The Gathering Vol. 9: Tutto ne è Parte

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Anche le parole rischiano di venir meno.

State attenti, eroine ed eroi blogger, seguaci appassionati o navigatori occasionali, perché manca poco allo scontro del finale di stagione ed il caos ribollente si rovescerà addosso ad ognuno di noi in modo imprevedibile e con linguaggi inconsueti.
Nessuna immagine, nessun video, nessuna canzone saranno casuali: ogni cosa presenterà il suo lato oscuro e sarà sempre più difficile tenere saldo il timone, mentre la tempesta spazzerà il pontile delle nostre navi.

Tutto ne è parte: siete avvisati…


interludi

Dagli archivi della SAG, file video classificato:


capitoli

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Liza”, la voce risuonò come un ricordo nella mente della nostra eroina blogger, che se ne stava ancora in ginocchio, appoggiata alla sua katana, dentro quel micro-mondo del Japan Garden, all’interno del Brooklyn Botanic Garden di New York.
Tu sei la guaritrice”, continuò la voce nella testa di Liza, “ma ora devi fare una cosa mai tentata prima e superare quelle barriere alle quali le tue antenate ti avevano proibito anche solo di avvicinarti
Le nuvole si stavano addensando sopra la grande vetrata del giardino botanico e l’oscurità della notte imminente le rendeva ancora più cupe, come i pensieri della nostra strabiliante amica: “Chi sei? Perché dovrei fidarmi ed ascoltare le tue parole? Manifestati…
Dopo un breve istante di silenzio assoluto, in cui persino lo sciabordare dell’acqua nel laghetto artificiale sembrava non produrre alcun rumore, la voce nella testa di Liza riprese, con un tono più alto e stridulo, come un fascio di corde di violino suonate per aggredire invece che per deliziare: “Non c’è più tempo! Sono stati commessi atroci delitti e spaventosi poteri hanno cominciato a muoversi verso tutti noi… Devi recarti il prima possibile presso il Royal Hills Mystical Jewish Reclamation Center, nel quartiere di South Williamsburg… chiedi di Stephanie Butnick… lei sta conservando per l’umanità gli scritti del rabbino Zalman Schachter-Shalomi, morto più di due anni or sono…
Cosa? Quel Zalman? Il fondatore del movimento Havurah e grande esperto di reincarnazioni?
La voce non rispose, ma continuò imperterrita, come se stesse per affogare in una cisterna sigillata ed avesse la bocca al pelo dell’acqua che la stava riempiendo: “La Butnik non ti dirà nulla finché non le rivelerai chi sei e per farlo dovrai guarirla dalla sua malattia…
Perché mi dici tutto questo!?! Chi sei, dannazione!!” urlò al cielo Liza, con gli occhi strizzati e le lacrime che le colavano sulle gote, mentre un dolore fortissimo si andava annidando sempre più nelle sue tempie, come la punta di un trapano invisibile che cercava di farsi largo nella sua mente.
Sono Trilce ed ho bisogno che tu apprenda l’arte di creare un golem, prima di venire qui da me, a New Orleans
Poi, come se qualcuno avesse staccato di colpo la corrente in un salotto illuminato di notte solo dalla Tv accesa, la voce nella mente semplicemente si spense e con essa scomparve anche il dolore.
Un silenzio spettrale aleggiava tutto attorno, mentre la penombra aveva vestito di veli neri ogni cosa, dagli alberi alti, alle siepi piene di fiori e si faticava persino a scorgersi la sagoma del grande Tori di legno colorato, posto all’inizio del ponticello.
La nostra blogger era ancora carponi, ma non appena cercò di rimettersi in piedi, il volto di una donna le apparve improvvisamente di fronte, luminoso ed accecante come il flash di una macchina fotografica: per lo spavento mancò poco che non perdesse l’equilibrio ed usò anzi la katana per mantenersi dritta.
A pochi centimetri dal suo naso, l’ovale del volto di Trilce galleggiava nell’aria, con i capelli che si agitavano dolcemente come fluttuando in un liquido: “La mia magia è diversa dalla tua, ma il nostro nemico è un male che ci accomuna, Liza… Non indugiare e corri… In questo preciso momento, in Europa, una tua collega blogger sta per prendere una decisione che la condannerà a morte, ma noi dobbiamo recuperare la sua anima e scoprire ciò che vedrà…
Una voodoo-queen… cazzo!”, mormorò sommessamente Liza, mentre la nuova visione era anch’essa scomparsa.
Ancora una volta sola, si guardò attorno, cercando con gli occhi socchiusi le luci notturne che discretamente illuminavano il percorso di uscita, unica nota artificiale in quella straordinaria enclave naturalistica.

