Gli Uomini dagli Occhi di Piombo – La Nona Arte al suo massimo

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Per quanto giovanissimo come medium, in confronto alla letteratura ovviamente ed alla pittura (le sue genitrici naturali), il fumetto ha comunque i suoi classici ovvero il corrispettivo dell’Iliade, dei Promessi Sposi, dell’Ulisse, de I Buddenbrook: anche il comic ed i manga hanno i loro capostipiti, che hanno creato i generi, gli stili, i metodi, da cui sono partiti tutti e che nel corso degli anni gli artisti si sono affannati a modificare e rinnovare.

Prince-Vailant

Alcuni di questi “classici” sono opere oggi quasi illeggibili, dalla sintassi così sorpassata da risultare gradevoli solo per il topo da biblioteca o l’appassionato, altri invece mantengono un vigore che lascia sbigottiti: di questi e di altri loro epigoni mi piacerebbe ogni tanto parlare, squarciando un velo solo apparentemente di memoria, ma promuovendo piuttosto la lettura non solo libraria.

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Inauguro il ciclo di queste monografie, con quello che senza dubbio entra di diritto nella Top Ten dei più bei fumetti mai realizzati, un personaggio, una mini-serie, uno stile narrativo e di disegno che non solo hanno scritto un capitolo della storia della nona arte, ma che ancora oggi sono tra le opere assolutamente da acquistare, da leggere e da tenere sempre a portata di mano nella propria libreria: “Mort Cinder”.

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Anzitutto un pò di storia, per inquadrare bene gli autori, la nazionalità ed il periodo: Mort Cinder è una miniserie in 8 episodi autoconclusivi, più una lunga storia pubblicata in due puntate, per un totale quindi di 10 racconti.

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Ogni storia è stata ideata e sceneggiata dallo scrittore argentino Héctor Germán Oesterheld, uno dei mostri sacri del fumetto mondiale, autore, insieme all’opera in oggetto di capolavori assoluti come “El Eternauta – L’Eternauta” (con Francisco Solano López ai disegni) e “Sherlock Time” (con Alberto Breccia per la parte grafica): purtroppo la sua luminosa carriera fu stroncata dal sequestro, dalla prigionia segreta e dalla vigliacca uccisione finale, avvenuta nel 1977 ad opera di uno squadrone armato, incaricato di togliere di mezzo ogni oppositore dell’allora regime dittatoriale;  Oesterheld (e successivamente tutte e quattro le sue figlie e rispettivi mariti) fecero dolorosamente parte di quel numeroso gruppo di artisti argentini, che in quel periodo divennero semplicemente dei “desaparecidos”, scomparendo nel nulla, sepolti in anonime fosse comuni; di lui restano delle opere grandiose, la cui lettura lascia sempre un emozione fortissima, anche quando si ignora completamente la storia della sua fine brutale.

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I disegni furono invece realizzati tutti da un altro genio assoluto dell’arte fumettistica, quell’Alberto Breccia di cui parlavamo sopra per l’altra collaborazione con lo stesso sceneggiatore.

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Su Breccia e la sua arte sono stati scritti libri, fatte tesi di laurea, intitolati premi alla carriera e tutto questo perchè il suo stile ha segnato continui punti di svolta, partendo dal tratto graffiante, sporco ma realistico dei suoi primi lavori, fino a quello più rarefatto, quasi simbolico ed astrattista delle ultime produzioni.

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Breccia è stato sempre un lavoratore instancabile, un artigiano che stava ore sulle sue tavole, annerendole con il sughero bruciato o una camera d’aria di bicicletta in gomma per fare i chiaroscuri, usando persino una lametta da barba per incidere lo spesso strato di carboncino o di china e fare le sottili linee dei capelli: ero un bambino quando, mi ricordo ancora, lessi l’introduzione del critico Beppi Zancan, all’Oscar Mondadori del 1974, contenente una selezione di storie di “Mort Cinder” e rimasi impressionato dal dolore espresso dal giornalista per quell’edizione tascabile che, seppur meritevole per aver tradotto comunque un simile capolavoro, non rendeva minimamente l’idea di cosa fossero davvero quei disegni, che lui aveva invece avuto modo di ammirare a grandezza naturale o anche semplicemente nel più grande ed adatto formato della rivista argentina “Misterix”, dove tra il 1962 ed il 1964 fu pubblicato il nostro capolavoro.

Se mai voi vorrete acquistare per leggere questo gioiello, vi prego caldamente di affidarvi ad un’edizione degna di tale nome ed a tal scopo mi preoccuperò di seguito di darvi precise indicazioni.

