Jennifer Shrader Lawrence: il tributo del Distretto 12 è Rosalyn Rosenfeld

Katniss-EverdeenMe la ricordo ancora bambina, biondissima, con quel viso angelico e rotondo ma attraversato da una nota di durezza, mentre racconta della mamma scomparsa alla poliziotta dal volto diafano dell’immaginaria squadra “Casi Irrisolti” della sezione Omicidi del Dipartimento di Polizia di Philadelphia, muovendosi con una disinvoltura disturbante, per un ragazza della sua età, sul set di quell’episodio, il diciottesimo della quarta stagione per esattezza (“A Dollar, a Dream – Il biglietto dei sogni”).

Lawrence in Cold Case episodeEra il 2007 e la nostra Jennifer Shrader Lawrence aveva già alle spalle un’altra apparizione televisiva, in un episodio della fiction “Medium” l’anno precedente: certo, quelle due parti erano ben poca cosa, poco più di due comparsate, ma quella ragazza, quel giorno, ferma sul bordo del lago, a guardare gli agenti che con il carro attrezzi  tiravano fuori dalle acque limacciose la macchina della madre, rimasta affondata per tanti anni, mentre il regista (un carneade qualsiasi) sposta l’inquadratura dai fiotti d’acqua che escono dai finestrini rotti agli occhi di Jennifer (non a caso, saranno uno dei suoi punti di forza, anche in futuro) e su di loro si ferma, per quei pochi istanti che in Tv sono secoli.

lawrence-in-cold-case-02Noi spettatori cogliamo davvero in quel viso tutto il dramma del suo personaggio, che deve rivivere un abbandono (quella della madre scomparsa quando era piccola) ed assieme scoprire che la mamma non era in realtà scappata di casa come aveva sempre pensato, ma era stata uccisa ed il suo cadavere nascosto, ecco, per un attimo la nostra diciassettenne ruba la scena anche alla molto più navigata Kathryn Morris, l’attrice che per 7 stagioni consecutive del serial “Cold case” ha prestato il volto all’iconica detective Lilly Rush della omicidi.

X-Men first classCome tanti altri, anch’io scoprii la Lawrence con il bellissimo “X-Men: First Class (X-Men – L’inizio)” del bravo Matthew “Kick-Ass” Vaughn e fu immediatamente un amore sconfinato per la sua arte, una di quelle passioni che stordiscono e che ti fanno inseguire con lo sguardo le sue espressioni, le sue movenze sullo schermo e che devi con lucidità a posteriori mettere alla prova, per capire se è solo un bel copione quello o è proprio lei una brava interprete.
Per cui recuperai i tre film che l’hanno consegnata alla maggiore età ed ai primi successi, ma quei film non erano nelle mie corde (compreso quello di Guillermo Arriaga, presentato allora a Venezia) e li guardai svogliatamente, senza rimanerne impressionato, ma forse fu solo un problema mio.

Winters-BoneDecisi di dare alla sua filmografia un’altra possibilità e mi guardai in un solo week-end “Winter’s Bone (Un gelido inverno)” e “The Beaver (Mr. Beaver)”: nella prima pellicola assistetti ad un’interpretazione fantastica, da oscar, ma al servizio di una storia a cui come produttore non avrei mai dato i soldi per essere portata sullo schermo, mentre nella seconda (che per altro aveva come mattatore
quell’ultra-cristiano iper-patriota un po’ pazzo di Gibson, che mi sta anche simpatico The-Beaverquando non pontifica), beh, la parte della nostra Jennifer era oscurata dalla regia della sontuosamente brava quanto antipatica Jodie Foster e da uno script prepotentemente a suo agio con la propria autoreferenzialità di quel so-tutto-io di Kyle “Awake” Killen.
Saltai, a quel punto, il film di Drake Doremus e non per il cognome da anime giapponese dell’autore, ma perché la sinossi mi spaventava per il suo fattore “chissene” e non volevo allora assumere antiemetici.

