Star Trek: la speranza di un futuro migliore (by Brandon M. Easton)

all-star-trek-captainsLa sera di Giovedì 8 Settembre del 1966, nelle Tv statunitensi si concretizzava il sogno di Gene Roddenberry ed andava in onda il primo episodio della prima stagione di Star Trek, ovvero quella che oggi viene comunemente denominata serie classica.
Da allora sono seguite, nel corso dei decenni, altre quattro serie tv live action ed una persino animata e poi tredici film per il cinema, tra cui i recenti reboot prodotti da J.J. Abrams.

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Nel giorno del suo 50° anniversario, tuttavia, non voglio essere io a parlarvi di una saga che è divenuta a giusto diritto una fenomenologia ed un’epica essenziale nella nostra cultura pop e su cui non si fa davvero fatica a trovare nel web una messe sterminata di informazioni estremamente dettagliate, corredate da analisi approfondite, nelle quali questo franchise viene esaminato sotto ogni aspetto.

No, quest’oggi io scelgo di fare un passo indietro di rispetto e preferisco pubblicare la traduzione della meravigliosa e significativa testimonianza, scritta proprio oggi, dallo statunitense Brandon Easton, blogger, scrittore professionista, giornalista, educatore ed anche sceneggiatore della fiction “Marvel’s Agent Carter“, che ha voluto regalare, con il suo ricordo, la visione a mio avviso più pura dello spirito liberal su cui questa saga è stata ideata e su cui ha costruito le proprie fondamenta, lustro dopo lustro.
Chino la testa e cedo quindi la parola.


Cosa Star Trek ha significato per mio nonno
di Brandon Easton

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Star Trek ha chiaramente significato moltissimo per me, in quanto fan della cultura pop, della sci-fi e della televisione, ma esso ha però avuto anche un valore molto più personale ed intimo per me, in quanto essere umano e cittadino di questa nazione.

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Mio nonno, che era un veterano della Seconda Guerra Mondiale, probabilmente servì il suo paese in un’unità di segregazione razziale [Nota di Kasabake: le “segregated units” erano per l’appunto unità militari composte solo da persone nere, in base alle vigenti leggi razziali dei singoli stati, le cosiddette leggi Jim Crow].
Quando tornò a casa dalla guerra, si ritrovò in una nazione che ancora si rifiutava di superare le leggi segregazioniste e che favoriva l’ingiustizia sociale.

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Mi ricordo che ero solo un bambino, quando lui guardava in televisione un sacco di programmi, dei generi più svariati, come Wild Wild West , Gunsmoke , Rat Patrol , The Man From U.N.C.L.E. e tantissime altre. Tuttavia, una su tutte amava in modo particolare, Star Trek .
Poco tempo prima della sua morte, mi raccontò di come Star Trek fosse stata per lui, in tutti quegli anni, una specie di medicina: una terapia o meglio una tregua dal buio e dalle pressioni razziali inesorabili che allora sperimentava sulla sua pelle, ogni santo giorno.
Star Trek, infatti, parlava di un mondo futuro e possibile, nel quale il colore della pelle di una persona non aveva più alcuna importanza, in cui le persone di tutto il mondo lavoravano insieme per un obiettivo comune, ovvero la conoscenza e l’esplorazione.

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Mio nonno ha creduto profondamente – come faccio oggi anch’io – in tali principi ed io lo ringrazio per avermi a suo tempo fatto conoscere il mondo della fantascienza con Star Trek.

Affermare che la sci-fi ha rappresentato la forza spirituale che ha guidato la mia vita, sarebbe semplicemente sottostimare il vero enorme impatto che ha avuto su di me: come per alcuni lo sono stati lo sport o la moda o la musica o l’arte, così per me la letteratura di fantascienza, i film, le fiction televisive e tutta la cultura pop sono state le vere forze che hanno letteralmente plasmato il mio modo di vivere e che hanno creato la mia visione del mondo e persino la mia etica del lavoro.

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Seguendo alla lettera il famoso motto del comandante Kirk “Io non credo in uno scenario senza possibilità di vittoria”, mio nonno ha fatto sopravvivere e prosperare la sua famiglia, malgrado i terribili pregiudizi razziali del suo tempo: ha lavorato duro come scaricatore di porto ai docks di Bethlehem Steel, a Baltimora, senza mai lamentarsi delle durissime condizioni, senza mai elemosinare e senza smettere nemmeno per un momento di lottare per il raggiungimento del suo obiettivo, ovvero mantenere al sicuro la famiglia e costruire il nostro futuro.

