Kasabake The Gathering Vol. 1: dove tutto ha avuto inizio…

Kasabake-The-GatheringQuesto non è un tag-game in senso classico, ma è comunque un gioco, nel quale io mi sono personalmente già divertito un mondo a scherzare da solo con le identità e le vite segrete di alcuni miei colleghi blogger, scelti oltretutto tra i miei lettori e follower più assidui.

Settimana dopo settimana, infatti, alcuni di voi saranno chiamati ad una grande Adunanza: se i convocati decideranno di rispondere, allora potrà andare avanti la loro partecipazione al gioco, viceversa, senza alcun obbligo, se declineranno l’invito, il gioco andrà avanti ugualmente ed altri eroi semplicemente prenderanno il loro posto nella lotta per la salvezza del mondo e della fantasia creatrice di storie!

Doc-ManhattanSiccome ognuno dei partecipanti, protagonista della vicenda e del gioco stesso, sarà necessariamente citato nei miei post e nei miei commenti con il suo nome da blogger (nome di battaglia), tutto questo diventa alla fine un tag-game, ma con una struttura incredibilmente aleatoria e caotica, molto in progress, creando una texture di intrecci, dove solo il contributo di ciascuno deciderà quanto alto potrà volare!

Ogni passaggio ed avanzamento del gioco verrà svelato al momento opportuno, un passo alla volta: i giocatori saranno come esploratori che si addentreranno in un buio dungeon sconosciuto, illuminando pochi metri di strada alla volta, usando le uniche torce a loro disposizione, ovvero le risposte che i loro colleghi e sodali forniranno di volta in volta.

InceptionNon ci saranno annunci preventivi o mail mandate in privato, ma solo i capitoli di un romanzo non scritto che si compileranno da soli ed il cui seguito è per ora presente in molteplici esiti futuri, come tanti gatti di Schrödinger, ancora al chiuso, vivi e morti contemporaneamente, dentro le loro scatole.

Partiamo subito, quindi, con i primi tre capitoli del romanzo gioco di questa avventura, ciascuno per ognuno dei primi tre blogger convocati: ricordate che questo è solo l’inizio, giacché ogni settimana altri tre concorrenti saranno chiamati, fino al raggiungimento del numero critico necessario.
In bocca al lupo a tutti voi!!


Chapter-1

Pine-Street

Era così incazzata che poteva sentire il cuore tamburellargli nelle tempie ad ogni passo spedito che faceva: non aveva gambe lunghissime, ma s’immaginava ugualmente di scavalcare molto più di un metro con ogni falcata, mentre attraversava Pine Street, a Radcliff, nella contea di Manchester: una stradina fatta di casette borghesi, dai mattoni rossi a vista e nelle quali campeggiavano, oramai in modo onnipresente, i cartelli “For Sale” dell’agenzia immobiliare di Jon Simon.
La sua meta era l’ultima villetta sulla destra, dove ancora adesso viveva il papà di Boyle e dove l’aspettava ora, di certo, un incontro non gradevole.

Era a poca distanza dal St. Marys Catholic Social Club, locale dove tante volte si era fermata a bere una limonata o una birra ed al cui ricordo sospirò pesantemente.
Bussò, anzi, meglio dire, picchiò forte contro la porta di quell’abitazione che ben conosceva, ma che frequentava oramai solo quando lo ritenesse un’assoluta (dolorosa) necessità  ed aggiunse anche una scampanellata forsennata, tanto per sottolineare la sua rabbia.
C’era stato un tempo, così lontano da sembrare quasi appartenere ad un’altra persona, di cui stesse leggendo le memorie, che quella casa era stata per lei una specie di salotto bohémien, dove, tra una chiacchiera ed un’altra, si era perdutamente innamorata di un attore britannico, ma poi c’erano state le droghe o meglio i casini successivi, una specie di grande enorme down, che aveva pagato come scotto per essersi divertita… vita di merda… ti toglie molto più di quanto ti dà, cazzo, cazzo, cazzo…

Quando lo scarmigliato regista gli aprì la porta, cercando di abbozzare un patetico sorriso di benvenuto, inarcando simpaticamente le sue espressive sopracciglia cespugliose da oriundo irlandese, con gli occhi intelligenti che sbucavano da dietro la montatura un po’ retrò dei suoi occhiali da vista, Blackgrrl gli vomitò addosso, a voce altissima, un sonoro “Danny fottotussimo Boyle, dove cazzo lo hai nascosto? Dov’è?!?

