The Gathering Vol. 2: nuovi capitoli ed arriva Ezekiel!

Kasabake-The-Gathering-2Continua la Fase 1 del Gathering, ovvero quella in cui gli eroi vengono chiamati uno ad uno alla Grande Adunanza!

Approfitto dell’occasione di questo secondo post, per scusarmi con chi si è sentito in qualche modo trascurato dall’ordine scelto per le varie chiamate e specifico di nuovo che non c’è nel modo più categorico un ordine preferenziale legato ai blogger citati, quanto invece una mia (vaga) strategia, legata ai poteri individuali di ciascuno ed a come questi giocheranno poi un ruolo essenziale, specie nelle interazioni tra personaggi.

Terminata l’Adunanza in senso stretto, arriverà infatti il momento della Fase 2, in cui si tornerà su ogni personaggio (singolarmente o in gruppo), per seguire l’evoluzione delle sue avventure e dei compiti che verranno assegnati di volta in volta.

Oggi soltanto altri 2 blogger entrano in partita (dei quali vedremo il dettaglio della loro chiamata nei capitoli 4 e 5, qui di seguito riportati), poiché è arrivato il momento di fare anche la conoscenza del villain della situazione, del maligno in terra, del cui progetto abominevole verranno poco a poco mostrati sempre più dettagli negli speciali capitoli chiamati Interludio.

Infine, introduciamo il concetto dei Chronicles, una raccolta dei diari di viaggio (Game Journey) e di avventura che gli stessi eroici blogger saranno chiamati a scrivere e che verranno da me pubblicati sul blog, parallelamente ai capitoli basi della Storia.

Come aiuto e guida per i giocatori (ma anche per i lettori occasionali), da questa settimana è anche attiva la sezione del mio blog denominata “The Gathering Site”, una sorta di mini-sito a tema, dove un Log riassumerà in ordine cronologico gli eventi di pubblicazione e le missioni; sempre nella stessa pagina specializzata, sarà anche possibile accedere alla versione in .pdf (leggibile e stampabile) di tutti i Capitoli ed Interludi del Gathering e di tutti i Chronicles, aggiornati in tempo reale e raccolti a guisa di romanzo.

Insomma, il Ragno ha tessuto la sua tela ed il Minotauro è stato liberato nel labirinto: solo i più coraggiosi e pazienti riusciranno a venire fuori vivi dalla trappola che si sta chiudendo su di loro e soprattutto solo loro riusciranno a salvare tutti noi: Buona lettura!


Chapter-4

Il-demone-sotto-la-tenda

Il coro gospel aveva appena smesso di riempire con la sua voce possente lo spazio sotto il tendone, mentre la musica si stava fermando anch’essa, riecheggiando per un po’ attorno alla folla di gente comune che gremiva quel luogo: mandriani, cittadini, giovani e vecchi, tutti pronti ad ascoltare la voce del predicatore.
Un uomo in abito grigio entrò a braccia levate, sorridendo verso la folla, che lo accolse con grida festose ed isteriche, al pari di una rock star o di un salvatore.
Raggiunse il centro del palco, fatto di semplici assi di legno poggiate su cassette, quindi si rivolse al suo pubblico: “Sentite l’amore?
Siii!”, risposero tutti, quasi come un’unica voce
Lo sentite nel cuore?
Siii!
Lo sentite nelle vostre anime?
Siii
Beh, io no!
Ooooh!”, si levò alto il mugugno e i visi corrucciati erano pieni di sdegno e stupore.
Non ancora, almeno… Perché io vedo tanto amore stasera qui tra voi… E’ vero, ma io so che qui, con noi, c’è anche il male…! Un male invisibile…
La folla seguiva le parole del predicatore annuendo con la testa.
E’ qui, perché io so che ovunque noi andiamo Satana ci segue…
Siiii! E’ così! E’ vero!
E lui è qui, con noi, anche adesso…
Nooo”, la folla negava con forza.
Si! E’ qui proprio adesso!
Noooo!!
E potete starne certi… ciò che vuole è la vostra anima immortale…
Nooo, non gliela daremo mai!!” e tutti si sbracciarono per cacciare questa idea impossibile, perché la loro devozione non avrebbe mai permesso quel tradimento.
La vuole!”, urlo quasi sadicamente il predicatore, “Satana! Esci fuori!! Non puoi nasconderti!!”, incitò l’uomo.
Si, mostrati! Fatti vedere”, si unì in coro la folla.
L’ha già fatto, pensò Zack, ma voi non lo avete visto, perché siete troppo preoccupati a bervi le cazzate che vi stanno urlando nella testa sin da quando siete bambini, tanto da non vedere che Satana si nasconde proprio laddove cessa il libero arbitrio, dove l’uomo cede il passo alla bestia e la luce lascia il passo all’ignoranza.