Jews, Jews, and more Jews!”, così appare scritto, quando si clicca sulla zona di South Williamsburg, all’interno dell’applicazione per iPhone che descrive i singoli quartieri di New York ed effettivamente era quello che anche Liza aveva sempre pensato, ogni volta che era scesa sotto la Broadway ed aveva incontrato tutti quei tizi, vestiti perennemente con la loro rekel nera (la giacca lunga, tipica degli ebrei hassidici della comunità di Satmar) e la camicia rigorosamente bianca, con in testa quei buffi shtreimel, i cappelli rivestiti di pelliccia dalla forma circolare.
Niente meno che un golem!”, pensò Liza, mentre procedeva sempre più spedita lungo il vialetto, “Un fottuto cazzo di Golem! Per farne cosa, poi?… Guarisci qui, guarisci là e mai a dirmi per chi o cosa lo sto facendo!!
Ma questi pensieri erano, come sempre, l’espressione del fuoco che la nostra Liza aveva sempre avuto nel cuore, sin da bambina, un fuoco che aveva sempre traboccato, però, di amore e generosità, due virtù che le avevano assicurato, senza che lei se ne fosse mai resa conto, la gratitudine sempiterna delle più alte sfere celesti.


interludi


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Questo che segue è lo scarno messaggio lasciato da Michael Caine, della direzione centrale della SAG, diretto a tutti gli agenti:


Dunque, tutto è perduto?
Gli agenti della SAG in giro per il mondo, abbandonati a loro stessi ed i nostri Earth’s Mightiest Bloggers costretti a muoversi in clandestinità, senza alcun coordinamento, da soli, come tanti piccoli Ethan Hunt?
No, perché come il figlio di Kripton trae la sua forza dal sole, il fedele dal suo dio, il discepolo dal suo maestro, così ogni eroe trae forza dalla sua spalla, sia essa una diva in fuga (come la Scarlett per PizzaDog) o una bionda fatale e glamour (come la Gwyneth che custodisce le spoglie mortali di Gianni) o un culturista intelligente e a culo con il mondo (come lo Sly che accompagna Zack) o un’inquietante poetessa regina voodoo (come Trilce che guida Liza nella sua mente) o come un’artista multimediale esperta in survival horror (come lo è Shiki per l’onironauta Butcher) oppure, infine, come Starsky lo era per Hutch, Jack Cates per Reggie Hammond, Martin Riggs per Roger Murtaugh e questo solo per citare alcune tra le tantissime coppie famose.

Come avrete capito, sto parlando della filosofia e della chimica che è alla base dei cosiddetti buddy movies, uno specifico genere cinematografico che, quando è ben realizzato, ha lo stesso fascino di una bella commedia romantica e ne segue anche la stessa parabola di sviluppo narrativo: incontro iniziale, conflitto, accoppiamento forzato dei due (per via di circostanze o autorità esterne, come medesimo appartamento, medesimo lavoro, medesimo capo, medesima missione, etc.), riluttante rapporto iniziale ed amicizia finale.

Potrei elencarvi dozzine di film di questo tipo e parlarvi di essi fino allo sfinimento, ma questo post ha un linguaggio più visivo che verbale e come tale lascio la parola al video seguente, in cui spero vi divertirete come me a riconoscere le pellicole citate!

Tutto questo, solo per introdurre con la necessaria dignità lo straordinario e lunare chronicle di Wwayne, dove, con il suo abituale stile asciutto e conciso, ci racconta dei momenti immediatamente successivi al suo arrivo a Parigi, in compagnia dell’illustre suo compagno di merende Lapinsu!

Nel chronicle di quest’ultimo, ci eravamo effettivamente fermati solo al loro primissimo incontro, quando ancora nulla dei rispettivi poteri e delle loro segrete missioni era stato condiviso, ma il tempo è andato avanti e la Seydoux, in uno dei sui ultimi rapporti inviati alla SAG, ci racconta di come fu proprio quel viaggio l’occasione per i nostri due nice guys in cui far nascere un vero e proprio sodalizio, anche se forse, in questo caso, sarebbe meglio parlare di “complicità”, data anche la delicatissima natura spionistica dei loro incarichi!