Quell’ometto mingherlino, che effettivamente era anche un famoso cineasta, autore di pellicole di successo e persino vincitore di un Oscar (come sempre, non per il suo film più bello), cercò per un istante di temporeggiare, ma la frase “prendi fiato, calmati un attimo…” che aveva in bocca e che gli stava per uscire, se ne morì ancor prima di prendere vita e si limitò a spostarsi, come un tendone da teatro che, tirate le corde, rivela il palcoscenico: in piedi, con i lineamenti marcati e ben riconoscibili, malgrado il suo viso fosse in penombra, per via della luce che veniva dalla finestra alle sue spalle, fermo in una posa evidentemente costruita, come in un ciak cinematografico, apparve allora Hiddleston, barba incolta di tre o quattro giorni, faccia da schiaffi, con una smorfia artificiosa di dubbio e malizia ed un paio d’occhi che cercavano di penetrare nel cuore di Blackgrrrl.
La nostra eroina era però già oltre quel miraggio, aldilà di quell’apparenza, seduta per terra sul pavimento della disillusione e forte dell’esperienza passata.
Si avvicinò con calma all’attore inglese e guardandolo dal basso verso l’alto, gli sussurrò “Tom…”, quindi gli assestò un gancio destro dritto in faccia, colpendolo sullo zigomo e facendolo indietreggiare di un passo.

Stronzetto di un britannico… non eravate usciti dall’Europa? Ci avevo sperato sul serio!
Siamo a Manchester e Manchester è in Gran Breagna, quindi, tecnicamente…”, le rispose un fintamente stupito Hiddleston, massaggiandosi la parte sinistra della faccia.
Cosa?!? Che cazzo dici? Tecnicamente? Chi credi di essere, il barone von Strucker?
Mentre Tom stava cercando inutilmente appoggio nello sguardo di Boyle (questi completamente assorto a guardarsi i piedi, mentre li muoveva ritmicamente per battere le punte dei suoi mocassini e poi allontanarle), Blackgrrrl gli si avvicinò nuovamente, ma prima che potesse parlare o sferrargli un’altra sberla, Hiddleston le chiarì subito: “Non sono qui per rivangare vecchie storie o per discutere o per chissà cos’altro tu possa pensare a giusta ragione… Sono qui perché ti hanno chiamato… c’è bisogno di te, ora…
Gli occhi di Blackgrrrl si allargarono interrogativi, ma il suo cuore sapeva la risposta ed il suo animo la rifiutava nel contempo, “Cosa… chi…
Lo sai, devi andare… Ti stanno aspettando anche gli altri…
Mentre lei girava su stessa, guardando prima le sue mani e poi attorno nella stanza, quasi a cercare un appiglio per non cadere, la sua mente cominciò a roteare e pensò anche di svenire, ma non poteva, non di fronte a quello stronzo di Tom e poi adesso c’era da fare, avevano bisogno di lei, doveva tornare a casa, si, a casa, a fare le valigie e prepararsi ad incontrare gli altri.
Soffocò la palla di fuoco, che quasi inconsciamente aveva cominciato a creare dentro il palmo della sua mano destra, stringendola tra le dita.
Doveva conservare il suo potere per momenti peggiori e più pericolosi.
D’altronde la fine del mondo non era cosa da sottovalutare, mai.


Chapter-2

Lago-Maggiore

Specchiera piemontese Luigi XVI, in legno intagliato e dorato, davvero un gran bel pezzo!“, stava riflettendo Gianni, mentre osservava il mobilio, volteggiando a pochi centimetri dal soffitto di uno dei quattro grandi saloni di Villa Claudia dal Pozzo, meravigliosa dimora sul Lago Maggiore, che nel 1827 il Marchese Dal Pozzo d’Annone regalò alla sua sposa, la principessa Louisa.
Lo specchio, sormontato da una foglia d’acanto e sagomato in alto, a formare una ricca cimasa ad arco spezzato“, continuò la sua disamina, usando, nella sua immaginazione, un sinonimo ricercato, al posto dell’invece più comune modanatura, cosa che avrebbe di certo evitato di fare nei suoi racconti, diretti si sa ad un pubblico più ampio e meno snob, ma ora tutto sarebbe stato diverso, visto che la situazione in cui si trovava il suo corpo disteso a terra, almeno a guardarlo così dall’alto, come stava facendo ora fluttuando con il suo spirito, sembrava indicare che fosse morto.

