Hans Zimmer, Gustave Flaubert e i luoghi comuni

SANTA MONICA, CA : Hans Zimmer (Photo by Eric Charbonneau/Le Studio)Nella cittadina di Francoforte sul Meno (Frankfurt am Main in lingua tedesca) hanno sede la Banca Centrale Europea, la Banca Federale Tedesca e la Borsa di Francoforte e per questo tale località è anche soprannominata Bankfurt; in questo centro nevralgico della finanza europea e mondiale, nacque, nel Settembre del 1957, il compositore Hans Zimmer, musicista dalla carriera formidabile ed oggi probabilmente una delle personalità del contesto musicale hollywoodiano più potenti che esistono.

Zimmer-01Dopo alcune esperienze in campo pop (session-man in alcuni gruppo culto, come gli Ultravox), Zimmer si affida ai consigli del suo mentore Stanley Myers (autore del soundtrack del film  “The deer hunter” di Cimino) e si specializza nella composizione di colonne sonore cinematografiche, firmando musiche dal successo planetario, ottenendo quattro Grammy Awards, due Golden Globe, un Brit Award ed un Oscar (su 9 nomination) per le migliori musiche nel 1995 con la pellicola disneyana “The Lion King”; persino il mondo dei grandi videogiochi di successo lo vide comporre il soundtrack dei titoli “Call of Duty: Modern Warfare 2” e “Crysis 2”.

Un successo inarrestabile, eppure…

The-Gladiator

My name is Maximus Decimus Meridius,
commander of the Armies of the North,
General of the Felix Legions and loyal servant
to the TRUE emperor Marcus Aurelius.
Father to a murdered son, husband to a murdered wife.
And I will have my vengeance, in this life or the next

Questa frase, scritta da David Franzoni e pronunciata dal personaggio interpretato da Russell Crowe nel celeberrimo “The Gladiator” di Ridley Scott, hanno fatto il giro del mondo, ma assieme alla sua epica storia anche le sonorità che accompagnavano le gesta dell’eroe sono entrate nel cuore degli spettatori ed in particolare il motivo “Now We Are Free“, scritta magistralmente da Zimmer ed interpretata vocalmente da Lisa Gerrard.

Chiunque ascolti il brano non potrà non notare l’altalena costruita dal compositore tra i toni new age in stile Enya e gli archi trionfali dell’epica e questo era proprio quello che il regista Scott aveva richiesto a Zimmer, per sottolineare la presenza quasi metafisica di una religiosità sottotraccia, che nel protagonista passa dalle credenze pagane a sfumature di cristianesimo. Tante cose in una semplice partitura… ma la musica ci ha abituato a queste prodezze ed a questa empatia, eppure…

Sherlock-HolmesLa sua capacità di tradurre in musica lo spirito di un personaggio del grande schermo o di una scena ha dell’incredibile, basti vedere come è stato capace di colorare dei giusti timbri la versione di Sherlock Holmes prodotta dall’eclettico Guy Ritchie: il character del noto investigatore londinese era stato già profondamente rimaneggiato dagli autori dello script per adattarlo alla postura recitativa di Robert “Iron Man” Downey Jr.  ed Hans Zimmer ha pennellato in modo originalissimo le scene in cui Ritchie tira letteralmente il collo all’otturatore con i suoi stop-ralenty e  flashlight, tanto che la musica da commento diviene cifra stilistica.

Maniaco della perfezione, Zimmer per realizzare le musiche del film richiede espressamente di collaborare con l’italiano Diego Stocco, sound designer italiano, noto soprattutto per aver inventato l’experibass, strumento musicale che sfrutta l’amplificazione del corpo armonico di un contrabbasso ma costruito con manici di un violoncello, di una viola ed di un violino.

Da tale collaborazione è scaturita una sonorità per il film di Sherlock Holmes che anche il profano riconosce come familiare, innovativa, antica e moderna assieme.

E’ con la Trilogia del Cavaliere Oscuro che le note di Zimmer diventano più crepuscolari del solito, immergendosi nel labirinto di emozioni controverse dell’animo in continuo conflitto del miliardario Bruce Wayne, maschera del Dark Knight (e non viceversa, come lo sceneggiatore Goyer fa dire a Rachel Dawes con la voce di Katie Holmes) e firmando forse il suo capolavoro; al pari dei tre film di Nolan anche le tre colonne sonore della trilogia sono un corpo unico rarefatto e minaccioso, sempre in bilico tra il trionfale ed il tragico, tra dannazione e resurrezione, ma dell’universo filmico e visivo di Nolan parleremo un’altra volta…

Ora, invece, ci preme sottolineare in questo post che sentiamo le composizioni di Zimmer ovunque, persino nelle pubblicità televisive, perché esse sono di facile presa ed immediatezza: la sua impronta è talmente determinante che persino quando la sua è solo una compartecipazione riesce ugualmente a lasciare un segno indelebile.

