Top Fifteen 2016 (tra 1° e 2° posto…)

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E’ tutto davvero pronto per il Season Finale del Gathering (anzi, in realtà è già scritto persino tutto il plot della Seconda Stagione!), ma sto aspettando che alcune cose accadono, assolutamente prioritarie… quindi mi sono guardato attorno ed ho visto il fioccare ovunque di post a consuntivo del 2016 appena trascorso, pieni di chart e graduatorie varie… ed allora mi sono chiesto perché io no?

Inizialmente, infatti, non volevo scrivere questo post, no davvero, perché non ho mai amato le classifiche ed i voti, ma poi, quando le fanno gli altri le corro a leggere e paradossalmente è proprio l’assenza di qualche titolo a smuovermi la massima curiosità!

Insomma, mi sembrava davvero troppo snob tirarmi fuori (ultimamente m’interrogo spesso sulla mia alterigia, come sanno bene i miei amici) e poi quando ho letto le classifiche di blogger che stimo profondamente come Zack, Lapinsu, Blackgrlll (giusto per citare quelli con i quali ho il maggior scambio di commenti e con cui praticamente mi ritrovo a chiacchierare di continuo…), ho deciso di venire fuori dal mio guscio tartarughesco e pubblicare la mia selezione (si sappia che il mio riferimento va allo straordinario character di Oogway, la testuggine presente anche in quel gioiello di animazione DreamWorks che è stato Kung Fu Panda 3, assente davvero per un soffio nella mia quindicina di meraviglie distribuite nei cinema nel 2016!).

oogway

Come già fatto da altri blogger “seri” (perbacco! Sono un precisino, io!), ho adottato come primissimo filtro quello di considerare soltanto il novero dei film che abbiano goduto di una distribuzione (anche limitata) nelle sale cinematografiche italiane dal 1 Gennaio al 31 Dicembre 2016 ed a riprova di ciò ho deciso di inserire per ogni titolo anche il mese di rilascio italiano (con annesso titolo nostrano, laddove fosse differente).

Chiaramente questo mi ha portato ad includere film che ho amato tantissimo, ma per i quali la mia prima visione personale (su canali alternativi al cinema) risaliva persino al 2015 ed altresì ad escludere titoli che ho visto in realtà l’anno scorso, ma che per motivi distributivi di cui sopra, inserirò solo nelle classifiche del 2017 (se mai ne farò una!): fra tutti gli esclusi per motivi cronologici voglio citare solo il seguente gioiello straordinario:

Daguerrotype“, Francia / Giappone / Belgio, 2016
Scritto e diretto da Kiyoshi Kurosawa

daguerreotype

Non è stato facile per me (animo sempre diviso tra contraddizioni estetiche e necessità di creare ordine interiore, specie laddove spesso mi alimento della stessa energia del caos) tagliare e confrontare, ma alla fine sono davvero soddisfatto delle scelte che penso mi rappresentino benissimo!

Ovviamente non potevo limitarmi ad una Top 10 (troppo pochi!) ma nemmeno allargarmi su di una Top 20 (troppi!) , anche perché avrebbe tradito il mio vero gradimento ed allora mi sono davvero guardato dentro e mi sono reso conto (sorpresa!) che avevo in realtà due soli posti, un 1° ed un 2°, con però un sacco di ex-aequo…
Ecco dunque perché vi presenterò di seguito non 10, non 20, ma 15 titoli, divisi in una cinquina dorata ed una decina argentata (come complicarsi la vita da soli, si direbbe, ma anche no…).

Non è tutto! Infatti questo mio post per un po’ di tempo sarà una sorta di forum aperto agli interventi degli altri blogger e lettori: sotto ogni film da presentato in classifica, inserirò di volta in volta una sintesi delle opinioni critiche espresse nei commenti, sia negative che positive, privilegiando, laddove possibile, quelle che forniscano anche un minimo di corredo argomentativo a supporto e che quindi siano davvero d’aiuto, come dovrebbe essere qualsiasi vera recensione.

Questo è tutto: fuoco alle polveri!


1° Posto (5 film, tutti ex-aequo)

paterson

Paterson“, Usa, 2016
(Italia, Dicembre 2016)
Scritto e diretto da Jim Jarmusch

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Paterson l’ho adorato. Jarmusch ha fatto un gioiellino di film e penso quel film ora me lo porterò dietro come metro di paragone per gran parte del 2017
Blackgrrrl

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Juste la fin du monde“, Francia, 2016
(“E’ solo la fine del mondo“, Italia, Dicembre 2016)
Scritto e diretto da Xavier Dolan

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Ho già detto qualcosina nella mia top ten. Se posso aggiungere qualcosa, direi che ogni volta che ci penso non capisco perché l’ho messo al QUARTO posto e non in cima a tutti
Zack

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Rogue One: A Star Wars Story“, Usa, 2016
(Italia, Dicembre 2016)
Scritto da John Knoll, Gary Whitta, Chris Weitz e Tony Gilroy
Diretto da Gareth Edwards

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Il blockbuster più bello, potente e coraggioso dell’anno. Ed è anche il film che tutti i fan di Star Wars sognavamo di vedere da sempre. Totale libertà creativa. L’unico limite era quello imposto dalla trama che richiedeva di far combaciare determinati eventi con quelli che già sapevamo. Ma Gareth Edwards e soci fanno tutto a meraviglia. In più: decapitazioni, madri uccise davanti agli occhi della figlia piccola [omissis],  almeno due scene di puro terrore con Darth Vader [omissis], un sottotesto politico che vaffanculo Donald Trump. NOI MORIAMO -> NOI VINCIAMO.
Tutto questo in un film DISNEY (= per tutta la famiglia) da 200 milioni di dollari. FILMONE (mi sono talmente gasato a scrivere questo pezzo, che non spiegherò i motivi per i quali, tuttavia, continuo a preferire Il Risveglio della Forza)
Zack

La sofisticata sorpresa che ha magnificamente chiuso il 2016 cinematografico
PizzaDog

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The Big Short“, Usa, 2015
(“La grande scommessa“, Italia, Gennaio 2016)
Scritto da Michael Lewis, Adam McKay e Charles Randolph
Diretto da Adam McKay

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La grande scommessa mi ha divertito molto al momento della visione, ma con il passare del tempo l’ho rivalutato: come film “ludico” mi è piaciuto molto di più Suicide Squad, che è molto più semplice, molto meno verboso e, dulcis in fundo, molto più tamarro
Wwayne

Film sul quale non sono per nulla d’accordo. Ne abbiamo già parlato tanto in passato, indirettamente o direttamente (o forse ne hai parlato solo tu e io non ti ho mai detto la mia, non ricordo), ma lo trovo un film truffa. Più vuoto di quello che sembra, più sconnesso di quello che finge di essere di proposito, più noioso di quello che tenta disperatamente di non essere mentre cerca di spiegarti una cosa complicatissima. Ho capito Margot Robbie nella vasca da bagno, ma poi non ho capito perché l’hanno tolta dal resto del film
Zack

Film geniale di cui parlai a suo tempo [Qui la recensione]
PizzaDog

Strepitoso
Alessandra V.

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It Follows“, Usa, 2014
(Italia, Luglio 2016)
Scritto e diretto da David Robert Mitchell

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It follows l’ho adorato, e detto da uno spettatore che bazzica pochissimo l’horror vale doppio
Wwayne

Bellissimo. Ormai si può dire che ha lasciato il segno (come sappiamo, in Italia è arrivato in ritardissimo), è senza dubbio uno dei migliori film horror degli ultimi anni. Aperto a moltissime interpretazioni metafilmiche, prende almeno 30 anni di cinema horror sul sesso e sul concetto di Final Girl, rielaborando il tutto a modo suo e confezionando forse il film definitivo in materia. Ottimo punto di contatto tra cinema d’autore e cinema di genere (come anche The Witch), forse non completamente perfetto, ma comunque un punto di riferimento da tenere sempre a mente d’ora in avanti
Zack

Sicuramente affascinante, ma un po’ troppo furbetto e one shot. Non so se lo riguarderò mai. […] Non ne penso assolutamente male, anzi. Solo, penso sia un buon film horror che in un’epoca di horror mediocri sembra ottimo.
Alessandra V.


2° Posto (10 film, tutti ex-aequo):

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El Club“, Cile, 2015
(“Il Club” – Italia, Febbraio 2016)
Scritto da Guillermo Calderón, Daniel Villalobos e Pablo Larraín
Diretto da Pablo Larraín

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Poco da dire, capolavoro mostruoso. Non è entrato nella mia classifica per un soffio. Larrain è un altro autore incredibile che sta emergendo ora anche negli States
Zack

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Lo chiamavano Jeeg Robot“, Italia, 2016
Scritto da Nicola Guaglianone e Menotti
Diretto da Gabriele Mainetti

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Lo chiamavano Jeeg Robot mi è piaciuto, ma come dicevo a Lapinsù il miglior film italiano del 2016 è paradossalmente uno dei più ignorati della stagione: il grandissimo My father Jack
Wwayne

Il film merita di essere inserito in tutte le classifiche di questo mondo. Un cinecomic italiano fatto bene, a partire dall’atteggiamento con cui si pone, consapevole che “serio” non vuol dire “serioso”. […] Non sono mica molti i paesi ad aver azzeccato un film di supereroi, USA esclusi. […] Ci siamo concentrati molto, giustamente, sul fatto che il film di Mainetti sia stato una bella svolta per il cinema italiano […], ma nessuno mi aveva fatto notare […] che in Europa fino ad ora siamo gli unici ad avere un film di supereroi cazzuto come Lo chiamavano Jeeg Robot. […] Certo, sta per uscire quello russo, ma bisogna ancora vedere com’è, senza comunque dimenticarci che è arrivato dopo il nostro. In oriente hanno i loro supereroi, ma lì non sono mai stati fuori moda
Zack

Un film di cui non smetterò mai di tessere le lodi
PizzaDog

Jeeg Robot pensavo ad un qualcosa, finalmente, di generazionale e invece è solo una cazzata per nerd. […] Lo trovo proprio scarso come film, indipendentemente dal fatto di non amare il mondo geek/nerd.
Alessandra V.

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Captain Fantastic“, Usa, 2016
(Italia, Dicembre 2016)
Scritto e diretto da Matt Ross

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Il film di Matt Ross non solo non l’ho amato, l’ho anche odiato con tutto il cuore. Lo considero il film peggiore dell’anno, senza possibilità di appello. Un film insopportabile e fastidioso dal primo all’ultimo minuto. Un film che vorrebbe essere lo sfregio definitivo al capitalismo ma che alla fine si trova ad abbracciare una ideologia altrettanto elitaria, ma soprattutto irresponsabilmente antidemocratica (il finale per me è delirante).
Quando prova a dimostrarti l’efficacia del modo di vivere “alternativo” di Viggo Mortensen e famiglia, ad esempio nella scena del Bill of Rights (una perfetta sineddoche di tutto il film) in realtà il film non fa altro che importi una separazione netta tra bene e male, avvicinandosi moltissimo alla morte del cinema e del pensiero libero. Nello specifico: la famiglia borghese è ontologicamente produttrice di figli stupidi, ignoranti e interessati solo di scarpe di marca e videogiochi, mentre la famiglia di protagonisti rappresenta invece il Bene, la conoscenza più elevata, migliori capacità di giudizio, migliore stato di salute ecc.. Più che sovversione e “rivoluzione”, per me questa è becera propaganda. Il film fa tutto questo senza neanche rendersi conto che i valori presi in considerazione dalla stessa famiglia protagonista, e quindi i valori usati come metro di giudizio per dimostrare di essere meglio degli altri, in realtà sono gli stessi valori della società che vorrebbe condannare. Di conseguenza non c’è nessuna vera idea alternativa, non c’è la vera devianza, non ci sono vere idee rivoluzionarie, ma solo il tentativo disperato di cacciare una lacrima allo spettatore mettendo in scena il massimo della cuteness.
E questo mi porta all’ultima considerazione sul film, che pretende di essere pure credibile e serio quando prende di mira il capitalismo, facendo forse finta di non accorgersi di mettere in mostra, nell’arco delle sue due ore di durata, tutto l’armamentario visivo degli spot pubblicitari più efficaci (dalle luci sfarfagliate ai costumi colorati, dalle famiglie felici con bambine tenerissime alle maledette cover melodiche di canzoni famose, ecc.), notoriamente uno dei simboli del capitalismo.
Al netto di tutto questa ipocrisia (purtroppo un termine migliore non mi viene, “ipocrisia” forse è troppo gentile), neanche la più superba delle fatture tecniche potrebbe salvare un film come CaptainFantastic
Zack

sing-street

Sing street“, Irlanda, 2016
(Italia, Novembre 2016)
Scritto e diretto da John Carney

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Riguardo a Sing Street, mi avevi già detto di averlo visto basandoti unicamente sulla mia raccomandazione e di averlo apprezzato, e la cosa mi ha fatto enormemente piacere
Wwayne

Che gioiello. […] Carney è un talento abbastanza unico per come riesce a raccontare contemporaneamente storie personali e musica. Non è il semplice raccontare l’una attraverso l’altra, ma qualcosa di ancora più profondo, più sottile e in parte indescrivibile. Non mi viene in mente un altro regista capace di rendere credibili e tremendamente romantici dei momenti che sulla carta sono il massimo dello smielato e della melassa. In Begin Again riusciva a fare la stessa cosa ma gran parte del merito l’avevo attribuita a Mark Ruffalo che fece un lavoro incredibile. Qui però ci conferma che anche senza un attore pazzesco a dargli una mano è sempre in grado di fare miracoli
Zack

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The Neon Demon“, Francia/Usa/Danimarca, 2016
(Italia, Giugno 2016)
Scritto da Nicolas Winding Refn, Mary Laws e Polly Stenham
Diretto da Nicolas Winding Refn

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Quanto voglio bene a Refn, mamma mia. Lo ribadisco, tra trent’anni verrà salutato come uno dei registi più grandi della storia. Che poi, se ci pensi, è probabile che ne siano consapevoli già molti (quelli con cervello). Altrimenti, ad esempio, Cannes non continuerebbe a invitarlo al festival pur sapendo che ogni suo film verrà fischiato e denigrato sempre e comunque. O no?
Zack

the-nice-guys

The Nice Guys“, Usa, 2016
(Italia, Giugno 2016)
Scritto da Shane Black e Anthony Bagarozzi
Diretto da Shane Black

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Applausi, applausi, applausi. Non riesco a definirlo il buddy cop movie definitivo solo perché arriva nel 2016 e in un certo senso “non vale”. Però è senza dubbio il più ricco, sofisticato e divertente di tutti
Zack