Non si era mai ritenuto un sex symbol, ma, diamine, da quella prospettiva il suo corpo aveva un che di sgraziato, come un sacco sbattuto e tutto quel sangue vicino alla testa, poi… quanto lavoro per i becchini…
Scendi”, sentì chiamarsi o comunque pensò che quella voce fosse indubitabilmente diretta a lui, visto che non c’era nessun altro nei dintorni e che la principesca dimora, dove sembrava essere stato ucciso, era chiusa al pubblico da mesi, dopo l’ultimo affitto concesso alla troupe di un film (una puttanata mezzo action e mezzo soft-core, in stile revival anni ‘80… magari sarebbe diventato un cult, chissà…).
Scendi, Gianni, sul serio…”, insistette la voce, chiaramente femminile ed allora si girò di scatto verso di essa, perché questa volta la sentì più secca e sonora e non più chioccia e silenziata: sotto di lui, in perpendicolare, c’era Gwyneth Paltrow, biondissima e splendida nei suoi quarantatré anni portati con una classe sopraffina.

Lei lo stava fissando con sguardo fintamente arcigno, con un sorriso appena abbozzato di maliziosa bonomia, come una zia che sta scrutando il nipotino fare una bricconata.
Non voglio ripeterlo, ancora: c’è tanto da fare… vieni giù e parliamo…
Sono morto?
Lo eri, ti ha sparato Emma, ma poi noi ti abbiamo resuscitato.. come sempre…
Gianni vide il borsone di pelle portabiti, pronto ai piedi di Gwyneth ed allora capì che aveva ricevuto una chiamata e non poteva fare aspettare gli altri.
Piegò le gambe in avanti e planò come fosse pieno di elio ed un sorriso gli si aprì ampio sul volto: amava farlo tutte le volte, per lo meno in quelle di cui aveva memoria.
Mentre scendeva, nella stanza divenne nuovamente giorno ed anche fuori, ovviamente: il tempo era andato avanti, caratteristica costante di ogni resurrezione.

Cosa è successo questa volta?”, chiese appena toccato terra.
Tante cose, ma adesso devi sbrigarti o farai tardi per il treno”, quindi lo afferrò per la giacca dolcemente e lo bacio sulla guancia.
Gianni sentì il leggero solletico delle sue sopracciglia sul lobo dell’orecchio ed il calore del bacio che si allargava, mescolandosi alla sua stessa emozione e al profumo che dal collo di lei saliva a circondare i suoi sensi, conquistandoli implacabilmente.
Cavoli, era di nuovo vivo! Che bella sensazione… chissà se sarebbe stato così facile anche con gli altri… ma chi erano poi questi altri?


Chapter-3

Phoenix-burning

Una pioggerellina leggera innaffiava debolmente quel Lunedì di Ottobre del 2014, il 13 per l’esattezza.
Denilson era uscito dalla saletta del ristorante “La Caletta”, in Via Giovanni Battista Sammaritani a Milano, per prendersi solo qualche minuto di pausa.
Era stata una bellissima festa di compleanno, dove aveva sentito così vivo e forte tutto il calore latino della sua famiglia, stretta attorno a lui in un modo che gli aveva fatto male al cuore: si era sentito in colpa, infatti, per non aver mai detto nulla ai suoi parenti sulla sua vera identità, un segreto che la sua tata peruviana dell’infanzia aveva portato con sé nella tomba e che era riuscita a confidargli solo pochi istanti prima di morire.