Ma ora, bando alle ciance e lasciamo parlare il grande Wwayne…


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Io e Lapinsu eravamo appena usciti dall’aeroporto.
Mentre eravamo in coda per il taxi, improvvisamente Lapinsù disse: “Adesso andiamo ad incontrare alcune mie amiche…
Io mi voltai verso di lui con uno sguardo esterrefatto: non avrei mai immaginato che Lapinsu frequentasse certi ambienti. Imbarazzato dalla situazione, cominciai a dire: “Guarda Lapinsu, tu fai pure ma io… preferisco aspettarti altrove…”.
Lui scoppiò a ridere e mi rispose: “Ma che hai capito? Tranquillo, le amiche che intendo io sono tutto fuorché quello…
Il taxi ci portò addirittura fuori città. Io ero sempre più confuso: prima il misterioso riferimento alle amiche di Lapinsu, adesso quel viaggio che ci stava portando lontani anni luce dall’albergo… il mio compagno di viaggio si accorse della mia inquietudine e per tranquillizzarmi riprese la chiacchierata che avevamo interrotto sull’aereo.

Dopo pochi minuti il tassista spense la macchina; io guardai fuori dal finestrino e mi stupii ancor più di prima: Lapinsu mi aveva portato in un convento!
Ma che ci siamo venuti a fare qui?
Hai presente i bambini indesiderati che venivano abbandonati nei conventi? La madre li metteva in una ruota, la faceva girare e il neonato arrivava a chi di dovere…
Sì, certamente.
Ecco, oggi noi due ci serviremo di quella ruota, ma nel senso opposto: saranno le suore a dare qualcosa a noi.
Entrammo nella cappella adiacente alla chiesa. Lapinsu tirò fuori un biglietto, lo mise nella ruota e le diede un vigoroso strattone. Il foglio era ripiegato, quindi non avevo avuto modo di leggerlo: non potendo trattenere la curiosità, gli chiesi: “Che cosa c’era scritto?
La pizza è arrivata.
Prima che potessi chiedere ulteriori spiegazioni, la ruota girò di nuovo e davanti ai nostri occhi apparve un mazzo di chiavi.
Perfetto, possiamo andare” disse Lapinsu, come se simili scambi facessero parte della sua vita quotidiana.
Una volta arrivati in albergo, il mio amico acconsentì all’ennesima mia richiesta di chiarezza: “Siamo qui a Parigi per entrare al Louvre. E non come normali turisti: dobbiamo fare qualcosa di non perfettamente lecito, e quindi è meglio entrarci fuori dall’’orario di apertura. Le suore mi hanno dato ciò di cui avevo bisogno.
Quindi quella che hai ottenuto oggi è la chiave del Louvre?
Nessuno sarebbe così stupido da far circolare una chiave del Louvre. Io potrei farne cento copie, venderle al miglior offerente e mettere nei guai sia me stesso che il venditore. Le suore mi hanno dato la chiave di una casa di loro proprietà: al di sotto di essa c’è un tunnel che porta fino al Louvre, e noi dobbiamo semplicemente trovarlo e percorrerlo.
E le suore hanno acconsentito a darti una chiave tanto preziosa così, su due piedi?
Loro non sanno che il tunnel scorre sotto casa loro. Quando ho avuto la mappa sotterranea ho cercato un punto che fosse vicino al museo, e che avesse dei proprietari disposti a sloggiare momentaneamente: fare questa richiesta a dei privati cittadini avrebbe attirato troppo l’attenzione, e quindi era meglio offrire una bella donazione alla Chiesa in cambio della casa e del silenzio sulla nostra transazione.
E i soldi chi te li ha dati?
In effetti ho speso un bel po’. Ma credimi Wwayne… se usciremo dal Louvre con quello che cerchiamo, sarà stato un ottimo investimento.
Non vorrai rubare qualcosa, spero!
Il problema non è ciò che dobbiamo rubare… ma ciò che dobbiamo scoprire.


That’s all, folks! Alla prossima puntata…


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47 pensieri su “The Gathering Vol. 9: Tutto ne è Parte

        • Il trucco è fare con tutto con grande calma e non preoccuparti di arrivare a chissà quale punto della narrazione… guarda il nostro amico Gregoroni, è partito a suo tempo con una corsa in auto e poi una morte e tutto in attesa del seguito (così si crea ancora più suspense…) oppure i nostri nice guys che ci descrivono uno un viaggio ed un altro un trucco per entrare indisturbati ed infine PizzaDog, con una pagina action in pieno stile cinecomics… tutti fili narrativi ancora pieni di suggestione e con ancora tantissimo da dire…
          Già solo quello che mi avevi inviato a suo tempo spaccherebbe il mondo! Vai tranquilla, amica mia!