MistiqueRestai fermo quindi alla mia Mystique (tale solo alla fine), al suo amore infantile e fraterno per il giovane Charles Xavier (James McAvoy), fatto di riconoscenza e rispetto, di dolcezza e primi turbamenti, ma anche alla passione adolescenziale per Hank McCoy “The Beast” ed al sesso dei baci rubati e negati da chi li vede come mostri: la Lawrence ha messo il suo corpo (certo allora ancor meno statuario di oggi) nel personaggio che era stato, nei primi tre “X-Men”, portato sullo schermo dalla bellezza mozzafiato di Rebecca Romijn (no, dico, lasciate stare “Ugly Betty” per un attimo, dove fa il trans, ma l’avete vista in “Femme fatale” di Brian De Palma con Banderas?) e questo l’ha gettata in mezzo all’arena assolata Ravendel web, dove centinaia di migliaia di guardoni l’hanno letteralmente spogliata (c’erano allora persino dei siti americani che misuravano con delle app farlocche i centimetri di cellulite dei suoi fianchi), mettendola sotto la lente infuocata dei loro paragoni impietosi, paragonando, confrontando ogni sua espressione ed affogandola nel sudiciume, ma Jennifer uscì vittoriosa da tutto questo e come una marea lenta ed inesorabile, il consenso dei teen-agers di tutto il mondo occidentale salì, portando la nostra giovanissima attrice ad una glorificazione ancora troppo di nicchia ma comunque globale.
Poi arrivarono gli “Hunger Games” e fu il delirio.

Rue's Farewell 01Mentre le note della struggente “Rue’s Farewell”,  del bravo compositore James Newton Howard, accompagnano in modo esemplare l’addio che il personaggio di Katniss Everdeen fa alla sua compagna e rivale defunta, prendendosi il tempo di farle una sorta di funerale celtico in mezzo al verde dei boschi, io ero in spirito assieme agli uomini e le donne del Distretto 11 della nazione di Panem, che osservavano in silenzio quelle immagini sui maxi-schermi installati dai tecnici televisivi dei giochi, così quando la musica sommessa diventa sinfonica ed ampia e Katniss alza la mano con le dita piegate, usando per la combattente caduta lo stesso segno di rispetto che in quel distretto si usava nei funerali nei confronti delle persone che si erano ammirate, il cuore nel mio petto ha avuto un sussulto e lo struggimento me lo ha stretto dentro.

Rue's Farewell 02Quella della Everdeen, “tributo” femminile offerto dal Distretto 12, è una parte fantastica, che non poteva non consacrare Jennifer Shrader Lawrence  come un idolo per le ragazze ed i ragazzi della sua generazione, ma è anche un ruolo di altissima pericolosità, proprio per la sua carica virale e per la spietatezza che normalmente distingue chi rapidamente ti pone su un podio ed altrettanto rapidamente ti fa precipitare.
House-at-the-end-of-the-streetLa nostra attrice autodidatta (è quello che ha affermato ella stessa, parlando della sua formazione professionale, in tutti i talk-show a cui ha partecipato), però, è molto di più di un’icona e nello stesso anno del fortunatissimo film di Gary Ross, esce al cinema con altre due pellicole: il banalissimo horror finto-psicologico “House at the End of the Street” di Mark Tonderai (un nome che non mi diceva nulla allora e non mi dice nulla oggi Jennifer-lawrence-Silver-Linings-Playbooke se non fosse stato per la Lawrence sarebbe per me la seconda persona singolare dell’indicativo futuro di un verbo incomprensibile) e “Silver Linings Playbook (Il senso positivo)”, la fantastica commedia drammatica scritta e diretta da quel David O. Russell che mi aveva già conquistato nel 2010, dirigendo, con pienezza di stile, uno smagrito Christian Bale nel suo davvero ottimo “The Fighter”).

Jennifer-lawrence-Silver-Linings-Playbook 02Non ho letto il romanzo omonimo che lo stesso Russell ha adattato in sceneggiatura per il suo film e quindi non posso fare paragoni, ma il film mi è rimasto nel cuore: in primo luogo per una storia che è una gradevole rivisitazione in chiave borderline di una situazione tipica delle commedie sentimentali, poi certamente anche per i dialoghi e la regia attenta e molto vicina agli attori, ma soprattutto per gli interpreti, tutti molto bravi, con un De Niro che, seppur non protagonista, un po’ oscura con il suo magnetismo il nostro american sniper Bradley Cooper ed infine, ovviamente, con la  Lawrence, che dà vita al personaggio di Tiffany in modo indimenticabile, aggiungendo al colore corvino dei Jennifer-lawrence-Silver-Linings-Playbook-03suoi capelli il timbro dell’essere introversa, asociale, combattuta e molto delusa dalla vita e dai suoi simili; il personaggio è di quelli da Oscar ed infatti la nostra attrice lo vinse proprio per questa parte, urlando al mondo quanto fosse brava, proprio con il suo essere (di Tiffany) dimessa ed allampanata in pubblico e di contro con un cuore generoso ed aperto a nuovi amori (o nuovi dolori) che mostra nelle lezioni di ballo, dove finge la durezza dei sergenti, ma è vittima della sua stessa insicurezza, sbirciando costantemente con la coda dell’occhio chi ha appena sgridato e temendone le reazioni.