Appoggiato al muro esterno del ristorante, vicino ad una delle vetrate che davano sulla stradina laterale di Via Lesa, Denilson alzò lo sguardo verso il muro di mattoni, inscuriti dal tempo e dallo smog, della ferrovia sopraelevata e vide una fenice incontrare il suo sguardo, un attimo prima di allargare le ali e prendere fuoco: bruciò in pochi secondi, con una grande vampata luminosa che solo lui poté vedere, perché il dono con cui era cresciuto in tutti questi anni era stato proprio quello, ovvero la capacità straordinaria di vedere i prodigi nascosti agli occhi degli altri.
Era uno spettacolo che conosceva bene, perché Milano era piena di fenici e così distolse lo sguardo quando l’uccello mitologico rinacque lentamente dalla sua stessa cenere, scena che all’inizio, la primissima volta che aveva assistito a quella sconcertante metamorfosi, lo aveva sconvolto, lasciandolo senza fiato e senza spiegazioni per giorni e giorni, ma ora si era praticamente assuefatto a tutta questa straordinarietà.
Attraverso la tenda che copriva il vetro della sala, stava osservando adesso la sua famiglia, ancora seduta al tavolo da pranzo e poteva vedere bene Naylea tagliare un’altra fetta della speciale torta con il disegno degli Avengers in mezzo alla panna montata: sapeva di essere fortunato e di aver avuto molto più di tanti altri, ma chissà cosa gli avrebbe riservato il destino per il futuro.

Proprio una bella cazzo di torta, PizzaDog!
Si girò di colpo verso la strada e vide il faccione sorridente con la barbetta rossiccia da prendere a schiaffi che Whedon si portava a spasso ovunque andasse.
Joss! Cosa fai a Milano?”, chiese il nostro Denilson, ma la domanda che in realtà avrebbe volto fargli e che non fece era in realtà “Sei qui per me?”.
Sono qui per te”, gli rispose Whedon e Denilson fece una smorfia come a dire “Appunto”.
Non mi piace il pesce e quindi non ti chiederò di invitarmi dentro…
Non lo avrei fatto comunque!”, replicò un Denilson, più impaurito che infastidito e l’arroganza, pensò, è sempre stata una bel sistema per mascherare i propri timori.
Non funziona”, disse Joss.
Cosa?
Essere arrogante e maleducato non aiuta a nascondere la tua paura
Ma che cavolo… leggi anche nel pensiero adesso? Solo un mese fa avevi imparato a volare ed adesso questo?
Forte, vero? La storia del volo, intendo… no, la lettura del pensiero non so nemmeno da che parte dovrei cominciare…

Qualcuno poteva uscire da un momento all’altro da quel ristorante, questione di pochi secondi ed una vita intera di identità segreta e menzogne si sarebbe disciolta come neve al sole…
Tranquillo, nessuno mi riconosce mai… sarà la faccia da schiaffi, ma adesso vado via, messaggio consegnato
Quale messaggio?”, chiese Denilson.
Beh, non è ovvio? Hanno bisogno di te… e prima che tu me lo chieda, te lo dico subito: tutti gli altri.”, quindi Joss Whedon gli diede le spalle e s’incamminò verso la fine della strada.
Era dunque un Adunanza, una cazzo di adunanza, proprio adesso, il giorno del suo fottuto compleanno: Denilson si morse il labbro inferiore ed è era una cosa che da sola lo avrebbe potuto smascherare, perché quel tic lo aveva solo quando era PizzaDog.
Ah, mi stavo per dimenticare…”, disse d’un tratto Joss, girandosi indietro un istante prima di aver voltato l’angolo, “Non è per oggi! L’Adunanza è tra due anni circa, in Agosto del 2016… il posto sempre lo stesso!
Sempre lo stesso, ripeté dentro di sé Denilson ed a quel pensiero rabbrividì, mentre i peli delle sue braccia gelarono, malgrado quel giorno a Milano non facesse meno di 18 gradi.
Aveva meno di 24 mesi per prepararsi.


I primi tre nomi sono stati estratti e con essi i primi tre eroi convocati all’adunanza: BlackgrrrlGianni e PizzaDog!

Abbiamo anche scoperto che ognuno di essi ha dei poteri speciali, ma ne abbiamo avuto solo un brevissimo accenno e tanto è ancora da scoprire…

Tre-Cavalieri

Blackgrrrl riesce a creare delle palle di fuoco con le mani, ma fino a che punto controlla questo elemento? Quanto potente è la sua forza e quanto a lungo può esercitare questo dominio sulle fiamme?

Gianni è in grado di risorgere, quindi potrebbe in teoria sconfiggere la morte, ma a che prezzo? Riesce a governare questa capacità da solo o ha bisogno di supporto?

PizzaDog vede i prestigi che gli altri non vedono, ma è tutto qui? Come un Grimm che vede i Wesen nel loro vero aspetto di mostri oppure ha una sorta di senso extra, che gli permette di andare oltre lo spettro visivo dei comuni mortali?

