The Gathering Vol. 12: Christmas Special

un-magnifico-sogno

Ho fatto questo sogno…

Sono in una carrozza e sto arrivando ad un bellissimo castello.
Posso vederlo dal finestrino, affacciarsi in tutta la sua magnificenza già tra gli alberi del lungo viale che sto percorrendo.
Infine scendo e resto ammutolito nel guardare l’incantevole giardino che mi circonda tutt’attorno.
Con una luce fioca ma piena di calore, mille fiaccole illuminano un selciato bianchissimo, in cui io avanzo solennemente, facendo scricchiolare la ghiaia minuta sotto ai miei mocassini di pelle nera e lucida.
Di fronte, mi si apre una scalinata altissima, fatta però di gradini dolci, facili da salire e così mi avvio, con la certezza nell’animo di dirigermi laddove mi stanno attendendo.
Il silenzio della natura ed il buio che circonda l’alone di luce delle torce è imponente e trionfale ed è quasi una delizia accorgermi che dentro di esso si sta lentamente insinuando una melodia orchestrale.
Non so chi sia il padrone di quella meravigliosa magione, ma in qualche modo capisco di avere potere su di esso: è solo una sensazione, ma divertente come un fremito di godimento che mi scuote dentro e mi procura un piacere quasi incontrollabile.
Arrivato in cima a quella lunga scalinata, accedo ad un ampio vestibolo, dal soffitto altissimo, adorno di candelabri dorati, drappi, quadri enormi ed arazzi riccamente lavorati e soprattutto dominato da una fastosa scala di marmo, che in soli pochi larghissimi gradini conduce direttamente in quella che intuisco essere la sala da ballo: mano a mano che avanzo, infatti, la musica, che prima udivo solo in modo indistinto, si trasforma sempre più chiaramente nella sinfonia di un dolce valzer sincopato.
Con il cuore che mi batte forte in petto, come un ragazzino al suo primo ingresso in società, arrivo alla porta di legno, ricoperta di velluto ed intarsi, che mi separa dalla mia meta, quindi, senza ulteriore indugio la spalanco.
Come nella rivelazione appassionante dell’alba che sorge su un nuovo mondo, mi si schiude davanti una fantastica e preziosa teoria di stucchi e colonne e controsoffitti in legno a cassonetti, adorni di pitture raffinatissime, tutto a sovrastare il gigantesco salone delle feste.
Mi trovo sulla balconata padronale, da cui posso dominare con lo sguardo tutto lo spazio sottostante, come dal palco di un teatro dell’opera e l’emozione di tale vista quasi mi travolge e solo il mio spirito indomito, quello che per tutta la vita mi ha sorretto nella rincorsa per il raggiungimento dei miei ideali, riesce a darmi la forza di restare dritto in piedi.
Praticamente immobile e sorridente, osservo estasiato tutti quei cadaveri smembrati, accatastati sul pavimento.
Uomini, donne, bambini, prestanti cavalieri e dame avvenenti, vecchie avvizzite ricoperte di pietre preziose e panciuti baroni dal petto stracolmo di medaglie, paffuti ed imberbi virgulti vestiti di trine e pizzo e bambine dalla pelle porcellanosa come bambole immobili, tutti dal viso pallido e grigio, per lo più sgozzati, ma qualcuno, qua e là, persino mutilato negli arti e questi sparsi in giro, in un delizioso gioco di armonie e colori.
Elegantissima e ricercata anche la disposizione degli spruzzi di sangue e materia cerebrale, che non sale mai più dell’altezza della ginocchia di un adulto, nel ricoprire le colonne ed i muri.
Infine il colpo di genio, il tocco d’artista, dei servitori in livrea impiccati alle pareti, anzi, dico meglio, appesi ai ganci dei candelabri, conficcati nei loro colli dalla cervice, con la testa bassa, nel proseguire il loro dovere di sottomessi.
Una visione di tale e rara beltà che mai non vidi nemmeno nelle opere dei maestri rinascimentali, di cui sono sempre stato cultore e collezionista.