Il suo unico sogno, mi disse un giorno, era quello di vivere abbastanza a lungo da vedermi arrivare al college, ma quella fu l’unica cosa che non gli riuscì: mio nonno purtroppo morì quando ero solo al terzo anno delle Scuole Medie, lo stesso anno in cui in Tv debuttò la serie Star Trek: The Next Generation.

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Mentre mio nonno lasciava questo mondo, io entravo in quello della scuola superiore e tutti gli anni formativi della mia adolescenza si svolsero proprio con Next Generation sullo sfondo.
Penso sempre a mio nonno, ogni volta che guardo Star Trek : mi ricordo di lui che fuma la pipa mentre siamo seduti entrambi sul divano di casa sua, fissando il suo enorme televisore a colori e di come molte volte abbiamo combattuto con le due grandi antenne poste sopra il mobile per avere un quadro più chiaro dal canale UHF.

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Il mondo non è un certo un luogo ideale in questo momento, né si può dire ad onor del vero che sia mai stato davvero “grande”: l’unica cosa che brilla nelle tenebre è la capacità dell’uomo di credere in un futuro migliore per i posteri.
Star Trek offre il più bell’esempio di ciò che l’umanità ha seriamente la possibilità di diventare.
Sarò per sempre grato a mio nonno per aver avuto il tempo d’introdurmi nell’universo di Star Trek.
Grazie, nonno.
E questo è tutto, per lo meno fino a quando non ti vedrò di nuovo.

Brandon


Non solo per nerd…

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34 pensieri su “Star Trek: la speranza di un futuro migliore (by Brandon M. Easton)

  1. Pur riconoscendone l’elevatissimo valore artistico e (ormai lo si può dire senza timore) intellettuale, confesso di non aver mai visto un singolo episodio di quella che è, senza ombra di dubbio, la serie tv sci-fi più importante di sempre, vale a dire Star Trek.
    Potrei accampare scuse, magari anche plausibil, sugli impedimenti che mi hanno tenuto lontano da questo show (primo fra tutti, sicuramente, il fatto che sia molto più vecchia di me), tuttavia non reggerebbero a lungo. Preferisco quindi ammettere che non ho mai provato alcun interesse nè desiderio di seguire Star Trek, bollandolo (forse frettolosamente, probabilmente senza giusto motivo) come troppo distante dai miei gusti personali. Neppure la visione dei 3 film realizzati da JJ Abrams negli ultimi anni mi ha spinto a recuperare le vecchie serie o i vecchi film, nonostante questi ultimi 3 li abbia aprrezzati e l’ultimo (l’unico non diretto da JJ) lo abbia addirittura visto al cinema pochi mesi fa.

    Al di là di tutto ciò, però, devo dire di aver molto gradito la testimonianza che tu hai riportato: hanno un profumo di sincera giovialità le parole di Easton e tracciano un affresco di sentimenti celesti in grado di unire trasersalmente nonno e nipote con l’amore, la passione e la speranza suscitate da serie tv.
    Plaudo quindi Easton per le sue parole e ringrazio te per avermi dato l’opportunità di goderne.

    PS: non pensavo si potesse essere gnocche anche con una maglietta nerdosa come quella di Star Trek, ma Rihanna mi ha smentito alla grande 😛

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  2. Ci sono in giro per il web commenti molti simili al tuo, in cui è evidente come la vecchiaia di un franchise (50 anni non sono un’inezia!) come quello di Star Trek pesi tantissimo sulla fruizione da parte degli spettatori: nostalgia, periodo storico, aspettative, tantissimo determina un successo, ma resta indubbia (come hai sottolineato), l’importanza storica.
    Per questo hai visto benissimo quando indicavi il vero motivo che mi ha spinto non tanto a scrivere un post mio di analisi sulla sere (da ieri il web ne è pienissimo…), quanto a lasciare la parola su una testimonianza di vita, per altro di un uomo di successo, figlio di un afro-americano che ha vissuto in un’America ancora più intrisa dei pregiudizi razziali di cui fa fatica tutt’ora a liberarsi.