Questi i tantissimi interrogativi su cui verrà forse fatta luce nei prossimi capitoli dedicati a questi eroi, ma per ora è tutto!

Non sappiamo nemmeno, infatti, se i tre convocati accetteranno di andare all’Adunanza: solo il tempo ci dirà quali eroi arriveranno alla meta!

Black-Globe

Noi ci vediamo la prossima settimana, quando, nel frattempo, altri eroi saranno convocati ed altri prodigi usciranno dall’ombra…


 

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30 pensieri su “Kasabake The Gathering Vol. 1: dove tutto ha avuto inizio…

  1. Che mondo arido sarebbe senza Kasabake.
    Le sabbie guadagnerebbero presto terreno ricoprendo valli, colline, monti e leste soffocherebbero le sorgenti d’acqua fresca e profumata.
    Il verde lascerebbe tristemente spazio alle sfumature del giallo secco e avvizzito.
    I sorrisi si piegherebbero in amare sfumature di disillusione.

    Kasabake è un bambino e un vecchio allo stesso tempo: coniuga la vitalità e la spregiudicatezza delle gioventù con la saggezza serafica dettata dagli anni.
    Non so come faccia: forse è questo il suo potere, anzi SUPERPOTERE.
    Fore Kasabake è un X-Man e si aggira vigile come Xavier, forse è un alieno provenuto dal lontano pianeta Filot-Tran e il sole giallo del nostro sistema solare accresce a dismisura le facoltà della sua fantasia, forse è stato punto da un ragno ed è così diventato un abilissimo tessitore di storie, forse è un ameno studioso che di tanto in tanto si trasforma in un grosso omone verde che partorisce idee brillanti prendendo a punti il tavolino del salotto.
    O magari, più semplicemente, Kasabake è un uomo in cui cultura e genialità danno vita ad una avvincente lotta nella quale gli unici a vincere sono coloro che possono godere – anche solo per pochi istanti – della sua vitalità narrativa.

    Quindi grazie Kasabake per questo gioco folle e geniale che ci hai regalato!!!!!!

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    • Sono certo che questo che mi hai lasciato sia probabilmente il commento più orgogliosamente letterario e qualcuno potesse mai scrivermi.
      La tua generosissima esaltazione delle mie doti, in realtà più carnascialesche che artistiche, scorre in un fiume di metafore ed immagini allegoriche dimmi nella migliore letteratura lirica e fantasy.
      Varrebbe la pena di scrivere su questo blog o su qualsiasi altra piattaforma, anche solo per leggere commenti come il tuo, che sono scritti da un blogger di successo, da uno scrittore di indubbio fascino ed ancora indecisa professione artistica, nonché fratello ermenauta e amico sodale.
      Spero con tutto il cuore che il tuo giudizio sul mio operato non peggiori vistosamente quando sarà il turno della tua convocazione!

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      • Caro amico, il mio giudizio su di te sarebbe positivo anche se, dopo una notte di bagordi, mi soffiassi l’ultima lattina di birra rimasta sulla Terra. Ti perdonerei all’istante, ci riderei su e ti riprenderei sotto braccio per proseguire a cantare!!!!

        E comunque sappi che sto aspettando la tua convocazione trepidante come tanti tanti anni fa aspettavo ad occhi sgranati che il finto babbo natale che veniva all’asilo per la consegna dei doni mi chiamasse al suo fianco per consegnarmi un pacchetto!!!!!!

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        • Per non tradire le regole che io stesso ho creato per questo gioco di puro divertissement (nota bene la contraddizione assolutamente ermenàutica tra un gioco spensierato ed un senso del dovere nell’osservanza dei dettami… perché un ermenàuta scherza con i santi e con i fanti, usando il sacro per circumnavigare il profano, come tu, che sei uno dei postulatori, ben sai), non posso dirti altro sulla tua convocazione e sul tuo potere latente… ma sono lietissimo che sarai dei nostri (anche se onestamente lo davo per scontato, anzi, scontatissimo!)…

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          • Giammai vorrei che tradissi gli obblighi morali che albergano in ogni ermenauta.
            Quindi non solo rispetto ma addirittura approvo e plaudo la tua reticenza.
            E tuttavia fremo.
            Perché in fondo il segreto di ogni ermenauta é il saper far convivere in sé tante personalità diverse cercando sempre di trovare armonia tra esse