Poiché purtroppo la bellezza perfetta non è davvero di questo mondo, anche il mio sogno perfetto ha un’incrinatura, una maledetta crepa: nell’impeccabile fondale si cela un perfido intruso, uno spaventoso sgorbio, che ostinatamente continua a vivere e che nel cono d’ombra della colonna più lontana mi osserva.
Una parte di me sapeva che egli sarebbe stato là, ancora una volta, perché sono giorni, anzi settimane che sono convinto di averlo visto nei miei sogni e penso anche di aver capito di chi si tratta.
Il mio sorriso è scomparso ed un ghigno feroce ha preso il posto sul mio viso, mentre guardo nella sua direzione ed in qualche modo la sua pelle deve esserne stata bruciata, perché l’odio che gli ho diretto contro non può in alcun modo, anche impossibile, non avere avuto consistenza e forza.
Si, non potrai nasconderti ancora a lungo, Butcher: so che sei tu, come so che in qualche modo sei arrivato fino a me, ma non pensare che essere nei miei sogni ti metta al sicuro, perché scoprirò dove vivi, scoprirò dove riposi e da dove decolli per i tuoi viaggi onirici ed abbatterò quelle porte e scaraventerò giù nell’inferno sia te sia la tua amica Shiki.

Poi il mio sogno finisce ed io mi sveglio, senza nemmeno una stilla di sudore, grazie alle speciali lenzuola di raso e lino tecnologicamente modificate per adattarsi alla mia temperatura corporea.

Oggi è Natale ed ho voluto condividere con tutti voi questo mio pensiero segreto, questo ricordo che vi dono con tutto il mio amore ed il mio affetto.

Buone feste da Ezekiel Jackson.
Ci vedremo presto, molto presto…


 

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28 pensieri su “The Gathering Vol. 12: Christmas Special

  1. Non mi prenderai mai!

    A parte gli scherzi ho davvero apprezzato il modo in cui è stato scritto. Il modo di descrivere una luogo idilliaco e perfetto ma che si rivela in realtà essere un luogo pieno di orrore. Solo che al nostro protagonista piace così e apprezza ogni cosa (a parte me).
    Mi è piaciuta parecchio!

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    • Non mi prenderai mai!“, questo è esattamente lo spirito giusto per il Gathering!!!

      Non lo dico tanto per dire, ma perché, dopo il prossimo post dedicato al Season Finale, ci sarà l’attesa per la Seconda Stagione, dove tu e Shiki avrete un ruolo fondamentale, eroico e sofferto, ma fondamentale!!!

      Te l’ho già scritto nel commento al post sulla Fisher, ma lo ripeto: la tua opinione conta molto per me!

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  2. BUON ANNO KASABAKE!
    Che bello… sei riuscito a costruire uno speciale natalizio sorprendente, degno di questo titolo e, ovviamente, di tutto il Gathering.
    Che tensione, che spettacolo! Ezekiel ci vede, ci sente e ora ci parla anche! Sei un grande.

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    • Grazie, grazie, grazie!
      Tu non hai idea di quanto mi stia divertendo nell’immaginare sempre nuovi modi di portare avanti il Gathering… La seconda stagione partirà col botto e ci saranno anche nuovi blogger, ma andiamo com ordine, perché nel Season Finale il team deve trovare il modo di capire cosa è accaduto a Manchester ed a Blackgrrrl…
      Il tuo commento è così epico e generoso e sorridente che debbo per forza lasciare la parola a Gabbie the Dog…

      Alla prossima, Zack!

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  3. Pingback: Christmas Special Nightmare. | Chezliza

  4. Affascinante, ho apprezzato molto il crescendo inatteso con un anomalo senso di climax controverso. Fluido al di là degli innumerevoli dettagli, è tutto cucito in un armonioso e godibile pezzo, ci porti come facendo giri di valzer, soffermandoci di continuo per risaltare l’intorno: gore, occhi cattivissimi e lenzuole tecnologiche insomma perfetto! 😀

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  5. La prima volta che ho letto il post mi è venuto in mente il Re, Stephen King.