Finì questi pensieri e mentre il delirio e l’entusiasmo della folla stava per raggiungere l’estasi, estrasse da sotto l’impermeabile un fucile a pompa, caricato con sale benedetto ed anche qualche pezzo di piombo, benedetto anche questo chiaramente.
Ti aspettano all’inferno per cena, grandissimo pezzo di merda demoniaco!!”, gli urlò contro, mentre faceva partire, dritto in mezzo alla giacca, una bella scarica di fucile.
Zack fece appena in tempo a ricaricare l’arma e sparare un altro colpo, prima che un paio di energumeni vicini a lui, con cappello da baseball e camicia a scacchi, gli si gettassero letteralmente addosso, con una mossa di placcaggio che, per un istante infinitesimale, dovette aver fatto balenare nelle loro piccole menti il ricordo di quando erano dei giovani quarterback, anni prima che il colesterolo e l’alcool li ottenebrassero del tutto.

Colpito in pieno, l’uomo vestito di grigio, però, invece di stramazzare a terra o di essere sbalzato via dagli urti dei due spari, s’inarcò tutto, come una enorme e schifosa corda di violino e mentre galleggiava, tremante, a qualche centimetro da terra, un fiotto di fuoco sgorgò dai suoi occhi, bruciando l’aria tutto intorno.
Polvere mista a zolfo uscì poi dal culo del predicatore, circondandolo ed avvolgendolo, come una coperta blasfema ed appiccicosa.
Quella sorta di gas melmoso assunse velocemente la forma di un bozzolo vaporoso, gonfiandosi e ritraendosi ritmicamente, come un osceno polmone che stesse respirando, quindi esplose in un boato che assordò tutti i presenti, con l’eccezione del nostro occasionale esorcista, che si era premunito turandosi le orecchie con due tappi di silicone.
Una fortissima onda d’urto fece ruzzolare tutti i presenti nella stanza, assieme alle sedie ed alle balle di paglia poste ai bordi della grande tenda, scalzando da sopra di Zack anche i due ex-giocatori di football e liberandolo da ogni vincolo.

Approfittando dello stupore generale degli idioti presenti in sala, Zack si alzò e si diresse rapidamente verso una delle tante uscite del tendone, oramai aperto come un ombrello strappato dal vento: nessuno faceva caso a lui e non perché, in quel posto dimenticato da dio e dalla ragione che è l’Ohio, nessuno notasse un uomo che gira armato di fucile, ma perché ognuno dei presenti era intento ad osservare il più stupefacente spettacolo pirotecnico, all’odore di pancetta alla griglia, che avessero mai visto.
Non così in fretta, Zack!”, un braccio muscoloso gli sbarrò la strada, nudo, malgrado il freddo e pieno di vene in superficie, a disegnare l’intelaiatura dei muscoli, come avvine sul corpo di un bodybuilder dopato di steroidi.
Zack alzò gli occhi verso la montagna di carne che era attaccata a quel braccio: “Sly! Cosa ci fai qui, in Ohio?
Ti hanno chiamato… roba tipo la fine del mondo o giù di lì”.

