusso intermittente di luce delle lampade stroboscopiche, che gli scattarono migliaia di inesistenti istantanee, colto nel suo momento universale, mentre si recava a portare l’ultima dose di droga ad una prostituta ex-studentessa e madre di due bambini che stava per esalare l’ultimo respiro, seduta sul cesso senza porte di quel locale fetente: una smorfia sporca di rossetto e denti che digrignarono alla morte, mentre gli occhi si ribaltarono dentro le orbite, permettendo all’anima di quella prostituta di osservare, da una prospettiva impossibile, il tristo mietitore che se ne tornava in quella dimensione metafisica dove Ezekiel non era mai riuscito a mettere piede.

Quanto accadde quel giorno, in quell’abisso demoniaco nelle profondità del bunker di Ezekiel, ebbe un testimone d’eccezione, che proprio in quell’occasione fu bombardato, con una spaventosa epifania di consapevolezza, da un’esplosione sensoriale che attraversò tutto il suo corpo ed il suo cervello, cambiandolo per sempre.
PizzaDog, che fino a quel momento era rimasto all’esterno del campo di battaglia, in costante collegamento con tutti attraverso la rete inter-prodigio da lui stesso messa in piedi, nel preciso istante in cui l’incontenibile potere della Fenice aveva cominciato a manifestarsi, cessò infatti di essere per sempre il sarcastico wonderwatcher e wondertrigger capace di vedere ed in parte controllare gli invisibili Prodigi sparsi per il nostro mondo e divenne The Observer, un’entità simile ad un Celestiale, scelto dalla Strega per raccontare la storia eterna di come quegli eroi che ora giacevano sconfitti in bocca all’innominabile, alla fine salvarono il mondo.
Solo lui conosce davvero come si svolse l’ultima lotta segreta.

In superficie, fuori di quel pozzo senza speranza, due uomini stavano osservando il panorama di quell’angolo di skyline della city newyorkese.
«Guarda, Fed! Guarda quel gabbiano!» Il cinquantaquattrenne attore statunitense Stanley Tucci aveva alzato un braccio verso il cielo grigio e nuvoloso, compiendo un ampio e lento movimento nell’aria, fino a fermarsi ad indicare con un dito lo spazio di cielo alla destra del grattacielo principale del complesso, quel One World Trade Center che tutti a New York chiamano semplicemente Freedom Tower.
«Lo vedi?» Chiese sorridendo al blogger fotografo che stava in piedi al suo fianco.
«È immobile… La gente potrebbe benissimo pensare che sia sospeso in una corrente ascensionale, librando senza battere le ali.. Ma io e te sappiamo che non è così…»
Poi, strizzando leggermente gli occhi intelligenti, dietro ai suoi occhiali da vista in montatura nera, mise meglio a fuoco quell’immagine, dove aveva notato una piccola variazione: «Mmmh… L’effetto del time-stopping sta per terminare… Il cerchio di azione ha già cominciato a restringersi…»
«Cosa accade, Stanley?» Lo interrogò Fed, senza distogliere il suo sguardo dalla inquietante ed immobile torre di acciaio e cristallo, «Cosa sta succedendo là dentro, ai nostri eroi?»
«I nostri eroi? Dunque…» Tucci esitò guardando l’orologio, «In questo momento, Gianni Pennesi dovrebbe essere alla sua scrivania, negli uffici della SIA Spa, a Sforzacosta di Macerata… Mentre Riccardo Zaccaria, se non ha fatto troppo tardi ieri notte, ora starà probabilmente studiando per qualche esame…»
Fed guardò Stanley che sciorinava queste informazioni con misurata serenità, mentre per lui era tutto così fastidiosamente oscuro: «Non capisco…»
«Non capisci? Non capisci davvero ciò che sta accadendo?» gli chiese l’attore. «Se vuoi ti posso anche dire che Gianni Gregoroni si trova proprio adesso a colloquio con un editor, per la pubblicazione di un altro suo manoscritto…»
«Vivo?»
«Vivo, certo… Vivo e vegeto… Fisicamente in perfetta forma!» rispose Tucci battendo le mani, come a scacciare un qualche colombo di passaggio, in quella piazzetta antistante la boutique di Gucci, dove i due si erano fermati a guardare da lontano il grattacielo.
Poi, aggiunse con un certo sarcasmo: «Oddio, certo che la perfetta forma fisica non è proprio tra le massime aspirazioni del nostro talentuoso scrittore, tuttavia…»
«No, ferma un attimo, Stanley» Lo interruppe il blogger. «Mi stai dicendo che sono tutti salvi? Che è già finito tutto? Ma come?»
«Finito? Non è finito un bel niente, amico mio… Ti sto solo dicendo che ogni blogger sta conducendo la sua vita reale, come ogni giorno…»
Fed ebbe un fremito di terrore: «No, ti prego, non dirmi che è stato tutto un sogno o un’altra cazzata di questo tipo!»
Tucci si girò verso di lui e lo guardò dritto negli occhi: «Un sogno?!? Questa non è hollywood, ragazzo, questa è vita vera! Nessun sogno, nessuna illusione, nessun viaggio nel tempo a ritroso per cancellare gli avvenimenti che non si riescono a concludere in modo idoneo, nessun personaggio che si risveglia da un fotuto coma su un fottuto letto di ospedale per scoprire che tutto quello che aveva vissuto era in realtà una sua immaginazione … No, amico mio, no… Quello che è successo e che sta ancora accadendo, negli abissi oscuri ed infernali di quell’orribile palazzo, è qualcosa va aldilà della nostra comprensione, ma terribilmente reale!»

