Gli Uomini dagli Occhi di Piombo – La Nona Arte al suo massimo

Gli-Occhi-di-PiomboChi mi conosce sa che ho passato molti anni nel mondo del fumetto, chi invece non mi conosce lo sta imparando ora.
Non sono mai stato un autore (uno scrittore o un disegnatore), ma da accanito ed appassionato lettore, un giorno con un gruppo di amici feci il grande passo verso l’imprenditoria e tutti assieme fondammo una società, che all’inizio si occupò solo di una piccola rivendita di albi per collezionisti, trasformandosi poi negli anni in un mega-store, con anche libri d’illustrazione, role-game, board-game, gadget, musica, film e serie tv in vari supporti.
Convertiti al VangeloCon la nostra società cominciammo persino ad importare ed a tradurre opere dall’estero; organizzavamo incontri tra gli autori ed il pubblico e gare di cosplayers ed infine diventammo anche editori di una rivista specializzata nel settore dell’animazione giapponese, una delle prime ad uscire sia in formato cartaceo, sia in CD-ROM.
Quando fummo sul tetto del mondo e potevamo con le dita accarezzare quelle nuvole che da bambini vedevamo solo da lontano, crollammo di botto, fracassando al suolo con un frastuono assordante quella sorta di grande mongolfiera che avevamo gonfiato (troppo) con i nostri sogni e le nostre speranze e come l’equipaggio del LZ 129 Hindenburg, bruciammo vivi durante la caduta.
La nostra pelle diventò cenere e per mesi e mesi, senza nulla che ci proteggesse, qualsiasi cosa poteva ferirci; poi, lentamente, la pelle ricrebbe e le cicatrici cominciarono (come dice Po in “Kung Fu Panda 2”) a sbiadire, lasciando sgradevoli scoloriture sul corpo.

La nuit americaineDi quell’esperienza, oggi, mi è rimasto senz’altro l’amore per tutto ciò che è entertainment.
In primis per il Cinema nella sua interezza, dall’espressionismo tedesco di Fritz Lang e Murnau, alla Nouvelle Vague di Truffaut ed i suoi amici dei Cahiers du Cinéma, dal cinema americano dei grandi maestri del bianco e nero, al nuovo cinema di
Spielberg, Milius e Scorsese, dal post-neorelismo di Fellini, al cinema indipendente del Sundance Film Festival, dal noir francese alla Jean-Pierre Melville, alla new age di Luc Michael-BayBesson, dal concettualismo e l’eleganza formale di Ingmar Bergman, alla spietata eterodossia di Lars von Trier, dalle nudità semplice e pecorecce di Gloria Guida ed Edwige Fenech, alla stordente femminilità delle dive di ieri e di oggi, incantandomi negli specchi coperti di “Sunset Boulevard” ed emozionandomi negli inseguimenti mozzafiato di “Bad Boys”, piangendo mentre la mamma elefantessa culla con la sua proboscide da dentro la gabbia il piccolo Dumbo e sbellicandomi di risate ogni volta che i perfidi e Amour-on-the-setpolitically uncorrect Peter e Bobby Farrelly prendono di mira una categoria umana disagiata, ammirando l’intelligenza che si libra sullo schermo quando Kurosawa dirige i suoi samurai mentre corrono nelle lunghe trincee di “Kagemusha” o mentre Kubrick segue i marines che avanzano in pattuglia sotto il fuoco nemico di “Full Metal Jacket”, soppesando ammirato l’insostenibile decadenza e vaghezza della corte di Versailles nella “Marie Antoinette” della Coppola e morendo lentamente in modo empatico con i due anziani protagonisti di “Amour” di Michael Haneke; il cinema lo divoro in modo onnivoro, tutto.

Carl Barks artPoi, senz’altro, il mio vecchio amore, il fumetto, dalle prime letture fatte da bambino con i classici Disney, quelle meravigliose e maestose creazioni piene di fantasia e senso dell’avventura che scoprì da grande essere opera di maestri come Carl Barks, Floyd Gottfredson, Romano Scarpa, Massimo De Vita, proseguendo con le avventure di Asterix di Goscinny ed Uderzo, evolvendomi piano, piano, con tutti gli artisti della “ligne claire” franco-belga come Hergè e Jacobs e poi con il fumetto d’avventura nord e sud americano di Alex Raymond, Chester Arkham-AsylumGould, Héctor Oesterheld, Juan Zanotto;  ma la corsa alla lettura diventò quasi una discesa libera, velocissima in mezzo all’esplosione dei fumetti supereroistici prima DC e poi Marvel, con il candore e la netta divisione tra buoni e cattivi della prima ondata e l’ambiguità morale della seconda e la complicatezza caratteriale dell’età moderna, infine l’invasione dei manga, con le loro linee cinetiche, le loro storie con i finali aperti, i loro eroi, i  loro demoni e la loro moralità così esotica.