Brillante e divertentissimo
PizzaDog

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Zootopia“, Usa, 2016
(“Zootropolis“, Italia, Febbraio 2016)
Scritto da Jared Bush con Howard, Moore, Lee, Johnston, Readon e Trinidad
Diretto da Byron Howard con Rich Moore e Jared Bush

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Per me siamo in zona instant classic. Capolavoro, ne ho già parlato altrove, non so che altro aggiungere, se non che da Natale gli do sto dando un’occhiata ogni volta che passa su Sky
Zack

Capolavoro
PizzaDog

Ho amato Zootropolis [oltre che per i suoi contenuti etici sulle diversità, anche] per la dolcezza del character design. Mi è sembrato di tornare ai tempi di Robin Hood (sempre della Disney) ma con il digitale, cosa non semplice.
mchan84

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The VVitch“, Usa / Canada / Gran Bretagna, 2015
(Italia, Agosto 2016)
Scritto e diretto da Robert Eggers

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E anche qui ho già detto abbastanza [Zack fa riferimento alla recensione apposita uscita nella sua Top Ten. N.d.a.] Negli ultimi anni, non solo negli USA, ma un po’ in tutto il mondo, c’è questa tendenza per cui il cinema d’autore migliore spesso lo si trova in film di genere. Ne abbiamo già parlato, ma visto che questa tendenza si sta facendo sempre più evidente e convinta, perché non sperare che anche i nostri “autori” si decidano a seguirla?
Zack

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The Assassin“, Taiwan / Cina / Hong Kong, 2015
(Italia, Settembre 2016)
Scritto da Hou Hsiao-hsien e Chu Tien-wen
Diretto da Hou Hsiao-hsien

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Ha fatto impazzire anche il docente del corso di regia che ho seguito […] Parliamo di livelli altissimi, senza dubbio. Anche a me ha fatto godere come un ciuccio per la regia pazzesca, i paesaggi immensi e spiazzanti che si alternano agli interni stretti stretti e quasi sempre con una quarta parete diegetica tra camera e soggetti […]. Però, non so che dirti, per essere un wuxiapan, revisionistico quanto ti pare, un minimo di azione in più ci poteva stare. Capisco le ambizioni artistiche, e non nego che le scene d’azione che ci sono facciano paura per eleganza e precisione dei movimenti, ma sono anche poche e corte, cazzo. Insomma bello, bellissimo, ma mi ha dato anche l’impressione di essere un filo filo snob e un po’ svogliato quando si tratta delle scene d’azione
Zack

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Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children“, Usa, 2016
(“Miss Peregrine – La casa dei ragazzi speciali“, Italia, Dicembre 2016)
Scritto da Jane Goldman dal romanzo di Ransom Riggs
Diretto da Tim Burton

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Il film a me è piaciuto, ma è piaciuto a pochi e ancora meno lo hanno inserito nelle loro top ten. Sono d’accordo che possa trattarsi del miglior Tim Burton da parecchi anni a questa parte, ma penso anche che per certi aspetti Burton sia andato avanti con il pilota automatico, dedicandosi davvero solo ai dettagli che interessano a lui [Qui la recensione intera di Zack dalla sua pagina FaceBook]
Zack

Cosa ti è piaciuto in MISS PEREGRINE?! Io ammetto di avere dei “problemi” con il nuovo Tim Burton, con i libri per ragazzi, con il fantasy e con Asa Butterfield (direi che ero un po’ prevenuto) ma anche con occhio obbiettivo non riesco proprio a salvarlo questo film
PizzaDog


Seguendo il vecchio adagio del “fatto 30, facciamo 31“, ho pensato a questo punto di stilare anche una mia personalissima Top 10 delle fiction televisive distribuite sui canali italiani nella nostra lingua… Non devo davvero ripetere che anche in questo caso il criterio di selezione è stato simile a quello cinematografico, per quanto riguarda il delay-time tra produzione e messa in onda, vero?
Bene, partiamo allora…


Le 10 Migliori Fiction Televisive del 2016:

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The Young Pope 1° Stagione

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Bella bella. La prima opera di Sorrentino che abbia convinto totalmente
Lapinsu

E’ l’unica cosa di Sorrentino che abbia apprezzato sinceramente, oltre a “L’uomo in più” (che rimane il suo capolavoro). Sarà il fatto che la serialità l’ha costretto a fare i conti con una linearità narrativa più nitida e consistente rispetto ai suoi ultimi pallosissimi film, ma questa volta ho davvero provato piacere nel seguire il suo racconto. Certo, a tratti riprende la sua solita lentezza lirica e ammorbante, con i suoi soliti e inutili movimenti di camera che più autoerotico di così si muore, però tutto sommato ti trascina facilmente fino alla fine, ti diverte, ti stimola parecchio il cervello e forse addirittura ti emoziona in un paio di momenti. Non so fino a che punto sto per dire una cosa ovvia, ma credo che “The Young Pope” sia la perculata definitiva di Paolo Sorrentino, piena di rabbia e di voglia autentica di rompere gli schemi, toccare l’intoccabile ed esporne tutto il ridicolo, il macabro e lo spregevole che gli si nascondono dietro una facciata pulitissima. Ho apprezzato Paolo Sorrentino perché penso che abbia sfruttato l’Oscar vinto e il suo status di autore importante a livello mondiale per fare finalmente il cazzo che gli pare e prendere per il culo tutti. Non solo bigotti e radical chic, ma tutti tutti. Se stesso compreso! Sarei pronto a giocarmi la casa che il massimo momento di soddisfazione personale nell’intera carriera di questo regista napoletano non sia stato l’Oscar, non sia stata l’adulazione totale da parte della stampa nazionale, ma l’aver girato, all’interno di un prodotto destinato a finire sotto gli occhi di tutto il mondo, una inquadratura in cui Silvio Orlando, nei panni del segretario di Stato Vaticano, al fianco di una star del calibro di Jude Law nei panni di un Papa, annuncia a Tonino Pettola testuali parole: “E RUTT O CAZZ!!!”

Zack

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Fargo 2° Stagione

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The Get Down 1° Stagione

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Stranger Things 1° Stagione

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Meravigliosa. Peccato che abbia fatto impazzire tutti tutti tutti diventando automaticamente antipatica.
Zack

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Downton Abbey 6° Stagione

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The Night Of 1° Stagione

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Game of Thrones 6° Stagione

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Molti si lamentano per gli eccessivi cambi di rotta rispetto ai romanzi. Per me si riduce di nuovo tutto al discorso secolare che romanzi e serie tv sono due cose distinte e separate che possono necessitare anche drastici cambiamenti in fase di trasposizione dall’uno all’altro. Certo, se Martin fosse riuscito a pubblicare l’ultimo romanzo in tempo magari le cose sarebbero potute cambiare leggermente, ma la piega presa dallo show della HBO per il sottoscritto è estremamente vincente. Di sicuro ha perso qualche punto in fatto di raffinatezza, alcune svolte le ha arronzate, ecc., però è anche vero che 1) se lo poteva permettere e 2) non poteva neanche continuare all’infinito senza andare a parare da qualche parte. Non c’è dubbio che non esistano eguali in campo sia televisivo che cinematografico, e anche per questo motivo credo che dopo le prime dolorosissime stagioni con la sesta abbiano iniziato a concedere molto di più agli spettatori, in termini sia di spettacolarità che di morti giuste. Hanno cioè smesso di sorprendere gli spettatori con eventi tragici per sorprenderli invece con eventi positivi che, proprio per il carico che si portano addosso e per quello a cui ci hanno abituato, hanno avuto un effetto e una risonanza triplicate. Lo scrissi anche su facebook all’epoca, Battle of the Bastards è la cosa più epica che ho visto quest’anno. La scena di guerra più bella che ho visto dai tempi del Signore degli Anelli (che forse supera anche, per rapporto intensità-brevità della scena).
Zack

westworld

Westworld 1° Stagione

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Che cazzo di figata è stata (perdona il francesismo). Dopo 5 puntate abbastanza soporifere, la serie ha avuto un crescendo finale che manco una musica di Wagner. Una cosa più che meravigliosa: CLAMOROSA
Lapinsu

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Billions 1° Stagione

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Ti confesso, che dopo 3 episodi mi sono fermato. Penso che la riprenderò, non mi ha fatto così schifo da cestinarla, però non mi ha dato nessun motivo per proseguire
Lapinsu

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The Americans 3° – 4° Stagione

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The Americans è un’opera assurda per la facilità con cui resta sempre bella uguale, un po’ come Sophie Marceau che ha superato i 50 e senza l’ombra di un ritocco paga ancora da bere in bellezza a tante attrici più giovani di lei
Lapinsu

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The Good Wife 7° Stagione

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L’ultima [stagione] di The Good Wife […] non mi sta piacendo molto. Spero che si riprendano, perché al momento è noioso e ripetitivo (nelle trame) fino ad arrivare al ridicolo. E mi dispiace molto perché era una serie tv brillante e con vari punti di vista in cui potersi identificare, ma sta diventando la caricatura di sé stessa, con personaggi che spariscono senza una spiegazione [omissis spoiler] mi sa tutto di già visto, per questo mi annoia. Questi ultimi episodi sembrano un concentrato di ciò che è già successo nelle prime 5 stagioni. E non è che l’approccio a queste situazioni da parte dei personaggi sia differente, anzi. Se lo fosse stato, lo avrei capito un po’ di più, ma così è davvero facile che l’attenzione venga meno. Soprattutto quando anche i casi alla fine sono solamente da contorno alle vicende personali.
mchan84


Ok, questo è davvero tutto!

P.S. Un gioco finale: indovinate qual’è è stata la fiction preferita di Ezekiel
Un piccolo aiuto: non è tra quelle citate da me!
Al vincitore un preziosissimo non-premio!


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69 pensieri su “Top Fifteen 2016 (tra 1° e 2° posto…)

  1. Dei film che hai elencato ho visto:

    La grande scommessa
    It follows
    Lo chiamavano Jeeg Robot
    Sing Street

    It follows l’ho adorato, e detto da uno spettatore che bazzica pochissimo l’horror vale doppio.
    La grande scommessa mi ha divertito molto al momento della visione, ma con il passare del tempo l’ho rivalutato: come film “ludico” mi è piaciuto molto di più Suicide Squad, che è molto più semplice, molto meno verboso e, dulcis in fundo, molto più tamarro. 🙂
    Lo chiamavano Jeeg Robot mi è piaciuto, ma come dicevo a Lapinsù il miglior film italiano del 2016 è paradossalmente uno dei più ignorati della stagione: il grandissimo My father Jack.
    Riguardo a Sing Street, mi avevi già detto di averlo visto basandoti unicamente sulla mia raccomandazione e di averlo apprezzato, e la cosa mi ha fatto enormemente piacere.
    Riguardo al mio 2016 cinematografico, sai già com’è formato il mio podio: Lo stato contro Fritz Bauer è il mio film dell’anno, ed è seguito a molta distanza da Jane got a gun (secondo posto) e In a valley of violence (terzo). Tra l’altro di quest’ultimo hanno distribuito proprio adesso il dvd italiano (con il titolo Nella valle della violenza): ti consiglio di comprarlo al volo.
    Ha perso per un soffio la medaglia di bronzo Una folle passione. Questo film ha tutto al posto giusto:

    – una sceneggiatura intelligente, coinvolgente e senza punti morti;
    – dei personaggi indimenticabili (anche quelli che appaiono per pochi minuti);
    – una ricostruzione perfetta dell’epoca in cui è ambientato;
    – un’ambientazione suggestiva come non mai.

    E allora come ha fatto a non salire sul podio? Semplice: ero arrivato a fine Dicembre con l’idea di dargli un meritatissimo secondo posto, ma poi negli ultimi giorni di Dicembre ho visto i 2 western che ti ho citato prima, e la mia passione per questo genere ha scombinato tutti i piani. Anche se, ripeto, Jane got a gun e In a valley of violence sono entrambi dei film così fenomenali da risultare una goduria anche per chi normalmente il western lo schifa.
    Mentre ti scrivo sto ascoltando questa canzone:

    Risale ai tempi in cui Will Smith era ancora un ragazzo solare e spensierato, e si dilettava a fare il gigione sia al cinema che nella musica. Adesso è nella fase “Voglio vincere l’Oscar”, e quindi si è calato nella parte del tristone alla Jeremy Irons: ha cominciato con La ricerca della felicità, ha proseguito con Sette anime e adesso il colpo di grazia con Collateral Beauty, che è stato un flop ovunque tranne che in Italia. Il messaggio che il mondo gli sta lanciando è chiaro: a Willy, quand’è che torni a facce ride? Speriamo che lui sappia recepirlo…

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    • Sai cosa, Wwayne?
      E’ che per alcuni attori e registi certi copioni sono davvero come un biglietto Win For Life, anzi, per dirla con lo slogan, sono un “vinci facile“!
      Tutto quello che hai detto su “The Big Short” è infatti verissimo, senza alcun dubbio, ma è proprio la straordinaria difficoltà di divulgare concetti di economia così complessi, senza annoiare troppo lo spettatore ad avermi colpito! Insomma, penso che quella fosse stata la vera grande scommessa e penso che gli autori l’abbiano vinta!

      Su Will Smith ancora una volta hai ragione sul fatto che ultimamente ha cercato ruoli diversi, più seriosi, però tutto sommato questo gli concede maggiore longevità: ha dimostrato ottime doti drammatiche ed il secondo film che Muccino ha realizzato con lui , “Sette Anime” è davvero stupendo: ho conosciuto ed amato Will Smith come commediante e caratterista (con un bro style ante litteram) nella sit-com “The Fresh Prince of Bel-Air“, ma ha saputo negli anni conquistare fette di pubblico sempre più ampie (mentre, per dire, un pur bravissimo comedian come Jim Belushi resta oramai incastrato per sempre nello stesso ruolo)…

      Ti voglio tanto bene per aver visto ed apprezzato un gioiello come It Follows!!!

      Ma veniamo al titolo per cui ti ringrazierò per sempre, quel Sing Street che ho visto SOLO perché me ne avevi così caldamente parlato e si è rivelato una vera sorpresona!!!

      Adesso, però, devo chiederti io una cosa: perché non hai ancora visto The Get Down? Sembra scritto da una persona che ti conosce e che ti stima: non è stupido, non è becero, è pieno di musica e quasi barocco nella cura maniacale sui costumi e  le scenografie (non casualmente tutta la serie è una creazione di quel Baz Luhrmann che hai apprezzato nel suo “The Great Gatsby” ed il primissimo episodio della fiction, il lunghissimo pilot, è anche interamente diretto dallo stesso Luhrman… una goduria!