L’eco della folle corsa di Lapinsu e della sua disperata combriccola di prodigiosi blogger verso il covo di Ezekiel aveva fatto in un istante il giro del mondo, grazie alle migliaia di invisibili Prodigi presenti un po’ ovunque sul nostro pianeta, come in una incredibile telecronaca, comunicata in tempo reale da PizzaDog a tutti gli coloro che in qualche modo e misura avevano fatto parte del Gathering e lottato per esso.
L’irruzione con il carrarmato dentro la hall del grattacielo, ad opera della coraggiosa cinquina, seguita a breve distanza dall’ectoplasma di Gianni, fino alle profondità del bunker sotterraneo, era stata seguita con angoscia e trepidazione ed ora, mentre il resto del mondo continuava ad ignorare cosa fosse realmente successo, con gli uomini di Ezekiel che stavano cancellando ogni traccia o memoria di quanto era accaduto, questo esercito silenzioso di sconosciuti combattenti si stava lentamente radunando attorno al One World Trade Center, senza che nulla o nessuno lo avesse loro ordinato, ma semplicemente rispondendo ad un bisogno istintivo di essere presenti a quella che a tutti gli effetti sapevano essere la fine di tutto.
Blogger dotati segretamente di straordinari poteri e personaggi del mondo del cinema, clandestinamente devoti ad una causa segreta per la salvezza del mondo, ognuno di loro parte di una grande fratellanza, stavano arrivando dagli angoli più remoti del pianeta, non già per assistere alla battaglia finale, che comunque avevano atteso e per la quale erano preparati, bensì per la percezione che un’entità estranea fosse apparsa in mezzo a loro, un mostro richiamato da Liza e da Trilce durante una spaventosa evocazione, una bestemmia della natura e della magia, qualcosa che avrebbe potuto salvarli o distruggerli.
Fu così che Fed aveva incontrato Tucci: si erano subito riconosciuti e salutati come due vecchi amici, pur non essendosi mai visti prima di quel momento, ma ugualmente uniti da uno strano legame, che ricordava l’imperscrutabile destino empatico dei gemelli monozigoti.