Jennifer-lawrence-Silver-Linings-Playbook-04Per concludere il discorso su “Silver Linings Playbook ”, faccio notare che nel mio personalissimo treasure chest, sorta di album di ricordi fantastici dei film che ho visto, tra i posti d’onore c’è la scena in cui praticamente l’intero cast è presente nella medesima stanza, con tutta la  famiglia Solitano, amici compresi, più la stessa Tiffany, mentre i due scommettitori (Randy / Paul Herman e Patrizio Solatano / Robert De Niro) alzano la posta della loro sfida, trasformandola in una martingala: con una girandola di dialoghi efficaci ed efficienti, Russel prima mette alla berlina il personaggio della Lawrence, poi lo rivaluta ed infine le fa condurre il gioco, fino alla conclusione ad effetto.
Tutti meravigliosi, tutto bello, ciak perfetto.

SerenaTralasciamo di parlare a fondo sia di “Serena (Una folle passione)”, film del 2014 incredibilmente presuntuoso, pieno di cliché, confuso nella parte storica (in cui la danese Susanne Blier vorrebbe scimmiottare il grandissimo Michael Cimino di “Heaven’s gate – I cancelli del cielo”) e che ho archiviato nella mia mente come inutile polpettone e dove comunque Jennifer Shrader Lawrence riesce ugualmente a giganteggiare (rendendo quasi credibile la trasformazione caratteriale della protagonista), sia anche dei successivi capitoli della saga degli “Hunger Games” (piacciano o non piacciano, parliamo di un meccanismo collaudato e di un character che senz’altro non poteva presentare sorprese recitative, né positive né negative), ma fermiamoci invece un istante sul sequel del film sugli X-Men con cui eravamo partiti, ossia sul “X-Men: Days of Future Past (Giorni di un futuro passato)”, dove la X-Men-_Days_of_Future_Past_Lawrencenostra Jennifer torna ad indossare i panni (buffo da dire, per un personaggio che da mutante gira praticamente nuda, quando assume le sue vere sembianze) di Mystique, diretta da quel Bryan Singer con cui tutta la saga cinematografica dei nostri mutanti è iniziata (dirigendo i primi due film e producendo tutti gli altri come un vero supervisore delle trame, in modo simile a quello con cui Tim Burton seguì l’evolversi delle trame dei film di Batman negli anni ’90, prima dell’arrivo di Nolan).

Kitchen sceneMalgrado io abbia trovato questo film particolarmente bello e foriero d’interessi (so di essere solo in questo, soprattutto sulla piattaforma wordpress), le scene migliori del film non sono certo quelle con Mystica ed in realtà con nessuno del cast principale, perché, con l’eccezione forse di tutta la fantastica sequenza della liberazione di Magneto (specie quando il suo figliastro Pietro Maximoff alias Quicksilver si muove così velocemente da far sembrare il tempo rallentato e corre sulle pareti ascoltando nelle cuffiette “Time in a bottle” di Jim Croce… oops! Non dovevo svelare la parentela a chi non legge i fumetti?), i veri protagonisti assoluti del film sono le SentinelsSentinelle, meravigliosi androidi capaci di assorbire il potere dei mutanti che sono stati uccisi ed assimilati dal programma di difesa e sterminio creato dal nano malefico Bolivar Trask (il grande Peter Dinklage di “Game of Thrones”): la loro bellezza e la loro inesorabile ferocia sono la vera perla visionaria di questa pellicola, mentre tutto il cast resta un po’ sulle sfondo a fare da cornice e di talenti clamorosi, davvero sprecati in questa occasione, c’è davvero solo l’imbarazzo della scelta!

American-Hustle-01Rivedere la Lawrence interpretare di nuovo Mystique è ovviamente una grande gioia, come lo sarà anche nell’imminente “X-Men: Apocalypse”, sempre diretto da  Singer, ma il film con cui ci piace concludere questa lunga panoramica dedicata alla nostra musa è senz’altro la fatica più recente del già citato più volte in questo post David O. Russell.
American-Hustle-02Stiamo infatti parlando di “American Hustle”, dove Jennifer Shrader Lawrence regala all’umanità il personaggio di Rosalyn Rosenfeld, un affresco femminile che non avrebbe stonato in un film di Scorsese ed un ritratto femminile crudele e regale, nel suo essere vistoso e impietoso, sublimazione di quella categoria umana che vediamo sbeffeggiata quotidianamente nei reality come “Geordie Shore” e che nel film di Russel si divide la scena con un’altra grandissima donna e grandissima attrice, da me molto amata ed apprezzata: Amy Adams.
American-Hustle-03Non voglio svelare nulla della trama, abbastanza intricata ed affascinante, come ogni racconto che abbia come protagonisti dei truffatori, ma dico solo che consiglio caldamente questo film a chiunque: complessivamente più impegnativo artisticamente della precedente pellicola del nostro autore, ma come risultato finale un po’ troppo di maniera e formale del più genuino e diretto “Libretto delle Buone Intenzioni” (era così brutto solo tradurlo?).