Sylvester Stallone sorrise a Zack, che si era fatto serio di colpo, come se quest’ultima notizia fosse stata più straordinaria di quanto era appena successo sotto quel tendone da circo, quindi gli diede una possente pacca sulla spalla, di quelle che ti fanno dubitare di poter mai sollevare un manubrio pieno degli stessi pesi che lui a 70 anni suonati era ancora in grado di sollevare.
Lo sai che è vero?”, chiese Sylvester al nostro eroe, “Lo senti dentro di te, no?
Zack taceva, mentre l’amico nerboruto continuava ad incalzarlo: “Allo stesso modo con cui ti eri accorto subito che sotto l’aspetto del predicatore si nascondeva un demone, dico bene?
Andiamo fuori, qui c’è puzza di carne bruciata”, gli rispose Zack con tono desolato, mentre passava il fucile a pompa a Sly, come un bambino che molla la bicicletta al padre, dopo che questo gli appena detto di smettere di giocare perché è arrivata l’ora di fare i compiti.
Vorrai dire di merda bruciata, piuttosto… Un regalo del Vaticano questo gioiellino?”, chiese sarcasticamente Sylvester.
Il fucile? Oh, no… L’ho preso in paese, a prezzo molto ribassato… dopo che ho raccontato al negoziante di come fossi perfettamente a conoscenza di tutte le falsità che lui stava raccontando negli spot tv e sulle foto che pubblicava sui giornali locali”, gli rispose Zack con una smorfia.
Vieni, adesso”, disse Stallone guardandolo con approvazione, “Ho tutto la tua roba nel mio pick-up, non c’è un minuto da perdere”.

Era tutto vero: il nostro eroe non aveva effettivamente bisogno di fare domande per sapere che Stallone gli stava dicendo la verità, così come sapeva esattamente quanto grave fosse tutta la faccenda: questo era infatti il suo dono ed assieme la sua maledizione, ovvero sapere sempre la verità e scoprire sempre le menzogne, anche quando non erano pronunciate a voce alta, ma anche solo rappresentate, come un falso dipinto o una promessa ingannevole su un manifesto o un paio di tette finte e di labbra rifatte e tutto questo, per anni, fu per Zack più una condanna che un privilegio.

Non fare quella faccia! Ci sarà da divertirsi!”, sentenziò Sly accendendo il motore.
Mi immagino…”, commentò Zack, spingendosi gli occhiali sul naso e facendo poi ciondolare il braccio destro fuori del finestrino della vettura.
Poi, cambiò espressione di colpo, come se un’intuizione gli avesse attraversato il cervello o come se si fosse appena ricordato che avevano dimezzato i prezzi per l’happy-hour al bar sulla spiaggia: “Ma si, andiamo ad aprire qualche culo apocalittico!”.
Il pick-up si allontanò dal tendone, da dove lentamente la gente inebetita stava uscendo, con il solo desiderio in testa di andare a casa a scolarsi una confezione di lattine di birra da sei e crollare sul letto o sulla poltrona, in attesa dell’indomani, quando, di certo, un qualche sermone adatto alla circostanza avrebbe spiegato l’accaduto.


Chapter-5

Play Pause Play

Per essere un giorno di Luglio, quel Venerdì mattina a Macerata non faceva poi tanto caldo: con un diffuso nervosismo, di certo non alimentato dalla temperatura mite, oscillante tra i 24 ed i 25 gradi, tutta la famiglia attendeva con trepidazione l’imminente nascita del bambino.

Era il 1979, gli Eagles avevano prodotto “Hotel California” e la Sony, proprio in quello stesso mese di Luglio, aveva sconvolto il mercato dell’intrattenimento domestico con il suo Walkman, dando il via a plotoni di uomini e donne in giro per il globo, a godersi in modo solipsistico una visione della realtà filtrata da una colonna sonora tutta personale.
Un paio d’anni ancora e quel pazzesco decennio, che aveva consegnato la rivoluzione sociale e le istanze libertarie degli anni ‘60 nelle mani della discomusic e della crisi petrolifera, avrebbe lasciato il posto alla ridondanza magniloquente degli anni ‘80: gli anni di piombo, con una staffetta perfetta, avrebbero quindi traghettato il mondo occidentale nel miraggio di benessere del liberismo selvaggio di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, con tutto quello che ne conseguì.
Macerata e l’Occidente: microcosmi e macrocosmi, apparentemente scollegati ed estranei, stavano per collidere fra loro, per via delle strane correnti del destino, proprio in quel capoluogo di regione marchigiano.