Tucci alzò il bavero del suo cappotto nero di cachemire, per coprirsi istintivamente il collo, anche se fuori la giornata uggiosa non fosse poi più fredda del solito, ma si stava proteggendo in modo infantile da un disagio diverso, da una paura che si era concretizzata in quell’istante e che rivelò al suo amico: «Essendo stato sin dall’inizio il cartografo ufficiale della vecchia e della nuova SAG, posso dirti con assoluta certezza, caro Fed, che c’è stata una spaccatura… Una terribile lacerazione che ha separato ogni personaggio del Gathering dal suo alter-ego nella vita reale…»
Stanley stava dicendo quelle parole con una vaga espressione di disgusto, quasi parlasse di un omicidio: «È come se Dio avesse preso un coltello ed avesse tagliato via l’anima fantastica da quei corpi!»
Fece con le mani il gesto di un’incisione nell’aria, «Come quando si toglie la pelle di un pollo crudo… Qualcosa che non possiamo più ricucire addosso ai nostri blogger o ai nostri colleghi attori e registi, come invece farebbe Peter Pan con la sua ombra… Capisci?»
Fed non capiva: «No, Stanley, non capisco»
Tucci sbuffò un poco, poi proseguì: «Gianni Pennesi è Lapinsu… Lapinsu è il suo personaggio, così come Zack è quello di Zaccaria, Kasabake quello di Cherin, Liza quello di…»
«Questo lo so! Ho afferrato il concetto… Non c’è bisogno che me li elenchi tutti, sul serio… Ma continuo a non capire lo stesso…»
«Sto solo cercando di spiegarti che ogni blogger è vivo ed è anche tornato alla sua vita normale, ma i loro personaggi… beh, a loro è successo qualcosa… Qualcosa che non conosco…»
«Stanley», disse Fed con estrema calma, quasi con cautela, «Se c’è stata una separazione tra i personaggi ed i loro alter-ego, se qualcosa o qualcuno è riuscito fare questo al nostro piano di realtà, allora un enorme potere ha scosso le fondamenta stessa del nostro racconto…»
«Immagino sia così» rispose l’attore, massaggiandosi il mento con fare dubbioso, «Si, penso che sia accaduto proprio questo, in quella gola dolorante che porta dritto all’Inferno…»
«Okay, ma allora perché io e te siamo ancora qui, che ne parliamo?»
Tucci si girò con fare teatrale verso il suo amico e mentre lo faceva cominciò a sorridere, quasi meccanicamente, perfettamente consapevole dell’espressione sul suo viso, come aveva fatto in decenni di splendide interpretazioni sul grande schermo, regalando al mondo una carrellata di personaggi indimenticabili: «Perché noi siamo sul bordo, Fed»
«Sul bordo?»
«Si, sul bordo… Siamo appena fuori dall’orizzonte degli eventi, dal buco nero temporale creato da Lapinsu, quello che si è creato nel racconto di Kasabake e che ora sta per collassare insieme al suo personaggio…»
Fed deglutì rumorosamente. Non aveva quasi più saliva e sentì di colpo un desiderio irrefrenabile di bere, ma forse anche di urinare: «Questo significa…»
«Si, questo è un addio, amico mio» Tucci gli porse la mano e non appena Fed ricambiò il gesto, gliela strinse forte.
Nel cielo il gabbiano raggiunse il palazzo dall’altra parte del cielo, il vento soffiò potente contro le nubi, senza davvero spostarle e giù in strada, il traffico veicolare sulla West Street continuava imperterrito la sua marcia, mentre una commessa della boutique di Gucci, antistante il grattacielo, distolse lo sguardo dal manichino che stava allestendo, potendo giurare di aver appena visto due uomini scomparire davanti ai suoi occhi.
Ma era solo da pochi mesi a New York e l’avevano avvisata che per le sue strade poteva capitare di tutto.


Pensate che sia tutto finito?


Come sempre, per chi volesse mettersi in pari con Capitoli o Chronicle del nostro esperimento di letteratura collettiva eventualmente persi, qui di seguito trovate tutti i link necessari.

Buona lettura!

Collegamento alla versione integrale ed aggiornata dei Capitoli

Kasabake-The-Gathering-I-capitoli

Collegamento alla versione integrale ed aggiornata dei Chronicles
Kasabake-The-Gathering-Chronicles


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21 pensieri su “The Gathering Season Finale: prove tecniche di Fine del Mondo, Parte 3