    Poi però l’ho riletto e ho notato dei piccoli smottamenti nell’ambiente in cui sono costruite le immagini evocate dalle tue parole, un po’ come Cobb mentre si annida in un sogno di un sogno di un altro sogno ancora.
    Ed è stato a quel punto che, sfocando purtuttavia mantenendo la propria innata “danse macabre” che ho scorto i baffetti di Poe.

    Ma pure allora qualcosa non tornava: c’erano dei puntini che restavano fuori dallo schema, delle immagini che sembravano qualcosa ma – lo sentivo con l’olfatto più che con l’intelletto – ma nescandevano altre. Ed è stato allora che l’ho riletto ancora (esercizio per altro piacevolissimo e dilettevole) maturando così la rivelazione finale, ossia che queste pagine sono state si scritte da Kasabake ma nel mentre che il suo corpo, alla stregua di una marionetta, era governato dal Demone di HP Lovecraft in persona.

    E in questo continuo ondeggiare tra realta vere, realtà oniriche e necronomicon creati alla bisogna, il divertimento e il piacere toccano vertici di tale assurdità da sembrare peccaminosi.

    Sei imbattibile, amico mio.

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    • Mutatis mutandis, io e te ci assomigliamo moltissimo ed è evidente che non sto parlando dell’età, né tanto meno dell’aspetto fisico e forse nemmeno di molti atteggiamenti di approccio sociale, ma parlo di una somiglianza su qualcosa di molto più profondo, qualcosa che concerne il processo creativo, quel ribollire magmatico di idee e pensieri da cui scaturiscono i concetti che io e te mettiamo nei testi.
      Non è assolutamente una coincidenza il fatto che entrambi siamo i fondatori della ermenàutica, che in fondo, usando un linguaggio modaiolo, si potrebbe anche riassumere come una forma di coscienza filosofica 2.0
      Fingendo di non aver letto i riferimenti artistici e narrativi immensi che hai messo nel tuo commento, di cui sono ovviamente indegno, ma limitandomi soltanto al mero contenuto testuale, ti confermo che tutte le tue sensazioni erano esatte.
      Mentre nel frattempo la mia autostima è chiusa in camera sua a godersi tutti i complimenti ricevuti, tornando alle vicende dei Gathering, mi riaggancio a quanto detto nel suo commento sopra da Zack, perché questo anomalo Chronicle è chiaramente la diretta conseguenza di quanto avvenuto nella catacomba di Maria Maddalena a Parigi tra Kasabake ed il leader della SAG…

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      • Kasa, ad ogni spiazzante piega che prende il Gathering, prima ancora che un moto di sussulto nel quale celare entusiasmo o approvazione si levi, nelle mie orecchie risuonano le parole del Vate Viriglio ne La Commedia:
        Lapinsù, non ti crucciare:
        Vuolsi così colà dove si puote
        ciò che si vuole, e più non dimandare

        Non mi arrabbato nel rimuginare ciò che è stato nè a mugugnare su ciò che sarebbe potuto essere: amabilmente mi godo il racconto, meraviglioso, che si dipana davanti ai miei occhi.

        A proposito di racconto, hai poi visto la nuova puntata di Sherlock, The six Thatchers? Io si, ma prima di abbinarle un qualsivoglia aggettivo che potrebbe spoilerarti o condizionarti, aspetto un tuo cenno di assenso.