Fu così che quel giorno, quel 27.07.1979, quel bambino che stava per nascere si volle fermare, per 30 minuti circa e con lui si fermò tutto lo spazio-tempo vicino alla madre che lo stava per partorire: una stasi totale ed assoluta permeava tutto lo spazio che si estendeva tra la placenta in cui il feto era avvolto e l’intero quartiere in cui la puerpera riposava, per poi passare ad impercettibili slittami temporali nei chilometri successivi ed ancora a movimenti lentissimi ancora più lontano e via così, accelerando con progressione geometrica, fino ad uno scorrere naturale appena fuori della provincia.
Un fenomeno spaventoso, incredibile ed apparentemente inspiegabile, che non poteva non essere notato, anche su scala planetaria ed infatti fu così: ciò che accadde fu registrato, studiato, catalogato ed infine monitorato, nei mesi e negli anni successivi, con uno scrupolo ed uno zelo che possono essere tali solo quando il fanatismo spodesta la scienza e la politica.

Il viaggio a Thira del 2006?”, chiese il giovane con la barba, seduto vicino alla finestra.
Nulla. I nostri ricercatori dell’Egeo Merdionale non hanno trovato nulla”, rispose quello che sembrava il portavoce dello sparuto gruppetto di dottori in camice bianco, in piedi, vicino alla porta di quel grande ufficio immerso nella luce solare pomeridiana, altrimenti soffocante, se non fosse stato per il tendaggio tecnologico che filtrava i raggi obliqui, tagliuzzandoli e smistandoli con un complesso sistema di rotazioni di drappeggi sintetici.
Cannes, 2009?”, insistette il giovane dirigente dell’agenzia, manipolando nervosamente una matita appuntita, poggiata sulla sua scrivania.
Nulla, signore, mi dispiace… nessuna attività anomala.
Il Cairo? Cancùn?”, il tono della voce si stava facendo sempre più stridulo, come sul punto di una crisi isterica.
Ecco, ci sarebbe l’episodio delle piramidi, signore… ma si tratta solo di memoria orale…”, balbettò il ricercatore.
Memoria orale? Che significa? Nessun video o foto o trascrizione di interrogatorio?”, replicò rabbiosamente il giovane barbuto.
Il fenomeno è stato molto potente, signore, questo è certo, ma non abbiamo trovato dei testimoni attendibili…”, provò ad arginare lo scienziato, cominciando a sudare dentro lo stretto colletto del suo camice.
Benedetto Iddio, nessuno che sia stato torturato a sufficienza?
Nessuno che ricordi qualcosa o che abbia anche solo coscienza del fatto che il suo tempo è stato fermato, grandissimo stronzo!”, pensò senza dirlo il plurilaureato responsabile del progetto di ricerca para-governativo, una mente brillante ed un fenomenale studioso, costretto tuttavia a portare rispetto ad un coglione fenomenale, arrogante e borioso, forte solo dei suoi natali e testimone vivente dell’illogicità ontologica della nobiltà di sangue.

Svegliati.
Gianni sentì nettissima e rotonda quella voce nelle sue orecchie, come uno di quegli effetti sonori che un bravo direttore del suono riesce a produrre, modulando un vocalizzo, da zero alla massima potenza e che nel sentirlo ci sentiamo prendere dall’emozione, come se il nostro volto fosse sconvolto dal turbinio di un uragano, concentrato in pochi istanti sulla pelle della nostra faccia.
Era in sogno e stava camminando, completamente nudo, dentro i saloni deserti e bui di Palazzo Buonaccorsi: non avrebbe saputo dire l’ora, ma di certo era notte fonda ed una pallida luce lunare filtrava con un argento stonato le grandi tele che adornavano la Sala dell’Eneide.
Una mano dolcissima gli accarezzò il viso, sfuggendo dietro lo zigomo destro e sfiorando appena l’orecchio: “Svegliati Lapinsu, adesso!