The-last-samuraiCaso emblematico senza dubbio quello del primo capitolo de “Pirates of the Caribbean – The Curse of the Black Pearl: il produttore Bruckheimer aveva appena liquidato il musicista Silvestri per sostituirlo con Zimmer, ma questi era già impegnato nella post-produzione de “The last samurai“; la colonna sonora fu affidata a Badelt, un collega di Zimmer presso gli studi Media Ventures, ma il nostro riuscì comunque a comporre alcuni temi, come il celebre “He’s a Pirate“, cucito a pennello sul personaggio interpretato da Deep e diventato subito il tema fondamentale di tutta la quadrilogia.

Eppure, malgrado tutto questo, nel web folte schiere lo disprezzano, arrivando persino a dire che non sa comporre, che è un incapace, che sa fare solo tre note in croce e che le sue musiche disturbano a tal punto che la visione dell’intero film ne soffre!

Io penso che Zimmer, compositore eccellente e dalla straordinaria sensibilità cinematografica, sia semplicemente colpevole di essere troppo mainstream, cosa che per un net surfer tuttologo, un po’ nerd, un po’ otaku, un pò disegnatore fallito, un po’ scrittore mai nato, è l’accusa peggiore; come dei cattivi psicologi, che dopo aver fatto una diagnosi frettolosa forzano l’interpretazione di ogni segnale del paziente a giustificare sempre e comuqnue la loro diagnosi, così i frequentatori del sottobosco della critica cinematografica blogger hanno sentenziato la condanna di Zimmer e tutti si debbono uniformare alla legge della giungla ed al suo motto “Zimmer fa schifo”.

E’ figo ed anche semplice dire che Zimmer fa schifo: anche se non si capisce nulla di muisca, basta dire che Zimmer scrive tre note a film e si è automaticamente referenziati per parlare di colonne sonore di film!

Dizionario-dei-luoghi-comuniIl modo di fare e di sentenziare non tanto dei blogger, quanto dei commentatori dei siti web, mi ricorda terribilmente lo sciorinare sorridente e convinto dei tanti luoghi comuni da parte dell’alta borghesia francese splendidamente deriso da Gustave Flaubert nel geniale libello Dizionario dei Luoghi Comuni (lettura imperdibile, nella meravigliosa edizione della Adelphi, con traduzione del poeta Rodolfo Wilcock… se non lo avete letto, correte subito in libreria a procurarvene una copia e già che ci siete prendete anche le poesie di Wilcock…).

Disposte  in perfetto  ordine alfabetico, le voci del dizionario di Flaubert si susseguono una dopo l’altra, giammai con la definizione della voce stessa ma con l’indicazione, preziosa, di ciò che una persona della buona società dovrebbe sempre affermare sull’argomento.

Così, alla voce ACADEMIE FRANCAISE, si legge “Denigrarla, ma far di tutto per diventarne membro”; qualche riga dopo troviamo la voce AMERICA e le seguenti cose da dire al proposito Bell’esempio di ingiustizia: Colombo la scoprì ed ora porta il nome di Amerigo Vespucci. Fare un discorsetto sul self-government. Senza la scoperta dell’America, non avremmo la sifilide e la fillossera”; e poi, a raffica, troviamo ERUDIZIONEDisprezzarla come segno di un animo ristretto“, MULINO “Sta benissimo nei paesaggi“, ASPIDE “Animale noto per via del cestino di fichi di Cleopatra“, SARTINE “Non ce n’è più, di sartine (questo deve essere detto con l’aria abbattuta del cacciatore che si lagna della scomparsa della selvaggina)” e noi lettori di oggi possiamo benissimo immaginarci le dame ed i signori di questo ipotetico salotto della borghesia francese che, ascoltando queste affermazioni, sorridono ed annuiscono di approvazione, riconoscendo, in chi le dice, uno di loro.