Da vero fanboy, concludo questa digressione linkando il videoclip dei Parachute che cantano “The Mess I made” e che vede la partecipazione nel video della nostra Jennifer, allora diciannovenne.
Bye, bye.

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29 pensieri su “Jennifer Shrader Lawrence: il tributo del Distretto 12 è Rosalyn Rosenfeld

  1. Grande Kasa! Anch’io adoro la Lawrence, pur non apprezzando per niente la saga Hunger Games che l’ha “consacrata”. Jennifer mi ha sempre colpito e affascinato in tutte le pellicole che ho visto, ma in particolare nei due film, da te citati, di un ottimo regista quale è O’Russel, Il lati positivo e American Hustle (nel quale tiene testa ad una stupenda, monumentale, bellissima Amy Adams, quasi oscurandola in un paio di scene… e se lo dico io che adoro Amy..beh….)

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  2. Mi piace come scrivi ed apprezzo i tuoi gusti in fatto di cinema, che considero davvero ottimi ed anche per molte cose simili ai miei: non a caso siamo massimamente estimatori di Nolan regista, il che significa che entrambi amiamo un certo modo di fare cinema.
    Per questo motivo, non solo leggo sempre le tue recensioni, ma se c’è discordanza di opinione sulla bellezza complessiva di un film tra te ed un altro blogger, tendo a fidarmi del tuo giudizio, che per altro esprimi pacatamente e con i tuoi dubbi, quando non sei sicuro di qualcosa.

    Detto questo, escludendo le attrici non più in carriera (Ingrid Bergman, Audrey Hepburn, Natalie Wood, Greta Garbo, etc. etc.) ed escludendo anche quelle che per raggiunti limiti d’età, malgrado lo straordinario talento, non possono più interpretare certi ruoli (Meryl Streep, Emma Thompson, Glenn Close, Michelle Pfeiffer, etc.etc.) ed escludendo infine quelle che, per colpa di operazioni di chirurgia plastica sbagliata o eccessi di botulino si sono letteralmente rovinate (fra tutte, una delle mie ex-preferite di sempre, Nicole Kidman, ma anche Sandra Bullock, etc.etc.), penso che in questo momento sulla scena cinematografica non ci siano talenti che possano seriamente battere la coppia Jennifer Shrader Lawrence e Amy Adams, per il loro mix di bellezza, bravura, fascino e versatilità.
    Tieni conto che per dire questo ho volutamente circoscritto il gruppo con i limiti sopra delineati, ma sono molto convinto della mia affermazione.
    In questo senso, uno dei film per me assolutamente di culto, proprio per l’accoppiata femminile vincente, è la gradevolissima commedia “Julie & Julia, che penso prima o poi recensirò proprio per la presenza in contemporanea (tra l’altro senza aver alcuna scena in comune sullo stesso set) della Streep e della Adams (poi nel cast c’è Tucci e questo alza la media, sempre!).
    Per Russel concordo con te, ma penso fosse ovvio dal mio post, che è uno dei migliori talenti in circolazione, anche se penso debba trovare ancora la sua misura… se non l’hai ancora visto il suo “The Fighter”, recuperalo subito, perché sono certo lo adorerai!
    Alla prossima Dave!

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    • The fighter è un film che devo assolutamente recuperare… oltre te anche un mio amico me lo ha stra-consigliato e mi ripete di continuo di vederlo. Considerando tutte le premesse che hai fatto, sono assolutamente d’accordo, ancora una volta, col tuo giudizio in merito alla coppia Adams-Lawrence. Anch’io ho visto la commedia Julie &Julia ed in effetti si tratta di un film gradevole, soprattutto grazie alle interpretazioni delle due attrici protagoniste. è sempre un piacere confrontarsi! Alla prossima 😉

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    • mumble mumble…

      ora più sotto dirò la mia sulla Lawrence, qui mi soffermo sulla coppia da te sfoderata – Lawrence e Adams – e sul fatto che non abbiano pari attualmente.
      Mi permetto di dissentire o quanto meno ampliare il novero del ristrette gruppo delle IMMENSE.