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        • Ovviamente la visione è avvenuta ed in pompa magna familiare, con tutti noi tre incollati alla spirale messa in piedi da Steven Moffat e Mark Gatiss…
          Siccome in vari ci leggono e non voglio nemmeno io spoilerare nulla, non me la sento di parlare troppo, perché qualsiasi cosa diremmo sarebbe sbagliata, ma il relativismo morale, questo continuo essere fuori di testa, pazzesco!!!
          Ti dico solo GENIALE, SOFFOCANTE, SPIAZZANTE, RIVOLUZIONARIO, SCONVOLGENTE, CORAGGIOSO, perché ci vogliono sul serio due palle così per rimescolare le carte in questo modo e togliere le certezze che uno si era costruito…
          Una piccola grande soddisfazione: tu sai che nella mia famiglia il canone di Holmes è vangelo, perciò puoi ben capire la gioia e l’empatia che ho provato quando mio figlio ha commentato a caldo l’evento più clamorosamente spoileroso dell’episodio, dicendo “Beh, effettivamente dovevamo aspettarcelo, visto che nei racconti e nei romanzi Watson è… (qui il riferimento allo stato civile del personaggio)
          Eh, si, fa male, tanto male, ma è vero!
          Tu puoi capirmi…

          Considerando che nelle interviste Moffat ha detto che la serie è stata costruita con un climax in crescita, penso proprio che ne vedremo di tutti i colori!!!

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          • Il riferimento colto da Kasabake jr è correttissimo ed effettivamente dovevamo aspettarcelo.
            Tuttavia, tra i tanti gustosi riferimenti al canone, quello che più mi ha intrigato è proprio il titolo e il cuore della prima parte della puntata, quei 6 busti della Thatcher che fanno il verso al raccolto deliziossisimo dei 6 Napoleoni (tra l’altro solo io ci ho visto una arguta critica al Thatcherismo???).

            Mofatt e Gatiss hanno 2 coglioni così
            (scusa la volgare franchezza qualunque eufemismo avrebbe offuscato il senso vero della frase)
            perchè tirare così bene le fila ancor oggi, a oltre 6 anni dal primo meraviglioso UNO STUDIO IN PINK è veramente una cosa fuori dall’ordinario.

            Posso solo dirti che già non vedo l’ora che arrivi lunedi prossimo…

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            • La critica al thatcherismo è palese anche perché la si trova spesso anche nelle varie puntate del dottor Who, di cui tu sai Moffatt essere uno degli sceneggiatori.
              Sollecitazioni a vari momenti del canone, hai ragionissima, anche perché i due sceneggiatori ci hanno abituato in tutti questi anni a distribuirle con dovizia e brillantezza….

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              • Tra i tanti buchi della mia cultura telefilmica c’è anche il Dottore.
                Pertanto io Moffat e Gatiss li conosco solo come creatori di Sherlock (e pure di un’altra minkiata chiamata Jekyll che però non mi entusiasmò affatto).
                Il Doctor Who è una serie che mi ha sempre intrigato e l’idea di recuperarla mi ha sfiorato più di una volta, tuttavia il tempo è sempre tiranno e, peggio ancora, tende ad accorciarsi sempre più.

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                • Lascia perdere, la vita è troppo breve per cercare di mettersi in pari con tutto, anche perché nel caso dei due Moffat e Gatiss parliamo di due scrittori che hanno lavorato in modo incredibilmente prolifico per la Tv britannica e come sempre, in questo casi, con alti e bassi…
                  Di Gatiss, ad esempio ricordo con indifferenza la praticamente indistinguibile differenza tra le sue sceneggiature e quelle di altri colleghi in alcune stagioni della fiction “Poirot” (molto amata da mia moglie, giallista convinta e di cui assieme vedemmo tutte e 70 le puntate delle 13 stagioni).

                  Avendo anche seguito il dottore nelle sue varie trasmutazioni, posso tranquillamente affermare che, saltando a pié pari le 26 stagioni della serie classica (difficilissime da procurarsi, tra l’altro), se mai uno volesse fare un tentativo di avvicinarsi a questa mastodontica produzione, potrebbe tranquillamente vedersi la Prima Stagione del cosiddetto nuovo corso, ovvero quella con Cristopher Eccleston…

                  Guardando questi 13 episodi (compresa la bellissima puntata doppia scritta da Moffat), potrai prendere la misura di quanto tu posa digerire quello stile lunare e ironico, a volte antipaticamente spiazzante, ma sempre arguto, che contraddistingue tutte le 9 stagioni fino ad oggi prodotte.