Come un disco che interrompe bruscamente la melodia che emetteva, perché qualcuno ha sollevato di forza la puntina poggiata sul vinile, con quello scricchiolio così vintage che anche la mano più esperta del borseggiatore più abile non potrebbe evitare, così terminò il sogno: Gianni si alzò di colpo a sedere sul letto, completamente ricoperto di sudore, cosa per altro bizzarra, per lui che non temeva mai il caldo.
Di fronte al suo letto, in piedi, vestita in un sensuale abito verde smeraldo che le fasciava il corpo, Rachel Weisz lo guardava sorridendo.
Gianni violentò se stesso e si obbligò a distogliere lo sguardo da quella visione, specie dallo spacco dell’abito all’altezza del seno, girandosi in fretta verso la donna sdraiata nel letto vicino a lui.
Non temere, non sta dormendo”, aggiunse subito Rachel, “quindi non può svegliarsi, la tua Romy… la chiami così vero? Che dolce…”, affermò la Weisz, allargando ancora di più il suo sorriso, quasi per scherno.
Quindi fece ondeggiare leggermente la meravigliosa acconciatura ad onde dei suoi capelli corvini e continuò: “E’ in stasi… immobile, come tutti coloro che ti sono attorno quando fermi il tempo… quando metti in pausa la realtà, Lapinsu…
Gianni deglutì e non capiva: era nel letto con sua moglie, di notte ed era appena uscito da un sogno stranissimo ed ora si trovava verosimilmente in un altro sogno, di cui però aveva coscienza e di fronte a lui c’era quella che riteneva forse la donna più bella del creato e lui stava facendo, come minimo, la figura del cretino.
Adoro il tuo potere, ma so anche che devi usarlo con grande attenzione… Adesso parliamo…”, disse Rachel smettendo di sorridere.
Di cosa?”, sibilò Lapinsu.
Della fine del mondo e del fatto che gli altri hanno bisogno di te… ma prima vestiti come si deve! Non puoi presentarti all’Adunanza in mutande e con una t-shirt di Springsteen… che diamine!


Interludio-1

Ezekiel

Da dentro la grande piscina ricavata nel pavimento e nella quale era immerso fino al collo, Ezekiel stava osservando i preziosi arazzi rinascimentali di cui era adorna la sua stanza da bagno e che aveva fatto portare direttamente da Firenze: cavalieri riccamente vestiti, dame dai visi limpidi e rubicondi… esseri inutili come vermi, pensò l’uomo.
Uscì dalla vasca, bagnando la teoria di marmi e tappeti che ricopriva il pavimento, fino alla mastodontica vetrata azzurra, affacciata sulla Fifth Avenue.
Dalle lunghe dita affusolate e ben curate, gocciava sul pavimento un flebile rivolo singhiozzante di acqua, arricchita di oli essenziali e detergenti.
Ezekiel guardò giù in strada l’incessante viavai di persone, che dall’altezza del suo attico sembravano solo tante piccole formiche.
Aveva dedicato così tanta parte della sua vita allo studio della Storia, che ora non viveva più nemmeno lo stesso tempo degli altri esseri umani.
I suoi buffi occhiali di tartaruga gli scendevano lungo il dorso ossuto del naso, anche per via della dolcezza dell’acqua del suo lavacro.
Un movimento della tenda alla destra attirò la sua attenzione e scostandone i drappi di seta, vide avvicinarsi a lui Paco, lo scimpanzé spagnolo che aveva allevato nel laboratorio di Madrid: la bestia, come gli fu vicino, s’inchinò in segno di devozione, facendo tintinnare leggermente la catena con cui era legata ad una zampa.
Ezekiel la colpì violentemente sul muso con un calcio ben assestato, tanto che si sporcò il piede nudo di sangue.
Sentiva sotto di sé che il suo sogno stava crescendo, sentiva le urla strazianti degli schiavi ed i ruggiti dei mostri a quattro braccia, sparsi per chilometri e chilometri di visioni da incubo, nascoste nel sottosuolo delle grandi metropoli.
Sentendo gracchiare alle sue spalle, si girò di scatto, sfidando lo sguardo di fuoco di un grosso basilisco dalle piume violacee: doveva essere già l’ora del tè.


Due nuovi cavalieri sono stati raggiunti da un avviso di convocazione!
Come già accaduto per, gli altri eroi, anche nel caso di Zack e Lapinsu c’è ancora tanto da dire sui loro veri poteri… un universo di possibilità e di soluzioni su cui assieme costruiremo il nostro personalissimo regno di Fantàsia!

Due-Cavlieri-+-Ezekiel

Abbiamo fatto anche la conoscenza di Ezekiel e penso si sia capito che non è persona da prendere alla leggera… riusciranno i nostri blogger a fermare i suoi piani malvagi?
Per scoprirlo, restate sintonizzati su queste pagine!


 

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20 pensieri su “The Gathering Vol. 2: nuovi capitoli ed arriva Ezekiel!

  1. Il pezzo del post dedicato a Lapinsù mi ha fatto andare in brodo di giuggiole. Per il walkman, che mi ha ricordato l’indimenticabile scena de Il tempo delle mele.