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      • Avevo in programma di vedere The Get Down durante le vacanze di Natale, ma sono arrivato agli ultimi giorni prima del rientro senza averla nemmeno iniziata, e quindi ho preferito rimandare al prossimo periodo poco impegnato.
        In compenso in questi primi giorni del 2017 ho già guardato un sacco di film. Ecco la lista completa:

        Fino a qui tutto bene
        Recoil – A colpo sicuro
        Café Society
        By the gun
        Ex machina
        Hell or high water
        Lo stagista inaspettato
        The Machine
        The Colony
        Bastardi senza gloria
        Wanted – Scegli il tuo destino

        Café Society è un film molto carino, per l’atmosfera incantevole che lo pervade e per il feeling unico che c’è tra Jesse Eisenberg e Kristen Stewart. Non mi stupisce che questo sia almeno il terzo film che fanno insieme: al momento più affiatati di loro ci sono solo Bradley Cooper e Jennifer Lawrence.
        Tuttavia, finora il miglior film di questo inizio 2017 è un altro: The Colony. Molto riuscito anche Wanted – Scegli il tuo destino.
        Mi aspettavo di più invece da Hell or high water: non ha chissà quale valore artistico, e quindi non capisco perché abbia raccolto diverse nomination a tanti premi importanti. Comunque, ad un film di quel genere si chiede soprattutto d’intrattenere, e quel compito Hell or high water lo svolge in maniera più che adeguata. Grazie per la risposta! 🙂

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  2. Praticamente tranne alcuni abbiamo messo la stessa roba in lista, inoltre ti comunico che domenica ho visto Paterson e l’ho adorato. Jarmusch ha fatto un gioiellino di film e penso quel film ora me lo porterò dietro come metro di paragone per gran parte del 2017 😀
    The Assassin è un altro che ho in lista! Mi incuriosisce molto insieme a un altro che ho sentito nominare spesso verso fine 2016 e si chiama The Handmaiden, l’hai visto per caso?
    Mi hai anche ricordato che mi sono persa Kung Fu Panda 3 e devo recuperare anche se sinceramente è passato tanto tempo e ricordo a malapena il 2..

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    • Lo sapevo che avevamo gusti simili per molti aspetti…
      Inoltre sono lietissimo che anche tu abbia gradito e giudicato Paterson un gran film ed è verissimo quello che hai detto: ti resta dentro!
      Anch’io gli ho voluto dare un posto d’onore nella mia classifica…

      Non voglio spoilerarti nulla, ma “The Handmaiden” è semplicemente immenso!
      Immagina un thriller gotico in stile Jane Eyre ma narrato in modo terribilmente violento, sessualmente esplicito e voluttuosamente ipnotico, con una trama complicata all’inverosimile, che ti avvolge tutto… forse il film più alto mai realizzato da Park Chan-wook e per me il suo culmine artistico.
      Tra parentesi, “The Handmaiden” è più bello di “The Assassin“, per me, ma uno è stato regolarmente distribuito da noi nel 2006 ed è in classifica, l’altro lo sarà il prossimo anno, insieme al bellissimo musical “La La Land“, di cui oramai conosco la colonna sonora  a memoria… una droga, assolutamente una droga… Tra l’altro parlare del film di Chazelle ,mi fa torae in mente la nostra comune amica DoppiaW… quant’è che non la sento e quanto mi piacerebbe rileggere cose sue… sob!

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      • Paterson è stato davvero bellissimo, lo puntavo dal festival di cannes e piu che altro sono contenta di essere riuscita a beccarlo in sala che ormai è un vero traguardo per me XD
        No non dirmi nulla né di Handmaiden né di The Assassin, non so bene manco io cosa aspettarmi e lo scoprirò poi, ma mi fa piacere sapere che comunque meritino uno piu dell’altro. Di Park Chan-wook non credo di aver visto nulla quindi mi farò un’idea.
        La colonna sonora di La La Land non l’ho ancora ascoltata, la sto snobbando per vedermi il film e farmi un’idea lì 😀
        E’ vero in effetti DoppiaW è sparita e mi chiedevo la stessa cosa tempo fa, spero torni

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        • Mi dispiace di aver parlato troppo del film di Park Chan-wook, ma è dai tempi della sua trilogia della vendetta che lo segue con costanza (ci scrissi sopra anche uno dei miei primi Kasa Shots… insomma, un vecchio amore!) 🙂
          Spero di non averti rovinato l’attesa…
          È bello il rapporto che hai con i film, quasi fossero dei regali di Natale che sai che stanno sotto l’albero, li vedi, ma non li tocchi fino alla mattina, per rispetto non alla tradizione ma a quella cerimonia che ne amplifica il godimento… tutto molto emozionante e mi ci ritrovo anche un po’…
          Mandiamo un saluto forte a DoppiaW, magari ci sente!

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  3. di quelli da te segnalati io preferisco:

    “Paterson”
    “E’ solo la fine del mondo”
    “Il Club”
    “Sing Street”
    “The Nice Guys”

    e come serie: “Westworld”

    Hai fatto delle ottime scelte, ma d’altronde la tua preparazione è così avanti che ogni tua segnalazione è una garanzia. Complimenti per tutto!

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  4. Chiudete tutto, andiamo a casa. Ha vinto Kasabake.
    Che classifica, gente! Ti avviso in anticipo che l’anno prossimo, se lo riterrò necessario, copierò spudoratamente l’idea della top 15 con 5 ex-aequo per il primo posto e 10 per il secondo. Un’idea che rende molto più giustizia sia ai film che alle classifiche in generale, dandole molto più senso. Insomma, sei un genio.
    E ora siccome questa classifica è pazzesca e piena di film incredibili e meravigliosi, farò quello che di solito non faccio: LI COMMENTERò TUTTI E LI COMMENTERò A FONDO, PRENDENDOMI TUTTO IL TEMPO NECESSARIO E LIMITANDO ALLO STRETTO NECESSARIO LO STAMPATELLO, DIVERSAMENTE DA COME STO FACENDO ORA.

    Daguerrotype, The Woman in the Silver Plate. Cavolo, ne ho sentito parlare benissimo, ma ora mi costringi a usare tutti i poteri di cui dispongo per vederlo il prima possibile! Visto che siamo in tema “film del 2016 che l’Italia vedrà solo nel 2017”, oltre a Elle di cui ti ho già parlato, ho visto anche THE WAILING e sì, sono uno di quelli che lo considera un capolavoro assoluto senza eguali. Sarebbe stato facilmente al primo posto nella classifica del 2016, ma dubito anche che vedrò qualcosa di meglio nel 2017 (ovviamente me lo auguro). Non vado troppo nel dettaglio perché ti sto già influenzando troppo con affermazioni grosse e molto rischiose.

    Paterson ancora lo devo vedere!!! Mi odio tantissimo e non mi perdonerò mai.

    Juste la fin du monde. E qui ho già detto qualcosina nella mia top ten. Se posso aggiungere qualcosa, direi che ogni volta che ci penso non capisco perché l’ho messo al QUARTO posto e non in cima a tutti —> ho sempre più l’impressione che mettere 5 o 10 film in ex-aequo mi tornerà utile l’anno prossimo. Mi dispiace.

    Rogue One. BAM! Il blockbuster più bello, potente e coraggioso dell’anno. Ed è anche il film che tutti i fan di Star Wars sognavamo di vedere da sempre. Totale libertà creativa. L’unico limite era quello imposto dalla trama che richiedeva di far combaciare determinati eventi con quelli che già sapevamo. Ma Gareth Edwards e soci fanno tutto a meraviglia. In più: decapitazioni, madri uccise davanti agli occhi della figlia piccola, l’intera squadra di protagonisti massacrati nel finale, almeno due scen di puro terrore con Darth Vader (in una delle quali, ammazza tutti), un sottotesto politico che vaffanculo Donald Trump. NOI MORIAMO -> NOI VINCIAMO.
    Tutto questo in un film DISNEY (= per tutta la famiglia) da 200 milioni di dollari. FILMONE (mi sono talmente gasato a scrivere questo pezzo, che non spiegherò i motivi per i quali, tuttavia, continuo a preferire Il Risveglio della Forza).

    The Big Short. Primo film sul quale non sono per nulla d’accordo. Ne abbiamo già parlato tanto in passato, indirettamente o direttamente (o forse ne hai parlato solo tu e io non ti ho mai detto la mia, non ricordo), ma lo trovo un film truffa. Più vuoto di quello che sembra, più sconnesso di quello che finge di essere di proposito, più noioso di quello che tenta disperatamente di non essere mentre cerca di spiegarti una cosa complicatissima.
    Ho capito Margot Robbie nella vasca da bagno, ma poi non ho capito perché l’hanno tolta dal resto del film.

    It follows. Bellissimo. Ormai si può dire che ha lasciato il segno (come sappiamo, in Italia è arrivato in ritardissimo), è senza dubbio uno dei migliori film horror degli ultimi anni. Aperto a moltissime interpretazioni metafilmiche, prende almeno 30 anni di cinema horror sul sesso e sul concetto di Final Girl, rielaborando il tutto a modo suo e confezionando forse il film definitivo in materia. Ottimo punto di contatto tra cinema d’autore e cinema di genere (come anche The Witch), forse non completamente perfetto, ma comunque un punto di riferimento da tenere sempre a mente d’ora in avanti.

    Per ora mi fermo qua, non sono a casa e ho una connessione demmerda (ti risparmio il resto dei dettagli poco interessanti), ma tornerò e li commenterò TUTTI come promesso.
    Ti voglio bene Kasa. Sei un grande!

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    • Sono io che ti voglio bene, Zack e non solo perché è praticamente da quando ci siamo conosciuti au WP che ci scambiamo opinioni divertendoci ed arricchendoci: non ho memoria di quante tue considerazioni critiche ho poi fatte mie!

      Hai scritto un commento così appassionato e trascinante che sono rimasto per tutto il tempo della lettura con il sorriso allargato sul volto, nemmeno se mi fossi trovato al bar, seduta ad un tavolino all’aperto con una smagliante Margot che mi raccontava di un suo aneddoto divertente!

      Questo mi porta subito all’unico punto di reale disaccordo tra noi due sull’accoglimento di un film che non ha effettivamente diviso solo noi due, ovvero “The Big Short“: senza entrare di nuovo in una discussione che abbiamo già fatto all’epoca dell’uscita, nella quale esprimemmo due punti di vista diversi, voglio solo qui registrare la coerenza di entrambi in questa occasione!
      Infatti, tu, che avevi aspramente criticato il film, per gli stessi motivi che hai sottolineato ora, hai ribadito il concetto ed io allo stesso modo, avendo allora salutato quasi come un miracolo una sceneggiatura che mi vide allora concorde con l’Academy (cosa abbastanza rara per me), ho voluto ricordare queste mie valutazioni nello stilare questa mia classifica…
      La coerenza è rara oggigiorno, Zack e sono orgoglioso di avere la tua amicizia e la tua stima, sul serio!
      Inoltre, mai una critica ad una mia valutazione ha mai contenuto una frase più catartica di questa “Ho capito Margot Robbie nella vasca da bagno, ma poi non ho capito perché l’hanno tolta dal resto del film“, perché Margot è una cosa che va aldilà della comprensione, quasi un atto di fede, anche se onestamente non c’entra nulla con le considerazioni critiche sulla sceneggiatura… ma è bello citare sempre la Robbie…!

      Sul resto, beh, per ora siamo assolutamente in sintonia e non perché altrimenti ciò sarebbe un male, ma solo perché alcune cose sono così evidenti nella loro bellezza che è difficile trovare disaccordi (come per i film di Jarmusch e Dolan, sublimi nella loro leggerezza ed entrambi trascinanti nella profondità delle affinità e dei sentimentie spressi, nonché nella lirica messa in scena giocata più sul levare che sulla stratificazione emotiva ed intellettuale).

      Ovviamente attenderò con trepiodazione la digressione sul resto dei titoli: il mio blog si sta godendo questo momento di recensione in sharing di comunque grandi pellicole (ancora mi faccio passare da una gunacia all’altra le caramelle delle tue espressioni come quella su Rogue One…).

      Arrissentirci quando la tua connessione sarà tale da poter anche vedere le gif!!!

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      • Sono lusingato, Kasa. Davvero grazie. Ma io lo so già che mi vuoi tanto bene… non c’è bisogno di esagerare. Fossi in te starei attento a quello che dici. Sappiamo bene entrambi che nessun commento mio potrà mai essere al livello di una chiacchierata al bar con Margot Robbie. Suvvia. Non mi offendo mica, eh.
        Anzi quando la vedi magari fammi un fischio che vi raggiungo.

        Scusa per l’attesa, ma non sono a casa mia, come ti anticipavo, e ho difficoltà non solo con la connessione internet ma anche a trovare tempo e modo di prendere in mano un pc. Parliamo di roba troppo grossa (in tutti i sensi) per scrivere dal cellulare.
        Ma bando alle ciance, torniamo ai bei filmoni della tua super-classifica.

        El Club. Poco da dire, capolavoro mostruoso. Non è entrato nella mia classifica per un soffio. Larrain è un altro autore incredibile che sta emergendo ora anche negli States con Jackie, che presumibilmente andrà anche agli Oscar (è sicura almeno la candidatura della Portman come miglior attrice). La curiosità è tantissima soprattutto per capire se il suo genio artistico può esaltarsi oppure limitarsi all’interno del mondo hollywoodiano. Detto questo devo recuperare anche Neruda, che in Italia è uscito se non sbaglio a settembre, ma non ho avuto modo di vederlo. Tu l’hai visto? Piaciuto?