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  1. Grazie mille per i complimenti Kasabake! Mi sono gustato con grande piacere il video messo in testa al mio post, dedicato ai buddy movies. Tra tutti i film in esso citati, senza dubbio il mio preferito è Men in Black: Tommy Lee Jones e Will Smith sono una coppia perfetta, anche se il terzo capitolo (in cui l’agente K è interpretato quasi esclusivamente da Josh Brolin) dimostra che la saga di Men in Black ha un concept così geniale da poter produrre ottimi risultati anche quando il film non può contare sulla straordinaria alchimia tra questi due attori.
    Tra l’altro una delle attrici di Men in Black 3, Emma Thompson, l’ho ammirata di recente nello splendido Lettere da Berlino: se te lo sei perso al cinema, ti consiglio caldamente di recuperarlo.
    Il film peggiore di quel video invece è senza dubbio Hollywood Homicide. Ricordo benissimo il suo canovaccio: Josh Hartnett era la recluta inesperta, e Harrison Ford il vecchio saggio che gli insegnava il mestiere.
    Il guaio è che tra i due non c’era il minimo feeling: di conseguenza, per tutta la durata del film hai l’impressione che Harrison Ford, più che fare da secondo padre a Josh Hartnett, avrebbe voglia di fargli ingoiare il distintivo.
    Altro grande difetto di quel film: voleva essere un poliziesco con qualche tocco di comicità qua e là, ma gli sketch erano così pietosi che nessuno di loro mi ha strappato anche solo un sorriso.
    Ho guardato su Wikipedia, e ho scoperto che dopo quel film il regista non ha più lavorato: probabilmente non sono stato l’ unico a rimanere deluso da Hollywood Homicide… 🙂
    Mi dispiace che il video non abbia citato L’eliminatore: non è propriamente un buddy movie, dato che Arnold domina incontrastato il film con la sua immensa presenza scenica, ma nelle poche scene in cui recitano insieme Robert Pastorelli gli fa da spalla in modo semplicemente perfetto. Era un grande caratterista.
    Ma passiamo ai consueti off topic.
    Il primo, inevitabile, riguarda la notizia del giorno: Trump presidente. Notizia che non mi ha sorpreso: il candidato repubblicano è riuscito ad intercettare perfettamente gli umori della gente, e su di essi ha impostato una campagna elettorale molto efficace. Questo soprattutto per quanto riguarda lo stile comunicativo: il politicamente corretto ha stancato, lui lo ha sfidato apertamente e ha fatto centro.
    Poi certo, i democratici ci hanno messo del loro: scegliere la Clinton infatti è stato un errore fatale. Pochissime persone (in Italia, in America e praticamente ovunque) votano dopo un’attenta lettura e analisi del programma elettorale: molti elettori si lasciano andare a decisioni di pancia, votano chi fa più simpatia e tutto il resto è noia. Di conseguenza una come la Clinton, che di simpatia ne suscita meno di una cacca sotto la scarpa, era semplicemente destinata a perdere.
    Anche i vip ci hanno messo del loro: ogni volta che pronunciavano il loro endorsement a favore della Clinton, facevano più dei discorsi anti – Trump che pro – Hillary, e questa è stata un’altra decisione asinina. Come ha imparato a sue spese la sinistra quando faceva le crociate anti – Silvio, se fai campagna elettorale dicendo “vota me perché l’altro è peggio” hai perso in partenza. Questo perché fai apparire il tuo avversario come un perseguitato, e quindi gli fai guadagnare voti anziché sottrarglieli.
    Il secondo (e decisamente più lieto) off topic riguarda l’uscita del nuovo film del regista di Tutto può cambiare. Lo aspettavo da una vita, e sarei andato a vederlo già oggi se non fosse stato per uno spiacevole inconveniente: a Firenze lo proietta un cinema solo, e quel cinema è in una zona dal traffico impossibile a causa dei lavori per la tramvia. Ma un modo per vedere Sing Street devo e voglio assolutamente trovarlo. Se hai la fortuna di poterlo vedere con maggior facilità rispetto a me, fiondati in sala: sono convinto che non te ne pentirai.
    Infine, il terzo off topic riguarda l’ultima puntata di Westworld: semplicemente strepitosa, in particolare il finale. Tutte le puntate finora hanno avuto una chiusura col botto (il famoso cliffhanger), ma questa le supera tutte. Non vedo l’ora di sapere cosa si diranno Maeve e il suo “ricucitore.”

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    • Commento ricco, mi ci ficco!

      Sapevo che avresti apprezzato il contributo video di montaggio tra i vari buddy movies, effettivamente, come notavi, scelti solo nel gruppo poliziesco!
      Anch’io schifai particolarmente Hollywood Homicide e concordo in pieno con la tua analisi, inoltre devi sapere che tra me e Lapinsu c’è quasi un gioco nel citare in continuazione i tre film della saga di M.I.B. perciò primato assicurato!!