    Per il 1979, anno in cui uscì il miglior film dell’intero decennio (“… e giustizia per tutti”).
    Per la discomusic, che proprio negli anni tra 70 e 80 partorì le sue perle più splendenti. Certo, anche dopo ci sono state delle hit niente male, ma in pochissime reggono il confronto con queste:

    The Brothers Johnson – Stomp!
    Dan Hartman – Relight my fire
    Odyssey – Going back to my roots
    Skyy – Here’s to you

    Tra l’altro, nota bene che tutte e 4 hanno un’impronta soul: perché è da lì che è nata la dance, anche se adesso i due generi si sono allontanati così tanto da non sembrare più neanche cugini di secondo grado, figuriamoci padre e figlio.
    Ecco, forse soltanto due canzoni dance reggono il confronto con queste 4. Le canzoni in questione sono:
    1)

    2)

    Riguardo ai sogni, ti segnalo questo splendido articolo: https://unasociologaingiardino.wordpress.com/2013/07/11/sognare-che-stai-sognando/.
    Non ho ancora capito come funziona il gioco, eppure son riuscito lo stesso a trovare ben 3 spunti per commentare: uno cinematografico, uno musicale e uno onirico. Pensa che accadrà quando inizierò a capirci qualcosa! 🙂

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    • Aldilà dell’interessantissima riflessione sul mondo dei sogni e sull’onirico (se resterai sintonizzato su queste pagine ne vedrai delle belle, con l’introduzione a brevissimo di una eroina-blogger che ha dei poteri particolarissimi,tratti sia dai comic sia dai trattati di moderna psicologia di Stephen LaBerge), è meravigliosa la tua capacità di scandire il tempo e le osservazioni attraverso il filtro della musica pop, intesa proprio come chiave di lettura della società (persone, amori, passioni, professioni… bellissimo!).

      Io amo la discomusic, come penso si sia compreso bene anche dal mio post di qualche tempo fa in cui dedicai tanto spazio al film Saturday Night Fever.
      La citazione musico-cinematografica, invece, del film di Claude Pinoteau “La boum” (ovvero “la Festa“, titolo originale che crea molti più collegamenti empatici con gli eserciti di commedie americane a tema prom / ballo scolastico) è deliziosa e fertile, perché l’uso del walkman e della meravigliosa musica di Vladimir Cosma hanno segnato davvero un’epoca!

      Il gioco?
      E’ un divertissement, in cui io scrivo dei background fantastici per i miei amici blogger (che però siano anche miei follower, come te, per intenderci), che poi dovranno a loro volta scrivere dei journey, dei diari, dentro una sezione parallela detta Chronicles in cui raccontarono a loro modo ed in piena libertà come sono usciti dalle situazioni ingarbugliate in cui li caccerò!

      Piuttosto, preparati…

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  2. Ovviamente presente!!!!! Con questo potere che fa tanto Hiro Nakamura mi sento lusingatissimo.
    Attendo istruzioni maestro Kasabake

    PS: un paio di calzoni li metto pure, ma se potessi tenere su t-shirt del Boss non sarebbe male…

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    • Eri pronto ancor prima che iniziasse il tutto… lo so…

      Per quanto gradevolissimo sia il riferimento ad uno dei personaggi più affascinanti e carismatici di Heroes (una serie nata in modo strabiliante e poi strozzatasi da sola), il tuo potere si discosta da quello del character di Hiro per un dettaglio essenziale: tu non viaggi nel tempo, non nel senso sfrenatamente fantastico e delirante del termine… ma puoi rallentarlo fino a fermarlo.
      Sappi, infatti, che io personalmente sposo in pieno le considerazioni di Stephen Hawking, secondo il quale è teorizzabile il viaggio nel tempo, ma solo senza ritorno, ovvero solo in avanti, verso il futuro, mai nel passato, almeno in questo piano di realtà in cui la freccia temporale è univoca e dove un ritorno al passato creerebbe un effetto di feedback che annichilirebbe la materia viaggiante (quindi anche l’energia, perché E = mc2) ancora prima di entrare nel flusso temporale.