    Su Rihanna, beh, quella foto mi ha lasciato basito… mostrerebbe di essere gnocca anche in un sacco di patate…

    P.S. Sappi che sto leggendo avidamente il tuo chronicle ed ovviamente ti farò sapere… per ora taccio, ma la gioia è stata fortissima ed il gradimento anche… sulla lunghezza chissene… è troppo bello per curarsene ora…. vedremo… Tra l’altro anche il pezzo di PizzaDog viaggia su quel numero di caratteri, non credere…
    A breve annuncio pubblico e globale… a breve…

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    • Ho sempre creduto fermamente che lo spessore di un’opera artistica (letteraria, visiva, musicale o per l’appunto cinematografica) sia determinato non solo dal piacere e dal gradimento che essa sa generare, e nemmeno dalle sole emozioni che sa suscitare. Perchè un’opera artistica sia veramente tale essa dev’essere feconda, ovvero tradursi nella vita quotodiana di chi ne ha usufruito arricchendola di pensieri, sfumature, fantasie, comportamenti, reazioni. Leggere le parole che Easton ha dedicato a Star Trek è delizioso, perchè poi lui non parla mai strettamente della serie tv in sè, bensì di come abbia accompagnato una storia personale ma anche generale (quella del razzismo e dell’integrazione).
      Se fossi l’ideatore di Star Trek queste parole mi farebbero immensamente più piacere di qualsiasi premio abbia mai vinto o di qualsivoglia critica positiva abbia mai raccolto, perchè ridurre l’arte a fattore estetico o addirittura metafisico è riduttivo, in quanto potente c’è il fattore umano e questo racconto di Easton trasuda umanità genuina, bella, memorabile.

      PS: lasciamo stare Rihanna, che faceva resuscitare i morti pure coi capelli corti e la tuta mimetica in Battleship…

      PPS: mi fa piacere abbia apprezzato l’incipit del mio chronicles… ho stimato che la lunghezza finale potrebbe triplicare le 1000 parole finora usate… dovrò trovare un modo per arginare questa logorrea….

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  3. Vuoi una chicca da vero nerd? La prima di Star Trek non fu l’ 8 Settembre del 1966 ma il 6, due giorni prima, ma fu trasmesso da una tv canadese e si sa che per gli americani il Canada non conta, quindi la data da tutti ricordata è l’8!🙂
    Velocità curvatura…. Attivare!

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        • Tra l’altro, oltre a ringraziarti tantissimo per la tua generosa e cortese adesione al mio blog, con la tua osservazione di prima mi hai permesso di fare una ricerca approfondita, dalla quale ho avuto conferma non solo di quello che tu avevi detto e che non avevo messo in dubbio, ma di tantissime altre situazioni simili, in cui la messa in onda è quasi indefinibile.
          Aggiungo anche che per gli statunitensi conta davvero solo quello che avviene nel loro mercato interno e spesso si fanno beffe degli altri paesi adattando, triturando, rimontando, cambiando personaggi e spesso anche il senso di alcune fiction.
          Direi che tutto sommato nel caso di Star Trek è andata anche abbastanza bene!
          Quindi, ti ringrazio ancora moltissimo per l’osservazione e l’appunto…
          La condivisione della conoscenza è l’unico freno possibile contro chi ci vorrebbe ignoranti, silenziosi ed obbedienti…

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          • A mio giudizio gli americani si fanno beffe degli altri paesi anche quando decidono di ambientare un film in luoghi esterni agli Stati Uniti. Ad esempio, quando leggo la recensione di un film americano ambientato in Italia so già che presto o tardi salterà fuori la frase “visione stereotipata del nostro paese.” Ma questo è ovvio, perché agli occhi di un americano probabilmente in Italia funziona tutto come quando i suoi nonni vennero a salvarci: le donne vanno in giro con i vestiti a fiori, gli uomini hanno tutti i baffetti o i baffoni, mangiamo tutti la pasta e la pizza e da qualche parte abbiamo tutti un mandolino pronto all’uso. Io tra l’altro un mandolino non l’ho mai visto in vita mia.
            In realtà non è così? Certo, ma l’americano medio non se ne cura: ha la sua visione di un dato paese e tanto gli basta, non ha l’umiltà e neanche l’interesse di verificare se corrisponde al vero.
            P.S.: Ho pubblicato un nuovo post: https://wwayne.wordpress.com/2016/09/03/io-e-valeria/.

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  4. E’ il caso di dire che tornerò. In primo luogo perché lo devo a te che riempi di significato questo blog, e perché lo devo a StarTrek. Tornerò anche in forma eterea… appena il tempo, maledetto lui, me lo consente. 😀
    Long life and prosper

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  5. Star Trek mi ha sempre affascinato. Nonostante sia una serie degli anni ’60 più la guardo e più mi rendo conto di quanto possa essere moderna. Perché il loro obiettivo era quello di ottenere sempre più conoscenza e conoscere nuove specie, nuove persone, nuove culture. E tutti interagivano in modo maturo verso specie aliene e convivevano con esse.
    Continuerò sempre a pensare a questa serie come attuale e moderna.

