Tim Cook: Proud To Be Gay

Tim CookTerrorizzato, sono semplicemente terrorizzato dall’abominio mentale presente nei commenti dei lettori (in realtà dei non-lettori, perché si fermano al titolo, senza nemmeno leggere l’articolo nella sua interezza…) alla notizia del coming-out fatto dal CEO di Apple, Tim Cook.
Come sempre la vera (tragica) notizia è la debordante ignoranza e pochezza morale del pubblico.
In un intervento sulla testata statunitense Bloomberg Businessweek, Tim Cooks “speaks up” e spiega perché è “proud to be gay”, orgoglioso (o meglio ancora “fiero”) di essere gay.
Cook nel suo intervento spiega in modo chiaro ed inequivocabile il perché di questa sua scelta, che non è semplicemente quella di “non nascondere” la sua omosessualità (cosa che non ha mai fatto nel mondo del lavoro), ma quello di annunciarlo ed enfatizzarlo per dare una speranza a quanti (tanti) vivono la loro scelta di genere con terrore, frustrazione ed angoscia.
Questa è la notizia. Poi arrivano i commenti, sia su FaceBook, sia sui giornali on-line che hanno riportato la notizia.
Tralasciamo i post (numerosi ma non maggioranza) di chi ha commentato la notizia con battute di basso profilo sui prodotti Apple che sarebbero prodotti da “checche” o di chi ha persino accusato Cook di essere uno degli artefici della distruzione delle famiglie tradizionali (cosa se il vero motivo per cui oggi una giovane coppia non si sposa in fretta come in passato siano le dichiarazioni della comunità LGBT e non la tonnellata di altri pensieri come il lavoro, i parenti, il denaro…) ma passiamo direttamente al vero delirio mentale, ossia i post dei finto-liberal, di chi s’indigna per la scelta di Cook di dichiararsi “proud” ossia fiero della sua omosessualità perché ritengono che Cook in questo modo svilisca quello che dovrebbe essere considerato normale.
Nessuno, ripeto nessuno di questi soloni, di queste “sentinelle” di guardia a depositi di intelligenza vuoti, di questi liberi pensatori da bar sport, nessuno ha davvero letto le dichiarazioni di Cook (vedi articolo originale http://www.businessweek.com/…/2…/tim-cook-im-proud-to-be-gay), altrimenti come si potrebbe obiettare con simili affermazioni a frasi come “For years, I’ve been open with many people about my sexual orientation. Plenty of colleagues at Apple know I’m gay, and it doesn’t seem to make a difference in the way they treat me. Of course, I’ve had the good fortune to work at a company that loves creativity and innovation and knows it can only flourish when you embrace people’s differences. Not everyone is so lucky.”
Il succo del discorso è tutto qui: Not everyone is so lucky.
Ci sono paesi, città, nazioni ed interi continenti dove essere gay è una condanna, una vergogna, una mostruosità ed è per tutti coloro che vivono in questi condizioni che ogni volta che una celebrità, una persona famosa nel campo dell’arte, dell’economia o dello spettacolo, fa coming-out questo gesto è e sarà per molto tempo ancora soprattutto un segno di speranza, aldilà delle motivazioni secondarie di convenienza o di marketing.

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