      Il discorso elezioni USA è molto complesso, soprattutto perché è facilissimo essere fraintesi, soprattutto nella nostra italietta di provincia dove ogni cosa diventa motivo per schierarsi da una parte o dal’altra, ma provo ad essere almeno con te esaustivo e trasparente: non stimo Trump e di certo non ho gioito alla sua elezione come invece, lo ammetto gioii a suo tempo per l’elezione di Obama e malgrado le incredibili pecche, avrei preferito come presidente la Clinton, tuttavia devo ammettere che paradossalmente le due elezioni, di Obama e di Trump, hanno entrambe un valore particolare, ovvero la potenza della democrazia popolare; aldilà del potere che i populismi creano sulla folla (è indubbio che urlare solo quello che la gente vuol sentire crea più consenso di chi invece dice cose giuste ma impopolari), i due ultimi presidenti sono stati davvero portati alla Casa Bianca da un movimento di piazza ed anche se può sembrare una bestemmia, gli slogan popolari di Obama (su tutti il mitico Yes we can) hanno più cose in comune con il trumpiano Make America Great Again che non con le sottili e circolari proposte politiche moderate della Clinton, per altro nettamente collusa con i grandi poteri delle lobbies; in conclusione, politicamente sono molto più vicino a De Niro, a DiCaprio ed a Bruce Springsteen che non ad Eastwood o a Mel Gibson, ma so anche il mio Ezekiel avrebbe votato per la Clinton!

      L’errore di condurre una campagna demonizzando l’avversario è poi oramai diventato un classico di chi non è un vero stratega e noi italiani, in questo siamo davvero cattivi maestri (magistrale è stato l’uso comunicativo che Trump fece dei soprannomi, con cui ridicolizzò in modo aggressivo ogni concorrente repubblicano prima  e democratico poi)…

      Insomma, due candidati davvero luciferini e nessuna anima santa, ma avrei preferito la Clinton, che ha sbagliato tutto, in ogni caso…

      Concludo, per motivi di tempo, con Westworld, serie che ho amato nel suo concept ancora prima dell’uscita e che sto letteralmente adorando…

      Grazie di tutto, Wwayne!!

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      • Onestamente non mi ero mai accorto della vostra tendenza a citare spesso Men in Black. C’è da dire tuttavia che non ho una conoscenza completa della saga (ad esempio, del secondo capitolo ricordo solo le floride poppe di Rosario Dawson e Lara Flynn – Boyle): di conseguenza, ci sta che io non abbia gli strumenti culturali per cogliere i vostri riferimenti. Ad ogni modo, d’ora in poi cercherò di trovare gli Easter Eggs “meninblackiani” che mettete in filigrana nei vostri commenti. Grazie a te Kasabake! 🙂

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  2. Dio santo Kasa, ti stai superando sempre di più! Questi contributi video sono veramente enigmatici e a tratti quasi inquietanti con quelle frasi così assolutiste…ti confesso che ho quasi avuto il timore che Ezekiel apparisse alle mie spalle per terminarmi [o per “curarmi”?]. Tra l’altro scusa l’ignoranza, mi sai dire che film è quello che si vede nel primo video? Non so se è la canzoncina anticlimatica, le frasi che ci hai messo su o il mio gusto per il cyberpunk [che tale mi è sembrato] ma messo così sembra il film più bello del mondo! Devo vederlo! 😀

    Per quanto riguarda il tema del giorno, il “buddy movie”, devo dire che è stato un colpo di genio [perché detto tra noi, non credo tu abbia lasciato nulla al caso 🙂 ]. La possibilità di essere affiancato ad un membro della SAG non era obbligatorio, l’hai più volte specificato nelle regole, eppure secondo me sapevi che era un’opportunità troppo gustosa per farcela sfuggire, di fatto tutti quanti nei nostri chronicles ci siamo fatti accompagnare da una qualche celebrità [da noi particolarmente amate tra l’altro]. Il resoconto a metà post ne è la prova, senza saperlo abbiamo scritto tutti la nostra personale buddy story [ad eccezione di Butcher e Shiki le cui storyline sono accomunate fin dall’inizio].