                  Aldilà della sequenza dei “dottori” moderni,davvero impressionante, io ho amato le tre stagioni con la gestione del principe di tutti i dottori ovvero il luciferino David Tennant…

                  Tuttavia, l’amor di verità mi impone di affermare che solo le ultime tre stagioni trasmesse (la 7°, 8° e 9°), quelle con Peter Capaldi sono davvero eclatanti…

                  Non a caso esse hanno di fatto assorbito il 90% dello sforzo creativo degli ultimi anni sia di Moffat che di Gatiss ed in quegli episodi puoi riconosceere quei guizzi di arguzia dedstabilizzante che anche tu come me hai amato in Sherlock.

                  Bye!!!

                  P.S. Onestamente, con rare eccezioni ed odiandomi per questa affermazione molto snob che sto per fare, le serie britanniche sono in media sempre meno offensive di quelle statunitensi e francesi per l’intelligenza ed il buon gusto dello spettatore….

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                  • Non so in generale, di sicuro sulle serie tv che ho visto io, pur avendo una visione limitata dell’universo seriale britannico.
                    Ad esempio, proprio ieri sera e stamattina ho iniziato la terza stagione di Black Mirror (lo so, ora è produzione Netflix, quindi USA, ma il concept è britannico e grazie al cielo l’hanno variato poco o niente) e sono rimasto folgorato per la brillantezza degli episodi, soprattutto il primo che ha mutuato scenegrafia e fotografia a “Her” inserendola in un contesto veramente claustrofobico. Tra l’altro, scorrendo i titoli di coda, ho notato che quell’episodio è stato scritto da Rashida Jones, che io ricordavo solo come figlia d’arte (il babbo è il mitico Quincy Jones) e attrice dallo scarso carisma, prevalentemente occupata in quelle commediucole romantiche a me care, robacce tipo Tutte le ex del mio ragazzo o Separati innamorati.
                    Ora invece scopro che la ragazza oltre ad avere un bel visino e curve rimarcabili, c’ha pure ottima materia grigia tanto da diventare sceneggiatrice ed essere scrittura non sol per Black Mirror ma pure per il già annunciato Toy Story 4.

                    PS: solo tu puoi capire come sia stato possibile partire dal Doctor Who e dalle serie prodotte in UK fino alle qualità narrative di Rashida Jones. Tutto questo è perfettamente inutile ma, essendo anche intrensicamente ermeautico, è anche fortissimamente utile, ai limiti dell’indispensabile.

                    Buona giornata, caro Kasa!!!

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  6. Come tutte le grandi serie, anche il nostro Gathering ha uno suo speciale natalizio! E che episodio!
    Neanche un immagine o una illustrazione avrebbe potuto descrivere meglio gli orrori che si celano nella mente di Ezekel!
    Hype hype hype per il finale di stagione 😀

    Buon Natale, buone feste e buon anno nuovo anche a te carissimo Kasa! Che questo possa essere un anno di meraviglie!

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    • Tu puoi capirmi PD, ne sono certo o almeno il nerdolo che è in te…
      Sin dal primo giorno in cui ho cominciato a pensare al Kasabake The Gathering, infatti, lo avevo pensato e strutturato nel plot come una commistione tra un RPG ed un’avventura corale, ma impaginato come una fiction televisiva… ce l’abbiamo nel sangue la nerditudine!!
      Anche l’abbattimento della quarta parete (anzi come dice DeadPool “Una breccia nella quarta parete in una breccia nella quarta parete… Fanno sedici pareti!“… quando uno script è geniale!!!) è in realtà un discorso nerdissimo (che è meglio di nerdosissimo, che fa tanto altro…), con i protagonisti che scrivono davvero i loro chronicle ed io che scrivo i chronicle dello stesso Ezekiel e Kasabake che è nella storia…