  1. Non conoscevo la storia di Andy Kaufman, e ti confesso che vorrei avere la sua capacità di conservare positività e senso dell’umorismo anche nei momenti più critici e di più profonda tristezza. Purtroppo è assai più diffusa una tipologia di persone opposta alla sua: quelle persone che si lamentano e si sentono insoddisfatte anche in assenza di reali problemi, quelli ai quali basta una nuvola in cielo per guastarsi l’umore e guastarlo anche a chiunque stia loro intorno.
    In passato ero più tollerante nei confronti di queste persone (forse anche più crocerossino), adesso invece questa pazienza non ce l’ho più. Ad esempio, sul posto di lavoro ho adottato un codice di comportamento ben preciso: se un collega mi parla per 3 volte di fila solo e soltanto di cose negative, comincio ad evitarlo. Non per bastardaggine, ma per autodifesa: come ti dicevo prima, i lamentoni riescono a trasmetterti il veleno che hanno dentro con più efficacia di un’iniezione endovenosa.
    Ah, ieri ho visto The Post. E’ molto simile a Lincoln (e a tutti i film “autorali” di Spielberg): zero azione, tante chiacchiere. La differenza è che le chiacchiere di Lincoln ANNOIANO, quelle di The Post INTRATTENGONO. Non dico “divertono” perché sarebbe un complimento troppo lusinghiero, ma non è affatto facile tenere alta l’attenzione dello spettatore quando fai un film di soli dialoghi, e Spielberg ci è riuscito in pieno.
    In questi giorni ho dato una chance a un altro film “autorale”, quello dei Tre manifesti, ma dopo 20 minuti ho dovuto interrompere la visione per il disgusto. Un concentrato di depressione fine a se stessa con pochi eguali nella storia del cinema. Ma all’Academy questi film piacciono (vedi i premi di Manchester by the sea l’anno scorso), e quindi ci sta benissimo che vinca l’Oscar principale proprio per questo motivo.
    A proposito dei prossimi Oscar, per le nomination davo delle ottime chances ad un film che aspetto a gloria da molto tempo, Live Like Line. Alla fine non è stato candidato, ma solo perché hanno posticipato l’uscita americana (al 13 Aprile). Hanno anche cambiato il titolo, scegliendo un più scialbo “The Miracle Season.” Spero vivamente che lo distribuiscano anche in Italia.
    Non ti ho ancora citato un buon film che ho visto in questi giorni: Imperium. Un bel thrillerone pieno di suspense, dove la tensione si taglia con il coltello, e in certi punti diventa quasi insostenibile. Quando ti verrà voglia di un film che ti tenga con il fiato sospeso, dagli un’occhiata: non rimarrai deluso.
    Chiudo con una canzone che mi è tornata in mente proprio grazie al tuo post:

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    • Che bel commento, John! Anche perché mi onora che tu sia partito da un inciso del racconto ed in particolare da un reale tranche de vie di uno dei più grandi artisti della comicità statunitense… se non lo hai mai visto, ti consiglio Man on the Moon il film che narra la sua vita, una commedia umana amara splendidamente interpretata da un Jim Carrey più ispirato del solito, accompagnato da una spalla portentosa come Paul Giamatti e poi il tutto diretto niente meno che Miloš Forman (basterebbero Qualcuno volò sul nido del cucolo o Amadeus solo per descrivere un regista così!).

      Mi manca il film di Spielberg, perché ultimamente questo genere di film sulle inchieste giornalistiche mi è un po’ venuto a noia e non l’ho rincorso, mentre invece Tre manifesti a Ebbing, Missouri non mi è dispiaciuto, ma per me giocava facile, perché ho una venerazione per Frances McDormand (l’ho adorata vederla duettare con Matt Damon in Promised Land!) ed in più ogni tanto amo farmi del male struggendomi!!

      Imperium è un filmone! Hai ragionissima! Quando lo vidi, mi aspettavo la solita solfa del film sull’estremismo politico in salsa skinhead ed invece, whaoo, che adrenalina!

      So che non c’entra nulla, ma mi sono sempre chiesto se tu avessi mai visto il film Anger Management – Gestione della Rabbia (da noi distribuito con il più infantile Terapia d’urto), vecchio film del 2003, che oltre ad essere una commedia di successo con un attorone come Nicholson, vede la presenza di una giovanissima January Jones, nel ruolo di Gina, provocantissima porno-attrice in terapia dallo psicanalista protagonista del film… E’ solo una particina, un cameo si direbbe, ma che bomba!

      Fammi sapere, che sono curioso!

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      • Ricordo benissimo non soltanto Terapia d’urto, ma anche il periodo in cui lo vidi. Fu 5 anni fa: avevo appena conosciuto una coppia di fidanzati che poi sarebbero diventati miei grandissimi amici, e con i quali prendevo il treno insieme tutte le mattine.
        Una sera passarono Terapia d’urto in tv: per puro caso l’avevamo visto tutti e 3, quindi la mattina dopo passammo l’intero viaggio a riderci sopra. E’ stato un momento di gioia perfetta, uno dei pochi della mia generalmente cupissima esperienza universitaria. Grazie per avermelo riportato alla mente, e anche per avermi fatto rifare gli occhi con questo video scostumatissimo della mia amata January! 🙂

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    • Oh, grazie Butch! Lietissimo che tu lo possa pensare! Tra l’altro tutta la storia del rapporto tra i perosnaggi ed il loro alter-ego è stata la mia base di partenza quando pensai a suo tempo a tutto il Gathering… in fondo per ogni appassionato di cinema, animazione o fumetto, come siamo io, te, Shiki e tutti i nostri amici, vivere le nostre passioni è come rendere la propria vita un cosplayer act… recitare con consapevolezza o se vogliamo un role-game… Ma questa è un’altra storia…

      Grazie per esserci, amico!