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Ancora adesso provo sgomento nel riguardare le meravigliose tavole che raccontano queste storie, di cui per completezza vi fornisco il dettaglio nell’ordine filologicamente corretto che ogni buona edizione dovrebbe presentare:

01 “Ezra Winston, el antiquario” (“Un dono per il Faraone”)
02 “Los ojos de plomo” (“Gli uomini dagli occhi di piombo”)
03 “La madre de Charlie” (“Il disertore”)
04 “La torre de Babel” (“La torre di Babele”)
05 “En la penitenciaria: Marlin” (“Nel penitenziario di Blue Dove”) parte 1
06 “En la penitenciaria: El frate” (“Nel penitenziario di Blue Dove”) parte 2
07 “Sacrificio a la luna – El vitral” (“Sacrificio alla luna”)
08 “La goleta de los esclavos” (“La nave degli schiavi”)
09 “La tumba de Lisis” (“La tomba di Lisis”)
10 “La batalla de las Termopilas” (“La battaglia delle Termopili”)

I protagonisti di queste storie sono due: un anziano antiquario, Ezra (il cui viso è di fatto un autoritratto, invecchiato ad arte, dello stesso disegnatore) ed il misterioso uomo “immortale”, che sembra aver vissuto migliaia di anni e che racconta ad Ezra di aver preso parte alle più disparate vicende storiche, Mort Cinder appunto (ritratto, invece, con le sembianze fisiche di Horacio Lalia, assistente disegnatore di Breccia.

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Per la descrizione del fumetto in sé, lascio la parola direttamente ad Oesterheld, che a suo tempo in un’intervista così parlò del suo fumetto:

«Le avventure di Mort Cinder iniziano sempre con un oggetto, che appare nel negozio di Esdra, l’antiquario. Sono sempre stato affascinato dalla cose antiche, non per la loro estetica, ma per le storie che si nascondo dietro di esso: ogni oggetto è infatti intriso di vita passata. Sono attratto dai ricordi, non necessariamente i miei, ma di chiunque.
Mort Cinder è la morte che non riesce ad essere se stessa, è un eroe che muore e risorge.
In Mort Cinder la morte appare senza angoscia o tortura.
Io penso che questo fumetto fosse la mia risposta ad un bisogno, ad un momento particolare della mia vita, ma molta di questa atmosfera, così particolare e suggestiva, è merito di Breccia, molto più angosciato di me!
I suoi disegni hanno una sorta di quarta dimensione fatta di suggestione, che lo separa da tutti gli altri disegnatori che ho conosciuto: questo continua suggestione migliora la storia e le dà un prezioso valore aggiunto»

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Dopo queste parole, pronunciate dallo stesso creatore di questa fantastica opera, non penso davvero ci sia spazio per scrivere o ascoltare una qualsivoglia critica: direi che è stato davvero detto tutto sulla questione.

Come promesso, prima di lasciarci, vi segnalo le uniche edizioni degne di nota e che tra l’altro potete trovare tutte in una buona fumetteria, sia in edizioni nuove, sia usate da collezione, senza ovviamente disdegnare un acquisto su e-bay o su siti specializzati di fumetti.

Fumetto di Repubblica Oro 59

Cominciamo con l’edizione migliore per il rapporto qualità-prezzo: tutte e 10 le storie in un volume unico, pubblicato a suo tempo in allegato al quotidiano “La Repubblica”, nella collana “I Classici del fumetto di Repubblica Serie ORO” al nr. 59 dal titolo “Mort Cinder”.

Comma 22 Mort Cinder

Poi c’è l’edizione più recente, quella stampata dall’editore “Comma 22”, anch’essa in volume unico dal titolo “Mort Cinder” e con prezzo di listino molto più alto, quasi del triplo: è un albo editato nel 1999 e dovrebbe trovarsi facilmente,. magari anche richiedendolo al libraio di fiducia della vostra città.

Imago Libri Gli Occhi di Piombo

Infine l’edizione più prestigiosa, quella da collezione ed anche quella più antica: quattro volumi, stampati a suo tempo dalla “Imago Libri” nella collana “Mort Cinder Avventuroso”: non è semplice trovarla in fumetteria, mentre paradossalmente la si può rintracciare più facilmente su e-bay a prezzi variabili, ma in genere molto più cari del prezzo di listino.

A voi la scelta, a voi la lettura!


 

6 pensieri su “Gli Uomini dagli Occhi di Piombo – La Nona Arte al suo massimo

  1. Il tuo bagaglio di conoscenze ed esperienze continua a stupirmi, quasi quanto il tuo modo di scrivere. Come già dissi sotto un altro articolo, starei ore a leggere ciò che scrivi. Complimenti, davvero!

    "Mi piace"

    • Mi fai arrossire Gianni! Oltretutto, hai commentato un post di cui sono particolarmente fiero, poiché questo fumetto è secondo me tra i primi 10 più belli mai prodotti e te lo dico non solo da appassionato accanito lettore, ma anche da ex libraio di fumetti che ascoltava i giudizi dei suoi clienti, dai più esperti ha quindi solo di passaggio nella nona arte, ma tutti immancabilmente interessanti!

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