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    • Aiuto Butcher! Non mi ero accorto del tuo commento (mancanza di notifica da WP), ma fortunatamente l’ho visto dalla mail… aggiungo che mi fa doppio piacere leggerti, giacché il tuo silenzio ed anche quello di Shiki, dopo la pubblicazione da parte mia del pezzo che vi riguardava (quello sui tuoi poteri da onironauta) mi aveva fatto temere che in qualche modo vi foste, non so, forse, offesi… anche se al contrario quella citazione era stata da parte mia un atto di assoluta ammirazione per il vostro lavoro!
      Chiaramente, se non avete la possibilità di partecipare la gioco, non c’è alcun problema: io continuerò a leggervi, perché mi pace quello che scrivete e come lo scrivete!

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      • Fidati, non mi sono in alcun modo offeso anzi, mi sono sentito onorato. Purtroppo i nostri impegni universitari ci hanno impedito di essere molto attivi ultimamente ma per fortuna abbiamo trovato del tempo per leggere articoli di persone che seguiamo e pubblicare qualcosa (almeno Shiki ha pubblicato, io sto finendo un progetto che volevo portare nel blog da tempo). Comunque a volte WP non manda notifiche neanche a me quindi non preoccuparti. Per fortuna ci sono le mail.

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    • Ho amato Next Generation, serie tv che è stata di continuo saccheggiata nelle sue storie da scrittori di fiction e di fumetti di tutto il mondo, ma penso che quanto dici tu, in fondo, riassuma un po’ tutta la situazione… rispetto per tanta perseveranza e fedeltà…

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  6. Sei grandissimo come sempre e devo dire che mi è mancato tantissimo il leggere i tuoi pregevolissimi post, come questo, per esempio. Io al contrario di altri, sono da sempre un appassionato di Star Trek, a tal punto che le nuove rivisitazioni di J.J. Adams mi hanno fatto accapponare la pelle per la loro bellezza: sceneggiature e nuove trame veramente da manuale, come sa fare lui…
    Ma lo sai che tutte le invenzioni presenti nella serie originaria degli anni ’60 si sono avverate: interfoni, cellulari, porte automatiche, che allora manco sapevano cosa fossero (a parte la velocità a curvatura e il teletrasporto chiaramente, ma ci arriveremo… ci arriveremo). Inoltre, lo sai che il primo bacio multirazziale (fra un bianco e una nera) nella storia del cinema è proprio avvenuto in Star Trek… Pensa cosa si sono dovuti inventare gli sceneggiatori americani per sdoganare tale evento in quegli anni: farlo avvenire nell’interspazio, così che se il giorno dopo un amico diceva a un suo conoscente: “…hai visto cos’è successo ieri sera in televisione: si sono baciati un bianco e una nera!” E l’altro rispondeva: “…ma si, tanto è fantascienza!”
    Alla prossima ragazzo… non fermarti mai !!!

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    • Quanto mi sono mancate le nostre reciproche riflessioni, questo scambio fertile di conoscenza e riflessione, dove il piacere edonistico di compiacimento dei sensi e dell’intelletto (il bello che si mescola al ben fatto) si arricchisce del piacere della scoperta…
      Come si evince dal post, io sono da sempre fan di Star Trek, molto più che di Star Wars (giusto per schierarmi anche se non richiesto in un’annosa diatriba tra nerd) e le sue valenze etiche ed umanistiche hanno superato le mode, per giungere indenni fino ad oggi…

      Per questo motivo, data anche la stima che ho nei tuoi confronti, sono felicissimo che anche tu come me, pur stimatore delle serie tv, abbia apprezzato i reboot di JJ Abrams…
      Concordo in tutto!

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  7. Un intero universo di ricordi si sono risvegliati durante la lettura di questo articolo. Memorie che arrivarono ininterrottamente in un silenzio immobile di assoluta contemplazione introversa. Non saprei come spiegarti per condividere questa esperienza in un commento ma definitivamente mi porterà a rivedere l’intera saga dall’inizio perché di recente ho solo visto l’ultimissima. Magari scrivo un post sull’argomento. Intanto, ti auguro un buon proseguimento caro amico e grazie per questa emozione.

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