      Potrei discutere ore sull’argomento, su cui mi sono sempre interessato moltissimo, sia in fisica, sia al cinema, come in letteratura, ma ti basti sapere che io non creerò mai una storia, anche di fantasia sfrenata, in cui un viaggiatore vada nel passato modificando ciò che è stato: questo sarebbe il potere di un dio e non di un dio qualsiasi (come quelli biondicci e stolti alla Thor), ma di un dio pluridimensionale, che non riusciremmo nemmeno ad immaginare nei suoi contorni più ampi e vaghi.
      Concepisco invece l’immortalità e credo che esistano forze talmente grandi nell’universo di questa dimensione che riescano, come un buco nero o una stella che collassa, a piegare lo spazio-tempo in modo sensibile e percettibile.
      Poi ci sono gli artisti, come te, che, anche se lo negano alla parte razionale e pragmatica di sè stessi, hanno il potere di fermare il cuore delle persone e portarle in una tasca di fantasia dove la loro narrazione li avvince.

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      • Sai mentre leggevo il tuo post e la quinta chiamata – quella che mi riguarda – mi è venuto in mente l’incipit proprio di Heroes, quando il prode Hiro si concentra davanti l’orologio fino a fermarne la lancetta dei secondi per qualche istante e poi correre entusiasta dall’amico fraterno per raccontare il fatto.
        L’ho sempre trovato così meravigliosamente infantile e poetico che per un attimo mi è piaciuto identificarmi in quella scena.

        Ignoro le teorie di Hawking sul viaggio temporale. Tuttavia come te sono affascinato dalla materia ed è per questo che ho trovato deliziosi gli almeno due passaggi di Interstellar dove – di fatto – Cooper viaggia nel tempo restando giovane mentre gli altri (sua figlia o il medico suo compagno di viaggio) sono invecchiati. In realtà non si tratta di viaggio nel tempo in senso letterale, ma soltanto di diverse velocità nella percezione ed esperienza dello stesso, ma alla fine l’effetto è lo stesso.

        Comunque, bando alle ciance e ciancio alle bande: io sono pronto, Kasabake San. Aspetto solo le tue istruzioni!!!!

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        • Amo la scrittura e la narrazione sotto qualsiasi forma e questo mio amore, sai bene, l’ho espresso e declinato in tantissimi commenti e tantissimi post, rivolgendomi a te come ad altri.
          Al contempo, ho anche un rispetto enorme per il lavoro ed il sacrificio, il che, di conseguenza, mi porta a disprezzare tutti coloro che godono di vantaggi che non meritano, come i nobili di sangue, come gli scrittori di successo o gli sceneggiatori ultra pagati che usano stratagemmi semplici e banali perché non hanno voglia di sforzarsi a trovare soluzioni narrative più credibili per uscire da un inghippo.

          Quando a suo tempo iniziai a vedere Heroes, come te anch’io mi innamorai follemente della figura di Hiro, non solo per il suo essere giapponese e per il suo quindi rendere omaggio ad una cultura immensa che rispetto profondamente, ma proprio per il dono e l’abilità che il bravissimo scrittore gli aveva donato.
          Però, come il veterano dei fumetti supereroistici americani Stan Lee fece dire a Peter Parker / Spider-Man da parte di suo zio Ben, a grandi poteri debbono corrispondere grandi responsabilità. Queste responsabilità lo sceneggiatore creatore di Heroes le ha calpestate, usando l’immenso potere di Hiro per ingarbugliare la trama principale fino a strozzarla del tutto con il passare delle stagioni.
          Un potere come quello di tornare indietro nel tempo e cambiare le cose già accadute è sempre una soluzione narrativa terminale perché il potere di resettare e ricostruire la realtà di fatto annulla qualsiasi altro potere, sia di un eroe positivo come di un eroe negativo.
          Ogni lotta diventa inutile, ogni resistenza è futile.
          Il viaggio nel passato ed il ritorno al presente sono per la narrazione quello che il suicidio è per un essere umano: un estremo atto di vigliaccheria mascherato da coraggio, una resa incondizionata e senza appello a qualcosa che riteniamo più grande e più forte di noi.
          Viceversa, il viaggio nel futuro ed il suo essere per definizione quantistica senza ritorno, ha in sè un che di straordinariamente malinconico e come tale risplende nella luce opaca della verità, giacché lo spazio, come il tempo, come la luce, la gravità, la vita e la morte, rispondono tutte a leggi universali immodificabili.
          Pensa, in questo senso, alla titanica eroicità dei grandiosi personaggi di quel capolavoro cosmico non del tutto compreso che è Interstellar di Nolan: i loro viaggi sono tutti senza ritorno, perché i luoghi ed i tempi dove si recano non sono mai gli stessi dai quali sono partiti, perché, come dice Stephen King nel ciclo della Torre Nera, con una metafora che uso ogni piè sospinto, il mondo è andato avanti.