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  4. Arrivo con colpevolissimo ritardo a chiosare su questo ennesimo sensazionale capitolo del Gathering, e me ne scuso.
    Da diversi mesi la mia reattività all’universo WordPress è molto rallentata, non so perchè, ma a ben vedere non è neppure una questione che meriti particolare interesse nè mio, nè di altri….

    Il Gathering dunque, e questo ultimo capitolo che rimescola ancora le carte, che cita tanta bellissima letteratura e lo fa con uno stile unico – il tuo – perchè sa unire rispetto, brillantezza e originalità.

    La consapevolezza che tutti noi blogger siamo diventati dei novelli Thad Beaumont\George Stark, due entità figlie di un’unica mente, è geniale, spiazzante, incantevole. Resta da capire se lo sdoppiamento ci cambierà, e come (in meglio o magari in peggio…). Boh, vabbè, io sono solo desideroso di sapere come andrà a finire…. quindi l’unica cosa che posso dirti è di sbrigarti a pubblicare il prossimo capitolo 😀

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    • Raffinatissima la citazione kinghiana… maestro che ci accomuna nell’apprezzamento dele sue opere migliori e diamine se non è bello il suo The Dark Half davvero non so cosa potrebe esserlo!
      Tra l’altro, in attesa che il buon PizzaDog si esprima con il suo chronicle, dando un’altra sonora spallata a questa creazione collettiva, vorrei esprimere il mio interesse ed apprezza,mento per l’operazione televisiva che stanno mettendo in piedi quelli del network Hulu, in piena collaborazione con il maestro Stephen e quel geniaccio di JJ.Abrams ovvero la serie Castle Rock!
      In conferenza stampa, King ed Abrams hanno dichiarato di aver attinto ai seguenti romanzi e racconti del multiverso di Stephen King: It, Dolores Claiborne, Needful Things, Salem’s Lot, Dreamcatcher, The Green Mile, Misery, Shining, le raccolte Night Shift, Hearts in Atlantis, Different Seasons, Four Past Midnight e gli speicifici racconti The Night Flier e Rita Hayworth and Shawshank Redemption.

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      • VAbbè, la divagazione sul RE mi piace troppo, quindi ti seguo a ruota.

        Ti confesso che non ho ben capito cosa stanno combinando JJ e King con il Castle Rock Universe (d’ora in avanti CRU).
        Una serie di film? Una serie TV? PIù serie TV di carattere antologico? E poi dove saranno trasmesse? Cavo, satellite, internet, cinema?
        Ignoranza mia, sia chiaro, perchè non ho mai avuto voglia di approfondire, ma leggendo la sbrodolata di titoli da te citati l’hype sale moltissimo quindi, caro amico, se hai info per rendermi edotto te ne sarei grato.

        Tra le altre cose, proprio in questi giorni sto leggendo “I lupi del Calla”, quinto episodio della saga DARK TOWER. Ti confesso che un episodio fulminante (il primo) e due molto più mosci (La chiamata dei 3 e Terre desolate, il quarto (La sfera del buio) decolla alla grande e il quinto (sono ora e metà) prosegue sulla stessa china.
        Ancora non ho finito la saga per intero e fino ad allora non guarderò neppure un secondo il film con protagonisti Elba e McCounaghey, tuttavia non mi spiegherò mai come caspita è venuto in mente a qualcuno di riassumere in un film di 90′ una storia che si dipana su 8 romanzi e circa 4000 pagine… Boh…
        Geni della sceneggiatura, immagino…

        Se non altro il 2017 ha regalato una dignitosa trasposizione di IT, anche se la prova del 9 sarà il secondo capitolo previsto per l’anno prossimo (anche nel film tv degli anni 90, dopo una prima parte impeccabile, la seconda perse di spessore).

        Tornando alla lista di romanzi coinvolti nel CRU, mi ha stupito la presenza di Hearts in Atlantis, anche se c’è da capire se si intende il racconto che porta quel titolo o la raccolta di racconti omonima. Ad esempio, il film Cuori in Atlantide in realtà avrebbe dovuto intitolarsi “Uomini bassi in soprabito giallo”. Puntualizzo questa cosa, perchè ci rimasi malissimo: considero Hearts in Atlantis uno dei più bei racconti di King (come sa affrescare lui gli anni 50/60 ce ne sono pochi altri…) e quando vidi il film pensavo di vedere la trasposizione di quel racconto e invece…

        Tra l’altro ti confesso che invecchiando ho imparato ad apprezzare maggiormente il King non horror o fantastico, quello di Hearts in Atlantis o Green Mile, ma anche quello di SHawshank Redemption. E non è un caso, forse, che le migliori trasposizioni dei suoi libri siano queste….