      Il plot della stagione 2 è pronto da un pezzo, ma per il season finale della prima manca ancora un elemento essenziale: abbiamo il villain che è venuto allo scoperto. grazie al “tradimento” di Kasabake, abbiamo gli eroi che non si sono riuniti ancora (e per questo forse sono ancora vivi…) ed una blogger morta dopo aver scoperto (forse) il segreto di Ezekiel (di cui ora sappiamo anche il cognome che ha assunto quando è venuto negli USA), ma forse possiamo ancora recuperare i suoi ricordi… come? La risposta è nel Season Finale, ovviamente…

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  7. Buonasera, Kasa, sono qui per farti gli auguri, rigorosamente in ritardo (mea culpa) di Natale e di un felice 2017! Purtroppo non ho risolto i problemi personali che sono stati la principale causa della mia sparizione dal blog, ma in.generale dallo “scrivere” recensioni e qualsiasi altra cosa, che sia su review by Dave o su PugliaPress. Purtroppo ho veramente tanti articoli da recuperare, tante cose da leggere, scritte da te e dal resto della “banda” di amici recensori e non sono per niente al passo con la tua (e vostra) meravigliosa storia a puntate. Non faccio promesse di ritorno, ma prima o poi avrai altre mie notizie e miei commenti sotto i tuoi articoli. Per adesso, ancora tanti auguri Kasa!

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    • Davide!
      Ha il sapore dolce e amaro (bittersweet!), dei biscotti allo zenzero che si mangiano a Natale, questo tuo doppio augurio!!
      Infatti non solo ho mantenuto nel mio cuore il piacevole ricordo delle nostre chiacchierate negli spazi commenti, ma anche la nostalgica piacevolezza dei tuoi articoli appassionati ed infine l’ammirazione per la professionalità degli ultimi post, in cui il tuo stile giornalistico si era definitivamente affermato.

      Restare al passo con tutto, specie se problemi personali ci distolgono verso questioni più urgenti ed importanti, è impossibile ed anche un po’ inutile… Vivi il presente ed il futuro e non preoccuparti di recuperare un bel nulla e se ti capiterà di ripassare di qua o da altri amici e colleghi blogger vorrà dire che in quel momento la morsa che ti strizza ti ha lasciato della libertà e questa sarà la notizia più bella, molto più di qualsiasi post.

      Ne ho passate di tutti i colori in vita mia, caro Dave, tra fallimenti economici, lutti terribili e traslochi, ma anche tra sorprese pazzesche ed insperabili rinascite: la vita può davvero stupirti, quindi non ti abbattere e lotta, sempre, anche mandando a fare in culo chi non te lo permette ed abbracciando e perdonando chi invece ti può aiutare.
      Auguri a te per tutto.

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      • Come sempre le tue parole mi riempiono di orgoglio e mi strappano più di un sorriso. Questo periodo passerà, ho fiducia, e quando tornerà un po’ di tranquillità farò la mia apparizione anche qui, su wordpress, e le nostre chiacchierate tra i commenti non saranno più solo un ricordo, che ormai risale a diversi mesi fa. Grazie per gli auguri e per le belle parole, Kasa, amico mio, ci risentiamo, spero presto! Alla prossima!

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    • Per alcuni istanti mi hai letteralmente tolto il fiato e soprattutto le parole, il che non è cosa da poco, considerando la mia leggendaria logorrea sia nel parlare come nello scrivere.
      Il tuo apprezzamento per il mio post e più in generale sul mio blog mi ha infatti particolarmente toccato, data la stima che ho di te come libero pensatore, di cui non ho mai fatto mistero e la tua sincerità scevra da qualsiasi forma di ruffianeria da basso impero.
      Io e la mia autostima ringraziamo profondamente e ricambiamo gli auguri di buon anno!

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  8. Pingback: The Gathering Vol. 20: Reunion, Side B | kasabake

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