Prince-ValiantPer quanto giovanissimo come medium, in confronto alla letteratura ovviamente ed alla pittura (le sue genitrici naturali), il fumetto ha comunque i suoi classici, il corrispettivo della “Iliade”, dei “Promessi Sposi”, dell’ “Ulisse”, de “I Buddenbrook”: anche il comic ed i manga hanno i loro capostipiti, che hanno creato i generi, gli stili, i metodi, da cui sono partiti tutti e che nel corso degli anni gli artisti si sono affannati a modificare e rinnovare.
Alcuni di questi “classici” sono opere oggi quasi illeggibili, dalla sintassi così sorpassata da risultare gradevoli solo per il topo da biblioteca o l’appassionato, altri invece mantengono un vigore che lascia sbigottiti.
Di questi e di altri loro epigoni mi piacerebbe ogni tanto parlare, squarciando un velo solo apparentemente di memoria, ma promuovendo piuttosto la lettura non solo libraria.

Inauguro il ciclo di queste monografie, con quello che senza dubbio entra di diritto nella Top Ten dei più bei fumetti mai realizzati, un personaggio, una mini-serie, uno stile narrativo e di disegno che non solo hanno scritto un capitolo della storia della nona arte, ma che ancora oggi sono tra le opere assolutamente da acquistare, da leggere e da tenere sempre a portata di mano nella propria libreria: “Mort Cinder”.

Mort-Cinder-01Anzitutto un pò di storia, per inquadrare bene gli autori, la nazionalità ed il periodo.
Mort Cinder” è una miniserie in 8 episodi autoconclusivi, più una lunga storia pubblicata in due puntate, per un totale quindi di 10 racconti.
Mort-Cinder-02Ogni storia è stata ideata e sceneggiata dallo scrittore argentino Héctor Germán Oesterheld, uno dei mostri sacri del fumetto mondiale, autore, insieme all’opera in oggetto di capolavori assoluti come “El Eternauta – L’Eternauta” (con Francisco Solano López ai disegni) e “Sherlock Time” (con Alberto Breccia per la parte grafica); purtroppo la sua luminosa carriera fu stroncata dal sequestro, dalla prigionia segreta e dalla vigliacca uccisione finale, avvenuta nel 1977 ad opera di uno squadrone armato, incaricato di togliere di mezzo ogni oppositore dell’allora regime dittatoriale;  Oesterheld (e successivamente tutte e quattro le sue figlie e rispettivi mariti) fecero dolorosamente parte di quel numeroso gruppo di artisti argentini, che in quel periodo divennero semplicemente dei “desaparecidos”, scomparendo nel nulla, sepolti in anonime fosse comuni; di lui restano delle opere grandiose, la cui lettura lascia sempre un emozione fortissima, anche quando si ignora completamente la storia della sua fine brutale.

Mort-Cinder-03I disegni furono invece realizzati tutti da un altro genio assoluto dell’arte fumettistica, quell’Alberto Breccia di cui parlavamo sopra per l’altra collaborazione con lo stesso sceneggiatore.
Su Breccia e la sua arte sono stati scritti libri, fatte tesi di laurea, intitolati premi alla carriera e tutto questo perchè il suo stile ha segnato continui punti di svolta, partendo dal tratto graffiante, sporco ma realistico dei suoi primi lavori, fino a quello più rarefatto, quasi simbolico ed astrattista delle ultime produzioni.
Breccia è stato sempre un lavoratore instancabile, un artigiano che stava ore sulle sue tavole, annerendole con il sughero bruciato o una camera d’aria di bicicletta in gomma per fare i chiaroscuri, usando persino una lametta da barba per incidere lo spesso strato di carboncino o di china e fare le sottili linee dei capelli: ero un bambino quando, mi ricordo ancora, lessi l’introduzione del critico
Oscar Mort CinderBeppi Zancan, all’Oscar Mondadori del 1974, contenente una selezione di storie di “Mort Cinder” e rimasi impressionato dal dolore espresso dal giornalista per quell’edizione tascabile che, seppur meritevole per aver tradotto comunque un simile capolavoro, non rendeva minimamente l’idea di cosa fossero davvero quei disegni, che lui aveva invece avuto modo di ammirare a grandezza naturale o anche semplicemente nel più grande ed adatto formato della rivista argentina “Misterix”, dove tra il 1962 ed il 1964 fu pubblicato il nostro capolavoro.
Se mai voi vorrete acquistare per leggere questo gioiello, vi prego caldamente di affidarvi ad un’edizione degna di tale nome ed a tal scopo mi preoccuperò di seguito di darvi precise indicazioni.