    Chiudo facendo i complimenti all’amico Wwayne per il suo pezzo, davvero divertente e avventuroso e che mi ha portato alla mente [per gli spostamenti enigmatici e per le mezze risposte che Lapinsu concede al povero Wwayne] lo strano rapporto che lega Shadow e Wednesday in quel capolavoro di letteratura che è “American Gods” del sommo Neil Gaiman! E paragonare un racconto [o una qualsiasi “cosa” scritta] ad un lavoro di Gaiman non è cosa da poco 😀

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    • Conosco Gaiman soltanto di fama, il che è abbastanza anomalo per un lettore compulsivo di fumetti come me. Ad ogni modo, sono ben consapevole di quanto sia venerato dalla stragrande maggioranza dei fumettari, e quindi sono onoratissimo per il paragone. Ci ho messo tantissimo a farmi venire un’idea decente per il Gathering, e mi fa piacere che alla fine il risultato sia stato apprezzato. Grazie ancora per i tuoi complimenti, li ricambio di cuore! 🙂

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    • Ho letto il tuo commento prima di cena e non sapevo come fare per risponderti, con le cose sul fuoco che aspettavano me per essere servite (in casa nostra, il momento della cena è sacro, perché io, mia moglie e mo figlio ci ritroviamo prima a chiacchierare della giornata, mangiando qualcosa e poi concludiamo la cena guardando una puntata di un serial scelto a rotazione da ciascuno dei tre).

      Sta di fatto che il tuo commento, oltre allo strabordare dei complimenti che tracimavano ovunque (il mio ego alle stelle!!), ambiva e necessitava di una mia risposta urgente perché:

      1. Lo scopo dei video era proprio quello di suscitare quel tipo di sensazioni, perciò EVVIVA!

      2. Si, quello del buddy movie non è casuale, ma voluto e ricercato ed amplificato dal chronicle di Wwayne (che mi ha gentilmente concesso il permesso di dargli quel titolo là!)

      3. Il film da cui sono tratte le sequenze di montaggio che ho usato come sfondo per il testo del discorso di Ezekiel (tra l’altro a breve uscirà un chronicle di Gianni in cui descrive s esesso mentre assiste proprio a quel discorso…) è effettivamente, a mo modesto parere, uno dei film iù belli mai realizzati dall’uomo o per lo meono sono certo che è nella mia Top 10 assoluta!! Trattasi del capolavoro indiscusso di Terry Gilliam “Brazil“, nonché sua prima regia in solitario, realizzato subito dopo le collaborazioni con i Monty Python (sua infatti la regia del prologo del noto “Monty Python, The Meaning of Life”, in cui un palazzo si stacca dalla city e come una nave pirata vola nel cielo di Londra per colpire i palazzi dei borsisti a cannonate) e prima del bellissimo “Twelve Monkeys“… insomma un cult che più cult non si può! Ma soprattutto, tu, che come sei utente Netflix, te lo ritrovi in catalogo!!

      Sarei felicissimo se vorrai guardartelo e se mi racconterai cosa ne pensi: tieni sempre conto che si tratta di un film di più di 30 anni or sono, ma riconoscerai subito la tonnellata di invenzioni visive che sono poi state saccheggiate negli anni a venire da tanti registi, sia di film che di videoclip (Robert De Niro, poi, che fa un idraulico anarchico, è spettacolare!)

      Buona serata, grande PD e quando vorrai farci sapere come proseguono le vicende del tuo character, mi troverai in trepidante attesa!!

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      • Aaah! E quindi questo è il famoso “Brazil”! Ovviamente come titolo l’ho sempre trovato in giro [impossibile non averlo mai sentito nominare] ma è uno di quei must che per un motivo o per un altro non ho mai recuperato [le giornate sono troppo brevi caro Kasa].
        Di Gillian [come regista] ho visto solo Twelve Monkeys e Parnassuss, ti lascio poi immaginare le tremende lacune che, ahime, mi porto dietro riguardo i Monty Python :/
        Shame on me!
        Queste immagini comunque sono state folgoranti! Non credo riuscirò a vederlo nei prossimi giorni [sto cercando di “chiudere” tutte le serie che ho in ballo prima del grande viaggio in Perù…non mi piace lasciare le serie a metà per troppo tempo] ma appena farò ritorno sarà tra i primi film che guarderò! Sono troppo curioso, ho visto delle cose niente male e mi pare di aver anche riconosciuto un paio di elementi “rubacchiati” da qualche film più moderni…se ne riparla Kasa, se ne riparla sicuramente 🙂
        PS: “…quando vorrai farci sapere come proseguono le vicende del tuo character, mi troverai in trepidante attesa…”. Mi sono perso qualcosa? C’era qualche incarico o chronicle che dovevo portare a termine? o.o

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  3. Pingback: Kasabake the Gathering vol.9 | Chezliza