          L’ermenàuta che è in me, non poteva sottrarsi a tanta golosa tentazione..

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          • E l’ermenauta che é in me non può che apprezzare queste tue riflessioni
            Il tempo é come une spirale che si allarga e avvita al contempo: occorre grande attenzione nel descriverlo e trattarlo nella narrazione.
            Il tempo non scorre: il tempo cresce e noi con lui, nel bene e nel male.

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            • Esatto, hai riassunto il concetto in modo esemplare ed il tuo essere uno scrittore vero e non un parolaio ti ha fatto scrivere in poco ciò che io ho perso tempo a dire in tanto, fermando il tempo, mettendo in pausa e permettendomi di ascoltare

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  3. Haha non so perché ma avevo un piccolo sospetto su chi avrebbe fatto visita al caro Lap…e ovviamente così è stato 😀
    Comunque grandissimo maestro Kasa, altre due storie bellissime e anche adeguate [conoscendo gli individui coinvolti]. E scritti per altro da Dio! Non smetti mai di stupire Kasa! Hai mai pensato di scrivere qualcosa [al di fuori del blog intendo]?
    Comunque mi sto divertendo un matto con questo “gioco”, non vedo l’ora di entrare nella seconda fase 🙂

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    • Grandissimo PizzaDog!
      Ti è piaciuto Ezekiel?
      Sappi che hai il suo fiato sul collo e sei sfuggito ai suoi scagnozzi per mesi e mesi, mentre preparavi il luogo dell’Adunanza.

      A breve ti chiamerò per indicare a tutti gli altri eroi il luogo prescelto ed avrai anche l’onore (ed onere) di scrivere il primo Chronicle con la tua esperienza…

      P.S. Ti saluta Whedon, che manderà la Johansson a casa tua a recuperare le coordinate per l’incontro, sappilo.

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      • Ezekiel è ancora difficile da decifrare, aspetto qualche altro indizio prima di farmi un idea su di lui.
        Per scegliere il luogo dell’Adunanza ho fatto letteralmente il giro del mondo [in meno di 80 giorni grazie ai potenti mezzi] ma alla fine credo di averne trovato uno che possa funzionare [spero ti piaccia].
        Ti ringrazio moltissimo per avermi anticipato l’arrivo di Scarlett, così almeno ho il tempo di farmi bello e mettermi in forma per lei! La prima impressione è quella che conta no? 😀

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  4. AAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHH!!!!!

    FRACASSO I DEMONI DI BOTTE E SONO AMICO DI SYLVESTER STALLONE!!!

    QUESTO È IL GIORNO PIÙ BELLO DELLA MIA VITA!!!1!!1

    Ok, ok, va bene, la smetto subito.

    Sono gasatissimo. Ovviamente ci sono! Spero solo che tu non abbia la folle idea di affidare a noi svolte di trama troppo pesanti. Ho una paura matta, ma sono prontissimo.

    LET’S DO THIS.

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    • Devo ancora chiederti scusa per non essere riuscito a commentare con il dovuto rispetto il bellissimo post (un inno al fannulismo superiore, quello intellettuale e goliardico contemporaneamente, cosa, per altro, possibile solo a te…) su Woody Allen, ma sono davvero molto preso… sappi però che ti leggo sempre e sempre lo farò, anche di fronte l’Armageddon!!

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  5. Approdo giusto ora sulla terra dopo essere stato proiettato in altro da Reagainsmo Thatcherismo anni ’80 e …giustizia per tutti ! Ohhh Ci metterò giorni a risalire a tutti i riferimenti fatti in queste poche pagine di racconto, poche non perché brevi, poche in quanto insufficienti a saziare la mia sete.Continua così, anche se mi stai dissetando con del salato prosciutto… Continua così.

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  6. Pingback: Kasabake The Gathering (Summer Edition)  | Chezliza

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