Zimmer-02Allo stesso modo, basta fare così anche in un blog dove gli sputa-sentenze di turno parlano di cinema: entrare dicendo “Zimmer fa cagare, molto meglio Silvestri”… e già possiamo vedere apparire i “Mi Piace” e i “Quoto” degli altri visitatori ed admin mentre leggono compiaciuti di un altro adepto entrato nell’allegra brigata del pensiero certo non-mainstream, ma molto, molto, molto banale.

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9 pensieri su “Hans Zimmer, Gustave Flaubert e i luoghi comuni

  1. Ho appena letto il primo articolo di Kasabake, che potremmo chiamare “la voce della verità”. Questo post è un pezzo di storia e come tale dovrebbe essere riconosciuto sulla piattaforma WordPress!

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  2. Che bello!
    E’ stato effettivamente il primo post del mio blog sulla piattaforma WordPress!
    Sono felicissimo che, a distanza di tanto tempo, il primo commento sia proprio il tuo…
    suona un po’ come uno di quegli abbracci che ogni tanto ci scambiamo io e Lapinsù nella “chat” dei nostri commenti e con te ha un gusto del ritrovarsi….
    Sciocco, non è vero? Visto che non ci siamo mai persi… ed anzi, abbiamo sovente una sintonia di gusti, malgrado la diversa età, che mi fa sorridere ogni volta…
    Il post era ancora acerbo come linguaggio, avrai notato, ma c’era tanta voglia di dire la propria… e poi l’amore per Zimmer ed i film che ha musicato… li ho amati davvero quasi tutti, dal sacro al profano e (cosa buffa) mi sta capitando la stessa cosa in questo periodo con il bravissimo Desplat, da te citato nell’articolo sul film di Garrone… che avevo già apprezzato nella soundtrack di altri film, non ultimo “Grand Budapest Hotel”…
    Il cinema è davvero come il mare in perenne circolo (ri-circolo). come un gorgo che spinge tutto sul fondo e poi lo fa riemergere in superfice, come la distesa d’acqua del pianeta cervello di “Solaris”, come la realtà pentadimesionale di “Interstellar”, da dove Cooper muove e getta a terra i volumi della libreria e muove i fili per segnalare la salvezza del mondo, dove passato e futuro si confondono e le idee (le scene), i piani-sequenza (o anche solo i long take), si assomigliano…
    Mi sono lasciato un po’ andare… siamo così lontani dal presente, in questo post, che tanto nessuno ci sente!
    Un abbraccio, Dave!

    P.S. Ma lo hai visto e sentito Diego Stocco? Il sound designer italiano che ha aiutato Zimmer per la soundtrack di “Sherlock Holmes“? Pazzesco…

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  3. Zimmer è un compositore di livello eccelso non ci sono dubbi. Ed anche Despalt sta dando vita a colonne sonore più che interessanti… so poco di Diego Stocco, ma già il fatto di aver lavorato con Zimmer ad una colonna sonora stupenda, come quella di Sherlock Holmes, gli fa onore ed è un ottimo “biglietto da visita”.

    Ci risentiamo dall’altra parte dell’armadio, nella stanza di Murphy, sotto i nostri articoli del presente!

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  4. Pingback: Maledetti vi amerò: le pecore e gli Opinion Leader | kasabake

  5. Zimmer è un meticoloso maestro, non c’è niente da aggiungere. Zimmer segue il film con la musica e fraseggia con le scene ed è la sua colpa. Eppoi diciamolo, vincere un Oscar con un cartone animato è da sfigati.
    😉

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    • Ah, ah, ah! Hai ragione! Non doveva permettersi…
      Sto ripensando a molte sue colonne sonore e la tua affermazione “fraseggia con le scene” è perfetta: quando si ascoltano le sue soundtrack in disco, si ascolta solo una parte del lavoro, perché le musiche di Zimmer nascono insieme al film stesso e non sono mai solo un “commento” sonoro, ma un parte della diegesi filmica.
      C’è in particolare una scena, con protagonista Selina, in casa Wayne, nel terzo film del Dark Knight di Nolan, dove la suspense è condotta solo dai dialoghi, quindi contrappuntata dalle note del pianoforte ed infine scandita dal montaggio delle riprese alternate tra campi strettissimi sui visi e piani americani e tutto in nemmeno un minuto!
      Mi divertirò a parlarne in uno dei prossimi Kasa Shots!
      Grazie per la tua frequentazione sulle pagine del blog, Gianni, è per me continuo motivo di orgoglio!

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