      Voglio premettere un paio di cose però.
      PRIMO: faccio un’enorme fatica a giudicare obiettivamente la bravura delle attrici perchè la loro bellezza e cosa essa suggerisce ai miei pensieri e ai miei sensi è un elemento di assoluto disturbo. SECONDO: le prime due di questa lista non sono tra le mie predilette, pur non potendo evitare di riconoscerne il talento e la grazia:
      – Natalie Portman: carriera portentosa, dove ha saputo mixare blockbuster e filmoni con buon esito
      – Michelle Williams: attrice bravissima, mi duole non averla mai vista in qualche film veramente epico
      – Kate Winslet: per talento recitativo forse la mia prediletta tra le under 50 (sopra c’è la Streep, e quella non si batte nemmeno col bazooka)
      – Keira Knightley: attrice poco versatile in verità, ma quando becca la parte è difficile superarla (chi ha visto A Dangerous Method sa di cosa parlo)

      Ah, piccola digressione su Russel: ottimo cineasta, ma secondo di me strada deve farne ancora un po’, non molta in verità, però…
      Tutti i suoi film, benchè belli questo è indubbio, hanno un sostanziale difetto: non sfondano mai. Stanno lì lì sul ciglio che separa il bel film dal filmone ma non riescono mai a oltrepassarlo. Il tempo gli darà ragione, lo so, ma per ora è così, almeno per me.

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      • Sulle attrici il discorso è davvero complesso, perché la bellezza (soprattutto quando ciò che più ci “attizza” non è solo nella perfetta armonia del corpo, ma in un quid quasi indefinibile che ci fa dire che quella specifica persona, aldilà dell’indubbia bellezza statuaria, fatto oggettivo, ci fa davvero perdere la testa), escluse le cozze, diventa terreno opinabile.
        La bravura è meno opinabile della bellezza (Gemmona Hartenton è una bellezza indiscutibile e questo è ovvio per tutti, tranne i non-vedenti che non l’hanno palpata, ma per qualcuno lo ancora di più, mentre la bravura della Meryl Streep è una delle certezze di questo universo), ma ugualmente discutibile perché è legata anche al nostro approccio ai film ed ai personaggi interpretati ed in questo sei stato chiaro.
        Su Russel direi che siamo concordi ed abbiamo praticamente detto la stessa cosa con parole diverse.

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  3. Raramente la storia del cinema ha proposto un mix di bellezza e talento come quella della tua diletta Jennifer.
    La mia (corta) memoria cinematografica mi fa sovvenire un solo concreto paragone: la Pfeiffer che abbagliò tutti appena 25enne con la sua splendida e indimenticabile Elvira Hancock.

    Fatta questa doverosa premessa, devo dire che ancora non ne sono stregato.
    Figa, è figa.
    Brava, è brava.
    Però… boh, che vi devo dire, ancora non mi ha conquistato. Il motivo è semplice: perchè non ha (ancora) partecipato a un film cui sono particolarmente legato.
    Ho disprezzato gli Hungergames, così come tutti i similari tenn-movie-eroina (dove eroina può essere inteso sia come tipologia di protagonsita femminile, che come droga che vorrei iniettarmi per dimenticarne la visione) da Twilight fino a Divergent.
    Già detto sopra cosa penso dei film di Russel (belli ma non bellissimi) cosa resta?
    Su un gelido inverno e Una folle passione hai detto tu tu, inutile aggiungere altro senza far ricorso alla biochetasi.
    Sugli x-men, dove invero lei raggiunge il top di topaggine, si può parlare tanto, ma di sicuro non è una tipologia di film adeguata per misurarne la statura.

    Ciò che mi impressiona sul serio, questo lo ammetto, è la sua età: ad appena 24 anni ha già alle spalle una carriera che le più non hanno nemmeno a 40 anni. Questo qualcosa vorrà pur dire.

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    • La quaterna è tosta…
      ma è per me un poker non inattaccabile: ognuna di queste fantastiche attrici non è mi è piaciuta per qualcosa (ho odiato profondamente, ad esempio, il film su Marylin, ho amato la Knightley sia nel film di Cronemberg che hai citato, sia in tantissimi altri titoli, tra tutti “London Boulevard”, così per la Winslet, immensa nel “ Eternal Sunshine of the Spotless Mind” che tu schifi o in “ Revolutionary Road e praticamente in tutte le sue pellicole, ma mi sta antipatica (come la Foster, bravissima, ma non la digerisco!) ed infine la Portman che ritengo un mostro di bravura ma che ho amato solo nel film di Aronofsky (e non perché muore, dai! Non sono così…) ed in Leon (ma qui rischio la pedofilia se mi si fraintende…).