        Lo chiamavano Jeeg Robot. Qui invece c’è poco da fare. Il film merita di essere inserito in tutte le classifiche di questo mondo. Un cinecomic italiano fatto bene, a partire dall’atteggiamento con cui si pone, consapevole che “serio” non vuol dire “serioso”. Giusto per provare a dire qualcosa di nuovo sul film, riflettevo sul fatto che non sono mica molti i paesi ad aver azzeccato un film di supereroi, USA esclusi. Voglio dire, ci siamo concentrati molto, giustamente, sul fatto che il film di Mainetti sia stato una bella svolta per il cinema italiano (per fare la rivoluzione, però, ci vogliono almeno 3 sequel, 5 spinoff, e 37 altri progetti di simile fattura e ad esso ispirati, insomma ci vuole l’INDUSTRIA), ma nessuno mi aveva fatto notare (ma sicuramente qualcuno l’avrà già detto, magari anche nei commenti sopra che non ho letto) che in Europa fino ad ora siamo gli unici ad avere un film di supereroi cazzuto come Lo chiamavano Jeeg Robot. Potrei sbagliarmi, eh. Ma non mi vengono in mente progetti importanti di questo tipo. Certo, sta per uscire quello russo, ma bisogna ancora vedere com’è, senza comunque dimenticarci che è arrivato dopo il nostro. In oriente hanno i loro supereroi, ma lì non sono mai stati fuori moda.
        Io la butto lì, entro tre anni Francia, Germani e Spagna (almeno, e non conto l’Inghilterra per ovvi motivi) se ne usciranno anche loro con film di supereroi “sperimentali” o “locali” o che dir si voglia. Ma anche se questo non dovesse succedere, azzardo proprio tantissimo, nel caso migliore potremmo trovarci di fronte a un fenomeno di “spaghetti cinecomic”, con tutte le differenze del caso, ovviamente. Con tutto il bene, ma Mainetti non è e non sarà mai Sergio Leone. Però potremmo comunque far nostro questo genere tipicamente americano e rielaborarlo a modo nostro prima che passi completamente di moda come avvenuto appunto con il western. Non dico che se ciò non accadrà sarà un male, anzi. Probabilmente ciò non accadrà mai, l’importante però è che l’industria si sviluppi in senso commerciale (senza dire addio a commedie e film d’autore, per carità, solo razzionalizzando un minimo la produzione). In tal caso ci sarà veramente da festeggiare.
        Che ne pensi? Giuro che non mi sono drogato prima di scrivere questa roba, che in realtà mi è uscita di getto mentre scrivevo. Ci devo riflettere ancora. Scusa se è troppo.

        Sing Street. Che gioiello. Anche questo fuori per un niente dalla mia top ten. Carney è un talento abbastanza unico per come riesce a raccontare contemporaneamente storie personali e musica. Non è il semplice raccontare l’una attraverso l’altra, ma qualcosa di ancora più profondo, più sottile e in parte indescrivibile. Non mi viene in mente un altro regista capace di rendere credibili e tremendamente romantici dei momenti che sulla carta sono il massimo dello smielato e della melassa. In Begin Again riusciva a fare la stessa cosa ma gran parte del merito l’avevo attribuita a Mark Ruffalo che fece un lavoro incredibile. Qui però ci conferma che anche senza un attore pazzesco a dargli una mano è sempre in grado di fare miracoli.

        The Neon Demon. Quanto voglio bene a Refn, mamma mia. Lo ribadisco, tra trent’anni verrà salutato come uno dei registi più grandi della storia. Che poi, se ci pensi, è probabile che ne siano consapevoli già molti (quelli con cervello). Altrimenti, ad esempio, Cannes non continuerebbe a invitarlo al festival pur sapendo che ogni suo film verrà fischiato e denigrato sempre e comunque. O no?

        The Nice Guys. Applausi, applausi, applausi. Non riesco a definirlo il buddy cop movie definitivo solo perché arriva nel 2016 e in un certo senso “non vale”. Però è senza dubbio il più ricco, sofisticato e divertente di tutti. Spero tanto in un miracolato sequel, dopo la mezza delusione al box office. Ma intanto mi godo l’attesa per il nuovo Predator a cui sta lavorando Shane Black, che non riesco a immaginare quanto potrà essere epico.

        Ti porgo nuovamente le mie scuse, ma sono costretto a fermarmi nuovamente qui per motivi di tempo. Ma credo anche di poterti garantire che questa volta non dovrebbero passare tre giorni prima che possa darti un nuova risposta (se non sarà stasera, sarà al massimo domani). A presto! 😉

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        • Seconda puntata del commento di Zack al mio post e di fatto seconda parte di una raccolta di pillole di recensione sui maggiori film del 2016…
          Ti dico subito che ho aspettato con ansia questo nuovo commento e l’attesa è stata ripagata! Anzi, la brillantezza dei tuoi commenti, film dopo film, mi ha fatto venire l’idea di modificare il mio stesso post, aggiungendo sotto ogni titolo i commenti dei blogger che hanno espresso la loro opinione sui film da me selezionati… una sorta di best of review

          Come ti ho già scritto, non è la prima volta che uso le tue opinioni analitiche dentro un mio post e sai anche che non sempre siamo d’accordo, quindi, se condivido o apprezzo quanto dici, è perché lo penso realmente!
          Inoltre, la mia idea per rendere questa classifica più “democratica” comprenderà le parole anche degli altri blogger, perciò livello di ruffianeria zero!…

          Sono sotto Tachipirina e quindi la mia sintassi sta cedendo un po’, ma debbo/voglio sforzarmi, perché è per me prioritario commentare il cuore di questa tua seconda puntata, ovvero l’intuizione che hai avuto riguardo ad un possibile nuovo genere cinematografico tutto italico o anche europeo con soggetto superoristico: sono assolutamente d’accordo sul fatto che potrebbe benissimo nascere un vero e proprio filone di cinecomics fantastici e supereoristici, parallelo a quello USA ed anche con contaminazioni reciproche, dubito, tuttavia, che l’Italia manterrebbe il primato (penso che quello di Mainetti purtroppo sia un unicum, come lo è stato il disgraziatissimo film di Salvatores) e penso anche che a brevissimo Francia e Germania ci scipperanno il titolo, monopolizzando una sorta di european style nel trattare il nuovo genere, giacché essi hanno non più cultura in senso generale, ma più industria culturale in senso stretto (persino le regie televisive italiane, pur avendo avuto un’impennata incredibile con Sky Italia, sono ancora sotto lo scacco di RAI e Mediaset, che invece annaspano nel vecchiume, come dimostra il parzialmente fallito esperimento de I Medici).
          La tua idea, inoltre, che nel vecchio continente si possano creare nel prossimo futuro cinecomics di successo è per me vincente, concreata e decisamente possibile, ma la sua evoluzione è avvolta ancora nelle nebbie dell’imponderabile, perché quando si parla di cinecomics si parla di milioni di dollari, fitti fitti e gli USA hanno un potere produttivo e distributivo schiacciante: è ahimè molto più probabile che in campo supereroistico possa accadere nel cinema quanto accaduto nei fumetti, quando tutte le produzioni europee, legate al fantasy, alla sci-fi ed al genere supereroistico (soprattutto inglesi) restarono allora solo degli esperimenti, con echi di vendite anche brillantissimi ma brevi (delle meteore), ma che successivamente, proprio quegli stessi autori europei, che avevano provato a scrivere e disegnare comics di quel genere con il loro stile, furono assoldati negli USA e là, dentro al sistema, crearono quella rivoluzione che ha cambiato nel fumetto il concetto stesso di supereroe per sempre.

          Il cinema italiano sta cambiando tantissimo e per la prima volta anche i cinepanettoni sembrano aver incassato meno, ma il gap con le cinematografie popolari francesi, inglesi e tedesche è ancora pazzesco: da noi ogni volta che un cineasta prova a sdoganare cultura pop si grida al miracolo, mentre oltralpe sono decenni che autori come Besson lo fanno regolarmente, anche esportando all’estero le loro produzioni (si pensi solo al franchise di Taken, che in molti pensano sia una produzione americana); anche nel campo della commedia, per ogni perla rara come “Perfetti Sconosciuti“, altrove abbiamo almeno dieci film dello stesso tenore ed in alcuni casi, in Italia, ci sentiamo persino in dovere di fare la nostra versione di un successo altrui (nemmeno avessimo questo mercato così vasto da assorbire produzioni originali ed anche adattamenti stranieri, come fanno gli statunitensi), come nel caso di “Benvenuti al Sud” dal francese “Bienvenue chez les Ch’tis” o dell’atrocemente imbarazzante “Il nome del figlio” dall’infintamente più bello “Le Prénom“).

          Ora mi fermo, perché la Tachipirina ha fatto effetto e mi abbandono sul letto, ma tu, Zack, ti prego, ti prego, continua a scrivere e mandami la terza parte del tuo commentarium, perché ne ho davvero bisogno!

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          • L’idea di aggiungere un commento dei tuoi lettori e follower sotto ciascun film della classifica è un’altra idea geniale, di quelle che solo a te potevano venire e che confermano l’estrema gentilezza e il massimo rispetto che hai nei confronti di tutti noi. Perciò, ancora una volta, GRAZIE.

            Per quanto riguarda il discorso dei cinecomic e dell’Europa, mi trovo d’accordo un po’ su tutto. Mi hai fatto godere quando hai ricordato la bassezza estrema della regia nelle fiction Rai e Mediaset, compresa I Medici, che ha fatto sicuramente qualche passettino timido in avanti, ma in a un panorama generale che resta sempre 30 anni indietro rispetto al resto del mondo.
            Quello che c’è da augurarsi, in ogni caso, al di là di possibili movimenti europei eclatanti, è che in Italia si sviluppi quell’industria culturale da te giustamente citata. Purtroppo siamo caratterizzati da una disarmante arretratezza culturale, difficile da superare di punto in bianco. L’idea è che siamo sulla buona strada. Mainetti probabilmente sarà un unicum come dici tu, ma intanto solo 5 anni fa un film come Lo chiamavano Jeeg Robot non lo avrebbe fatto nessuno neanche gratis. Qualcosa sta cambiando, dobbiamo solo crederci.
            Una bella svolta potrebbe arrivare se anche gli autori nostrani più “da festival”, magari anche i più anzianotti e “leccati”, decidessero di dedicarsi a un bell’horror con i controcazzi, o comunque a un film di genere puro e fatto bene. Quanto sarebbe bello se un Bellocchio, un Bertolucci, un NANNI MORETTI o lo stesso Sorrentino, si decidessero a fare (anche a 80 anni i primi due) un bel film horror commerciale e aggressivo? Uscirebbe fuori senza ombra di dubbio un filmone. Gran parte del problema sta lì, nel fatto che questi autori si mettono vergogna di fare un horror. Stanno lì a pensare ai loro pipponi artistici senza rendersi conto che potrebbero trascinare un’intera industria sulle proprie spalle, producendo magari film a talenti più giovani e vogliosi di far saltare in aria Montecitorio con una decina di bazzooka allineati (per dirne una…). Luc Besson, che tu conosci sicuramente meglio di me, da solo è riuscito, con relativa facilità, a rendere la Francia un mercato importantissimo a livello mondiale, capace di sfornare franchise action internazionali (oltre a Taken, non dimenticherei The Transporter… senza il quale Jason Statham sarebbe forse tornato a fare i tuffi), film fantasy e di fantascienza di ottimo livello e appeal internazionale.
            Vabbè sto divagando e sono abbastanza sicuro di aver perso il filo del discorso, ma siccome è tarduccio e sono parecchio stanco, vado avanti con i film. 😀

            Zootropolis. Per me siamo in zona instant classic. Capolavoro, ne ho già parlato altrove, non so che altro aggiungere, se non che da Natale gli do sto dando un’occhiata ogni volta che passa su Sky. Comunque anche Kung Fu Panda 3 mi ha sorpreso parecchio quest’anno (credo di aver letto da qualche parte nei commenti che anche tu lo hai apprezzato). Mi erano piaciuti i primi due capitoli, ma ero pronto ad assistere al declino della saga sulla scia di quello che fece anche Shrek. Col cazzo, se permetti. Kung fu Panda 3 è un capolavoro forse anche superiore al 2 (ammetto di ricordalo poco). Ma in generale quella Dreamworks è una saga che sta passando un po’ troppo inosservata rispetto a quello che meriterebbe. Per dire, agli Oscar quest’anno c’è la possibilità che Pets si becchi una nomination. PETS. Rendiamoci conto.

            The VVitch. E anche qui ho già detto abbastanza. Ne approfitterei per ricollegarmi al discorso di sopra. Negli ultimi anni, non solo negli USA, ma un po’ in tutto il mondo, c’è questa tendenza per cui il cinema d’autore migliore spesso lo si trova in film di genere. Ne abbiamo già parlato, ma visto che questa tendenza si sta facendo sempre più evidente e convinta, perché non sperare che anche i nostri “autori” si decidano a seguirla? L’ha già fatto Garrone, certo, con Il racconto dei racconti, ma al di là di qualsiasi giudizio sulla pellicola, in Italia non andò benissimo in termini di incassi. È stato venduto un po’ ovunque in tutto il mondo, ma anche lì… E poi pare che già non ne parli più nessuno. Certamente è servito a smuovere un po’ le acque e quantomeno a far parlare di cinema di genere italiano. Però daje, si può fare di più.

            The Assassin. E beh, questo un po’ me l’aspettavo. Ha fatto impazzire anche il docente del corso di regia che ho seguito (a proposito, quello è finito, era solo un corso base, ma a febbraio inizio Sceneggiatura 😀 ). Parliamo di livelli altissimi, senza dubbio. Anche a me ha fatto godere come un ciuccio per la regia pazzesca, i paesaggi immensi e spiazzanti che si alternano agli interni stretti stretti e quasi sempre con una quarta parete diegetica tra camera e soggetti (perdona i paroloni, non lo faccio più, giuro). Però, non so che dirti, per essere un wuxiapan, revisionistico quanto ti pare, un minimo di azione in più ci poteva stare. Capisco le ambizioni artistiche, e non nego che le scene d’azione che ci sono facciano paura per eleganza e precisione dei movimenti, ma sono anche poche e corte, cazzo. Insomma bello, bellissimo, ma mi ha dato anche l’impressione di essere un filo filo snob e un po’ svogliato quando si tratta delle scene d’azione.
            Hai tutto il diritto di dirmi che sto bestemmiando.

            Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children. Questa è una bella sorpresa. Il film a me è piaciuto, ma è piaciuto a pochi e ancora meno lo hanno inserito nelle loro top ten. Sono d’accordo che possa trattarsi del miglior Tim Burton da parecchi anni a questa parte, ma penso anche che per certi aspetti Burton sia andato avanti con il pilota automatico, dedicandosi davvero solo ai dettagli che interessano a lui. Ma mi devi scusare, sto scrivendo questo commendo da quasi due ore e sto morendo di sonno, quindi ti lascio il link del post che feci su facebook all’epoca riguardo il film. Perdonami lo spam, non lo farei se non fossi davvero a pezzi. https://www.facebook.com/perunpugnodicazzotti/photos/a.869962699733552.1073741828.868172923245863/1293599067369911/?type=3&theater

            Captain Fantastic. Me lo sono tenuto per ultimo perché per quanto mi riguarda, questa, caro mio, è la vera nota dolente di questa classifica. Se ti stai chiedendo WTF, la risposta è semplice: il pezzo che segue l’ho scritto ieri, di nascosto. 😀
            Il film di Matt Ross non solo non l’ho amato, l’ho anche odiato con tutto il cuore. Lo considero il film peggiore dell’anno, senza possibilità di appello. Un film insopportabile e fastidioso dal primo all’ultimo minuto. Un film che vorrebbe essere lo sfregio definitivo al capitalismo ma che alla fine si trova ad abbracciare una ideologia altrettanto elitaria, ma soprattutto irresponsabilmente antidemocratica (il finale per me è delirante).
            Quando prova a dimostrarti l’efficacia del modo di vivere “alternativo” di Viggo Mortensen e famiglia, ad esempio nella scena del Bill of Rights (una perfetta sineddoche di tutto il film) in realtà il film non fa altro che importi una separazione netta tra bene e male, avvicinandosi moltissimo alla morte del cinema e del pensiero libero. Nello specifico: la famiglia borghese è ontologicamente produttrice di figli stupidi, ignoranti e interessati solo di scarpe di marca e videogiochi, mentre la famiglia di protagonisti rappresenta invece il Bene, la conoscenza più elevata, migliori capacità di giudizio, migliore stato di salute ecc.. Più che sovversione e “rivoluzione”, per me questa è becera propaganda. Il film fa tutto questo senza neanche rendersi conto che i valori presi in considerazione dalla stessa famiglia protagonista, e quindi i valori usati come metro di giudizio per dimostrare di essere meglio degli altri, in realtà sono gli stessi valori della società che vorrebbe condannare. Di conseguenza non c’è nessuna vera idea alternativa, non c’è la vera devianza, non ci sono vere idee rivoluzionarie, ma solo il tentativo disperato di cacciare una lacrima allo spettatore mettendo in scena il massimo della cuteness.
            E questo mi porta all’ultima considerazione sul film, che pretende di essere pure credibile e serio quando prende di mira il capitalismo, facendo forse finta di non accorgersi di mettere in mostra, nell’arco delle sue due ore di durata, tutto l’armamentario visivo degli spot pubblicitari più efficaci (dalle luci sfarfagliate ai costumi colorati, dalle famiglie felici con bambine tenerissime alle maledette cover melodiche di canzoni famose, ecc.), notoriamente uno dei simboli del capitalismo.
            Al netto di tutto questa ipocrisia (purtroppo un termine migliore non mi viene, “ipocrisia” forse è troppo gentile), neanche la più superba delle fatture tecniche potrebbe salvare un film come CaptainFantastic.

            Ce l’ho fatta! Ci ho messo un po’ ma ce l’ho fatta. Magari domani ti dirò rapidamente la mia pure sulle serie tv (tranquillo, non le ho neanche viste tutte). Per ora ti auguro una prontissima guarigione! Mi auguro di non aver scritto cose troppo noiose, ma so che è probabile, avendo scritto (quasi) tutto di getto e con la stanchezza che incalzava.
            Un abbraccio, amico mio. A domani!

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            • Captain Fantastic, vengo subito al punto, giacché, se non l’ho fatto dentro il post, preferendo dare spazio alle opinioni degli altri blogger ed amici, mi sembra corretto dirti qui il motivo della mia scelta di inserire questo film nella mia classifica: te lo devo, specie dopo l’incredibile generosità con cui hai commentato il mio post, scrivendo praticamente una splendida antologia di mini-recensioni.

              Quindi, procediamo…

              Siccome tu hai preferito concentrare la tua critica sugli aspetti contenutistiici del film, mi limiterò per correttezza anch’io ad essi.
              Quando fu presentato a Roma, io saluta questo film come un prodotto indie che finalmente riusciva a comunicare qualcosa e non la solita originalata arraffazzonata e questo fatto continua a piacermi tutt’ora.
              Io penso che l’autore abbia di fatto messo in scena due posizioni radicali ed ovviamente opposte, rappresentando un conflitto: sequenza dopo sequenza, due sistemi educativi diversi entrano in collisione ed utopisticamente (ed inutilmente) se ne cerca anche il punto di mediazione ed io ho apprezzato il tentativo di cercare di rappresentare (nel film, non nel protagonista) i pregi ed i difetti di entrambi i metodi, tanto che alla fine della narrazione si comprende che nessuno ha realmente la soluzione del problema: nessuna ricetta educativa davvero efficace esiste per superare i difetti di entrambi i metodi, questo il messaggio per me.
              Insomma, è proprio la peculiarità e l’ortodossia aliena della famiglia descritta che mette in evidenza contemporaneamente gli eccessi e gli errori del modo comune di vivere comune (leggasi “borghese”), insinuando nello spettatore il dubbio che ciò che sia veramente eccezionale (pazzesco) sia il nostro modo di comportarsi e non quello di quella bislacca famiglia. Un rovesciamento delle parti, un carnevale con un giullare inconsapevole (mentre ovviamente tale non è il regista, che tratta i personaggi come delle “funzioni” per una tesi, così come la descritta compattezza della famiglia è solo un artifizio retorico per portare avanti un pensiero che è consapevole di essere paradossale perché ha il valore dell’esempio parabolistico).
              Io penso inoltre che questo film abbia anche la grande capacità di saper commuovere ed emozionare, pur promuovendo il compromesso ovvero la necessità di accettare i limiti ed in questo nessuno può davvero definirsi Fantastico, nemmeno il protagonista.
              Come già lodato da molti, anch’io infine mi unisco al gruppo di chi ha particolarmente apprezzato la rivisitazione in chiave parodistica del brano “Sweet Child O’ mine” dei Guns N’ Roses, cantata da una delle figlie di Ben.

              Vorrei però adesso, dopo questo mio pistolotto, sottolineare chiaramente ed in modo pubblico che questa diversità di vedute tra me e te sul medesimo film non inficia nemmeno di un soffio l’enormità della stima che ho e che avrò sempre in te come critico, come interpretatore di film ed infine come arguto recensore: è evidente, infatti, che su questo film uno di noi due sta sbagliando, ma non potrei mai giurare di essere io ad aver ragione! Ma se posso forse sbagliare giudizio sul film, di certo non sbaglio giudizio su te! Sei un grande Zack, sul serio.

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              • Assolutamente! Vale anche per me (anzi volevo scriverlo io, poi mi è passato di mente, mannaggia…), qualsiasi divergenza di giudizio tra di noi non potrà mai intaccare la stima che ho per te. Fuori questione.
                Detto questo, GRAZIE per tutte le citazioni e per tutti i link. Davvero troppo gentile.

                Prima di dire due parole sulle serie tv, accantonando anche Capitan Fantastic, sul quale non concordiamo e va bene così, sarei curioso di sapere cosa ne pensi davvero anche di The Assassin, e non solo relativamente a quello che ho detto io nel commento precedente. 😀

                The Young Pope. Sì, è l’unica cosa di Sorrentino che abbia apprezzato sinceramente, oltre a L’uomo in più (che rimane il suo capolavoro). Sarà il fatto che la serialità l’ha costretto a fare i conti con una linearità narrativa più nitida e consistente rispetto ai suoi ultimi pallosissimi film, ma questa volta ho davvero provato piacere nel seguire il suo racconto. Certo, a tratti riprende la sua solita lentezza lirica e ammorbante, con i suoi soliti e inutili movimenti di camera che più autoerotico di così si muore, però tutto sommato ti trascina facilmente fino alla fine, ti diverte, ti stimola parecchio il cervello e forse addirittura ti emoziona in un paio di momenti. Non so fino a che punto sto per dire una cosa ovvia, ma credo che The Young Pope sia la perculata definitiva di Paolo Sorrentino, piena di rabbia e di voglia autentica di rompere gli schemi, toccare l’intoccabile ed esporne tutto il ridicolo, il macabro e lo spregevole che gli si nascondono dietro una facciata pulitissima. Ho apprezzato Paolo Sorrentino perché penso che abbia sfruttato l’Oscar vinto e il suo status di autore importante a livello mondiale per fare finalmente il cazzo che gli pare e prendere per il culo tutti. Non solo bigotti e radical chic, ma tutti tutti. Se stesso compreso! Sarei pronto a giocarmi la casa che il massimo momento di soddisfazione personale nell’intera carriera di questo regista napoletano non sia stato l’Oscar, non sia stata l’adulazione totale da parte della stampa nazionale, ma l’aver girato, all’interno di un prodotto destinato a finire sotto gli occhi di tutto il mondo, una inquadratura in cui Silvio Orlando, nei panni del segretario di Stato Vaticano, al fianco di una star del calibro di Jude Law nei panni di un Papa, annuncia a Tonino Pettola testuali parole: “E RUTT O CAZZ!!!”

                Stranger Things. Meravigliosa. Peccato che abbia fatto impazzire tutti tutti tutti diventando automaticamente antipatica.

                Game of Thrones. WOW. Molti si lamentano per gli eccessivi cambi di rotta rispetto ai romanzi. Per me si riduce di nuovo tutto al discorso secolare che romanzi e serie tv sono due cose distinte e separate che possono necessitare anche drastici cambiamenti in fase di trasposizione dall’uno all’altro. Certo, se Martin fosse riuscito a pubblicare l’ultimo romanzo in tempo magari le cose sarebbero potute cambiare leggermente, ma la piega presa dallo show della HBO per il sottoscritto è estremamente vincente. Di sicuro ha perso qualche punto in fatto di raffinatezza, alcune svolte le ha arronzate, ecc., però è anche vero che 1) se lo poteva permettere e 2) non poteva neanche continuare all’infinito senza andare a parare da qualche parte. Non c’è dubbio che non esistano eguali in campo sia televisivo che cinematografico, e anche per questo motivo credo che dopo le prime dolorosissime stagioni con la sesta abbiano iniziato a concedere molto di più agli spettatori, in termini sia di spettacolarità che di morti giuste. Hanno cioè smesso di sorprendere gli spettatori con eventi tragici per sorprenderli invece con eventi positivi che, proprio per il carico che si portano addosso e per quello a cui ci hanno abituato, hanno avuto un effetto e una risonanza triplicate. Lo scrissi anche su facebook all’epoca, Battle of the Bastards è la cosa più epica che ho visto quest’anno. La scena di guerra più bella che ho visto dai tempi del Signore degli Anelli (che forse supera anche, per rapporto intensità-brevità della scena).

                Westworld. Che ti dissi qualche settimana fa? Che non l’avevo ancora finita? Ecco, sto ancora allo stesso punto.

                Tutte le altre serie non le ho viste. Lo so che meritano. Tutte. Ma non so veramente come fare a vederle. Ne posso vedere al massimo una alla volta, andando comunque molto lentamente. Perché poi ci sono i film che diciamo restano la mia priorità, nel bene e nel male. (ECCEZION FATTA PER SHERLOCK). Stanno uscendo comunque troppe nuove serie tv, comincio a credere che ci sia davvero un problema. È fisicamente impossibile vederle tutte, anche circoscrivendo il campo a quelle che meritano davvero.

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                • Carissimo Zack, la tua generosità è senza limiti ed anche se non ne eri assolutamente certo, sei riuscito a scrivere tantissimo anche sulle serie tv!
                  Che dire, è stata una bellissima cavalcata, sia creare questa classifica (sofferta), sia leggere tutti i pareri, nei quali hai davvero fatto la parte del leone!
                  Penso che così a lungo non abbiamo nemmeno mai discusso di tanti film assieme ed è stato splendido!!!

                  Rispondo anche al tuo quesito sul film di Hou Hsiao Hsien…
                  Cosa ne penso? Penso che sia un film straordinario, che pur non essendo un capolavoro ha una regia talmente potente e straordinaria da porlo sopra a tantissime altre pellicole e quindi per questo ad essere in classifica.
                  Vedi, Zack, io amo il cinema orientale e l’ho ampiamente fatto capire più volte ed amo il genere wuxia ed adoro quando questo genere popolare incontra personalità di cinema elevato come Hang Lee nobilitadosi e creando un qualcosa d’altro ancora o come in questo caso quando incontra l’austera perfetta bellezza della messa in scena del maestro taiwanese, che ha costruito, secondo il suo solito modo, un film teoricamente melò ma giocato tutto sul levare e questo crea a volte un ritmo non solo lento (cosa che non è di per se sbagliata) ma noioso (e questo è per me sbagliato).
                  La noia è la cifra che non lo rende perfetto, mentre tutto il resto lo mette in classifica.
                  Se il perfetto “The Handmaiden” di Park Chan-wook (se vuoi sapere cosa ne penso, leggiti cosa ho detto a Blackgrrrl nel commento sopra) fosse stato anch’esso distribuito in Italia nel 2016, ci sarebbe lui in classifica, al posto di The Assassin, ma attenzione, resta sempre un gran bel vedere ed un insegnamento di cinema giustamente premiato a Cannes…

                  E con questo abbiamo davvero concluso, grazie di tutto amico!

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                  • Ma è stato un piacere immenso! Anzi, grazie di nuovo a te!
                    Non posso che condividere in toto su The Assassin, mentre The Handmaiden ce l’ho sull’hard disk da un po’ ma non sono ancora riuscito a vederlo. Recupererò a breve!
                    Buonanotte e alla prossima!

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  5. Eh no caro Kasa non te la cavi così facilmente! Ci hai elencato la tua top 15 ma senza motivare le tue scelte 🙂
    Se per alcuni film mi trovi completamente d’accordo [BIG SHORT film geniale di cui parlai a suo tempo, il brillante e divertentissimo THE NICE GUYS, il capolavoro Disney ZOOTOPIA] e altri sono a detta di tutti indiscutibilmente filmoni [LO CHIAMAVANO JEEG ROBOT un film di cui non smetterò mai di tessere le lodi, ROGUE ONE la sofisticata sorpresa che ha magnificamente chiuso il 2016 cinematografico] per altri invece proprio non capisco.
    Tipo MISS PEREGRINE. Cosa ti è piaciuto in MISS PEREGRINE?! XD
    Io ammetto di avere dei “problemi” con il nuovo Tim Burton, con i libri per ragazzi, con il fantasy e con Asa Butterfield [direi che ero un po’ prevenuto] ma anche con occhio obbiettivo non riesco proprio a salvarlo questo film :/

    Io la classifica non l’ho fatta, ma tra i titoli che aggiungerei alla tua [o che ti sconsiglio nel caso non avessi visto] ci sono SULLY [lodare Eastwood è orma una convenzione, ma sarebbe comunque reato non farlo], 10 CLOVERFIELD LANE [un film curatissimo con tempi perfetti, piccola grande sorpresa dell’anno], PERFETTI SCONOSCIUTI [C-A-P-O-L-A-V-O-R-O di recitazione e scrittura strutturato in modo impeccabile, un cinico gioco al massacro spettacolare come poche cose viste nel 2016], SAUSAGE PARTY [coraggioso? dissacrante? sagace? O solo stupido e gratuitamente scorretto? Il dubbio lo rende già di per se un lavoro ben riuscito], LUI È TORNATO [talmente assurdo da essere geniale], VELOCE COME IL VENTO [altro lavoro italiano riuscitissimo rimasto purtroppo all’ombra dei più acclamati Perfetti Sconosciuti e Jeeg Robot ma che ha poco da invidiare rispetto a loro, specialmente da Jeeg Robot con cui condivide gli stessi pregi e gli stessi difetti].