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  2. Tu sei pazzo! 😀
    Maestro Kasa sei ufficialmente non di questo mondo! Questa è la cosa più bella e divertente e geniale e lusinghiera e folle e impensabile e assurda e stupenda e termine-che-non-mi-viene-in-mente-che-esprime-genio-dimestichezza-e-gusto-nel-fare-le-cose che abbia mai letto! XD

    Lapinsu ha ragione su tutto, hai un dono, un superpotere, un’abilità speciale che ti permette di scrivere con ingenio dei bellissimi articoli, ricchi di cultura e di passione.
    Ora però il tuo potere si è evoluto. Ora sei in grado di creare storie, interi universi, di alterare la nostra dimensione [la classica] e quella della tua fantasia [la Ultimate] per creare una All-New All-Different realtà parallela in cui siamo tutti parte del cast!

    E tu che ora sei il Dungeon Master delle nostre vite, tu che sei il Christof del nostro show, l’Osservatore delle nostre esistenze, il Dottor Manhattan del nostro creato, tu proprio tu hai scelto ME per la tua adunanza, per far parte degli Earth’s Mightiest Bloggers, per essere un membro del WordPress Corps donandomi per altro uno stupendo potere, quello di vedere “le cose oltre le cose”, il potere di Rachel Weisz nel non abbastanza apprezzato CONSTANTINE, la maledizione del Mago Supremo nel recente rilancio di Jason Aaron per DOCTOR STRANGE, la visione a mo di codice dell’Eletto in MATRIX, gli speciali occhiali del professor Klauss che Hellboy usa per smascherare un troll intenzionata a mangiare dei poveri gattini….tu mi fai dono di questo potere e mi chiedi di unirmi alla tua grande alleanza?
    Dimmi un po’ con quale coraggio potrei mai rifiutare la chiamata? 😀

    Quindi caro amico Kasabake: ci sto!
    E non perchè ho bisogno di amici come il Flash di Ezra Miller, non perché ho una nota rossa che voglio cancellare dalla mia scheda, non per fare qualcosa di buono, di cattivo o magari entrambi e nemmeno per fare “un ultima corsa”, ma solo perché ci sei tu alla guida di tutto! Il nostro condottiero, il nostro Nick Fury, il nostro prof. X, il nostro Leonida, il nostro tenente Aldo Raine, i nostro Bill, il Barbossa della nostra ciurma, il capitano Kirk della nostra nave, il “Joe” dei G.I.Joe, il nostro Optimus Prime……ci sto Maestro! Voglio intraprendere quest’avventura [dove devo firmare?]! 😀

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    • Grande!
      Come nel caso di Lapinsu (che ha aderito all’iniziativa ancor prima di essere convocato ufficialmente!), anche con te davo per scontato che saresti stato nel gruppo e questo perché aldilà del nerdolo che è in te (che si pasce di comics, sci-fi, fantasy, trading card games e tutti i cazzi & mazzi presenti nei vari comicdom da San Diego a Lucca), tu hai davvero lo spirito dell’avventura cazzuta e mistica assieme, di chi salva il mondo e poi si schiaccia una lattina vuota sulla fronte, magari facendosi anche un po’ male, perché tutti e due siamo Groot e quindi stikazzi… chiaro, no?

      Ti parlo adesso come blogger e come amico, perché mi piace raccontarti che nello scrivere il tuo pezzo mi sono talmente immedesimato che mi sentivo anch’io seduto a quel tavolo tra i tuoi parenti ed ho provato persino dolore a pensare a quanto devi aver fatto fatica in tutti questi anni a tenere nascosti i tuoi segreti, ma pazienza, come dice King “il mondo è andato avanti” (il che ha una sua specifica nel capitolo di Gianni e del suo potere…

      Veniamo invece adesso al Gathering


      Kasabake-The-Gathering-Missioni-e-Incarichi

      Potente PizzaDog, non è un caso che tu abbia ricevuto la convocazione per l’Adunanza quasi due anni fa: allora infatti ricevesti l’incarico di trovare il luogo per la convocazione, il posto dove tutti gli Earth’s Mightiest Bloggers (da quando lo hai scritto è diventato ufficiale ed è sempre stato così) si sarebbero riuniti.