Ancora adesso provo sgomento nel riguardare le meravigliose tavole che raccontano queste storie, di cui per completezza vi fornisco il dettaglio nell’ordine filologicamente corretto che ogni buona edizione dovrebbe presentare:

01 “Ezra Winston, el antiquario” (“Un dono per il Faraone”)
02 “Los ojos de plomo” (“Gli uomini dagli occhi di piombo”)
03 “La madre de Charlie” (“Il disertore”)
04 “La torre de Babel” (“La torre di Babele”)
05 “En la penitenciaria: Marlin” (“Nel penitenziario di Blue Dove”) parte 1
06 “En la penitenciaria: El frate” (“Nel penitenziario di Blue Dove”) parte 2
07 “Sacrificio a la luna – El vitral” (“Sacrificio alla luna”)
08 “La goleta de los esclavos” (“La nave degli schiavi”)
09 “La tumba de Lisis” (“La tomba di Lisis”)
10 “La batalla de las Termopilas” (“La battaglia delle Termopili”)

I protagonisti di queste storie sono due: un anziano antiquario, Ezra (il cui viso è di fatto un autoritratto, invecchiato ad arte, dello stesso disegnatore) ed il misterioso uomo “immortale”, che sembra aver vissuto migliaia di anni e che racconta ad Ezra di aver preso parte alle più disparate vicende storiche, Mort Cinder appunto (ritratto, invece, con le sembianze fisiche di Horacio Lalia, assistente disegnatore di Breccia.

Alberto BrecciaPer la descrizione del fumetto in sé, lascio la parola direttamente ad Oesterheld, che a suo tempo in un’intervista così parlò del suo fumetto:
Le avventure di Mort Cinder iniziano sempre con un oggetto, che appare nel negozio di Esdra, l’antiquario. Sono sempre stato affascinato dalla cose antiche, non per la loro estetica, ma per le storie che si nascondo dietro di esso: ogni oggetto è infatti intriso di vita passata.
Sono attratto dai ricordi, non necessariamente i miei, ma di chiunque.
Mort Cinder è la morte che non riesce ad essere se stessa, è un eroe che muore e risorge.
In Mort Cinder la morte appare senza angoscia o tortura.
Alberto-Breccia-Mort-CinderIo penso che questo fumetto fosse la mia risposta ad un bisogno, ad un momento particolare della mia vita, ma molta di questa atmosfera, così particolare e suggestiva, è merito di Breccia, molto più angosciato di me!
I suoi disegni hanno una sorta di quarta dimensione fatta di suggestione, che lo separa da tutti gli altri disegnatori che ho conosciuto: questo continua suggestione migliora la storia e le dà un prezioso valore aggiunto“.
Dopo queste parole, pronunciate dallo stesso creatore di questa fantastica opera, non penso davvero ci sia spazio per scrivere o ascoltare una qualsivoglia critica.
Direi che è stato davvero detto tutto sulla questione.

Come promesso, prima di lasciarci, vi segnalo le uniche edizioni degne di nota e che tra l’altro potete trovare tutte in una buona fumetteria, sia in edizioni nuove, sia usate da collezione, senza ovviamente disdegnare un acquisto su e-bay o su siti specializzati di fumetti.

Fumetto di Repubblica Oro 59Cominciamo con l’edizione migliore per il rapporto qualità-prezzo: tutte e 10 le storie in un volume unico, pubblicato a suo tempo in allegato al quotidiano “La Repubblica”, nella collana “I Classici del fumetto di Repubblica Serie ORO” al nr. 59 dal titolo “Mort Cinder”.
Lo trovate normalmente nelle fumetterie al prezzo di listino di € 10,00 oppure molti lo vendono usato su e-bay a cifre che vanno dai € 3,50 agli € 8,00, ma poi ci sono i costi di spedizione e magari non è perfetto, insomma, vedete voi.

Comma 22 Mort CinderPoi c’è l’edizione più recente, quella stampata dall’editore “Comma 22”, anch’essa in volume unico dal titolo “Mort Cinder” e con prezzo di listino di € 27,00.
E’ un albo editato nel 1999 e dovrebbe trovarsi facilmente,. magari anche richiedendolo al libraio di fiducia della vostra città.
Su e-bay invece non è sempre presente.

Imago Libri Gli Occhi di PiomboInfine l’edizione più prestigiosa, quella da collezione ed anche quella più antica: quattro volumi da € 12,50 cadauno, stampati a suo tempo dalla “Imago Libri” nella collana “Mort Cinder Avventuroso”.
Non è semplice trovarla in fumetteria, mentre paradossalmente la si può rintracciare più facilmente su e-bay a prezzi variabili, ma in genere molto più cari del prezzo di listino.

A voi la scelta, a voi la lettura!

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5 pensieri su “Gli Uomini dagli Occhi di Piombo – La Nona Arte al suo massimo

  1. Il tuo bagaglio di conoscenze ed esperienze continua a stupirmi, quasi quanto il tuo modo di scrivere. Come già dissi sotto un altro articolo, starei ore a leggere ciò che scrivi. Complimenti, davvero!

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    • Mi fai arrossire Gianni! Oltretutto, hai commentato un post di cui sono particolarmente fiero, poiché questo fumetto è secondo me tra i primi 10 più belli mai prodotti e te lo dico non solo da appassionato accanito lettore, ma anche da ex libraio di fumetti che ascoltava i giudizi dei suoi clienti, dai più esperti ha quindi solo di passaggio nella nona arte, ma tutti immancabilmente interessanti!

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