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      • Effettivamente son tutte attrici che (a parte la Winslet) non coinvolgono molto nemmeno me. Tuttavia non posso non riconoscerne l’immensa bravura unita a un fascino che, pur non stregando totalmente me, è innegabile. Di qui la scelta di abbinarle alla tua coppia, cercando di trovare le eredi definitive alle tante grandi del recente passato che, chi più chi meno, hanno imboccato il viale del tramonto
        (la Streep no, lei non tramonta: vive una perenne alba artistica che sembra non finire mai)

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        • Si, non c’è alcun dubbio…
          bravura e fascino indiscutibili per tutte e quattro…
          abbiamo entrambi spesso “scherzato” su quanto può essere più o meno “patata” un’attrice, ma poi, se pensa davvero ad una parte importante da affidare ad un’attrice di quella fascia generazionale, il cerchio si restringe ed i nomi fatti son quelli, non si scappa!
          Basta chiudere gli occhi e pensare ad una scena o immaginare una parte da un libro che si è letto ed il gioco è fatto!
          Poi, è chiaro, Hollywood è una macchina per divi, ma alle prove più dure le più deboli crollano… io apprezzavo molto la Kunis, ma, diciamolo, grandi occhi, tutto molto fascinoso e tanto sex-appeal photoshoppato, ma in una prova drammatica si affloscia tutto!
          Certi ruoli per le dive americane (un pò più costruite di quelle europee in genere, con potenti image-maker e stuoli di truccatori al seguito) sono come il luminol per le macchie di sangue… se c’è qualcosa viene fuori!
          Accadono poi graditissime sorprese, come ad esempio quella di Shailene Diann Woodley, con così tanta Tv alle spalle che non pensavo nemmeno sapesse recitare (la fiction forse più celebre tra quelle fatte è sicuramente “The Secret Life of the American Teenager, che è di un telefonato che toglie il fiato!) e poi se ne esce con un’interpretazione da urlo in “The Descendants (Paradiso amaro)” oppure Emma Stone, che come Gwen Stacy sembrava una insipida biondina con la faccia da papera e poi se ne viene fuori con quel lavoro di recitazione ed immedesimazione che ha fatto in “Birdman“!!
          Guarda anche la Naomi Watts che evoluzione artistica, da semplice gnocca ad attrice drammatica a tutto tondo: quando la vidi in “Funny Games” di Haneke, due anni dopo che era stata presa in mano dallo scimmione di Peter Jackson (a proposito, che cagata infame quel film!), non credevo ai miei occhi!! Mi è piaciuta persino nel biopic di Lady Diana (no, dico, più in basso di così come parte…).
          Certe attrici europee non riescono a sfondare il muro del Grande Pubblico, perchè manca loro il giusto supporto d’immagine e la preparazione un po’ militaresca in stile Actor’s Studio, ma, quando arrivano, spaccano! Pensa alla Thompson, passata dalle atmosfere algide e decadenti della fredda ed umida Albione dei film di James Ivory (su tutti, “The Remains of the Day – Quel che resta del giorno“) alle atmosfere californiane di film solari come il piacevolissimo (uno dei miei preferiti in assoluto degli ultimi anni) “Saving Mr. Banks” (dove tra l’altro recita con un altro dei miei mostri sacri, il grandissimo Giamatti!! Un titano in “Barney’s Version – La Versione di Barney)…

          Comunque la Streep mette sempre daccordo tutti, non c’è alcun dubbio: quando parlo di cinema con altre perosne, anche viste per la prima volta, si fanno nomi, si citano film, si decantano scene, ma poi, arrivati al dunque si ritorna sempre alla Streep!

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          • Mannaggia a te kasa… metti tutta questa carne al fuoco… ma è tardi, domattina la sveglia suona alle 5 ed io dovrei essere a letto da un bel pezzo… ma come faccio a non rispondere? come faccio??

            Hollywood non è solo un luogo e nemmeno solo un simbolo. Hollywood è un pianeta a parte dove le leggi della natura e della fisica si piegano a logiche diverse diventando parti attive del fenemeno del divismo.
            Pensa a Sharon Stone e a come un accavallo di gambe abbia sconvolto un pianeta intero. Roba da far accapponare la pelle.