    Sul campo seriale invece quest’anno ho dedicato molto [forse troppo] tempo a quelle serie nerd non troppo eccelse ma che ci sollazzano sempre le gonadi [Agents of SHIELD, tutte quelle CW, perfino quella cacatina di LUKE CAGE].
    Facendo i seri invece, condivido con te l’amore per THE GET DOWN e STRANGER THINGS [che non considero proprio un CAPOLAVORO, ma tant’è] ai quali aggiungo MARCO POLO [un gioielli per gli occhi ingiustamente sottovalutata], BOJACK HORSEMAN [“geniale”, so che sto abusando di questo termine, ma a tratti la serie tocca delle vette geniali che mai avrei creduto di vedere in un serial animato per adulti], PREACHER [serie folle e fantastica come ogni prodotto ideato da Rogen/Goldberg, un mostro a metà tra “Breaking Bad” e “Dogma” di Kevin Smith di cui non si è parlato abbastanza].

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    • Non ci sentiamo così spesso come una volta, carissimo PD, ma in un modo o nell’altro sei sempre sul pezzo ed è proprio per questo che la Stagione 2 del Gathering, così com’era iniziata la prima, così partirà anch’essa proprio con te… ma questa è un’altra storia, che racconteremo dopo alcuni accadimenti clamorosi che verranno narrati nel Season Finale e soprattutto in un mondo che vive fuori da questa classifica…

      Hai ragione nel dire che non ho dato le motivazioni per la mia selezione e sappi che l’ho fatto di proposito!
      Oramai mi conosci e sai che elaboro molto prima di buttarmi a capofitto ed il mo intento (o la mia speranza!) era proprio quella di lasciar recensire i film che avevo scelto da chi mi avesse letto e magari chiacchierare sulle sue e mie opinioni…

      Alcuni film, a mio avviso, sono infatti indiscutibili, magari con un’idea di cinema diversa da quella che si ha in testa o nel cuore, ma artisticamente impeccabili (come nel caso di “Juste la fin du monde“ e di “Paterson“), altri invece si trovano ad essere essi stessi la risposta a proprie attese (come per me è stato “Rogue One: A Star Wars Story“ o “It Follows“), infine altri ancora sono appesi al filo dell’imponderabile gusto personale ed è questo il caso di un film come “The Big Short“, massimamente disprezzato da un blogger che ultra-stimo come Zack ed invece mirabolato da me e da te ed in fondo è così anche nel caso della pellicola da te messa in discussione, “Miss Peregrine’s Home for Peculiar Children“, film che ho voluto a tutti i costi in classifica, proprio per lo stupore che mi ha provocato il vedere un film così ben realizzato, così cupo ed horror (non più solo favolistico), fatto da un artista che credevo oramai defunto creativamente parlando!
      Ho trovato meravigliose tantissime scene, così come il modo con cui la Guerra enra nelle vite e nei ricordi e negli sguardi dei bambini, con un sapore che ricorda il miglior Del Toro, regista che sai io adoro!
      Ma anche questo è un gusto personale e discuterci è più bello ancora, specie con persone speciali come te!

      Tempo fa mi è capitato un caso ancor più clamoroso: due blogger che stimo in modo davvero potente hanno parlato dell’ultimo film di Malick in modo così diametralmente opposto da fare imressione: uno l’ha demolito, in modo sitematico, lancinante, da chirurgo sadico, mentre l’altro l’ha salutato come un prodigio ed un film meraviglioso… e vuoi sapere la cosa buffa? Entrambi i blogger avevano amato i precedenti lavori di Malick, tranne forse gli ultimissimi e per entrambi il suo capolavoro era stato “The tree of life“… Cose strane, vero?

      Sulle fiction televisive ho messo dentro tutto il mio cuore: in quell’elenco trovi ciò che più mi piace in tutte le dir izioni, dalla drammaticità di scene girate con un’attenzione speciale nei confronti degli attori (come nella incredibilmente più bella d ogni stagione “The Americans“), fino alla perfetta spettacolarità di personaggi incredibilmente carismatici (come in “Game of Thrones“)… Ovviamente, da vero fan, guardo una tonnellata di altre fiction (quelle legate al mondo dei comic, praticamente non ne perdo una!), ma queste qui elencate sono per me il meglio in ogni genere (“Marco Polo” non è entrato nella Top 10 davvero per un soffio…).

      Sui film italiani, quello di Mainetti è davvero un eccezione per me già clamorosa, che ha meritato l’ingresso in classifica praticamente a sgomitate e solo grazie al suo essere quasi un unicum nel nostro cinema italiano, nuovo, creativo, vitale… un miracolo…

      Sully” e “10 Cloverfield Lane“sono due filmoni, splendidi, ma nel gioco della mia classifica non sono riusciti a scalzare due titoli al loro posto…

      Alla prossima, amico!!! 

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  6. Orbene, leggere una classifica firmata kasabake è come trovare un disegno o un appunto sconosciuto vergato da Leonardo da Vinci.
    Se Christie’s battesse all’asta il pezzo, la cifra sarebbe astronimica.

    Ormai la nostra conoscenza tramite blog è data (2 anni sono pochi nella vita real, ma sul web sono un’eternità) e in questo lungo arco temporale mai avevo avuto il piacere di leggere una tua chart.
    Farlo ora mi rallegra ma mi fa anche un po’ dispiacere, perchè ti vengono danntamente bene e sarebbe stato bellissimo leggerne altre in passato.

    Come spiegavo a Zack in un commento sul mio blog, leggere le altrui classifiche mi intriga per un principale motivo: esse aiutano a decifrare gusti, opinioni, background culturale, interessi e debolezza di chi la redige.

    E la tua è una dannatissima classifica perchè dimostra – non che poi ce ne fosse ancora bisogno – che sei la perfetta sintesi delle apocalissi e le integraziani di Echiana memoria (si dice Echiano, riferito a Umberto Eco? oggi sono in vena di neologismi, ma mi sa che ho dato tutto con lo “stratopasseracentrico” di cui zack saprà darti spiegazioni…).
    Si, perchè la tua classifica mescola film di basso lignaggio (ma no per questo volgari) come Nice Guys e blockbusteroni clamorosi come Rogue One, insieme a perle più intellettuali e colte ma non per questo snob the Big Short o The neon demon. I cavoletti di Bruxelles sono squisiti, ma ogni tanto pure la cipolla fritta fa la sua porca figura!!!!!!

    Confesso però che la mia conoscenza della tua lista è un po’ monca, mi mancano alcuni titoli, principalmente quelli non ancora usciti in dvd (uno dei pochissimi crucci della mia vita di padre e marito è quello di avere poco tempo per frequentare il cinema ed essere quindi costretto a ripiegare nell’home video più spesso di quanto vorrei).
    Di alcuni film non conoscevo neppure l’esistenza (e questo è quasi un miracolo, vista la mia assidua frequenza su IMDB) e quindi me li appunto, perchè se kasabake guarda qualcosa c’è un motivo e, potete starne certi amici miei, quel motivo sarà più che valido. VALIDISSIMO.

    Piccola chiosa finale sulle serie tv.
    In verità, di quelle da te elencate ne ho viste poche:
    The Young Pope: bella bella. La prima opera di Sorrentino che abbia convinto totalmente
    Westworld: che cazzo di figata è stata (perdona il francesismo). Dopo 5 puntate abbastanza soporifere, la serie ha avuto un crescendo finale che manco una musica di Wagner. Una cosa più che meravigliosa: CLAMOROSA
    The Americans, serie 3 (la 4 ancora mi manca): un’opera assurda per la facilità con cui resta sempre bella uguale, un po’ come Sophie Marceau che ha superato i 50 e senza l’ombra di un ritocco paga ancora da bere in bellezza a tante attrici più giovani di lei

    AVevo iniziato BILLIONS ma, ti confesso, che dopo 3 episodi mi sono fermato. Penso che la riprenderò, non mi ha fatto così schifo da cestinarla, però non mi ha dato nessun motivo per proseguire.

    ora passo e chiudo però, che come ebbi modo di raccontarti già in passato, la signora Lapinsù mi ha da poco inviato la lista della spesa tramite Whattsapp (ci siamo evoluti, parcheggiando gmail e passando alla più comoda chat). Grazie al cielo la lista è molto breve: pane integrale, 1 busta di piselli congelati, mandarini. Stasera però sgarrerò introducendo una piccola aggiunta: birra fresca per Lapinsù. Già so che mi bacchetterà (dopo le feste ha deciso di metters(c)i a dieta) ma ogni tanto ne vale la pena.
    Alla tua, amico mio

    prosit

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    • Di fronte a un commento che inizia con la congiunzione esortativa “orbene” ( sorella maggiore è più aulica del più comune “dunque” e sempre preferibile a questi quando la si pone all’inizio della frase), mi sarei fermato a leggere anche se il testo non fosse stato tuo ed anche se non avesse contenuto alcunché di interessante.
      E’ il razzismo della forma, l’aspetto esteriore di un qualcosa che quando ci è grato si pone davanti a tutti gli altri stimoli sensoriali, scavalcando la fila!

      Detto questo ( in omaggio all’ermenàutico vizio adamoevico, questo si un neologismo, del prendere alla lontana qualsiasi argomento), ti comunico che il termine echiano esiste ed è anche molto usato in campo accademico, sia in funzione di sostantivo come di attributo ed ovviamente in riferimento al noto semiologo.

      La chiave per decifrare tutte le mie classifiche, le mie chart, le mie selezioni, sia croniche sia momentanee, sta sempre, come hai intuito, non tanto in una mediocre volontà cerchiobottistica (altro neologismo, orribile foneticamente ma che mi ha sempre affascinato, inventato dai cronisti della politica italica, proprio per indicare chi compie azioni senza nerbo cercando di accontentare tutti, dando colpi a cerchi e botti in modo uniforme e di fatto scontentando tutti, ma in modo non grave) di parlare di cinema alto e basso, per accalappiare like dagli amanti del solo cinema d’autore, sia dai sostenitori del solo cinema di pancia, no, perché quello sarebbe atteggiamento pavido, criticamente vigliacco, quanto invece nel mio amore sfegatato per tutto ciò che mi si presenta davanti come epifania di ben fatto (davvero inteso come bello kantiano) e se possibile anche puro e sincero (leggasi onesto): già nella mission del mio blog ho sempre precisato che amo nuotare nel mainstream e che rifuggo da chiunque abbia paraocchi per vedere in modo classista (schifando il cinema festivaliero, perché reputato troppo snob o schifando il cinema commerciale, perché reputato svilente per l’arte stessa).

      Poi c’è il mio amore per i contrasti, i conflitti, il caos prima e dopo le tempeste, ma anche le novità (non ruffiane, però, eh!) ed infine la passione, oh, si, perché la passione ci rende vivi e può essere lo storcibudella che si prova di fronte ad un’immagine bellissima (purché poi, non si riveli troppo falsa) o il più elevato turbamento in stile Sindrome di Stendhal…

      Chi inizia le proprie classifiche usando un “Lorem Ipsum” ed un commento con un “orbene” sa a cosa va incontro e questo giusto per giustificare la logorrea della mia risposta…

      Ora un po’ di commenti alla spicciolata…

      The Young Pope – Non sapevo ti fosse piaciuta e questo tuo gradimento mi riempie di gioia, perché non tutti la pensano come noi… anzi, malgrado il successo riscosso anche all’estero, questa fiction ha fatto storcere più di un naso… io stesso sono partito come un detrattore di Sorrentino (ho espresse giudizi negativi più volte sul mio blog su una sua malcelata autoreferenzialità), ma più passa il tempo più lo trovo sempre più sicuro di se e della sua estetica…

      The Americans – Non capisco come il mondo intero non sia accorto di quanto sia bella, potente, ben scritta, mai stupida, intrigante, divinamente recitata questa fiction!
      Non ha mai un calo di tono e mai di conseguenza la necessità di artifizi narrativi sconvolgenti per riprendere quota (come ad esempio nel pur bella House of Cards, vittima di svariati cali e di repentine e forzose risalite).
      A proposito, ma tu non eri abbonato Sky? Quindi il non aver ancora visto puntate della quarta è per una tua predilezione per il binge watching?

      Billions – Mi ricordo ancora di mia moglie che, guardandone la prima puntata, se ne uscì con un secco “bello, ma è una cazzata…“, perché Billions è così, una storia a cavallo del successo dei film sulle crisi di wall Street ed anche un duello di personalità in stile Wolf f Wall Street, ma declinato in modo più politically correct e familiare (con pur dei pizzichi satanici ma prevedibili), recitato tuttavia in modo magnifico e diretto ancora meglio, con dialoghi superbi e svolte narrative straordinarie, il tutto con la cura del dettaglio che solo un giornalista finanziario della city (quale è il suo creatore e showrunner) può vantare.

      Sherlock – Grande assente e solo perché nel 2016 possiamo ascrivere ad esso solo lo speciale e questo era davvero troppo poco e troppo forzato per annoverare la sublime fiction BBC in classifica, ma per quanto mi riguarda, in un’eventuale classifica del decennio e forse del secolo, batterebbe tutte le altre serie, con un primo posto assoluto e solitario.

      La Spesa di Casa – Io e mia moglie usiamo da sempre whatsapp (lo so che Telegram è meglio, ha più funzioni, sta in un cloud e non devi backuppare un piffero se formatti lo smartphone, ma non voglio installare due app simili e di whatsapp non posso farne a meno perché il 99% dei miei contatti lo usa) per ricordarci vicendevolmente le cose da comprare e soprattutto (nel mio caso) per chiedere conferma su un prodotto scattando direttamente la foto (odio i messaggi vocali, invece, pesantemente… se devi parlare, chiamami…), ma la lista “grossa” la teniamo sempre su un file di Google Documenti in cartella condivisa tra tutti e tre (io, Sandra e Leo).