  4. Sai come sono Kasa, ci sono e non ci sono. Questa settimana mi sono messa a leggere un libro che ho comprato, di solito scelgo bene ma quello vuol dire anche fermarsi a fantasticare tutto il tempo. Dopo le prime cento pagine l’ho abbandonato per l’America, coinvolta negli avvenimenti, che fermarono pure il mio intintivo impulso compulsivo di scrivere, non del tutto ma quasi. Oggi sono un po’ tornata, prima galleggiavo con la faccia nell’acqua come colpita da un’onda del mare, risvegliando da un sogno di quelli che ti lasciano in uno stato di stupore, ed è giusto, cerchi di fare tutto lentamente cercando di restituire nel frattempo, per lo meno in parte, i ricordi, quando non riesci a riportarli, è come aver sofferto di amnesia con alcuni lampi che insinuano qualcosa ma non restano abbastanza da poter afferrarli.
    Tornando in tema, l’interludio è fantastico perché è proprio quello un punto di mezzo che collega due parti, che narra in avanti per tornare indietro, come leggendo lo stesso ma in senso contrario per poi finire in un pensiero paradossale.
    Il secondo interludio, dove hai fatto uso delle mie parole, straziante e poetica.
    Questo Gathering è venuto fantastico, intrigante, bellissimo potpourri. Vediamo dove ci porterà il tuo pensiero machiavellico.

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  5. Come sono entrato nel tuo blog per (finalmente) commentare questo pezzo, il rimo faccino che è comparso nell’header era quello della mia Rachel
    L’espressione corrucciata, un filino prima che diventasse incazzata, sembrava dirmi: Lapinsù, solo ora ti sei deciso ad arrivare qui a commentare?
    Potrei inventare mille scuse e so che potrei inventarne di convincenti.
    Potrei dire la verità e spiegare che le ultime due settimane sono state un inferno lavorativo come mai prima in vita mia, ma comunque questo non basterebbe a giustificare il ritardo con cui commento questo post mirabilante
    (si, ho abusato della preterizione, una delle figure retoriche che preferisco)
    Potrei divagare, come mio solito, dando alito alle fantasie che, ultimamente più del solito, animano il mio ego di blogger e scrittore perennemente insoddisfatto.
    Ma mentirei a persone per cui nutro affetto sincero.
    Persone come Rachel (la mia musa) e Kasabake (il mio Master Miaghi) e non mi piace dire bugie a chi voglio bene.
    Quindi resto fermo nell’ingiustificabilità della mia assenza e del mio ritardo.
    Comunque sono qui, solo ora, e con ritardo rispondo.

    Per farmi (un po’) perdonare, ho modificato la setlist del mio blog.
    Oggi non era prevista la pubblicazione del post su The Nice Guys, tuttavia visto che questo stupendo post parlava dei buddy movie ho anticipato i tempi del bel film con Russel Crowe.
    Perchè questo post è doppiamente stupendo.
    Ovvio, l’incipit del padrone di casa trasuda al solito un odore pungente, come un formaggio di fossa ultrastagionato che lo riconosci da metri di distanza e nel riconoscerlo non puoi non apprezzarne la bontà. E se è così buono solo l’odore, figurati il SAPORE!!!
    E poi c’è il pezzo di wwayne (che ho avuto l’onore di leggere in anticipo rispetto a tutti voi, ebbene si!!!), che è un quadro semplice, apparentemente scarno nelle immagini, ma incredibilmente ricco nei contenuti e (soprattutto per me) nelle emozioni.

    Il Gathering va avanti ed è sempre più un onore farne parte.
    Ora torno al lavoro, sperando che la tempesta sia passata!!!

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    • Ieri mi stavo accingendo a commentare il tuo nuovo bellissimo post (e ti anticipo che non è un superlativo di comodo), chiosando la tua abituale mancanza di specifiche tecniche proprio come prova del sangue della tua passione), quando mi è giunto il tuo commento al mio post e che signor commento!

      Non è stato un fulmine a ciel sereno, ma anzi il tuono dopo il lampo: il mio post, il tuo post ed anche a suo modo quello dell’amico Wwayne, tutto era nella realtà delle cose… anticipato dall’avvento della mitologia anni ’80 (sponsorizzata da Netflix subito dopo il revival della trilogia di Back to the Future), dalla conferenza stampa di Russel Crowe (in cui omaggiava il duo Bud Spencer e Terence Hill… tra l’altro sappi che io adorai “Anche gli angeli mangiano i fagioli“, del mitico E.B. Clucher, pseudonimo di quell’Enzo Barboni che diresse i due Trinità e poi, ovviamente,  “…più forte ragazzi!” del bravissimo artigiano Colizzi, scrittore e regista, probabilmente il mio film preferito della grande coppia…) e sfociato nei nostri lavori…

      In principio fu il chronicle di Wwayne, a cui dovevo rendere omaggio, proprio perché i protagonisti eravate proprio voi due, i miei amici di WordPress e come scrissi i miei due Nice Guys!