            In questo, quindi, Hollywood e i suoi figli e figlie sono imbattili, con buona pace dei cugini d’oltreoceano (anche se, va detto) negli ultimi anni tanti sono gli attori e le attrici (soprattutto inglesi) che hanno imparato la lezione dagli americani.

            Citi un po’ di attrici, non posso esimermi dal dire la mia.
            La Woodley è brava,non come la Lawrence, ma brava. Te la consiglio in The spectacular now (si trova solo subita, purtroppo): un bel romanticone-sentimentalone-moccolone di quelli che piacciono a me.
            La Kunis: due grandi occhi con il nulla intorno…
            La Stone: ecco, questa è una che nel gruppetto di cui sopra ci potrebbe pure stare e non solo per il recente Birdman. L’hai visto The Help???
            La Watts (anche se è un po’ più vecchiotta di queste altre): mi piace, ma devo ammettere che ama troppo scendere nel melodramma… non se sia colpa della doppiatrice o delle sue espressioni… boh… comunque sarebbe stata perfetta in un film con Nino D’angelo e Mario Merola…

            Citi pure lo schifoso King Kong di Jackson, paradigma della sua perversa prolissità che lo rendono a me particolarmente inviso. Anzi INSOPPORTABILE.

            AH, ora che ci penso: ce ne siamo scordata una che paga da bere a quasi tutte, almeno per me.
            RACHEL MACADAMS
            Inglese, tra l’altro. Non troppo bella ma dotata di un fascino smisurato e di una bravura fuori dal comune.

            PS: ti chiedo scusa. Praticamente sto usando i commenti del tuo blog come mio personale zibaldone dove raccogliere le idee per i miei prossimi post… ti sono debitore
            ‘notte!!!

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  4. Fatta eccezione per i gusti personali su certi generi cinematografici (che proprio perché personali sono relativi ed in questo caso differenti), il resto del tuo commento lo sottoscrivo riga per riga.
    Se ci pensi, quando si vede un film in modo molto partecipe emotivamente parlando, come capita a noi due, anche il giudizio sugli attori ed il regista è automaticamente influenzato, per cui…

    …anche ad una persona intelligente e colto e preparata come te può capitare di dire delle cose (ovviamente) sbagliate e continuare a vivere nella beata convinzione di essere nel giusto, come quando insisti pervicacemente a non mettere nella top 20 delle dive la Theron, ma va bene lo stesso, noi tutti ti amiamo e sapendo il tuo limite, lo rispettiamo con bonomia e ci giriamo attorno, ma verrà un giorno in cui lo Spirito Santo discenderà su di te e prenderai visione dell’eresia.
    Pater, ignosce eum, quia nescit quod dicit…
    Fino ad allora, sei comunque un grande!

    P.S. Me le cerco le rogne, vero?

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    • I tuoi esorcismi su di me non funzionano, amico, per un semplice fatto: non c’è nessun demone o orco da espellere, perchè io stesso sono il demone e l’orco che sentenzia fesserie 🙂
      Pertanto, sappi e ricorda che la Theron non la metterei nella mia top20 nemmeno se la trovassi nuda nel mio letto (l’ho sparata grossa mi sa….)
      Sulla Lawrence il discorso è diverso: in lei intravedo mirabilie che prima o poi sbocceranno, ne sono certo, ed allora anche lei entrerà nel mio Pantheon. E’ solo questione di tempo.
      Ma la Theron no, per lei non ci sarà mai posto 😀

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  5. Mentre leggevo questa tua risposta, avevo il sorriso che si stava lentamente allargando, già pregustando l’iperbole e quando hai sentenziato “la Theron non la metterei nella mia top20 nemmeno se la trovassi nuda nel mio letto”, non sono rimasto deluso!
    Mi ti sono immaginato sorridere anche tu mentre la sparavi (è uscita davvero grossa…): adoro questi teatrini!
    Effettivamente penso che le tue stessa dita si siano ribellate mentre scrivevano sulla tastiera, ma giustamente l’orgoglio del capo ha avuto la meglio sulle ribelli periferiche…

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  6. Per come la vedo io, Jennifer Lawrence ha un temperamento drammatico semplicemente fuori dal comune ed è, a mani basse, la migliore attrice della sua generazione.
    Questo è il massimo livello di generalizzazione al quale posso arrivare, perché altrimenti poi la discussione diventa complicata e piena di trappole difficili da evitare.
    Comunque, adoro Jennifer, adoro la saga di Hunger Games (che senza la sua attrice protagonista sarebbe molto meno clamorosa come saga), ho tantissima stima per David O. Russel, uno dei pochi autori americani importanti ancora da tenere d’occhio (American Hustle è il suo capolavoro, ma la sua carriera non finisce qua…), e ho apprezzato tantissimo questo post.
    Come sempre, mitico Kasa!