      Potrei continuare ma mi fermo qui, così, come un torturatore della CIA o dell’ISIS che si è stancato le mani a forza di usare il trapano (il primo) o il coltello (il secondo)… Buon Week-End!

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      • Si, sono abbonato sky, ma sui generis.
        Paradossalmente, il 90% delle serie che guardo le danno su altre piattaforme e se continuo a sborsare oltre 30 euro mensili al signor Sky è solo per le partite di calcio.
        Se The Americans ancora non ha incrociato i miei occhi è perchè, come hai giustamente intuito, mi piace guardare gli episodi uno dietro l’altro senza soluzione di continuità: voglio essere io a dire quando fare una pausa, non il palinsesto di un canale televisivo.
        COn le serie che mi piacciono di più faccio sempre così: full immersion.
        Ricordo che l’ultima stagione dei Soprano la vidi in appena un paio di giorni…
        Ora, ad esempio, la sto facendo con NARCOS. Ho bruciato la prima stagione in 4 giorni, ora ho attaccato con la 2.
        Autentico gioiello, poco da dire. Forse poco emotiva, troppo didascalica (alcuni passaggi sembrano un programma di History Channel o Crime Investigation) però merita davvero.

        PS: Il giorno in cui riuscirò ad iniziare un commento sul tuo blog con la congiunzione IMPEROCCHE’ potrò affermare di aver compiuto per intero il percorso ermenautico della conoscenza.

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        • Come ti scrissi in varie occasioni, le mie visioni di fiction sono divise in tre categorie: quelle che faccio da solo (con serie che in famiglia piacciono solo a me, come The Walking Dead, The Strain, Continuum, etc,), quelle che faccio solo con mia moglie (come The Americans, Travelers, Stranger Things, iZombie, Game of Thrones, House of Cards,  etc.) e quelle che infine faccio con la famiglia al completo (come Sherlock, Bones, tutto il Berlantiverse, Grimm, Preacher, etc.).

          Ora, con questo andamento puoi ben immaginare quanto materiale visivo io accumuli e quanti stimoli mi entrino, se a questo aggiungiamo i film che vedo al cinema (solo con la consorte) e quelli che scarico dalla rete (quando posso in 4k e comunque non meno di 1080p), puoi capire che a volte mi capiti di restare indietro, ma sui fondamentali ci sono sempre e Narcos è tra questi, bellissimo, anche se, come avrai notato, la seconda stagione non è in Top 10…

          Una nota di colore: sai cosa stiamo guardando a cena io e mia moglie (oltre tutto il resto, compreso MasterChef), con un occhio solo e la consapevolezza che stiamo guardando una cazzata incredibile? La nuova serie con la mia pupilla Ophelia Lovibond ossia la banale ma divertente “Hooten & the Lady“, mix caotico tra Indiana Jones, National Treasure e The Transporter (non quello bello cinematografico, ma quello brutto televisivo)…

          Alla prossima, amico, in attesa del tuo incipit con Imperocchè…

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          • Scoprii Michael Allred quando cominciò a lavorare su X – Force (poi diventato X – Statix) insieme a Peter Milligan, uno degli scrittori più intelligentemente trasgressivi del nostro tempo. Da allora non l’ho più perso di vista: non soltanto per il suo folgorante stile visivo (una deliziosa e personalissima rielaborazione della pop art), ma anche perché i suoi fumetti hanno spesso quel taglio intelligentemente provocatorio e weird che aveva reso X – Statix uno dei migliori fumetti di inizio millennio.
            Va da sé quindi che ho letto (e adorato) anche iZombie. E allora perché non ho ancora visto la relativa serie tv? I motivi sono vari: la difficoltà di reperirla, la mancanza di tempo per guardare tutte quelle puntate, la paura di ritrovarmi davanti un prodotto che non riesce a replicare l’atmosfera deliziosamente bizzarra del fumetto. Quest’ultima è la mia paura più grande, perché non ho ancora perdonato alla CW lo scempio che hanno fatto nel trasporre sul piccolo schermo uno dei miei personaggi personaggi preferiti (Freccia Verde).
            Tutti questi ostacoli tu puoi spazzarli via in un colpo solo: se mi dici che iZombie è valido, cercherò di trovarlo e di dargli una chance. Me lo consigli?
            P.S.: Ho insistito di proposito sulla parola intelligentemente per un motivo ben preciso: a me stanno bene la trasgressione e la provocazione, ma a patto che ci sia dietro un filo logico, una volontà di dire qualcosa di nuovo: se invece provochi tanto per fare, come Miley Cyrus quando si comporta da mignotta o Lady Gaga quando sfilò con il vestito di carne, a quel punto non è trasgressione, ma solo idiozia.

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            • Amazing Wwayne! Mi hai sorpreso con il tuo commento al mio commento, giacché non mi aspettavo che nessuno oltre me su WordPress conoscesse sia la serie sia il fumetto…
              Sappi che questa volta, però, mi hai battuto, quanto a cultura funmettistica!
              Infatti, quando nel 2010 uscì la serie scritta da Chris Roberson e disegnata da Michael Allred io la snobbai, pensando che fosse l’ennesimo prodotto “clone” uscito sulla scia del successo planetario del mitico The Walking Dead creato da Robert Kirkman ed illustrato da Tony Moore…

              Poi passò il tempo ed io continuavo a seguire solo le avventure degli zombie di Kirkman, sia in cartaceo sia in fiction (la serie tv di Kirkman nacque proprio lo stesso anno del fumetto di Allred), che oltretutto, da abbonato Sky, mi trovavo servita su un piatto d’argento…

              Intanto, nel 2014 la Asylum (perfido produttore di film trash, a mio avviso troppo retorici per essere veri B-Movie…) se ne uscì in tv con la serie Z Nation, di cui vidi solo alcune puntate e che poi abbandonai per il troppo già visto, già sentito, già troppo!

              Finalmente, nel 2015, esce la fiction di cui parliamo tutti e due adesso ovvero “iZombie“: la comprò Mediaset che la trasmise subito sul canale a pagamento Premium Action in HD ed io me la scaricai subito per vie traverse (la molla fu il make-up fantasmatico e graziosissimo della neozelandese Rose McIver, che impersona Olivia Moore nella serie e che troneggiava su tutte le fanzine online legate al fumetto americano di quel periodo).
              Beh, caro Wwayne, la serie non era certo un capolavoro, ma per me fu innamoramento a prima vista!!

              Anzitutto, ti dico che nella fiction viene condotto il tema procedural (con un caso a settimana) legato ai ricordi presenti nei cervelli mangiati dalla nostra bionda coroner e poi c’è anche un attraente tema verticale, con un cattivo di lusso, quello spaventapasseri di David Anders (già villain in ALIAS), che mantiene la fiction su un binario sempre oscillante tra il prodotto per teen-agers (schifati ed attratti assieme da quel po’ di splatter che una mangia-cervelli porta con sé) e quello più adulto (iZombie sa essere davvero violento, specie nel finale di stagione).

              Solo a quel punto (lo so che è una vergogna, per me che sono anche appassionato di fumetto!) sono andato a recuperare il comic d’origine, comprandomi i volumi pubblicati in Italia dalla RW Lion…

              Personalmente penso che lo showrunner e scrittore della fiction (quel Rob Thomas che aveva mantenuto alta l’intelligenza degli script di Veronica Mars) abbia fatto un grande lavoro e la serie merita senza dubbio una visione da parte tua: sul web i magazine sono divisi tra chi l’ha disprezzata (come la rivista Nocturno, spacializzata in horror) e chi invece ne ha riconosciuto l’originalità e la freschezza (vedi Bad Taste, ad esempio) ed io sono nel secondo gruppo, pur non riconoscendo alla fiction alcuna particolare originalità.
              Se dovessi sintetizzare al massimo, direi “not bad, not bad” ed in più mi sta simpatica la protagonista!
              Il confronto con il fumetto? Ah, ah, non ti dico nulla, se non che la vicenda in tv si ambienta a Seattle e non in Oregon come nel fumetto, ma la vera chiccha è la sigla di testa, disegnata dallo stesso Allred…
              Scaricala e dagli una possibilità, amico!

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          • Visto che siamo in tema di confidenza sulle modalità di fruizione delle serie tv (che poi è un percorso laterale per conoscere meglio chi hai davanti), anche io divido le serie in 3 categorie:

            1. quelle che vedo con mia moglie, solitamente la sera. Attualmente vediamo The Affair (bella ma dalla stagione 3 è il tracollo) e Orange is the new black (carina, ma un po’ ripetitiva…), in attesa che riprenda il “chicago-universe” (poliziotti, pompieri, medici e forse pure avvocati).

            2. quelle che vedo da solo quando mi alleno. Ti dissi (mi pare) che 3-4 volte a settimana mi alleno in caso (adoro la bici ma purtroppo, causa ernia discale, non posso più uscire, quindi da anni ho ripiegato sulla cyclette domestica). Per evitare di fissare una parete monocromatica, ho preso l’abitudine di allenarmi guardando una serie tv (45 minuti sono perfetti per un allenamento quotidiano). A questo scopo lascio le serie tv più leggere e movimentate. Ad esempio, di recente sto vedendo Lethal Weapon mentre a breve inizierò a vedere il Berlantiverse.

            3. quelle che vedo da solo sul divano. Solitamente al mattino prestissimo (più di rado la sera) mi concedo 1-2 ore di stravacco sul divano guardando sulla tv film o serie che ho recuperato. Attualmente sto facendo il recuperone di Narcos (sono a metà della seconda stagione e confermo anche io la tua impressione che la 1 fosse nettamente migliore). Ovviamente si va in pausa quando c’è la nuova puntata di Sherlock.

            PS: Sherlock la vedo pure con mia moglie, in effetti, ma è talmente bella che non posso aspettare la sera, quindi me la vedo la mattina, faccio finta di niente e poi me la rivedo la sera con lei: piccole bugie coniugali 😀

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  7. Grazie mille per aver messo il link alla mia recensione di Sing Street! E’ molto carina l’idea di inserire sotto al titolo del film le opinioni di noi bloggers, un po’ come quando le case cinematografiche corredano i trailer o le copertine dei dvd con le lodi che il film ha ricevuto da parte dei critici.
    Tra l’altro dietro la tua benemerita operazione è possibile cogliere un’implicita e coraggiosa presa di posizione: l’opinione di un blogger vale quanto quella di un critico. Anzi, io sinceramente tendo a fidarmi più del primo che del secondo: il blogger non ha motivo di mentire, quindi se parla bene di un film vuol dire che gli è piaciuto sul serio; il critici invece può essere influenzato da fattori che con la qualità del film non hanno niente a che vedere. E non alludo soltanto alla classica mazzetta, ma anche al fatto che tendono a badare più all’aspetto tecnico che a quello emotivo, oppure che tendono ad avere gli occhi a cuoricino per i film contorti e intellettualoidi. Tutte cose che distorcono il loro giudizio, e di conseguenza rendono meno attendibili le loro recensioni.
    P.S.: Ho finito di leggere il primo volume di Superman Rebirth. Il blogger americano che me l’ha consigliato (https://healed1337.wordpress.com/) ha davvero fatto centro: non è bello quanto il ciclo di Johns & Romita Jr., ma è comunque una serie di altissima qualità. Per quel che ho visto è la migliore della linea Rebirth, a pari merito con Freccia Verde.

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    • Grazie per il supporto Wwayne: l’idea è proprio quella di far circolare di più l’opinione dei blogger e che soprattutto ognuno di essi ed ognuno di noi sia più orgoglioso delle proprie idee, senza nascondersi dietro un falso pensiero comune… se ci si è persi e ci si è emozionati dietro un film lento, riflessivo, spirituale e persino religioso (come è accaduto a me quando vidi The Tree of Life di Malick) non si deve aver paura di raccontarlo solo perché magari l’opinione comune lo disprezza, così, allo stesso modo se ci si è divertiti in un film tamarro e sincero e genuinamente sovrappensiero (come accade spesso anche a me quando mi guardo i miei amati buddy movies), è bello poterlo scrivere, senza attendere patenti di correttezza critica da chissà quali soloni…

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      • Ah, su questo siamo perfettamente d’accordo (e ti batto anche il cinque): mai vergognarsi dei propri gusti. Al contrario, io i miei scheletri nell’armadio cinematografici sono arrivato ad esibirli orgogliosamente: alludo a quando, quasi un anno fa, pubblicai una recensione fortemente autoironica di quel capolavoro del trash che è Blood Out.
        E’ invece un capolavoro sul serio un film che ho visto ieri: La famiglia Bélier. Credevo che Tutto può cambiare fosse l’unico film da 5 stelle uscito negli anni 10, e invece sono stato felicemente smentito.
        Curiosamente, anche ne La famiglia Bélier la musica ha un ruolo importantissimo: in entrambi i film non è un mero elemento ornamentale, ma anzi è il cuore pulsante dell’intera storia.
        Sono convinto che anche La La Land si collochi in questo filone. E infatti sto già facendo il conto alla rovescia per la sua uscita italiana: mancano solo 8 giorni, e sono sempre più impaziente! 🙂 Grazie a te per la risposta! 🙂

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        • E’ vero, Wwayne, hai sempre espresso le tue opinioni personali senza mezzi termini, senza nasconderti mai, a volte con giudizi così forti e taglienti da lasciare basiti i lettori casuali, abituati alla lingua melliflua che definisce una persona “brutta” come “particolare”…
          C’è da dire, per chi non ti conoscesse, che questa sincerità quasi aggressiva si accompagna sempre, nelle tue parole e nel tuo porgerle, ad una cortesia e ad una generosità che non ha confronti sul web: tu declini l’umiltà non come sottomissione a presunte cattedre, ma come rispetto umano del tuo prossimo, creando sul tuo blog una gradevole sensazione di varietà e di colori senza prevaricazioni.
          Complimenti.
          Non vidi allora con la giusta attenzione il film di Lartigau, forse perché distratto dalle stupide polemiche dell’associazione dei non udenti francesi, che lamentava la scarsa accessibilità al film proprio per quella fetta di popolazione affetta da handicap uditivo e di cui di fatto il film parla, ma le tue lodi mi hanno spinto a recuperarlo e siccome Sky lo trasmetterà questo weekend, l’ho già programmato…
          Buona giornata, amico.