      Hai digerito la parte video, Lap? Te lo chiedo perché sono al lavoro su alcune stranezze per la seconda stagione…

      P.S. Auguri per la tempesta…

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      • Questo parlare di BuddyMovie mi sta mettendo una voglia matta di scrivere un post commemorativo su Bud e Terence che, per me, rappresentano il non plus ultra dei buddy movie.
        Tuttavia preferisco astenermi da questa impresa: non potrò mai sentirmi all’altezza di cotanti capolavori
        (e per inciso, il loro film che preferisco è Altrimenti ci arrabbiamo, mentre gli altri due gradini del podio vanno al primo Trinità e a Pari e dispari, primo film in assoluto che vidi al cinema, insieme a mia madre).

        Tornando al tuo post e alla tua secca domanda, ti rispondo in maniera altrettanto secca:
        così così.

        Poichè amo essere il più possibile oggettivo nelle riflessioni, considero sempre l’incapacità di comprendere appieno qualcosa come la sintesi sia di un messaggio poco chiaro ma anche (e soprattutto) della mancanza delle giuste chiavi di comprensione in chi ascolta.
        E’ per questo che il mio giudizio non troppo positivo va preso insieme a una considerazione: non conosco affatto nè le musiche nè, dove li hai usati, gli spezzoni di film che fanno da corredo ai tuoi testi.
        Mettici poi che mi piace troppo leggerti, ma leggerti sul serio, fermarmi sulle parole e sulla punteggiatura, al ritmo e con la velocità che dico io e che ritengo più giusti, e trovo quindi limitante leggerti di fretta perchè il video scorre e le parole devono lasciar posto ad altre parole.
        Sarebbe stato mirabile leggere questi tuoi pezzi incastonati tra una dei tuoi dotti preamboli e una delle argute riflessioni…

        Insomma, la mia non vuole essere una critica, quanto piuttosto la necessità di manifestare il disappunto per non aver potuto leggere quei pezzi come tu solo avresti potuto meravigliosamente scriverli… tutto qui 🙂

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        • Se mai ti metterai a scrivere della magica coppia Bud Spencer e Terence Hill, sono certo che ancora una volta farai la scelta stilistica giusta, evitando la palude (in cui io cadrei senza dubbio) delle argomentazioni storiche (certi film nascevano così anche perché uscivano in una certa Italia, tanto che quell’alchimia oggi non sarebbe possibile) e dei tecnicismi (erano film tutti di scuola romana, con i rumoristi che aggiungevano il suono degli schiaffoni e dei pugni dallo stesso repertorio del cinema di genere poliziesco, della commedia pecoreccia e del western spaghetti), perché un post così avrebbe ragione di esistere soli per le ragioni del cuore ed in questo tu sei un maestro indiscusso, capace come sei di raccontare amori e dolori.

          Sulla parte video del mio post ed anche dei futuri, siamo ancora in fase sperimentale, ma con la seconda stagione ne vedrai di cose strane!…
          Tranne forse per alcune eccezioni giustificate dalla storia, la parte testuale non verrà mai a mancare, tanto che persino il testo che scorre nei video proposti lo si può sempre trovare nei tre file pdf di raccolta dei testi (Capitoli, Chronicles, Incarichi)…

          Un abbraccio, amico.

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  6. l
    Leggere i tuoi post è come trovarsi di fronte a un romanzo di John Brunner, in cui, molte storie apparentemente isolate, alla fine coincidono fra di loro in un unico finale, e sorprendentemente capiamo come le casualità della vita ci appartengono e ci plasmano continuamente. Noi viviamo in questo flusso credendo di saper nuotare, ma in realtà siamo in balia di correnti le quali ci portano dove vogliono loro, anche se “loro”, sono a sua volta parte di altre correnti senza fine. Eppure in questo turbinio di flussi ed energie vitali esiste una trama unica che ci appartiene, e tu, con questi tuoi scritti, continui a produrre altra energia, altra materia vitale per continuare a esistere. Alla fine ci si sente sempre arricchiti, come se dividersi tra il gioco e la necessità, fosse l’esatta soluzione divisa tra la cultura alta e il divertimento più gioioso.
    Belli tutti i cammei… sei un grande !!!!!!!

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    • Un commento splendido, musicale e lirico com’è tuo solito, con pensieri e parole che fluiscono leggere ed importanti come lo sguardo di un innamorato che vede muovere i capelli dell’amata sotto la brezza del vento: c’è una sinestesia di pensieri tra chi si accorge di alcune correnti del destino e chi leggendone ne percepisce aroma e colore…
      Sappi che sono sempre molto orgoglioso dei tuoi apprezzamenti e non lo dico per stimolarti a farne ancora, perché la mia dignità batte anche la mia golosità!
      Grazie, sempre.

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