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  7. Eccomi approdata! Non ricordo se avevo letto o meno questo post, ma ho fatto un bel ripasso…
    Kasa toglimi una curiosità quella bellissima canzone dei Parachute la conosci a causa di Jen o perché segui la band?

    Mi fa sorridere il fatto che ti consideri un fanboy, dopo aver raccontato della Lawrence in modo così professionale! Però ci sta eccome, è diventata un idolo, uno dei più seguiti anche! E poi ammettiamolo, TUTTI siamo fanboy o fangirl di qualche attore in particolare, chi non si è sparato filmografie complete compresi film che gli stessi attori vorrebbero dimenticare di aver girato!

    Purtroppo a me Jennifer fa un effetto strano (non sempre, ma la maggior parte delle volte) è come se ci fosse un qualcosa che me la occulta, ogni volta che entra in scena è come se non la vedessi e mi focalizzassi su altri dettagli…

    Concordo sulla tua parentesi fatta nel paragrafo dedicato ad X-Men, Pietro è stato un personaggio davvero riuscito!

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    • Il bello dello scambiarsi opinioni è che si finisce per conoscersi attraverso mille piccoli dettagli, come un algoritmo (ma umano, questa volta) di Google che mappa tutte tue scelte finendo per fare un ritratto di te come consumatore o un profler (un po’ mitologica, in realtà, come figura) del bureau che ricostruisce l’identità di una persona dai piccoli particolari che lo contraddistinguono in ciò che fa…
      In questo senso mi piace mettermi a nudo con te, perché accoglieresti9 le debolezze con il tuo abituale garbo.

      Ci sono degli attori e delle attrici di cui sono fan ed a cui effettivamente perdono tantissimo: non so quando essi/esse diventano ad un tratto per me qualcosa di più di ciò che sono in realtà, ma è qualcosa di simile al colpo di fulmine (in alcuni casi) o al lento abituarsi ad un volto e ad un insieme di piccoli comportamenti come per l’amore (in altri casi), ma mi accorgo che il mio giudizio critico vacilla e diventa manicheo… mi capitò a suo tempo con Anthony Hopkins, di cui mi piacque anche la sua interpretazione come Zorro (pensa!) e mi capita tutt’ora ogni volta che vedo Christoph Waltz o Mads Mikkelsen (in Hannibal mi ha fatto impazzire) e poi, chiaramente, dato il mio orientamento sessuale etero, con alcune attrici la cosa diventa ancora più nebulosa e le capacità artistiche si mescolano alla sensualità e ne esce un connubio davvero estasiante, come avviene quando vedo la Lawrence o la Chastain, sorta di divinità che rendono perfette le imperfezioni (durezza degli zigomi o qualche chilo di troppo… tutto perdonato o se vogliamo sublimato).
      Questo è per me essere fanboy… poi se vedi una porcheria incredibile, beh, insomma, abbiamo anche il cervello oltre che gli occhi… mica tutto si perdona…

      I Parachute li seguivo ed il clip lo beccai in questo modo ed ovviamente non lo dimenticai… mi è capitato lo stesso per Cold Case, che adoravo (non che non vedessi i difetti o le assurdità, ovvio, ma ci passavo semplicemente sopra…) prima che il detective aggiungesse troppo botulino al suo già essere diafano…

      P.S. La scelta musicale della sequenza con Maximoff che libera suo padre è perfetta!

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      • Ogni commento, ogni post è un piccolo tassello del nostro puzzle, come darti torto…E non venirlo a dire a me, io perdono tantissimo ad alcuni, o meglio cerco di giustificare eventuali mancanze sulla base del niente (fortunatamente a volte me ne rendo conto). Forse per questo, e perché sono sicura che forse ci metterei troppo del mio evito di parlare delle mie “crush”.
        Di certo comprendo i vostri occhietti a cuoricino davanti a bellezze mozzafiato come quelle da te citate, anche io sono un po’ innamorata della Chastain lo ammetto!
        Insomma anche noi abbiamo gli occhi, ammettere che subiamo il fascino di qualcuno è solo essere onesti con se stessi…
        P.s. grazie per mettere sempre delle chicche musicali all’interno dei post, sono tasselli fondamentali per me!
        Buona serata 🙂
        P.p.s qualcuno ti ha risposto al commento su mio ultimo post (ti avviso tante volte ti fosse sfuggito), ti aspetta una bella discussione!

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