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  8. Come ho già detto a Lapinsù quest’anno ho visto pochissimi film ed ancora meno mi sono piaciuti 😦
    Tra quelli da te citati ho amato Zootropolis ed ho in lista Sing Street.
    Invece per quanto riguarda le serie tv ne ho viste tantissime ed alcune anche abbastanza buone, a mio parere, tipo Quantico (la prima stagione) e American Gothic.
    Invece l’ultima di The Good Wife (od almeno l’ultima che stanno trasmettendo al momento) non mi sta piacendo molto.
    Mchan

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    • Zootropolis è meraviglioso e riesce a comunicare concetti profondi ed importanti sul rispetto delle diversità senza retorica o pesantezza etica e soprattutto senza rinunciare ad essere un grande spettacolo…
      A te perché è piaciuto?
      La settima stagione di The Good Wife è tutta un grande dolore… la coppia di sceneggiatori che per sette lunghi anni hanno scritto con amore, passione, intelligenza e soprattutto rispetto per lo spettatore, le vicende narrate nella serie, ricevettero dal network in corso d’opera la notizia che quella che stavano scrivendo era l’ultima stagione e che quindi dovevano dare l’addio a tutti i loro personaggi, per sempre.
      Storie d’amore appena sbocciate, matrimoni, crisi politiche, guai giudiziari,tutto ciò che era iniziato non poteva semplicemente proseguire come se niente fosse perché o veniva abbandonato o veniva chiuso in fretta oppure ancora (ma era la strada più difficile) si provava a prendere lo spettatore per mano e si provava a mostrargli uno scorcio di possibile futuro…
      Dopo qualche traballamento nelle storie, gli autori hanno trovato a metà della stagione una misura narrativa che ha del miracoloso, conducendo la fiction all’ultima puntata in modo toccante, poetico, giusto e assolutamente non banale.

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      • Zootropolis: mi è piaciuto proprio per tutte le cose che hai scritto tu ed in più per la dolcezza del character design. Mi è sembrato di tornare ai tempi di Robin Hood (sempre della Disney) ma con il digitale, cosa non semplice.
        The Good Wife: allora spero che si riprendano, perché al momento è noioso e ripetitivo (nelle trame) fino ad arrivare al ridicolo. E mi dispiace molto perché era una serie tv brillante e con vari punti di vista in cui potersi identificare, ma sta diventando la caricatura di sé stessa, con personaggi che spariscono senza una spiegazio

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        • Sorry, ma mi è partito il commento. Oggi wordpress non funziona granché 😦
          Dicevo: personaggi che spariscono senza una spiegazione. Parlo di Robin che non si è più vista da un giorno all’altro e pure la dipartita di Kalinda è stata rovinata dal suo ritorno nell’episodio successivo. Era andata via facendo terra bruciata dietro di lei perché farla tornare? Per quell’ultima scena con Alicia? Fredda come un iceberg. E dopo aver saputo cosa c’era scritto sul bigliettino che le aveva lasciato la reazione di Alicia alla lettura dell’episodio precedente mi è sembrata esagerata.
          Pure la storia di Alicia che lascia lo studio per entrare in politica e poi si ritrova con le pezze al sedere (come si dice dalle mie parti) quando si deve dimettere e cerca di aprirne un altro solo suo “rubando” i clienti a Diane e Carey per un malinteso che poteva risolversi con mezza telefonata (e cavolo! Hanno 40anni e passa e si comportano come adolescenti) e nel frattempo il marito che si vorrebbe candidare alla vice presidenza e quindi di nuovo fingere di avere un matrimonio idilliaco (che poi non vivono insieme nemmeno per sbaglio, come fanno a crederci i media, non lo so) mi sa tutto di già visto, per questo mi annoia. Questi ultimi episodi sembrano un concentrato di ciò che è già successo nelle prime 5 stagioni. E non è che l’approccio a queste situazioni da parte dei personaggi sia differente, anzi. Se lo fosse stato, lo avrei capito un po’ di più, ma così è davvero facile che l’attenzione venga meno. Soprattutto quando anche i casi alla fine sono solamente da contorno alle vicende personali.
          Mchan

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          • Povera “Brava Moglie”… le hai fatto davvero le pulci… e lo dico con tanta simpatia 🙂
            Ricordo ancora tutte le chiacchiere con te e Lapinsu sui possibili risvolti di quella trama sulla sua cugina più giovane della moglie… aldilà delle ipotesi, ciò che mi colpiva era la tua attenzione alla verosimiglianza delle svolte narrative degli eventi, che è poi quello che hai fatto ora, nella critica ai comportamenti imposti dagli sceneggiatori ai personaggi di The Good Wife…
            È sempre bello leggere le tue considerazioni!
            Grazie, amica collega!

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            • Sono molto critica perché mi piaceva molto. E mi sarebbe piaciuto un finale degno.
              Sono così anche nella vita, più mi piace o tengo a qualcosa più sono critica verso di essa. Se invece non mi interessa più di tanto ci passo sopra ai difetti.
              Sì, non mi piace molto quando si cambia il carattere di un personaggio in modo radicale solo per una questione di rivoluzione della serie. Penso che se uno show non sia fantasy dovrebbe rimanere il più possibile verosimile.
              Mchan
              Ps: grazie a te perché dai sempre modo di poter “chiacchierare” degli argomenti su cui scrivi 😉

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    • Whaoo, sei davvero lapidaria Alessandra! Se un film ti delude, di certo non ci giri intorno!
      In poche righe hai stroncato due cult con grande nonchalance…
      Avendo stilato la classifica, è inutile dirti che non concordo soprattutto sulla tua di fatto bocciatura del film di Mainetti, sul quale è stato detto di tutto e sa tutti, comprese ovviamente cose negative.
      M’inorgoglisce invece la tua lettura ed il tuo gradimento ed infine l’aver anche commentato, cosa che per me è molto più importante del gradimento…
      Sto ancora sorridendo al tuo gruppo di post “C’era una volta una stronza in Canada”, che, oltre a riecheggiare l’evidente richiamo alla nota canzone, mi ha ricordato la fiction che ha reso famosa la brava Krysten Alyce Ritter…
      Appena posso, vado a commentare, ma sappi che in questo sono come Flash di Zootopia
      Grazie ancora del commento…
      Ah, dimenticavo… posso inserire i tuoi commenti sotto ai film, come ho fatto con gli altri lettori?

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  9. Certo.
    Cmq di It Follows non penso assolutamente male, anzi. Solo, penso sia un buon film horror che in un’epoca di horror mediocri sembra ottimo.
    Jeeg robot lo trovo proprio scarso come film, indipendentemente dal fatto di non amare il mondo geek/nerd.

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  10. Minc… neanche mi ci metto .ma grazie Kasa per il post superlativo…e grazie agli altri per i commenti che costruiscono (per me)
    Una discussione piena di infoormazioni utili alla mia ignoranza.

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  11. Eccomi qui come promesso a dirti la mia sull’ultima stagione di The Good Wife.
    L’inizio è stato buono e così più o meno tutto il resto. Sicuramente meglio della stagione precedente.
    Mi è piaciuto molto il ritorno alla grande di Eli, che si conferma il mio personaggio preferito, ed anche quello di Jackie, che era stata molto messa da parte mi sembra che proprio non era comparsa nella sesta.
    Però ha continuato a non convincermi tutta la trama legata al vecchio studio. Ecco, penso che qui si sia snaturata un pochino Diane, mentre David Lee è rimasto il perfido, viscido e narcisista e va bene così, non ho capito il voltafaccia di lei a Carey. Quel povero ragazzo avrà fatto anche delle scelte sbagliate, ma ha sempre risolto tutti i casini che ha procurato e non si meritava un calcio nel sedere come quello che gli è stato dato. Per di più è sempre stato in tribunale o comunque a preparare un processo molto più tempo di Diane. Che poi non ho nemmeno capito come lo hanno mandato via, o mi sono persa qualcosa od hanno tagliato, ma l’episodio prima era lì in ufficio e nell’episodio dopo era disoccupato. Vabbé.
    Altra cosa che non mi ha convinto è il personaggio di Lucca. Che poteva anche essere un bel personaggio finché non l’hanno fatto diventare la brutta copia di Kalinda. Per non parlare della raccomandata di turno. Dentro quello studio ore ed ore di lavoro non valgono nulla, l’importante è conoscere ed essere simpatiche alle persone giuste. E’ un po’ quello che succede nella vita reale, però…
    Il discorso sul matrimonio della fidanzata di Zach è stato allucinante. Il matrimonio non deve essere un vincolo, quando si stuferenno si lasceranno e quindi divorzieranno. Ma allora andate a convivere! Ah, no. Si sposano per pagare meno tasse. Io così: O.o
    L’ultima cosa che non mi è piaciuta è la frase che ha detto sui figli Alicia quando ha avuto il crollo emotivo post rivelazione di Eli sulla chiamata di Will. E’ stata davvero un’uscita infelice. Che poi pure il crollo è stato leggermente troppo amplificato. Alla fine lei con Will c’è stata e se non ricordo male di quella telefonata persa avevano anche parlato. Il suo problema è che ha sempre messo Peter e la sua carriera politica prima di tutto e tutti. Però di questo può solo prendersela con sé stessa.
    Il cameo/ritorno di Will nell’ultimo episodio mi è piaciuto molto. Mi è piaciuto il suo discorso sull’etica, usata a proprio piacimento un po’ da tutti, ed anche la scena/sogno di lei che torna a casa e trova in ordine: Jason, Peter ed infine Will. Con mia madre che la terza volta fa: “Non trova nessuno. Meglio sola” ed invece poi appare Will, ma secondo me aveva ragione mia madre 😉 Nel senso che Will è un po’ come scegliere di stare da sola. Anche se comunque lei è stata sempre sola negli ultimi 7 anni. Tutta quella farsa di stare accanto al marito e dire di avere un matrimonio idilliaco è assurda dato che lui manco abita con lei e non ci vuole molto ai giorni d’oggi a scoprirlo.
    Scusa se sono stata un po’ troppo logorroica.
    Mchan

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    • Ancora una volta è stato un grande piacere leggerti, perché nei tuoi commenti (sia quelli che generosamente regali nei post altrui, come qui, sia quelli con cui rispondi in modo sempre molto garbato ai tuoi follower sul tuo blog) regali il tuo abituale mix di confidenze personalissime (i tuoi gusti, i tuoi amori, le tue antipatie, persino tua madre…) e di critica intelligente ed in questo mix io mi ritrovo tantissimo!!
      Anch’io non riesco (non voglio!) tenere separati, da uno stupido muro invalicabile, il livello della visione piacevole ed il livello delle considerazioni logiche ed obiettive, perché in fondo non ce lo ordina mica il dottore di guardare una serie solo perché ritenuta da tutti fatta bene… deve anche incontrare i nostri gusti, eh!
      A me, ad esempio, è capitato con un paio di fiction che da quando ho Netflix ed Amazon sembrava un delitto non guardare, a meno di essere tacciato per rozzo incompetente: Orange is the new black e Transparent… Debbo fare outing e voglio dire che ho interrotto la visione di entrambe perché le ho trovate noiosissime, presuntuose fino allo spasimo, supponenti e fuori della realtà!

      Ma torniamo al tuo commentone finale sulla settima stagione (di cui userò un estratto per modificare quanto delle tue parole avevo già postato nel testo del mio pezzo): in linea di massima mi trovi concorde su tutte le tue affermazioni, soprattutto sulle svolte caratteriali dei singoli personaggi, in particolare delle new entry, ma malgrado questo e facendo tutti giusti paragoni con altre serie tv, ritengo comunque le sceneggiature della collaudata coppia marito e moglie dei due autori, tra le cose più belle che la tv americana ci ha regalato in questi anni.
      Discorso diverso, invece, è la mia ammirazione per le frasi che hai usato per caratterizzare il significato stesso di tutte queste sette stagioni ovvero quando praticamente descrivi l’incapacità da parte di Alicia a costruire un vero rapporto di coppia, paritetico e sincero, con una figura che lei non si sentisse in qualche modo in obbligo di salvare e quindi in pratica il suo essere rimasta incastrata al livello personale nella trappola etica e sociale della buona moglie ossia di colei da cui tutti si aspettano che rimanga al suo posto anche durante le tempeste ed anche rinunciando al proprio piacere personale: questo che hai rilevato è il succo della serie stessa, come lo stesso titolo ci ricorda sempre.

      Ecco perché io personalmente ritengo l’ultima puntata di questa stagione un finale semplicemente perfetto, perché, come anche nell’ultima puntata dell’ultima stagione di Star Trek the next generation, la nostra protagonista, il nostro per così dire comandante in campo di tutte le puntate, vede sfilare di fronte a sè il suo passato, il suo presente e persino il suo ipotetico futuro e la sua scelta è alla fine quella di inseguire un fantasma.
      Ti dirò di più, amica e collega, persino lo schiaffo che le tirano in faccia nel ultimissima scena sembra quasi lo schiaffo di due sceneggiatori che sono in qualche modo stati i genitori putativi di questo personaggio e che la rimproverano per avere sempre fatto la scelta sbagliata.

      Anche la condanna alla chiusura anticipata della serie, spinta da un’audience comunque bassa per gli standard dell’emittente, malgrado i premi e l’apprezzamento della critica è di fatto un monito…
      Questo è per me The Good Wife: un grande romanzo sentimentale, con i suoi alti ei suoi bassi, i suoi picchi e le sue cadute di stile, ma soprattutto con una storia importante ed un personaggio indimenticabile.

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      • Innanzitutto grazie tantissimo per i complimenti! Sono commossa 😀
        Penso che ogni persona quando guarda una serie debba comunque fare le sue considerazioni, che siano positive o negative, rispetto a ciò che pensa in generale ed a quali siano i suoi principi di vita. Soprattutto in serie del genere che non sono ideate per svagare. Con mia madre vedo circa il 90% delle serie che seguo, sono riuscita a convertirla al fantasy ed è tutto dire, e mi piace molto confrontarmi con lei su ciò che vediamo, per questo tendo a citarla spesso.
        Il finale è piaciuto anche a me. A parte il cameo di Will, azzeccatissimo, anche la scena finale è stata perfetta. Lei comunque rimane nel limbo in cui è sempre stata fin dal primo episodio e probabilmente è così che il suo personaggio deve essere.
        Mchan

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  12. L’ha ribloggato su ilperdilibrie ha commentato:
    Credo di avere già speso un bel po’ di parole su Kasabake sul suo blog e su chi lo segue e sui bloggers che come lui parlano di celluloide (anche se ormai è tutto digitale) quindi, visto che in questo periodo sono poco attivo qui, vi ribloggo questo monumentale post di fine 2016 con la sua somma totale globale di quanto ha visto, con i commenti e i post degli altri, parimenti splendidi recensori!
    I miei complimenti a cotanti redattori e ora il post…

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