      Siccome sappiamo che in questi mesi hai predisposto tutto (potenza del tempo inverso della fiction!), il tuo primo compito sarà appunto, nel segreto più assoluto, rintracciare il luogo (ovunque nel globo, ma visibile dalle Google Maps e possibilmente dalla funzione street view), a tuo insindacabile giudizio: sia un capannone industriale, un monastero tibetano, il retrobottega di un night-club, un locale di Washington dove cucinano puntine di arrosto BBQ, un convento di clausura, una chiesa abbandonata dove ha giaciuto il corpo di Maria Maddalena, il Louvre, il Caffè Florian, non importa dove, perché TUA l’intuizione, TUA la decisione ed una volta presa SARA’ PER SEMPRE STATO COSI’.

      Quando avrai deciso il luogo e le caratteristiche, mantieni tale notizia per te, senza comunicarla ad altri e tieniti pronto per le modalità con cui verrà trasmessa a tutti i convocati.

      Per ora è tutto… altri stanno arrivando e con essi il vento dell’Est di Sherlockiana memoria…

      Un abbraccio, amico!

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      • Oddio, dire che sono emozionato è dire nulla XD
        Ho addosso un gaso misto nervosismo che non immagini. Tra l’altro non so se sia saggio affidarmi cotanta responsabilità ma giuro sul mio onore che farò tutto ciò che sarà necessario per portare avanti la missione [e poi una volta che Whedon chiama non puoi mica tirarti indietro 😀 ]
        PS: onoratissimo che tu abbia preso “Earth’s Mightiest Bloggers” come nome ufficiale dell’adunanza.
        PPS: amo il fatto che il mio viaggio inizi [almeno a livello narrativo] con una fenice, mi ha ricordato la prima puntata di Pokémon! Lo so che non centra niente, ma col cartone animato ci sono cresciuto, è un pilastro della mia formazione nerd e la cosa mi ha fatto sorridere! E poi in sti giorni non si fa che parlare di Pikachu e compagnia quindi ogni scusa è buona per tirarli in ballo 😀
        PPPS: no niente, ci tenevo ad arrivare a tre post scriptum. Adios!

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        • Joss-says

          Il nome è sempre stato Earth’s Mightiest Bloggers e così risulta in tutti i commenti ed in tutte le risposte, da adesso a per sempre.
          Così è detto, così è deciso.
          Noi abbiamo fede in te e ricorda la visibilità in street view (va bene anche prodotto analogo, tipo “sheep view” come da sito).

          Uncle-Ben-says

          Tuo il grande potere, tua la grande responsabilità…

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  3. AHAHAHAHAH oddio ma questa cosa è meravigliosa!
    Ti giuro sto morendo dal ridere un po’ per tutto ma soprattutto perché quest’estate un cartone ben assestato a Hiddleston lo tirerei davvero XD
    Ma poi è tutto geniale, cioè hanno ragione gli altri a dire che sei pazzo ma lo sei in modo assolutamente positivo.
    All’inizio pensavo di dover tirar fuori le carte di Magic, aiuto. Ovviamente ci sto XD

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    • Mi conosci, Blackgrrrl e conosci la passione che ho sempre avuto per il tuo blog, nonché per la tua capacità di oscillare tra il mainstream supereoistico ed il cinema autorale più raffinato, senza mai perdere la dignità di una critica intelligente, anche quando ti diverti a scherzare… era nello Stato delle Cose (giusto per citare Wenders!) che tu saresti stata convocata, soprattutto dopo che ho scoperto che possiedi l’abilità straordinaria di creare palle di fuoco con le mani… e mi dicono dalla regia che il tuo potere, in realtà, va molto aldilà di questo, ma ti consuma un po’…

      Adesso lascio la parola allo staff del The Gathering (tra l’altro, per restare in zona Magic da te citato, dopo che con le regole del Second Tournament avevano proibito di usare carte che non appartenessero alle ultime due espansioni in ordine di tempo, dopo le Strip Mine ed i Royal Assassin, una delle mie nuove carte preferite diventò Wrath of God, due mana bianchi e due incolori per l’evocazione…)


      Kasabake-The-Gathering-Missioni-e-Incarichi

      Infuocata Blackgrrrl, lieto che tu abbia risposto alla convocazione: era giusto così!

      Per ora aspetta a Machester, perché la tua prima destinazione non sarà subito al luogo prestabilito per l’Adunanza, giacché dovrai prima fare una deviazione per affinare le tue abilità: al tuo ritorno, saranno davvero in pochi a non temerti!