        Chiudiamo con il tuo inizio, invece.
        La metà oscura è un gran bel romanzo, sicuramente minore nella bibliografia di King, ma degno di nota. Avesse trovato un epilogo più originale e avvincente invece di inventarsi quella puttanata della metempsicosi coi passerotti che diventano psicopompi, sarebbe potuto diventare un cult. Ma quello ormai era il King imborghesito che amava gli happy ending…

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  5. Ce l’ho fatta. Dopo quasi un mese e mezzo ma ce l’ho fatta a recuperare questo ultimo capitolo XD
    Come ben sai questo 2018 [e parte del 2017] l’ho passata lontano da WP. Non solo dal mio blog ma anche da quello dei blogger amici :/
    Un periodo in cui tuttavia mi sono concentrato esclusivamente sul mio alter ego nella “vita reale” [visto? Sto già in fissa con questa svolta di trama] tra lavoro, relazioni e hobby vari. Al momento le mie giornate sono tutt’altro che tranquille ma sto piano piano trovando un equilibrio e credo [spero] di riuscire finalmente a ritagliarmi un po’ di tempo per il blog. Il mio e quello dei blog amici!
    E tornando a noi, non potevo non fiondarmi subito sull’ultimo capitolo del Gathering [ci sono una sfilza di post che devo recuperare, tra cui tutti quelli degli oscar…ma vista la mosciezza di quest’anno mi sa che quelli saltano XD] una tale bomba che aiutami a dire bomba 😀

    Ammetto di non aver capito al 100% quanto accaduto [specialmente al mio personaggio] ma questo mistero della doppia identità, degli eroi/narratori è a dir poco sublime, una cosa che mi ha ricordato molto gli ultimi capitoli di Rat-Man del caro Ortolani! 😀

    Che avventura amico Kasa, che avventura!

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    • Grandissimo Pizza/Denilson!!!
      Può sembrare banale e ruffiano, ma mi sei mancato davvero!
      Mi sono mancati i tuoi complimenti, il tuo entusiasmo e… la tua intuizione!
      Si, perché se è vero che da qualche mese non frequentavi più Word Press, per concentrarti sull’attività del tuo alter-ego reale (sic!), è anche vero che hai già intuito ciò che più conta della storia…

      Alla fine di Novembre avevi visto il videorecap, in cui di fatto si delineava la divisione dei personaggi così come rapprsentata ora in questo capitolo: il villain da una parte, con velleità di conquista del mondo fisico (ma incapace di sfondare nel metafisico perché quello è un mondo che non si conquista ma si ferquenta stando alle sue regole immutabili), gli eroi blogger dall’altra ed in mezzo una strana creatura che poteva salvare o distruggere…
      Ebbene, ha distrutto… Ma cosa?
      Ora le cose hanno preso una svolta legata, come hai intuito, alla doppia identità: siamo blogger e siamo anche comuni mortali, ma siamo eroi nella vita come nella fiction? E se si, come? Se io immagino di essere un eroe e poi il mio sogno viene cancellato (assorbito) posso diventare un vero eroe e finire ciò che il mio alter-ego ha inziato? Oppure vivo una realtà di corrente alternata in cui le due identità si alternano come nelle mente di uno schizofrenico? Ma in questo modo non creo un nuovo alter-ego?

      Si era ventilata a suo tempo persino la possiilità di pubblicare altrove qualcosa del Gathering, ma ero stato messo sull’avviso che avrei dovuto cancelllare dalla trama le figure dei divi ovvero tutta la SAG (anche il divino Gregoroni lo aveva intuito e me lo aveva detto via mail), ma se la doppia identità fosse non solo il motore della trama sin dall’inizio (era deciso a tavolino da anni) ma anche la soluzione al dilemma sui diritti?
      Adesso abbiamo anche una nuova figura: The Observer, ovvero tu.

      La discussione continua via mail, perché sono aperto a tutto: partecipazione attiva (con scritti tuoi o scritti di altri) e proseguimento da parte mia per interposta persona.
      Qualsiasi decisione andrà bene, perché non tradirà lo schema messo in atto: è evidente che la Fenice ha assorbito i blogger eroi ma non ha ucciso gli alter ego reali, perciò…

      Stay tuned!… Anzi, per dirla alla Nolan, Stay…

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