      A breve riceverai istruzioni in merito da Hiddleston… sarà un viaggio lungo e pericoloso…

      P.S. Grazie davvero per aver deciso di giocare!
      P.P.S. Non sapevo come fare a commentare ilo tuo post sul sequel di Trainspotting senza svelarti nulla di ciò che avevo appena scritto! Pensa che faccia ho fatto quando ho letto quello che avevi pubblicato!! Era ovvio, per me, che avevi una fonte di prim’ordine… lo stesso Boyle ti aveva parlato a casa del padre, eh!

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      • AHAHAHAH diciamo che Danny Boyle è tipo Swanney che sa sganciare “la roba” al momento giusto XD ti stava rovinando i piani in modo clamoroso.
        Intanto ti ringrazio per la nomination e questo gioco comunque gia cosi mi piace molto, anche perché sapere che ho un potere non è cosa da niente. Ok uno dei miei x-men preferiti di sempre è Tempesta (insieme a Magneto, Wolverine e Nightcrawler), ma anche essere capace di fare palle di fuoco non ci fa schifo per niente 😀
        In realtà ho detto Magic come una giocatrice navigata ma in realtà sono una sottospecie di newbie infelice, ci stavo socializzando con le regole, e tra l’altro è pure tantissimo che non ci gioco, almeno prima avevo il gioco online per windows, ma col mac non funziona. Devo trovare una soluzione XD vabbè la finiamo con sta digressione

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  4. Detto da uno che ha la capacità di risorgere è un gran complimento!
    A breve sarai contattato per la prosecuzione del The Gathering… preparati!

    P.S. E’ un onore avere una penna come la tua al servizio della Compagnia dei Blogger o meglio, come li ha definiti PizzaDog (l’eroe incaricato due anni fa di trovare il luogo per l’Adunanza) gli Earth’s Mightiest Bloggers

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    • L’onore è ovviamente mio, che sono stato affiancato dalla Paltrowwissima e biondissima signora di tutti gli uomini d’acciaio! Con lei condivido età altezza e … e basta! 😀
      Ma la mia vettura è pronta? Sai che dopo quella volta zoppico… e non posso guidare auto con la frizione! 😉

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  5. Pingback: B! | ilperdilibri

  6. Oh, giusto per dire: accetto! Ma penso si capisse dagli altri commenti. Per la cronaca, almeno per ora il mio io reale mica zoppica (toccata d’obbligo) era per dare una connotazione strana al mio riportato-in-vita personaggio. Ma forse questo ti sconvolge i piani? Sono un dannato chiacchierone. PS.: anche secondo me Emma alla fine è una bastardissima ragazzetta e prima o poi farà secco qualcuno.

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  7. Pingback: Kasabake The Gathering (Summer Edition)  | Chezliza

  8. Kasa, sei un genio. Da quando seguo il tuo blog, ti sei sempre distinto in questi “tag”, perchè non si tratta di semplici “giochi da blog”, ma sono dei veri e propri esercizi letterari interattivi. Appena posso, vado a leggere il seguito di questa stupenda storia! E… si, scusami per la mia assenza in questi mesi. Mi è mancato tantissimo il tuo blog, come quello di molti altri amici (in questi giorni mi farò vivo nei commenti e sul mio blog). Non posso promettere di tornare alla costanza di prima, non ancora, ma non ho abbandonato del tutto WordPress 😉

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    • Oooh, Dave!
      E’ un triplo piacere sentirti: primo, perché mi sei mancato, così come mi sono mancate le tue recensioni, sempre sobrie ed obiettive, anche quando la passione ed il tenore investigativo del vero giornalista ti faceva cercare (e soprattutto, trovare!) il focus su cui porre l’attenzione; secondo, perché io e te ci siamo sempre reciprocamente scambiati giudizi e commenti sui nostri blog in nome di una vera amicizia, senza secondi fini; terzo, perché sei un toccasana per la mia autostima, giacché hai ogni volta delle parole di elogio che scioglierebbero il cuore alla regina dei ghiacci!
      Quindi tre volte grazie e tre volte ben ritrovato!
      Anche se l’attesa per il nostro prossimo incontro virtuale fosse altrettanto lunga, se non di più, va bene lo stesso: sarà comunque un piacere!

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